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lunedì 13 ottobre 2008

Di sicuro ci sono solo i soliti sconfortanti dati sulle vittime del lavoro

di Trippi
Ogni giorno in Italia si verificano 2.500 incidenti sul lavoro, muoiono 3 persone e 27 rimangono permanentemente invalide o mutilate.


Questo l'allarme lanciato oggi dall'ANMIL, l'Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro, in occasione della 58esima giornata per le vittime del lavoro.
Nel 2007 le vittime sul lavoro, sulla base dei dati Inail, sono state 1.210, in diminuzione rispetto ai 1.341 casi del 2006, in calo anche gli infortuni totali - 912.615 nel 2007 - 15.000 unità in meno rispetto all'anno precedente. I problemi, come detto anche tra le nostre pagine più volte, sono sempre gli stessi, la mancanza di controlli efficaci, validi sistemi di applicazione delle norme - che già esistono- nascita e crescita di coscienza di una cultura del lavoro in sicurezza.
Tra i temi sollevati nella giornata i rimborsi inadeguati che vengono elargiti agli invalidi e ai superstiti delle vittime. Non vengono aggiornati dal 2000: ecco perchè la vedova di una vittima del lavoro riceve un'indennizzo di 700 euro al mese!
Nessuno chiede miracoli o risarcimenti milionari, basterebbe l'applicazione delle norme che esistono, basterebbe quando ormai il danno è fatto, risarcire in modo adeguato, garantire la possibilità di recuperare il danno fisico e psicologico alla vittima. Consentire di sopravvivere dignitosamente ai familiari delle vittime.
Basta poco che ce vo?
Buon lavoro a tutti!

AAA marito in affitto offresi per manutenzione domestica



Di Trippi
Se siete single e lottate con lo scaldabagno, avete qualche problemino all'impianto elettrico e volete i vantaggi dell'avere un uomo tuttofare per casa giusto per il tempo necessario a risolvervi i problemi, senza doverlo sopportare per il resto del tempo... in Argentina hanno trovato un ottimo sistema.
Il marito in affitto!
A 12 euro l'ora ci si accaparra un macho che ti riaggiusta la vita!
L'idea sarebbe venuta a una signora argentina che dopo le continue richieste di una vicina di casa di avere in prestito il marito della donna, ha deciso di noleggiarglielo.

Chiamala stupida, nel mentre il giro delle clienti è arrivato a 2000, lasciamo perdere che ogni tanto arriva qualche richiesta di servizio completo... ma nel complesso non si può lamentare.
Nel mentre l'idea ha preso piede anche nel nostro paese.
I bigliettini che vedete appiccicati nel post vengno dritti dritti dal sito del signor Giampiero che ha 55 anni e una grande passione per il fai da te arrotonda mica male facendo lavoretti a domicilio! L'idea ha funzionato così bene che nella zona di Monza e provincia la famiglia conta ormai ben 7 membri!

venerdì 10 ottobre 2008

I mercati sono fermi! Cassintegriamoci!





Di Chica Mala

E’ fresca la notizia che il gruppo FIAT ha incrementato il ricorso alla cassa integrazione.

Rispetto all’annuncio di luglio dei vertici della casa automobilistica della Mole, a quanto pare la necessità di ridurre la produzione, alla luce dell’aggravarsi della crisi economica e del conseguente stallo dei mercati, è aumentata, così da dover aggiustare il tiro aggiungendo 4 settimane alla “rosea” previsione estiva.

Meno male che i sindacati davano FIAT come un’azienda solida e ben riposizionata sui mercati, ha rinnovato la gamma dei modelli grazie soprattutto ai lavoratori, determinanti per il suo rilancio.

Essendo argomento di grande attualità, cerchiamo di comprendere i meccanismi che portano le imprese ad utilizzare questa forma di sostegno prevista dalla nostra legislazione.

Esistono due tipi di cassa integrazione:
· cassa integrazione guadagni ordinaria
· cassa integrazione guadagni straordinaria

Vediamo ora nel dettaglio in cosa consistono e quali sono le differenze.

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA

Spetta agli operai, impiegati e quadri delle imprese industriali in genere e delle imprese industriali e artigiane del settore edile e lapideo in caso di sospensione o contrazione dell’attività produttiva dovuta a eventi temporanei e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori o a situazioni temporanee di mercato.
Le imprese devono presentare la domanda alle sedi INPS, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso, nella settimana in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.
L’importo erogato al lavoratore corrisponde all’80% della retribuzione globale, che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate.L’importo del trattamento ordinario però, non può superare un limite massimo mensile (per il 2008 è di Euro 858.58, elevato a 1031.93 in caso di stipendio superiore a Euro 1857.48).
I periodi di cassa integrazione sono utili per il diritto e per la misura della pensione.
La cassa integrazione può essere concessa per un massimo di 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi (in determinate aree elevato a 24 mesi). Per le imprese edili e quelle del settore lapideo, la durata massima, in caso di sospensione del lavoro, è di 13 settimane (elevato a 52 settimane quando si tratta di una riduzione oraria).
Se il lavoratore in CI svolge contemporaneamente attività retribuita senza averlo prima comunicato alla propria sede INPS, decade il diritto all’erogazione. In caso di comunicazione preventiva la prestazione è sospesa per la durata dell’attività lavorativa.

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA

Spetta agli operai, impiegati e quadri, in caso di ristrutturazione, riorganizzazione, di conversione, di crisi aziendale e nei casi di procedure concorsuali di:
Imprese industriali anche edili, imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione e dei servizi di pulizia. Esse devono avere occupato più di 15 dipendenti nel semestre precedente la presentazione della domanda;
Imprese commerciali, di spedizione e trasporto e agenzie di viaggio e turismo che occupano più di 50 dipendenti, esclusi gli apprendisti;
Imprese di vigilanza.
Non si può chiedere l’intervento straordinario per le unità produttive per le quali è stato richiesto, per lo stesso periodo, l’intervento ordinario
La scelta dei lavoratori da porre in CI deve essere effettuata in base al criterio della rotazione tra coloro che svolgono le stesse mansioni. Se l’azienda non ritiene di poter applicare la rotazione, deve indicarne i motivi nella domanda di ammissione al trattamento speciale di CI.
La domanda deve essere presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui è iniziata la sospensione o la riduzione di orario. La domanda deve contenere il programma di risanamento che l’impresa intende attuare, il progetto di ristrutturazione o riconversione aziendale, il conto economico e la situazione patrimoniale dell’ultimo triennio.
Gli importi sono corrisposti nella stessa misura utilizzata per la CI ordinaria.
La CI straordinaria dura al massimo 12 mesi per le crisi aziendali, 24 mesi per la riorganizzazione ristrutturazione e riconversione aziendale, 18 mesi per i casi di procedure esecutive concorsuali. Gli interveti ordinari e straordinari non possono nel complesso superare 36 mesi in un quinquennio.
I termini di decadenza e sospensione sono gli stessi della CI ordinaria.

Bene! Esaurito l’argomento, visti i termini e le modalità dei principali interventi a sostegno delle imprese in difficoltà, possiamo momentaneamente abbandonare il filone delle “catastrofi” all’italiana e tornare, finalmente, a temi più frivoli.

Alla prossima!





Il posto è mobile. Qual piuma al vento - II parte


Di Chica Mala






Abbiamo già parlato della procedura di mobilità e dell'iter che le imprese devono percorrere per avviarla. Ora possiamo affrontare l'altro aspetto: la parte che riguarda da vicino il lavoratore licenziato, ovvero l'indennità di mobilità.


Come accennato nel post precedente, una volta conclusa la procedura di riduzione del personale, L'imprenditore deve inviare alla direzione regionale del lavoro l'elenco dei dipendenti in esubero. Deve tassativamente indicare per ognuno di loro qualifica, inquadramento, età e carichi familiari; inoltre deve indicare i criteri utilizzati per l'individuazione dei lavoratori posti in mobilità.



Chi può beneficiare dell'indennità?




  • Gli operai, gli impiegati e i quadri con contratto a tempo indeterminato licenziati da aziende rienranti nell'ambito di applicazione della CIGS (cassa integrazioni guadagni straordinaria) ed il cui rapporto di lavoro sia stato risolto a causa di licenziamenti collettivi o per riduzione del personale , in possesso di un'anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui almeno 6 di effettivo lavoro.


  • I lavoratori licenziati da datori di lavoro che non hanno attivato la procedura di mobilità, iscritti nelle liste di mobilità a seguito di propria specifica domanda, sempreché il licenziamento dipenda da una totale cessazione dell'attività aziendale (...)


  • I lavoratori già dipendenti da imprese sottoposte a procedura concorsuale e collocati in mobilità dal responsabile della procedura stessa.


  • I soci di cooperative di lavoro


  • I lavoratori di imprese che gestiscono servizi di pulizia in appalto con più di 15 dipendenti


  • I lavoratori a domicilio iscritti nelle liste di mobilità


  • Nei limiti stabiliti, i lavoratori licenziati da imprese che occupano meno di 15 dipendenti per giustificato motivo oggettivo, connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro.

Sono invece esclusi dal beneficio





  • I dipendenti delle imprese edili


  • I dirigenti e gli apprendisti


  • I lavoratori con contratto a tempo determinato e i lavoratori stagionali


  • I dipendenti di datori di lavoro non imprenditori, come le associazioni politiche o sindacali, le associazioni di volontariato, gli enti senza fine di lucro, gli studi professionali.

L'indennità spetta in misura del 100% del trattamento per i primi 12 mesi; l' 80% del trattamento dal tredicesimo mese.


La durata del trattamento varia in relazione all'età del lavoratore e all'ambito territoriale in cui si trova l'unità produttiva da cui è stato licenziato:



  • Se il lavoratore ha meno di 40 anni la durata del trattamento è di 12 mesi (24 nel mezzogiorno)

  • Se il lavoratore ha un'età compresa tra i 40 e i 50 anni la durata del trattamento è di 24 mesi (36 nel mezzogiorno)

  • Se il lavoratore ha più di 50 anni la durata del trattamento è di 36 mesi (48 nel mezzogiorno).

Comunque sia il trattamento di mobilità non può avere una durata superiore all'anzianità maturata presso l'azienda che ha licenziato il lavoratore.


L'indennità è erogata dall'INPS a seguito della presentazione da parte dei lavoratori interessati di apposita domanda, al centro per l'impiego del luogo di residenza.


La domanda, a pena di decadenza, deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di licenziamento.


Il lavoratore, in casi specifici, può ottenere il pagamento dell'indennità anticipatamente, in un unica soluzione.


L'anticipazione spetta anche se il lavoratore collocato in mobilità inizi un'attività imprenditoriale senza concorrervi con lavoro prevalentemente proprio.


Il lavoratore può essere cancellato dalle liste di mobilità e decade il beneficio dell'indennità



  • Se rifiuta di essere avviato a un corso di formazione professionale autorizzato dalla regione o non lo frequenta regolarmente

  • Se non accetta l'offerta di un lavoro professionalmente equivalente inquadrato ad un livello retributivo non inferiore del 10% rispetto all'inquadramento di provenienza

  • Se non accetta, in mancanza di un impiego aventi le caratteristiche di cui sopra, di prestare opere o servizi di pubblica utilità

  • Se non risponde, senza giusta causa, alla convocazione da parte degli uffici preposti, per sottoporsi ad un colloquio finalizzato ad una possibile ricollocazione

  • Se è stato assunto con contratto full time ed indeterminato

  • Se si è avvalso della facoltà di percepire in unica soluzione l'indennità di mobilità

  • Se ha percepito l'indennità per il periodo massimo previsto dalla legge.

Ora che abbiamo tutte queste informazioni, le idee sono un po' più chiare; La mobilità, in tutte le sue sfaccettature non è più un mistero così fitto e, anche se l'argomento è sempre attuale e all'ordine del giorno, anche per interposta persona, possiamo passare ad altro.


Nei prossimi post, vedremo come funziona un'altro istituto usato ed abusato: la cassa integrazione.









giovedì 9 ottobre 2008

Il posto è mobile. Qual piuma al vento - I parte


Di Chica Mala



La crisi economica ormai, da spauracchio si è elevata a vera e propria realta'. L'odore di recessione è pari al tanfo delle fogne di Calcutta. Le aziende tracollano, minacciano il fallimento e che fanno per sanare i loro dissestati bilanci?



Licenziano! In massa!



Si ristruttura, si riorganizza, si studiano eventuali riconversioni e tutti i lavoratori che non possono essere ricollocati nel futuribile assetto societario, hanno la "fortuna" di poter usufruire del trattamento di integrazione salariale straordinaria, in una parola: MOBILITA'.



Un argomento che mi tocca da vicino, del quale sento parlare tutti i giorni ultimamente. La mobilità è il futuro che si prospetta davanti a tanta gente che conosco e che incontro ogni mattina. le domande si affollano, si cerca di capire come funziona, chi ne può beneficiare e in quali termini, allora perchè non fare un sunto di quello che la Legge Italiana prevede.






Le imprese ammesse al trattamento di integrazione salariale straordinaria che nel corso del programma di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione ritengano di non essere in grado di garantire il reimpiego di tutti i lavoratori sospesi, né di ricorre a procedure alternative possono avviare la procedura di mobilità per il lavoratori in esubero.



A tal fine l'impresa deve dare preventiva comunicazione alle rappresentanze sindacali aziendali, nonché alle rispettive associazioni di categoria. In mancanza delle predette rappresentanze la comunicazione deve essere indirizzata, anche per il tramite dell'associazione dei datori di lavoro alla quale l'impresa aderisce, alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale.





Ma cosa deve contenere questa comunicazione ?









  • L'indicazione dei motivi che hanno determinano la situazione di eccedenza;



  • l'indicazione dei motivi tecnici, organizzativi o produttivi che non consentono di adottare misure alternative;



  • l'indicazione del numero, della collocazione aziendale e dei profili professionali del personale eccedente nonché del personale abitualmente impiegato;



  • l'indicazione dei tempi di attuazione del programma di mobilità;



  • l'indicazione delle eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell'attuazione del programma;



  • l'indicazione del metodo di calcolo di tutte le attribuzioni patrimoniali diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e dalla contrattazione collettiva.


Alla comunicazione va allegata copia della della ricevuta del versamento all'inps, a titolo di anticipazione, di una somma pari al trattamento massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei lavoratori ritenuti eccedenti.



Copia di tale comunicazione deve essere inviata alla direzione provinciale del lavoro.



A richiesta delle rappresentanze sindacali e delle rispettive associazioni, entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione si procede ad un esame congiunto tra le parti, allo scopo di esaminare le cause che hanno contribuito a determinare l'eccedenza di personale e la possibilità di un sia pur parziale riassorbimento di esso anche attraverso contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro.



Tale procedura deve concludersi entro 45 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione dell'impresa. Decorso questo temine, l'impresa comunica alla direzione provinciale del lavoro i risultati della consultazione e i motivi dell'eventuale esito negativo di essa.



In difetto di accordo la direzione provinciale del lavoro convoca le parti per un ulteriore esame e può formulare proposte per il conseguimento di un accordo. Tale ulteriore esame deve concludersi entro 30 giorni decorrenti dalla data di ricevimento della comunicazione dell'impresa.



Raggiunto l'accordo sindacale, o, comunque, esperita la procedura, l'impresa può collocare in mobilità i lavoratori in esubero, comunicando loro il recesso nel rispetto dei termini di preavviso.



L'elenco dei lavoratori collocati in mobilità, con l'indicazione per ciascuno di essi del nominativo, del luogo di residenza, della qualifica, del livello d'inquadramento, dell'età, del carico di famiglia, nonché la puntuale indicazione delle modalità con le quali sono stati applicati i criteri di scelta dei lavoratori, deve essere comunicato alla direzione regionale del lavoro, alla competente commissione regionale ed alle associazioni sindacali di categoria dei lavoratori.


Per ora è tutto. Prossimamente Parleremo dell'indennità di mobilità e dei soggetti beneficiari.





Effetto mobbing: tu chiamale se vuoi, emozioni

di Trippi

Mobbing: maltrattamenti sistematici di un lavoratore da parte del datore di lavoro o dei superiori gerarchici (mobbing verticale, bossing) o dei sottoposti (mobbing ascendente);

Condotta: una serie di atti già in se illeciti (assegnazione di mansioni inferiori a quelle spettanti, controlli vietati, discriminazioni, sanzioni disciplinari ingiustificate, ingiurie, minacce, diffamazioni), atti in se leciti complessivamente diretti a perseguitare il lavoratore.

Prima o poi ci passiamo tutti, perchè il nostro capo ha paura di noi, perchè c'è la collega gelosa, perchè siamo troppo disponibili, perchè lo siamo troppo poco! I motivi per cui si entra nel circolo vizioso del soppruso sul lavoro, che ce lo fa detestare e far vivere come un incubo, sono moltissimi. Noi donne siamo forse più fragili, viviamo personalmente gli attriti e somatizziamo i problemi. Finiamo con il portarci a casa il lavoro e viceversa. Gli uomini invece, anche quando ghettizzati, difficilmente cercano lo scontro diretto, si adattano come plastilina alla nuova situazione, cercando di ricavarne il meglio.

Ma per chi in queste sabbie mobili ci deve vivere, come può evitare di essere inghiottito? Come resistere alla tentazione di lasciare il lavoro? Quali le vie d'uscita?

Leggo al riguardo un paio di articoli interessanti sul Sole 24 ore di lunedì scorso e sulla Stampa on line che vagliano il vuoto legislativo intorno al problema e constatano che sono le sentenze a fare giurisprudenza. Sempre più spesso è la cassazione a creare un punto di riferimento. Per colmo d'ironia, nel paese del diritto romano, ci ritroviamo a prendere come punti di riferimento gli usi e le consuetudini come nel common law inglese!

Ma vediamo nel dettaglio, cosa cambia se si rovescia la prospettiva in termini di violazione dei diritti del dipendente:

1- mentre prima per poter giudicare un comportamento come mobbing doveva esserci una persecuzione che provoca una sindrome depressiva, ora basta la lesione dei diritti del lavoratore. Come a dire che senza depressione non poteva essere dimostrata la responsabilità. Adesso si può avviare la causa quando si dimostra che sono stati lesi i proprio diritti;


2 - per il mobbing verticale o bossing: finora il lavoratore doveva fornire la prova di un atteggiamento persecutorio doloso nei propri confronti, insomma la "volontà" di arrecare danno. Ma se invece fosse necessaria una giustificazione del datore del lavoro per il suo comportamento/atteggiamento? Nelle sabbie mobili ci finirebbe il boss nel momento in cui non si riesca a dimostrare una ragione aziendale oggettiva che motivi gli atti nei confronti del dipendente;

3- per il mobbing orizzontale o tra colleghi: il datore di lavoro sarebbe comunque responsabile dell'integrità psicofisica dei propri sottoposti e bloccare la prevaricazione e/o i sopprusi quando li rileva. Ma che cosa si intende per integrità psicofisica? Secondo il decreto legislativo 81/08 sarebbe uno "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia e infermità". Stato che non sono in grado di garantirmi neanche da sola e se qualcuno me lo assicurasse penso proprio che lo sposerei all'istante, altro che volerlo come capo!

4- la durata: si riduce il tempo dell'atteggiamento persecutorio. Mentre prima la vessazione doveva durare almeno sei msei, ora basta molto meno (Cassazione, sentenza 22858/08).

Ma la domanda in questo caso nasce spontanea, quando si rovesciano i termini dal diagnostico alla contestazione di atti che singolarmente non trovano giustificazione si verifica uno scivolamento da mobbing a qualcos'altro, non si rientra in altri ambiti che poco hanno a che fare con quello dell'organizzazione del lavoro?


Non c'è il rischio che possa avvenire una manipolazione al contrario, che sia il lavoratore, a utilizzare come un'ascia impazzita la minaccia della lesione dei suoi diritti per ottenere vantaggi a scapito del proprio responsabile o dei colleghi stessi?

mercoledì 8 ottobre 2008

In bocca al cacciatore di teste




Di Trippi



Cari studenti, laureandi, laureati e persone per cui la laurea ormai è solo un lontano ricordo...



vi segnalo il Career Day, aperto a tutti, che si terrà in Università Cattolica il 15 ottobre presso la facoltà di Economia, in via Sant'Agnese 2 (MM Cadorna). Potete caricare il vostro cv nel Synesis Forum - meglio in pdf - in risposta alle offerte che potete trovare qui e candidarvi per (infiniti) singoli colloqui con le aziende dei vostri sogni.



Se per mercoledì prossimo non riuscite proprio a liberarvi, niente paura, si replica il19 a Piacenza presso la sede dell’Università in via Emilio Parmense 84.



Ecco che aziende che ci saranno, per ognuna è stata preparata una griglia informativa in cui oltre ad informazioni anagrafic he e storiche potete trovare anche il settore di appartenenza, il fatturato, il tipo di titolo richiesto e le sedi in cui è in corso una ricerca:


a2a, ABB, ACCENTURE, ADIDAS, ALLEANZA ASSICURAZIONI, Allianz, AON, ARVAL, ASSICURAZIONI GENERALI, AUTOGRILL, Banca Popolare di Sondrio, Barclays Bank, BMW GROUP ITALIA, BNL - Polo AMS, CARIPARMA, CGT CATERPILLAR, Clifford Chance Studio Legale Associato, CSC Italia, DELOITTE, eFinancialCareers.it, ENI CORPORATE UNIVERSITY,ERNST & YOUNG, EURAND, Fidital Revisione e organizzazione contabile, GfK Marketing Services, GI GROUP, Gruppo Aviva in Italia, Gruppo Banca Sella, Gruppo Carrefour Italia, GRUPPO TELECOM ITALIA, GRUPPO ZUCCHETTI, Henkel, ING DIRECT, INTESA SANPAOLO, IW Bank, Jobadvisor, JOHNSON & JOHNSON MEDICAL, KPMG, Mazars, MAZEL GROUP, Metis, Mondatori, MONSTER, Pirelli Tyre, Pirelli RE, PRICEWATERHOUSECOOPERS, PROCTER & GAMBLE, Prometeia, Protiviti, Roche Diagnostics, Sopra Group, Stepstone, TNT Express Italy, Trovolavoro.it, VISIANT.



Portate curricula in quantità industriale per potervi presentare personalmente ai responsabili delle aziende, per conoscere chi si occupa del personale e capitalizzare un occasione come questa: il più grande career day del secondo semestre!


Il gioco è fatto se potete giocarvi lauree in settori ricercatissimi come infermieristica, fisioterapia e riabilitazione, farmacia, ingegneria meccanica o elettronica delle telecomunicazioni, informatica il gioco è fatto. In questi settori a quanto pare si cercherebbe disperatamente personale qualificato, che invece scappa all'estero.



Quando parlo di qualificato intendo persone formate in strutture adeguate!


Perchè troppo spesso se si vuole lavorare inItalia, si deve scendere a compromessi, si finisce per lavorare in piccole strutture dove l'appiattimento a qualsiasi altra risorsa strutturale è un MUST, la possibilità di avanzare o crescere è subordinata invece al giro di conoscenze che si possono vantare nel proprio curriculum!


Ma bando al cinismo e caccia aperta al selezionatore!

sabato 4 ottobre 2008

sicurezza sul lavoro e ricordi di dita mozzate


Leggendo un dossier su La Repubblica di oggi, che parla dei cantieri edilizi e dell'assenza dei più essenziali stumenti di sicurezza mi tornano alla mente un sacco di ricordi.

Tornano alla memoria le mani dei colleghi di mio padre,di quando ero bambina: ho visto decine di uomini con una o più dita mozzate; operai di una volta, alle prese con macchinari fatti di lame affilate, che per consegnare in fretta il lavoro e fare contento "il padrone" (adesso è il datore di lavoro, ma una volta si diceva così),spesso e volentieri sacrificavano qualche pezzo della loro carne per guadagnarsi la sua eterna gratitudine. Nessuno denunciava nessuno, niente infortuni, niente denunce, niente cause. Una volta guariti i moncherini si tornava al lavoro e..."amici come prima".

Anni dopo, anche io sono andata a lavorare in fabbrica, ci sono stata cinque anni, in nero, in un'azienda che produceva e confezionava polveri cosmetiche. Otto ore al giorno si respirava talco e le mascherine te le dovevi comprare tu se non volevi farti venire un enfisema; di aspiratori nemmeno l'ombra, o meglio, i bocchettoni c'erano, tutto era predisposto all'apparenza, ma l'impianto non esisteva. Controlli dell'ASL? Certo! Uno all'anno, che cominciava con un giro del capannone e finiva nell'ufficio della "signora", sempre alla volemose bene. Volevi lavarti le mani? il sapone dovevi portartelo da casa. Volevi pulirti il culo quando andavi in bagno? La carta igienica te la compravi tu e dovevi nasconderla nel tuo armadietto custodendola come un bene prezioso, altrimenti i colleghi la usavono tutta.
Ma tornando alle dita, anche qui ho assistito alla triste perdita di un indice, strappato via dalla mano di un meccanico, mentre cercava di aggiustare un macchinario vetusto e decisamente non compatibile con le più basilari norme di sicurezza. Io stessa ho rischiato una falange sotto una pressa, ma.. ero in nero, erano i primi anni novanta e di lavoro non ce n'era e soprattutto ero giovane e stupida, quindi, la versione ufficiale in ospedale fu che avevo chiuso il dito nella portiera della mia auto.

Sono passati altri quindici anni e cosa è cambiato?


Quando girate per la città provate ad osservare gli operai che lavorano per strada o sulle impalcature, quanti di loro hanno le scarpe antinfortunistiche? quanti il caschetto giallo? quanti le imbragature a norma se devono stare in aria sospesi?

Prima non c'erano le Leggi, di conseguenza niente controlli e adesso? Le leggi ci sono ma nessuno controlla.

E allora domando nuovamente: cosa è cambiato?


venerdì 3 ottobre 2008

Direi che lei fa troppe storie! Lasciamo perdere

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----- Original Message -----
From: <*******@***.it>
To: <marketing@**************.it>
Sent: Friday, October 03, 2008 11:23 AM
Subject: R: Colloquio


Buongiorno,
mi dispiace dover annullare il nostro appuntamento di
lunedì, ma è sopraggiunto un imprevisto sul lavoro e non potrò essere
presente.
Se per lei non ci sono problemi potremmo rinviare l'incontro
a martedì o giovedì mattina.
Mi scuso ancora.
Cordiali saluti
**********
*****
______________________
Inviato il: 03/10/2008 11:34
A: <*******@***.it>
Cc:
Oggetto: Re: Colloquio


Direi che fa troppe storie! Lasciamo perdere.


Marketing/Presidenza

** ********* ********** S.R.L.
p.za Cinque Giornate * - 20129 Mi
tel. 02-54***** - fax 02-54*********
_____________________________________________________


Queste sono le e-mail con cui è saltato il colloquio per il settore marketing di una nota azienda che fornisce servizi internet professionali alle aziende! Con una rispostaccia così la mia prima reazione è di sconcerto, poi di delusione e infine di rabbia.
Per carità me ne farò una ragione - anche perchè se le premesse sono queste meglio aver perso subito l'occasione di approfondire i rapporti - sai che affare avrei fatto a lavorare con questa gente?
Ma questa mia considerazione non toglie e non cambia la situazione paradossale di noi precari:
siamo tenuti per il collo da datori di lavoro che ci sottopagano, nonostante ci facciano lavorare con criteri orari tutti loro per coprire le carenze di personale, siamo paralizzati dalla difficoltà tangibile di trovare tempo e modo di andare a fare colloqui con altri.
Quando parlo con amici e colleghi nella mia situazione mi vengono in mente quei documentari del National Geografic in cui fanno vedere dei pesci che si dibattono nel fango umido, quel che resta di un lago che fino a non molto tempo prima era pieno di vita!
Insomma, va a finire che mi identifico sia nel pesce che nel lago!
Trippi

giovedì 2 ottobre 2008

Ma che ti ridi!

In questo momento di crisi economica, in Italia e in tutto il resto del mondo, c'è chi se la gode e se la ride parlando con i giornalisti del suo ingaggio milionario:

Josè Mourinho (allenatore dell'Inter), lo "Special One", come ama definirsi scherza con i giornalisti durante conferenza stampa post-derby, giocando sulle cifre... 9 milioni, anzi 11, no 14 con premi e diritti di immagine.

Pensare con con il suo cachet si potrebbero pagare stipendi per un anno a ben 1000 "Normal One"!



Beh, non ci trovo niente da ridere!



Fonte
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