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mercoledì 8 luglio 2009

Buon minipasto


di Trippi
Ieri, durante la mia pausa pranzo nella solita gastronomia vicino all'ufficio, la signora che gestisce l'attività solleva lo sguardo dal mazzetto di buoni pasto che sta conteggiando e mi fa:
"Ma come si fa a dare dei buoni pasto da 1 euro? Che senso ha? Ma che aziende sono queste?"
.
Non ho saputo rispondere alla signora, anche perchè con un buono di quel valore non esce neanche una colazione, ma giusto un caffè al banco!
Però sarei stata in grado di darle una risposta se mi avesse fatto la stessa domanda per il MIO buono pasto.
La cifra sul ticket è €5,29 perchè è l'importo defiscalizzato, se fosse superiore non sarebbe più considerata come "servizio sostitutivo mensa" e scatterebbero tasse e contributi per aziende e lavoratore. Da 12 anni!
Non è che io abbia i buoni pasto da 5.29 da 12 anni intendiamoci, il valore è oscillato, nel passaggio da un posto di lavoro all'altro dai 5.29 ai 7 ai 6,20 (la differenza di scarto mi venne compensata in busta paga con un superminimo imbarazzante). Ora che ci penso ringrazio le aziende che me li hanno fornito questi benedetti buoni, qualunque valore avessero. Imparai ad apprezzarli quando smisi di riceverli. Infatti dopo l'ultimo lavoro "di prestigio" in una casa editrice venne il "periodo buio" quello del telemarketing per i capannoni, i tre lavori al prezzo di uno, quelli a cottimo e via di seguito. Altro che buoni pasto, dovevi ringraziare se riuscivi a ingurgitare qualcosa davanti allo schermo del computer, in velocità e a carico tuo!
Io però sono curiosa di sapere in quale mensa sia possibile consumare un pasto a 5.29 euro?
Ah si, mi vengono in mente un paio di posti a Roma, in pieno centro, gli avventori, si mormora, consumano pesce, leccornie e ogni ben di Dio, nonostante si tratti di un luogo laico (ma non troppo) a prezzi non dico modici, ma imbattibili!
Ecco se dobbiamo aspettare che quegli avventori, abituati a quei prezzi stracciati, si rendano conto del carovita stiamo freschi.
Che ne sanno LORO di quello che ci compro IO con un ticket?
Nel baretto sotto l'ufficio mi esce una piadina (quella chiusa, per quella aperta esco fuori budget) e un caffè. Se voglio una bottiglietta d'acqua devo ridimensionare il menù a un panino e riesco anche a portarmi a casa uno scontrino con scarabocchiato qualche centesimo di resto. Quando vado alla trattoria, poi, di buoni pasto devo consegnarne due, il proprietario è talmente abituato alla trafila che quando qualcuno paga in contanti lo guarda di sottecchi e fa untuoso: "le serve lo scontrino?". Ecco questa è una domanda che mi manda in bestia, a parte che lo scontrino andrebbe fatto comunque, anche quando uno paga con la moneta virtuale, ma poi non è che a uno lo scontrino serve, lo si deve fare e basta, se poi me lo chiedi lo voglio a maggior ragione ecchebip!
Ma sto tergiversando, torniamo al punto.
La realtà è che se non si ha l'appetito di Lady Diana nei momenti bui o non si è perennemente in dieta ipocalorica è praticamente impossibile consumare un pasto con una cifra ferma a oltre dieci anni fa. Una delle aziende produttrici di ticket ha lanciato una campagna per l'adeguamento della cifra al carovita e fornisce a confronto il valore defiscalizzato in Francia 9 euro, Spagna 7 euro, Portogallo 6.70.
A quanto pare nei giorni scorsi sarebbe intervenuto a favore persino Brunetta!
Ora però vi saluto perchè è l'una e mi è venuta fame!



martedì 7 luglio 2009

Solo posti in piedi. Se te la senti?


Di Chica Mala
L'ultima trovata del patron di Ryanair, Michel O'Leary? far viaggiare in piedi sui suoi velivoli.
Un'idea per tagliare i costi ulteriormente e di conseguenza aumentare i profitti, a sua detta del 20%. In sostanza se te la senti di rinunciare alla poltroncina puoi viaggiare gratis.
La proposta è già stata sottoposta alla Boeing, produrre aerei con un buon numero di sedili in meno così da poter riempire i voli diminuendone la frequenza.
Alla fin fine, se pensiamo che un'ora in treno o in metrò in balia degli scossoni e delle frenate, con gente sudata e maleodorante addosso sono più o meno la stessa cosa, si potrebbe anche fare.. Per contro mi dico che non ho più vent'anni e già non reggo i mezzi pubblici di terra figuriamoci quelli sospesi per aria. Poi, in fase d'atterraggio, non potendomi staccare da saldi appigli, come potrei sperticarmi nell'immancabile applauso al pilota?



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lunedì 6 luglio 2009

Questo blog aderisce alla giornata di silenzio


per la libertà d'informazione online

di Diritto alla rete

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva. Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog... Continua a leggere








Noi aderiamo e voi?
Trippi e Chica mala


venerdì 3 luglio 2009

Progetto "Lost In"



Di Trippi

Che s'ha da fa per campà?! In mancanza di fondi, ma in abbondanza di talento un gruppo di ragazzi percorre online la via dell'autopromozione.
Il video "Lost in Berlusconi" è davvero bello e ben realizzato, vi propongo la versione sottotitolata in inglese. Nel loro sito potete vedere la versione italiana e trovare le coordinate per aiutarli a finanziare il progetto, perchè per citare loro:
"Se ognuno degli utenti che ha visto 'Lost In Berlusconi' fino ad oggi avesse donato 10 centesimi di euro sarebbero state ripagate tutte le spese sostenute" (il video è on line dal 12 giugno-ndr).





LOST IN BERLUSCONI

Cast
Screenplayer #1 Fabrizio Giannini
Screenplayer #2 Alessandro Averone
Screenplayer #3 Stefano Fresi
Screenplayer #4 Roberto Pappalardo
Dharma Man Cobol Pongide

www.kook.it

Buona visione!

Altri post sul tema:
Riunioni di gabinetto
Le certosine di villa certosa
Papi, papi, papi chulo... o ciulo?
Che rottura!
Single ladies dalla tv al parlamento commerciale

giovedì 2 luglio 2009

I "ferri" del mestiere


di Trippi

Non so per quale strana ragione si finisce con il trascurare nella propria vita privata gli aspetti legati al proprio lavoro. Così l'estetista finirà col depilarsi a colpi di rasoio, le parrucchiere ad avere il parrucco a dir poco scapigliato, gli elettricisti avranno prese e fili volanti per casa, l'idraulico il rubinetto che perde o il lavello intasato, e così via di seguito.
Una che, come me, si occupa di contenuti per i cellulari secondo voi che cellulare possiede?
Ho un nokia 6070 superbasic senza neanche il Wap, talmente conciato che ogni tanto i tasti si incollano e si rifiutano di rispondere ai miei comandi. Così, se mi si incastra il tasto verde che serve a rispondere o a effettuare una chiamata, devo fare il giro di tutte le funzioni del menù (menù/registrochiamate/chiamaterecenti/opzioni/chiama) prima di riuscire nell'impresa!
Siccome al peggio non c'è limite, ho un secondo telefono persino più vecchio e conciato del primo, con la mia Sim storica, una TIM con l'autoricarica 190 e l'opzione tim duetto con il mio ex. Se pensate che l'autoricarica è stata eliminata dalla Tim (era una tariffa svantaggiosa per l'operatore, dolce cuore, 1 euro di ricarica ogni ora di chiamate ricevute) a settembre dello scorso anno e io sento il mio ex (con il quale è finita nel 2005) si e no una volta ogni sei mesi per comunicargli che c'è posta per lui, avete un metro della mia trascuratezza in ambito telefonico!



mercoledì 1 luglio 2009

Se la Triumph chiude 1600 lavoratori restano in reggiseno..


pardon in mutande!




di Trippi




Il colosso dell'intimo sta per chiudere i propri stabilimenti nelle Filippine, 1600 dipendenti resteranno senza lavoro. Ecco perchè il reggiseno è diventato la bandiera della protesta, nuovo simbolo della crisi mondiale e della disperazione.


Queste sono le immagini delle manifestazioni di protesta a Manila. Qui potete vedere la gallery al completo.






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