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venerdì 26 febbraio 2010

Un Hacker sbugiarda i potenti

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di Trippi


Altro che Robin Hood, come dice la BBC e corriere.it, è proprio come l'eroe di Matrix da cui prende il nome!

Neo, un hacker lettone, smantella la facciata del sistema penetrandone all'interno e sbugiardando i colpevoli della crisi che ben lungi da pagare il fio, si arricchiscono alla facciazza dei poveracci che hanno ridotto sul lastrico.

La mia sarà pure apologia di reato, ma godo come un riccio a leggere la notizia e posso immaginare la soddisfazione dei suoi connazionali, il cui livello di disoccupazione raggiunge il 23%, il più alto in Europa, e il cui pil è calato di un quarto.

Oddio, se da quello che leggo sul Washington Post è vero che il sistema informatico lettone da sui sono stati rubati i dati mercoledì scorso è basato su software arretrati e i pc vanno a criceti, non è che serva poi questo genio informatico. Però da quello che leggo su Twitter, sono in buona compagnia, sono parecchi gli internauti che importerebbero volentieri questa merce dalla Lettonia nel proprio paese!




giovedì 25 febbraio 2010

Pelo sullo stomaco

c'è bisogno di aggiungere altro?

Trippi


mercoledì 24 febbraio 2010

Piano famiglie


per la sospensione delle rate del mutuo

di Trippi
Soldi soldi soldi.. eh si è il problema di tutti, crisi, perdita del lavoro e ritardi nel pagamento delle rate del mutuo. Stare a galla e non perdere tutto non è un gioco.
Per chi ha subito danni gravissimi quali appunto la perdita del lavoro (licenziamento o cassa integrazione) o un lutto in famiglia, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2010 c'è la possibilità di accedere al Piano Famiglie.

Sarebbe stato meglio ampliarla anche a chi non ha subito eventi così disastrosi, ma naviga comunque in pessime acque e alle piccole e medie imprese strozzate da fidi e prestiti con effetti ben peggiori e a catena sui livelli di occupazione e la ripresa dell'economia. Ma tant'è, accontentiamoci e cerchiamo di capire meglio in cosa consiste.

E' un’iniziativa promossa dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui.

Ne può usufruire chi si è intestato un mutuo per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della casa, se rientra in determinati parametri di reddito può rivolgersi alla propria banca, se ha aderito all'iniziativa, per chiedere la sospensione del pagamento.

L'Accordo per il sostegno alle famiglie in difficoltà firmato il 18 dicembre 2009 dall'ABI e dalle Associazioni dei consumatori, prevede la sospensione del rimborso delle rate di mutuo per almeno 12 mesi:
  1. per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale, anche di quelli oggetto di operazioni di cartolarizzazione.

  2. nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui (se il mutuo è cointestato a più persone con 35mila euro ciascuna, il diritto resta) che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell'occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).

  3. La misura si applica anche nei confronti dei clienti che presentano ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi.

Il piano ha degli elementi abbastanza rigidi, ma le singole banche possono migliorare le condizioni di accesso:

  • La richiesta alla propria banca potrà essere effettuata a partire dal 1° febbraio 2010.

  • La banca attiva la sospensione entro 45 giorni.

  • Il rifiuto della sospensione da parte della banca deve essere fatto entro 15 giorni.

Così per esempio, nel documento della mia banca leggo:

  • Se il cliente non ha pagato delle rate precedenti queste possono essere integrate nella sospensione fino ad arrivare a 12 rate.
Ecco l'elenco delle banche aderenti e i termini con cui hanno preso parte (in alcuni casi davvero migliorativi per le fasce di reddito, l'importo del mutuo o quota di rata cui si applica la sospensione). Qui le condizioni di Banca Intesa che ha aderito nelle scorse settimane.
I clienti interessati possono richiedere tale sospensione sottoscrivendo in Filiale l’apposita domanda reperibile in filiale o nel sito dell'ABI.

Qui le risposte alle domande più frequenti.

In bocca al bancario...


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martedì 23 febbraio 2010

Guerre tra poveri ricchi?

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di Trippi


Lasciano senza parole alcuni commenti all'articolo apparso ieri su Corriere.it sulla vicenda della donna manager costretta alle dimissioni dopo la maternità. Colpisce l'astio di altre donne prive del diritto alla maternità, il livore di datori di lavoro sul 100% delle gravidanze a rischio in Italia, la sucumera di altri pseudomanager che ricordano alla signora la precarietà del loro ruolo rispetto a quello impiegatizio.
Senza parole, certo, ma il cervello e le sinapsi continuano a reagire, perchè c'è del vero nelle parole di chi ricorda alla signora a capo di una divisione marketing per anni che è stata la prima a sfruttare in passato altre persone, dall'alto della posizione privilegiata. Viene da pensare che è vero che in Italia ci si mette in maternità a rischio anche quando non è affatto necessario.

Come detto in altre occasioni in queste pagine, nel nostro paese la donna fertile è vista come una bomba a orologeria, figuriamoci la donna in maternità. Comprensibile il disagio nelle PMI, dove davvero l'assenza della dipendente per gli inevitabili problemi legati alla crescita del figlio, ma in una multinazionale?





martedì 16 febbraio 2010

Viral marketing' kids


di Trippi
Un'agenzia inglese, la Dubit, avrebbe reclutato oltre mezzo milione di bambini sopra i 7 anni per diffondere i brand di cui si occupa. Un passaparola tra ragazzini in cambio di uno "stipendio" di 28 euro a settimana.

Tutto questo con il benestare dei genitori dei baby opinion leader, impegnati a barcamenarsi tra l'invasività dei mezzi di comunicazione che annichiliscono ogni spazio personale e la voglia di sfruttare economicamente ogni situazione.

Tra i marchi pubblicizzati Mattel e Coca cola, tra i sistemi più utilizzati per il tam tam, quelli che un tempo venivano usati dalle nostre mamme per le vendite alle amiche con il tapperware o la revlon e i detersivi pseudoecologici: campioni del prodotto, volantinaggio durante le feste, eventi e promozioni.

I piccoli balilla del consumismo del nuovo millennio possono guadagnare soldi anche solo fornendo le preziosissime informazioni su abitudini di consumo, se poi coinvolgono i propri amici in una nuova versione della catena di Sant'Antonio, tanto meglio!

martedì 9 febbraio 2010

"Come posso realizzare un sito aziendale a prezzi modici?"



di Trippi


Mi capita spesso che mi chiamino amici o ex colleghi e mi chiedano suggerimenti su come realizzare un sito per l'azienda di famiglia e informazioni tecniche su start up e-commerce etc etc. Premesso che non ne so una beata.... penso mi chiedano informazioni perchè lavoro in aziende di comunicazione e bazzico da anni nel web. L'equazione parte spontanea ed ecco che nelle menti dei miei conoscenti che ne capiscono meno di me divento una webmaster!

Una supermegaesperta con specializzazione in byte e terabyte!

In realtà io mi occupo da sempre di contenuti non del contenitore: datemi un mezzo, un canale e io ve lo farcisco a modino con delle cose che mi piacciono!

Come mi capitò di spiegare tempo fa per me tv, internet, telefonini non fanno differenza. Vedo schermi di diverse dimensioni e li riempio con contenuti adatti, leggibili e utilizzabili!

So come riempire un sito vuoto su internet e cellulari, ma non sarei in grado di realizzarne uno. Così in genere passo i riferimenti a amici di conoscenti che realizzano siti professionali o istituzionali... il genere che personalmente mi fa orrore e trovo troppo rigidi e poco comunicativi.

Però mi rendo conto che anche quando i siti web vengono realizzati su modelli industriali, ci può essere ancora spazio per un briciolo di creatività e personalizzazione.

Oggi leggevo su Wired di febbraio di questi tre tizi che si sono conosciuti allo SMAU (vivono e operano in città diverse) e hanno deciso di mettere insieme le loro idee d'impresa a servizio piccole imprese e professionisti. Semplice e geniale: offrono pacchetti a partire da un centinaio di euro (per il primo anno) per la creazione di sito web e biglietto da visita correlato, lo scadenzario fiscale e la condivisione di fatture con il commercialista (si può avere la propria modulistica personalizzata) e inoltre la memorizzazione e il backup dei propri dati. Insomma una gestione a distanza delle scartoffie che spesso vengono smarrite negli armadi degli uffici.

Mentre sbirciavo sul sito principale e poi sui singoli dei tre triangolatori, sono finita su questo sito creativo di Arezzo. Ecco quella che per me è comunicazione.. mi veniva voglia di continuare a leggere e sapere di cosa si occupano questi giovani factotum tecnologico!

Così per ognuno dei pezzi della ragione sociale dell'azienda c'è un avatar con un nickname e la propria storia: decisamente più divertente di un sito istituzionale, quasi un blog. Poi magari realizzano siti di m... non so o hanno prezzi incredibili, ma solo a vedere il loro sito e la loro animazione 3d fa venire voglia di essere serviti da loro.



lunedì 8 febbraio 2010

Profondo Rosso nel conto corrente: questo si che è un Horror


di Trippi

Si fa un gran parlare di riforma del sistema bancario, di trasparenza, di supporto alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Ma tanto per cambiare le poche novità non sono certo a favore del correntista. L'ultima stangata arriva dalla modifica delle disposizioni sulle commissioni sul massimo scoperto. Per la serie fatta la legge trovato l'inganno, quella che doveva essere una manovra a favore dei clienti delle banche si è trasformata nell'ennesima stangata. Così guai ad andare in rosso si viene taglieggiati da tassi che fanno sembrare carezze anche i pugni degli strozzini.

Come si può leggere in questo interessante articolo, se non hai un fido o l'abilità di un giocatore delle tre carte con quelle di credito.. beh puoi anche iniziare a piangere. Naturalmente piangi anche se hai un fido e sfori.. Lacrime amarissime.

Ma anche sul fronte fidi c'è poco da stare allegri. Chi strozzato dalla crisi, dai mancati pagamenti dei clienti ha visto ridimensionarsi il proprio giro d'affari si è visto tagliare unilateralmente il fido con proporzioni che passano da 1 a 6 a 1 a 3. In prativa cifre dimezzate e debiti raddoppiati con una laconica comunicazione dalla banca.

Così i titolari delle PMI, la spina dorsale del nostro paese, boccheggiano, soffocati dalla stagnazione del mercato, dal credito evaporato di punto in bianco e peggio che mai vengono ignorati dal sistema delle tutele che tampona le grandi aziende e i dipendenti con contratti tipici.

Per non dire poi del blocco del mutuo per un anno destinato alle famiglie.

Si scopre in fretta che è destinato a chi ha perso un lavoro o chi ha in casa un portatore di handicap. Perchè se si ha un'azienda a conduzione familiare, con un fido da 100mila euro dimezzato e trasformato per il resto della cifra in una rateizzazione del debito non si ha un danno ben peggiore?

Soluzioni? Forse la class action, forse fare fronte comune con le associazioni dei consumatori.

Forse costituirsi parte civile contro uno stato che non solo non fa niente per punire chi ha creato la situazione in cui ci troviamo, ma consente che quel poco di vitale è rimasto nell'economia italiana venga soffocato dalla mancanza di credito.


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