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venerdì 29 ottobre 2010

Sveglia Imbecille!

Dubito ci possa essere una mobilitazione di massa, ma se davvero il 7/12 chiudessimo tutti il conto corrente? O per lo meno ritirassimo una parte dei soldi che abbiamo in banca? Cosa succederebbe?

fonte video

Per sapere di più sull'iniziativa, su Facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=165061130188137

Nel web http://www.losai.net/signoraggio-bancario-e-sistema-moneta-debito.html , dal quale rubiamo una breve descrizione di quello che è definito SIGNORAGGIO BANCARIO

"Per signoraggio bancario si intende la differenza tra il valore di facciata (nominale) di una banconota e il suo valore intrinseco (quello reale), che sarebbe il costo di produzione della banconota stessa.
Il valore intrinseco di una banconota, non cambia a seconda del valore di facciata: che il valore di facciata sia 5€, 10€, 20€, 50€, 100€, 200€ o 500€, il valore reale è sempre circa 0,3€ (30 centesimi), ovvero il costo di stampa (Carta e inchiostro e distribuzione)
(Marcella Fraschi)



Gli italiani (ma si può estendere il discorso a tutta la UE) confidano ancora nei partiti e nei vari
programmi politici nella speranza di evitare la catastrofe economica del paese.
Purtroppo non hanno ancora compreso la natura del loro problema: la sottrazione della
SOVRANITA' MONETARIA con il conseguente SIGNORAGGIO sulla moneta (in passato da
parte della Banca d'Italia e ora da parte della BCE).
Il SIGNORAGGIO trasforma tutti i cittadini da "proprietari" in "debitori" del proprio denaro.
In altri termini ogni banconota stampata viene "prestata" allo Stato; tutte le banconote all'atto di
emissione, cioè, diventano un debito su cui il cittadino paga gli interessi.
Questi, in breve tempo, portano agli interessi composti e alla crescita esponenziale del debito
che, a lungo termine, diventa una minaccia per l'intera economia.
Il SIGNORAGGIO è dunque responsabile della crescita del debito pubblico e del prelievo fiscale.
Dobbiamo, a questo punto, porci delle domande:

1) Perchè lo Stato ha ceduto la sua SOVRANITA' MONETARIA ad una BANCA CENTRALE "PRIVATA", trasformandoci tutti, con un disegno demoniaco, da "proprietari" a "debitori" della
nostra moneta?
2) Perchè questa BANCA CENTRALE "presta"(come se ne avesse la proprietà) le banconote
emesse (aventi un valore convenzionale e dunque non garantite da oro o da altre valute) al
valore nominale e con interessi usurai pur avendo un costo di stampa irrisorio?

Diciamolo pure: siamo in piena usura!!!
Quella stessa usura che incontriamo leggendo i Vangeli o Dante e che da sempre è stata
condannata per essere un vero flagello per chi ne è vittima.
E dove c'è usura c'è anche "voglia di indebitare": prima di tutto lo Stato (debito pubblico), ma
anche il singolo cittadino attraverso le banche ordinarie (debiti privati).
Per far questo si chiude il rubinetto del denaro (rarità del denaro!): facendolo gocciolare si
cerca di spingere tutti a far debiti e, nello stesso tempo, di ostacolarne la restituzione.
E' il sistema bancario che controlla la quantità di denaro in circolazione e decide quanti interessi
dobbiamo pagare sui nostri debiti!
Il problema del debito pubblico non lo eliminiamo con la scelta di un partito o di un programma
politico, ma impedendo a chi lo fa salire in modo esponenziale di rovinarci!!!
RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITA' MONETARIA!!!

Perchè Tante Tasse?
Lo Stato per non far pagare le tasse al contribuente (o suddito?) dovrebbe avere il POTERE DI EMETTERE MONETA (dovrebbe, insomma, avere il potere di stampare le proprie banconote).

Questa SOVRANITA' MONETARIA (a cui lo Stato ha rinunciato!) è stata "trasferita" ad una
banca "privata", cioe' la Banca d'Italia (ora alla BCE).

Le banconote, con costi di stampa irrisori, vengono "prestate" al valore nominale (SIGNORAGGIO) allo Stato e poi da questo, mediante il prelievo fiscale, restituite con
interessi da usura.

Una domanda ai politici: a quanto ammonta il prelievo fiscale per il SIGNORAGGIO ? "

"H. 20.30 - Un gentile amico, a meno di un'ora dalla pubblicazione del post, tramite Neworkedblog (facebook) mi fa notare :

"Questo tipo di farneticazioni gira da sempre ed è sostenuto da persone che non hanno ancora compreso cosa sia una banconota, figurarsi i meccanismi dell'economia. Non sono molto diversi dagli sciachimisti, anzi spesso sono gli stessi.
Se a ...qualcuno interessa approfondire...
http://www.frottolesignoraggio.info/signoraggio.pdf"

Quindi, tutto da valutare.

E grazie a F.R. per il contributo.



400mila euro di multa per una balla

Le bugie hanno le gambe corte, ma sono passati 3 anni, e il ballista può fare ricorso.

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é la cifra che dovrà pagare Antonio Baldassarre per aver diffuso la panzana della Cordata italiana per Alitalia nel 2007.
"La Consob ha sanzionato Antonio Baldassarre con una multa di 400.000 euro e la perdita per quattro mesi dei requisiti di onorabilità, per aver adottato una condotta illecita accreditando, tra agosto e dicembre 2007, l'esistenza di una cordata pronta a rilevare Alitalia."
Baldassarre, già presidente della Rai e della Corte Costituzionale, "ha rilasciato alla stampa molteplici dichiarazioni in un arco di tempo considerevole (agosto-dicembre 2007), così ponendo in essere una condotta illecita volta ad ingenerare il convincimento, rivelatosi errato e comunque fuorviante, circa l'effettiva esistenza di una cordata di imprenditori interessati all'acquisizione della quota di capitale di Alitalia posta in vendita dal ministero dell'Economia e delle Finanze".
Si spiega che  "ha diffuso, nel periodo agosto-dicembre 2007 - attraverso reiterate dichiarazioni dal medesimo rilasciate e pubblicate dalla stampa - informazioni false e comunque idonee a fornire indicazioni false e fuorvianti in merito alle azioni Alitalia, che hanno accreditato la sussistenza di una "cordata" di imprenditori italiani e stranieri dotati delle risorse finanziarie e tecniche necessarie a rilevare la quota del capitale di Alitalia [...] laddove, invece, nessuno dei soggetti di volta in volta partecipanti alla cordata ha mai assunto in concreto l'impegno a mettere a disposizione le risorse necessarie a sostenere l'iniziativa".
La decisione della Consob tiene anche conto del fatto che Baldassarre ha potuto accreditare queste dichiarazioni come credibili "in ragione delle prestigiose cariche, istituzionali e non, ricoperte in passato dal Prof. Baldassarre". Fonte notizia



giovedì 28 ottobre 2010

Al mercato della flessibilità del lavoratore con qualche perlina colorata e molte magie povere

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Mi chiedo cosa ne sarà di certe aziende dopo la stretta sull'orario di lavoro prevista nel nuovo Collegato approvato in via definitiva alla camera e in attesa di pubblicazione nella gazzetta ufficiale.
Quando penso a "Certe aziende", in realtà ne ho in mente una ben precisa, anzi due. Quella in cui io e Chica mala ci smallopavamo 50 ore settimanali per una miseria con puntuale coda di fax e telefonate con l'ufficio del personale che casualmente sbagliava il conteggio in busta paga o ometteva di pagare la sesta giornata etc etc.
Mi viene poi in mente l'azienda rinomata, quella prestigiosa, per la quale lavoravo 16 ore al giorno, con la scusa degli straordinari forfettizzati e il telefono aziendale.
Certo, a sentire il nuovo premio nobel per l'economia, in Italia abbiamo fin troppe tutele. La mia personalissima convinzione, se devo dirla tutta, è che ci siano posti stratutelati e altri in cui più che la flessibilità vige la legge del più forte e chi ha bisogno deve abbassare la testa. Io avevo bisogno e ho abbassato la testa dalle 9 alle 11 ore di lavoro al giorno con il sabato o la domenica compresa, pranzo in 15 minuti al desk e pipì in subordine alla voglia o meno della collega demente di darti il cambio per il tempo necessario, erano la norma.
Tutto questo per uno stipendio che restava comunque bassissimo, perchè se parti da una paga bassa per quanto ti ammazzi di straordinari c'è poco da fare, il salario resta basso.

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Ecco di seguito le novità, penso che ne pagheranno le conseguenze tutte quelle microsocietà di servizi, appaltatrici e subappaltatrici, che tengono la propria manovalanza per il collo e/o per le palle (scusate ma quando ci vuole) pretendendo prestazioni e mansioni che andrebbero retribuite per legge ben diversamente.

 1) Violazione della durata massima settimanale dell'orario – 40 ore, salvo la possibilità per i contratti collettivi di stabilire una durata minore o di riferire l’orario alla durata media delle prestazioni in un periodo non superiore all’anno -. Sanzioni, da 100 a 750 euro, da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di riferimento; da 1.000 a 5.000 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di riferimento. Le stesse sanzioni sono previste per la violazione della normativa sul riposo settimanale. Ricordiamo che si tratta del diritto a fruire ogni sette giorni di un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola coincidente con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliere.

2) Le ferie sono un diritto costituzionale irrinunciabile. La durata è fissata dalla contrattazione collettiva in misura non inferiore a quattro settimane. Tre i periodi di ferie. Il primo, lungo almeno due settimane, deve essere goduto nel corso dell’anno di maturazione. Il secondo, sempre di 2 settimane può essere fruito anche frazionatamente purché entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvo diversa previsione del contratto nazionale. Il terzo periodo è quello che eccede le 4 settimane e può essere fruito in modo frazionato secondo le modalità fissate dal Ccnl. Sanzioni, da 100 a 600 euro, da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata per almeno 2 anni; da 800 a 4.500 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata per almeno 4 anni.

3) Riposo giornaliero. Il diritto prevede la fruizione di 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Sanzioni. Da 50 a 150 euro, da 300 a 1.000 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di 24 ore; da 900 a 1.500 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di 24 ore. (fonte)

Altro punto sono le Maxi sanzioni per il sommerso e la nuova convenzione tra GDF e Uffici provinciali del lavoro. Mi chiedo a quale andrà incontro il datore di lavoro cosentino che ha assunto il suo lavoratore in "nero" 6 ore dopo la sua morte "bianca", mi chiedo se sarebbe cambiato qualcosa se avesse saputo di questo accordo di programma per la prevenzione del sommerso.
Sorvolo per il momento sulla questione della cosiddetta clausola compromissoria, cioè la possibilità ricorrere ad un arbitro in caso di controversie insorte in relazione al rapporto di lavoro. Perchè tempo che qui gli unici a farne le spese saranno i lavoratori.

fonte foto
Non dico poi che brividi mi corrono per la schiena quando leggo gli esiti del primo, pur necessario tavolo tra confindustria e sindacati per un patto sociale. Sarebbero già stati raggiunti i primi accordi su 4 punti: ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione amministrativa, ricerca e innovazione. La corsia preferenziale sarebbe stata accordata proprio agli ammortizzatori sociali in scadenza (con la richiesta di assicurare ai lavoratori in CIG l'80% della retribuzione anche durante la proroga della cassa integrazione in deroga, cifra che attualmente diminuisce progressivamente). Per citare la mia prof di diritto ed economia prima di chiamare all'interrogazione "nuovo giro nuovo vincitore"! E ho la vaga impressione che il fiocco nella giostra del calcio in culo non sarà esattamente un premio.

Le foto della giostra sono di Un Marziano a Verona.

Collegato Lavoro:



mercoledì 27 ottobre 2010

I profitti agli azionisti e gli obblighi alla collettività

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Come sempre più spesso accade, il governo di un altro paese offre spunto di riflessione.
Parlo della solita Francia che chiede ufficialmente a due colossi dell'auto, Renault e PSA (Peugeot/Citroen) di non intrattenere più alcun rapporto commerciale con una multinazionale statunitense, la MOLEX.

Il colosso americano, specializzato in componentistica per auto è colpevole di aver chiuso una fabbrica su suolo francese licenziando come ovvia conseguenza tutti i dipendenti. Ha recentemente annunciato di non voler più finanziare il "piano sociale" per la ricollocazione dei lavoratori congedati e nel contempo ha aumentato di quasi il 15% i dividendi degli azionisti. A spanne è quanto ha fatto anche Telecom Italia qui da noi o sbaglio?

Il ministro dell'economia dello stato d'oltralpe è stato perentorio e dichiara che utilizzerà ogni mezzo che la giustizia del suo paese mette a disposizione per sanare un comportamento
"..... di disprezzo più totale, sia per i lavoratori di Molex sia per il governo e la giustizia della Francia".

Un esempio di quello che a mio avviso dovrebbe fare un governo che si trova alle prese con un'azienda disposta a venir meno agli obblighi sociali in nome del profitto, quando, per anni ha approfittato di contributi e agevolazioni statali, proprio come per decenni succede con la nostra FIAT che ora nella persona del suo AD sputa nel piatto dove ha mangiato. Non calza perfettamente a pennello certo, qui parliamo di una società straniera che ha investito all'estero e ora si tira indietro ma proprio perchè non si trova su suolo americano non può certo pensare di operare ignorando le leggi delo stato che finora l'ha ospitata. La MOLEX non avrà mica la presunzione di godere di qualche sorta di immunità diplomatica.

martedì 26 ottobre 2010

Cercasi disperatamente falegname


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Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase: "Il lavoro c'è, basta sapersi accontentare".

Forse non è proprio così ma, vero è, che da un recente studio commissionato da confartigianato risulta che per il 2010 è stato ed è difficile per le aziende reperire più del 25% delle figure professionali come, falegnami, installatori di infissi, cuochi, pasticceri, sarti.

Mi viene da pensare che ormai certi tipi di impiego siano bistrattati da chi si affaccia al mondo del lavoro perchè ingiustamente considerati di basso profilo, oppure perchè si è persa la cultura della formazione professionale come c'era una volta. Anni fa si usava andare "a bottega", ad esempio, c'era l'artigiano che si prendeva il ragazzino sotto l'ala e gli insegnava il mestiere, un vero e proprio apprendistato, magari meno regolamentato di quanto lo sia adesso ma sicuramente efficace creatore di professionalità.

Mi sembra abbastanza evidente che in troppi vogliano fare gli ingegneri edili e nessuno il carpentiere, in tanti aspirino a diventare architetti e pochissimi falegnami, tutti medici ma chi lo vuole fare l'infermiere?

Non so ora, ma quando andavo a scuola io, parliamo di 20 anni fa, esistevano una mirade di istituti professionali che permettevano di intraprendere carriere artigiane, ora non so, anche a fronte delle ultime riforme che cosa proponga il panorama scolastico. Sta di fatto che se il mondo del lavoro è in crisi e la possibilità di collocazione in determinati settori è satura sarebbe il caso di aggiustare il tiro in qualche modo, favorendo i giovani orientandoli verso orizzonti ed indirizzi più variegati.

Sono un'ingenua forse?

lunedì 25 ottobre 2010

I 5 comandamenti per le donne in carriera

fonte vignetta

Si tiene oggi presso la sede milanese de Il Sole 24 Ore, il quarto Forum Cultura d'Impresa - Leadership femminile, che quest'anno racconta l'evoluzione delle donne come nuovo motore dello sviluppo sostenibile dell'economia e della società.
Parleranno 24 opinion leader (uomini e donne) di primo livello italiano e internazionale. Da segnalare gli interventi della norvegese Marit Hoel (del Centro per le pari opportunità aziendali ispiratore della legge sulle quote rosa nei Cda), quello dell'imprenditrice dell'anno Elisabet Norderup Michelson (sempre norvegese), la spagnola Carmen Garcia Ribas (docente dell'Università di Barcellona e fondatrice del master spagnolo in leadership femminile) e l'austriaca Monika Stoiber, partner in Italia di A.T. Kearney.

Verranno presentati, poi, tre gli studi inediti firmati proprio da
1) A.T. Kearney, 
2) Luisa Rosti (docente di economia di genere all'Università di Pavia),
3) Lisa Rustico e Michele Tiraboschi (ricercatrice e docente dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, nel cui ambito Tiraboschi è anche direttore scientifico di Adapt – Centro studi internazionali e comparati Marco Biagi).
Potete seguire la diretta sul canale online del Sole 24 ore.
Se dovesse passare, poi la legge sulle quote rosa, si libereranno quasi 1000 posti nei prossimi tre anni, come spiega Monica D'Ascenzo, ed ecco un assaggio dei 5 comandamenti per donne in carriera che aspirano ad occupare quelle poltrone. (continua..)

Metalmeccanico


o con il suo stipendio annuo 4.782.400€ è l'operaio più pagato al mondo (fonte) oppure, come suggerisce la posa plastica della foto qui sopra, ci prende per il c....



venerdì 22 ottobre 2010

"Licenziato! E per cortesia esci dal retro, grazie"


La notizia è di qualche giorno fa, la riporta il "Corriere" ed è la storia di quattro impiegati dell Apple Store di Grusgliasco (TO), licenziati senza una motivazione apparentemente valida.

Sarà che negli ultimi due anni questo triste modus operandi l'ho visto operare decine di volte e l'ho sperimentato, ahimè anche sulla mia pelle, quindi anche se ormai per il web è qualcosa di ormai trapassato ho deciso comunque di scriverne.

I dipendenti, in forze da non più di un mese erano ancora nel periodo di prova, quindi l'azienda ha operato nel pieno rispetto del contratto e nulla deve a chi ancora non si può dire effettivo ma, a detta di almeno due dei dipendenti intervistati le blande spiegazioni dei manager erano del tutto inconsistenti.
"Non sei allineato con lo spirito dell'azienda", "non porgi ai clienti un saluto sufficientemente caloroso".
Le valutazioni dei manager dello Store, peraltro anche loro in prova, visto che il negozio è stato inaugurato da pochissimo quindi tutto il presonale è da poco impiegato lasciano quindi un pò a desiderare. E' vero che bisogna sentire entrambe le campane, verissimo che alle volte ci si trova davanti a persone che in fase di colloquio sono il classico "uomo giusto, al momento giusto" e poi in operativo si rivelano del tutto inadatte ma, lasciatemi dire, chiedere addirittura di abbandonare immediatamente il luogo di lavoro e per giunta uscendo dal retro, questo no! E' umiliante e del tutto incompatibile con l'immagine di una grande azienda che sia la Apple o un'altra.

giovedì 21 ottobre 2010

Infermiera sexy "scopre" la corsia di notte

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Sembra un classico B movie degli anni 70/80, dove procaci Nadie Cassini, Edwige Fenech o Barbare Bouchet facevano le sexy crocerossine.

Un'infermiera di Pisa è nei guai per la sua attività secondaria che svolgeva on line durante i suoi turni di notte.

Pare che affidasse i suoi pazienti ad una collega e si dedicasse a promuovere la sua immagine in vari siti porno grazie ad una webcam.

Ora la corte dei conti toscana chiede i danni: 22mila Euro, 10mila euro per il danno di immagine e 12mila euro per le spese di connessione internet e per l'attività retribuita e non svolta.

La storia sembra sia stata scoperta mesi fa e l'azienda ospedaliera prima ha inflitto una sanzione disciplinare poi ha denunciato il fatto alle autorità.

Libera di fare quello che voleva nel tempo libero, almeno in ospedale, luogo dove per professione doveva accudire i bisognosi malati poteva astenersi no?

Ad ogni modo a giorni ci sarà la sentenza, vedremo come finirà.

Maternità al 100%. Per l'Europa si può



L'Europarlamento vara la proposta di direttiva per la quale si stabilisce che, il congedo di maternità deve essere di 20 settimane pagate al 100%. Cosa molto importante inoltre, sempre in direttiva, I padri devono avere diritto a stare accanto alle loro compagne ed ai loro figli per almeno due settimane, anch’esse pagate al 100% del salario.

Certo, l'iter della proposta è ancora all'inizio ma è sicuramente un gran traguardo. In Italia la situazione non è delle peggiori, la maternità obbligatoria è corrisposta già all'80% per cinque mesi complessivi (2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo, salvo richiesta di flessibilità), ma vogliamo mettere, in tempi di crisi come questo la differenza che potrebbe fare quel 20% in più in busta paga? Potrebbe dare di sicuro un minimo di serenità in più. Il fatto poi di introdurre come principio le due settimane di congedo per i neopapà si tradurrebbe in un aiuto immenso nei primi giorni di vita del bambino, un contributo umano non indifferente.

domenica 17 ottobre 2010

Un applauso alla ragazza del pubblico

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Mentre pranzavo la TV era sintonizzata su Verissimo. A fine puntata ultimo saluto della Toffy Toffanin va a una delle ragazze del pubblico: "Salutiamo Francesca e facciamole un applauso, perchè ha trovato lavoro!".

Tra i gossip vari, chi si prende e si lascia, il lancio del nuovo grande fratello e gli amori presenti e passati di Melita Toniolo fa piacere apprendere una buona notizia: Francesca finalmente va a lavorare.

Non pensiate che il mio commento sia sarcastico anzi, tutt'altro. Forse il miglior scoop della giornata è stato quello rivelato durante i titoli di coda. Brava Toffy mi hai colpito.

giovedì 14 ottobre 2010

Progetto donne&lavoro, 100mila€ a fondo perduto per l'impresa sociale al femminile


Bando
Ecco una bella iniziativa, ecchisenefrega se faccio pubblicità a una rivista e ad un operatore telefonico. Mentre leggo dell'iniziativa mi vengono in mente le persone che potrebbero prendere presentare dei progetti e quali potrebbero essere.
Per farla breve, Donna Moderna, in collaborazione con Fondazione Vodafone Italia, lancia l'iniziativa Progetto donne&lavoro, un bando di concorso che premia l'impresa sociale al femminile e mira ad offrire alle donne un'opportunità di emancipazione e promozione sociale attraverso il lavoro.
A partire da domani, 15 ottobre, fino al 15 gennaio 2011 potrenno essere presentati dei progetti a partecipazione esclusivamente femminile, e quando dico femminile intendo proprio tutte donne, dal direttivo ai soci ad eventuali dipendenti e collaboratori attraverso la costituzione di una impresa sociale (condizione sine qua non per l'erogazione del finanziamento). Al termine verranno individuati tre progetti vincitori in tre ambiti diversi e ad ognuno di questi verrà attribuito la bella sommetta di 100.000 euro a fondo perduto.


Vi incollo di seguito i tre ambiti di partecipazione:

- Solidarietà: progetti per le donne in difficoltà
Chi sceglie di partecipare dovrà proporre un progetto imprenditoriale che favorisca l'inserimento nel mondo del lavoro di donne che hanno subito violenza o che vivono situazioni di disagio socio economico. Se è vero che le donne fanno più fatica a trovare un'occupazione e che sono più minacciate degli uomini dalla disoccupazione e licenziamento, nel caso di una donna che abbia subito violenza gli ostacoli si moltiplicano. Le donne vittime di violenza domestica hanno una maggiore probabilità di perdere il lavoro o abbandonarlo facendo ricadere su di se e i propri figli le conseguenze economiche, educative, sanitarie, sociali. La violenza, infatti, riduce l'abilità a lavorare per il proprio benessere e quello della famiglia. La donna, priva di reddito, è così soggetta a una doppia spirale: quella della violenza e della povertà. Avere invece una maggiore autonomia economica, o comunque delle esperienze lavorative, ha anche un altro beneficio: dà alla donna maggior fiducia, più forza di decisione e riduce la sua vulnerabilità aprendo spiragli prima impensati e l'inizio di un percorso diverso che possa ridare dignità alla persona.
La partecipazione è aperta a tutte le donne maggiorenni senza limiti d'età. Al miglior progetto verranno assegnati 100.000 euro.

- Web: progetti per le nuove professioni
Chi sceglie di partecipare dovrà proporre un progetto web o relativo alle telecomunicazioni e mirato a incentivare l'occupazione femminile. Con lo sviluppo di Internet e del cellulare, infatti, sono nate nuove professioni che possono incentivare l'occupazione femminile.
La partecipazione è aperta a tutte le donne maggiorenni di età non superiore ai 30 anni, laureande o neolaureate. Al miglior progetto verranno assegnati 100.000 euro.

- Casa&lavoro: progetti per la gestione della vita quotidiana
Chi sceglie di partecipare dovrà proporre un progetto che favorisca una migliore gestione delle esigenze lavorative e famigliari delle donne nella vita quotidiana. Per esempio attività legate alla conciliazione del lavoro con la famiglia e al reinserimento lavorativo di una donna dopo la maternità.
La partecipazione è aperta a tutte le donne maggiorenni senza limiti d'età. Al miglior progetto verranno assegnati 100.000 euro.

Come partecipare
Le domande potranno essere inviate a partire dal 15 ottobre 2010 fino alle ore 24 del 15 gennaio 2011. Per presentare la domanda di finanziamento è necessario scaricare il regolamento, la domanda di finanziamento e il piano finanziario, collegarsi al sito della Fondazione Vodafone per registrare i propri dati e inoltrare online i moduli compilati.
È richiesto anche l'invio della copia cartacea e degli allegati al seguente indirizzo:
Fondazione Vodafone Italia, Piazza SS. Apostoli 81, 00187 Roma.

Per informazioni chiamate 0461/283375 (consulenza Euricse) il mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 oppure inviare un'email a donne-lavoro@euricse.eu
Oppure andate ad uno o più incontri in università o in città:

TRENTO - Università degli Studi, 14 ottobre, ore 10,00-11.30
Facoltà di Economia - Sala Conferenze - Via Inama, 5 (possibile entrata anche da Via Rosmini, 42) - 38122 Trento

MILANO - Università degli Studi, 15 ottobre, ore 10,00-11.30
Università degli Studi di Milano - Sala di Rappresentanza - Via Festa del Perdono, 7 - 20122 Milano

BOLOGNA - Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, 18 ottobre, ore 11,00-12.30
Facoltà di Economia (Aula 22) - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna - Piazza Scaravilli, 2 - 40120 Bologna

PISA - Università di Pisa, 19 ottobre, ore 11,00-12.30
Facoltà di Economia - Aula Magna - Via Ridolfi, 10 - 56100 Pisa

CATANIA - Università degli Studi, 20 ottobre, ore 10,00-11.30
Aula Magna - Palazzo Centrale - Piazza Università, 2 - 95131 Catania

BARI - Università degli Studi Aldo Moro, 21 ottobre, ore 11,00-12.30
Facoltà di Economia - Aula Magna - Via Camillo Rosalba, 53 - 70124 Bari

ROMA - Università "La Sapienza", 22 ottobre, ore 11,00-13.00
Facoltà di Scienze della Comunicazione - Aula Oriana Ciciani - La Sapienza (piano terra) - Via Salaria, 113 - 00198 Roma

Appuntamenti in città:

MILANO - Multicenter Mondadori, piazza Duomo 1, Spazio Eventi 3° piano, 13 ottobre, ore 10.00
MILANO - Week end Donna, Fiera Milano City, Pink Lab, 15 ottobre, ore 16.00

PALERMO - Multicenter Mondadori, Via Ruggero Settimo 16, Spazio Eventi 4° piano, 20 ottobre, ore 18.00

ROMA - Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 (Villa Borghese), Sala Kodak, 22 ottobre, ore 18.00

Neanche a dirlo mi piacerebbe prendere parte al primo progetto, anche se avrei le competenze per il secondo ma non le caratteristiche necessarie (la laurea è un lontano ricordo, come pure il traguardo dei 30 anni). Per il terzo progetto mi vengono in mente il maggior numeri di persone, mia sorella innanzitutto, ma anche la mia socia Chica mala e una delle mie amiche sicule. Adesso vi lascio perchè devo chiamarle e avvisarle.
In bocca al lupo a tutte!
Qualche link utile:
Registrazione (attivo dal 15 ottobre)


mercoledì 13 ottobre 2010

Il collezionista di incarichi

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A chi troppo e a chi niente, verrebbe da dire!
Ecco come si spiegano i risultati di certe indagini statistiche che danno in miglioramento l'occupazione.
Con i 32 incarichi ricoperti da una persona sola! E pazienza se Giovanni Pascone (ex magistrato TAR, consulente a Palazzo Chigi, etc etc) collezionista di incarichi e stakanov de noartri per ricoprire tutti questi ruoli avrebbe dovuto richiedere l'autorizzazione di chi gli pagava lo stipendio, è il fio da pagare in cambio dell'ubiquità. Ovunque tranne che nelle carte bollate.
«Sono stato giudice ordinario, magistrato del Tar, magistrato della Corte dei conti, consigliere parlamentare. Ho lavorato alla Banca d'Italia, al ministero dell'Interno e ho avuto tantissimi incarichi. Sono stato capo ufficio legislativo ai Lavori pubblici, consigliere giuridico di tutti i governi, di destra e sinistra».
Si vanta lui. Probabilmente ora che per una segnalazione è intervenuta la Corte dei Conti stimando un danno erariale di 2 milioni di euro, senza contare l'evasione fiscale che gli era già stata addebitata un paio di anni fa. Insomma il tanto di una manovrina di tutto rispetto per molti enti locali. Per il momento anzichè uno stipendio il nostro workaholic incassa un sequestro conservativo dei beni e per una volta con somma gioia e gaudio mi godo da spettatrice questa pioggerella fiscale che per una volta non cade sul bagnato, ma su un ben zappato orticello.

E scusate se non auguro buon lavoro

Non trattateci come artisti ma come operai

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Questo chiede Mario Sepulveda, uno dei lavoratori estratti dala miniera di San Josè in Cile.

L'estroverso minatore ha saltato, cantato, fatto cabaret e scambiato battute con il suo presidente, Pinera. Ha detto una cosa giusta e sacrosanta ma sa in cuor suo che la sua vita come quella dei 32 colleghi non sarà più la stessa, inevitabile che vengano trattati come star e come eroi nel loro paese e in tutto il mondo.

Ma importante è ciò che dice rivolto ai responsabili della miniera:

"I dirigenti devono dare ai quadri i mezzi per cambiare le condizioni di lavoro, perché così non si può andare avanti"

Siamo tutti felici per il lieto fine



lunedì 11 ottobre 2010

Diamond, Mortensen e Pissarides il nobel agli studiosi del lavoro

dal sito della "Royal Swedish Academy of Sciences"
e a chi altro poteva andare il nobel per l'economia nel pieno dei riflussi da crisi economica internazionale?
«Perchè ci sono così tanti disoccupati nonostante la consistente offerta di lavoro? In che modo le variabili politiche influenzano la disoccupazione? I candidati hanno elaborato una teoria che riesce a rispondere a queste domande»
Diamond e i suoi "discenti" cercano di capire:
«come la regolamentazione e la politica economica influenzino la ricerca di un posto. Per esempio: se si aumenta il sussidio a chi non ha un posto, può accadere che livello del tasso disoccupazione cresca, oltre al tempo in cui si cerca il lavoro».
A fagiuolo con la crisi sociale in arrivo nel belpaese. Perchè siete coscienti vero che se la gente non ha soldi, lo stato non ha soldi, le banche tagliano fidi e finanziamenti alle imprese (oltre che battere cassa), gli ammortizzatori agli sgoccioli. la crisi sociale è dietro l'angolo.
La domanda è quanti tra quelli che non hanno i soldi per pagare tasse e/o banche perderanno la casa nei prossimi 5 anni? Quanti tra quelli rimasti senza lavoro riusciranno a trovarne uno?
Per citare la mia professoressa di diritto ed economia delle superiori " Chi vivrà, vedrà" e il suo cavallo di battaglia "nuovo giro nuovo vincitore".
Con la chiosa che l'ultima frase non si riferisce necessariamente agli economisti neopremiati!


Se il buono pasto diventa carta straccia


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Sembrerebbe che i commercianti, in prima fila i colossi della grande distribuzione, siano ormai sul piede di guerra. Il fronte armato è quello dei buoni pasto.

Pare che la corsa al ribasso nell'aggiudicarsi le gare di appalto per rifornire le aziende di ticket da dare i dipendenti, non vada solo a scapito dei lavoratori ma anche di chi deve dare servizi in cambio dei "fogliettini di carta".

Repubblica.it ci fa l'esempio di un buono del valore di 5 Euro venduto al cliente (l'azienda) a 4 Euro; è ovvio che la società erogante si dovrà rivalere da qualche altra parte e lo farà imponendo commissioni più alte al supermercato, al bar, alla pizzeria che ritira il buono stesso.
E' per questo che la FIPE, associazione degli esercenti facente capo a Confcommercio minaccia di far saltare il sistema dei ticket. d'altro canto, se ci avete fatto caso, grandi catene come Mac Donald's per la risorazione, o i supermercati Esselunga per la distribuzione, giusto per fare due nomi a caso, non accettano questo tipo di pagamento, questa politica aziendale rischia ora di essere estesa a molti altri esercizi.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? Ovviamente le grandi aziende che indicono gare di assegnazione agevolando chi fa il prezzo più basso e dall'altra parte i fornitori che si calano le mutande vendendo servizi sottocosto. Ringraziamo prncipalmente lo stato che per dotare i dipendenti del buono pasto movimenta 600 milioni di Euro l'anno dettando il prezzo e danneggiando il mercato.

sabato 9 ottobre 2010

Stalking Pubblicitario

Ormai va avanti dal 2008, quando questo povero ragazzo ha avuto la sfortuna di incontrare la fanciulla all'areoporto mentre andava alle olimpiadi.

Se l'è trovata in vacanza e adesso ha affittato l'appartamento vicino al suo. Ditemi se questo non è stalking!

A parte gli scherzi, 'sta ragazza è insopportabile, quasi quasi è più tollerabile lo spot del vagisil crema.



venerdì 8 ottobre 2010

Casco a scodella addio

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Attenzione scooteristi d'Italia, dal 12 ottobre prossimo il casco a scodella o DGM non sarà più legale, in ottemperanza alla modifica dell' articolo 117 del Codice della Strada contenuta nella legge 120 del 29 luglio scorso.

Quindi tra qualche giorno chi non si adeguerà potrà avere multe dai 79 ai 299 Euro e il fermo del mezzo.

Motoociclista avvisato...



giovedì 7 ottobre 2010

Buonissima, purissima ed economicissima

L'acqua del rubinetto è non solo potabile, ma buona e controllata. Ma allora perchè noi italiani siamo tra i più grandi consumatori al mondo di acqua imbottigliata? Secondi solo a Arabia Saudita e Messico (immaginate come mai consumano più bottiglie di noi). Paura di contaminiazioni? Scarsa fiducia nella tenuta delle tubature? Scarsa fiducia negli enti che gestiscono le acque pubbliche?
In base a quali criteri acquistiamo, poi l'acqua imbottigliata? Il contenuto del famigerato sodio? Che ci fa fare la dlin dlin e non ci fa "ingrassare"?! O perchè ci fa digerire?
Boiate pubblicitarie a parte il Dottor Stranamore, grande esperto in materia, mi spiegò tempo fa come leggere l'etichetta dell'acqua minerale. Mi disse che la maggior parte delle gente si fa imbambolare da messaggi pubblicitari e dalle grandi marche senza guardare l'unico vero dato essenziale:
Il residuo fisso, le scorie.
Fate anche voi il giochino, controllate il valore nelle acque che comprate abitualmente. Troverete anche valori che vanno ben oltre i 300 mg. Altro che acque pure. Quelli sono tutti sedimenti che si depositeranno nei vostri reni. Dovete augurarvi di farne davvero tanta di dlin dlin.
In questo scenario mi sempre interessante la campagna informativa presentata oggi dalla Coop:

Ovunque lo stesso messaggio “salvaguardiamo l’ambiente: scegli l’acqua del rubinetto o proveniente da fonti vicine” che, detto da chi l’acqua la vende da sempre, non è poi così banale. D’altro canto se si ha a cuore lo stato dell’ambiente non si può chiudere gli occhi di fronte a un dato di fatto: l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km (ma mediamente ne fanno di più) producono emissioni almeno pari a 10 kg di CO2. Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg Un rapporto di 1 a 250. Le possibilità che si aprono sono diverse. Chi vuole può decidere di ricorrere, più di quanto già si faccia, all’acqua di rubinetto (gli ultimi dati Nielsen paragonando gennaio-agosto 2010 su anno precedente registrano un -4,7% di vendite di acqua minerale), normalmente un’acqua di buona qualità e sicura da un punto di vista igienico.
Altra strada è poi quella di scegliere acque minerali vicine, così da limitare il trasporto su gomma (sulle nostre autostrade viaggia ancora l’82% dell’acqua minerale).

Attenzione però, per quanto informativa è pur sempre una campagna fatta da una delle più grandi catene di distribuzione nazionale. Un interesse economico sotto resta, mica tanto latente.
Personalmente ritengo ben più interessante l'iniziativa che coinvolge i comuni lombardi che hanno creato apposite case dell'acqua. L'ideale per chi fare una scelta ecologica a costo zero, senza dover rinunciare alle bollicine. In alcuni comuni il successo di "pubblico" è stato così ampio che sono stati posti dei limiti al "rifornimento quotidiano" un tetto di bottiglie massimo che è consentito riempire dalle famiglie che usufruiscono del servizio.

Paga le tasse o brucerai all'inferno

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Qui da noi se non paghi la retta della mensa scolastica oltre al rischio che non diano da mangiare ai tuoi figli potresti anche subire il blocco amministativo dell'auto. Negli illuminati USA però c'è chi sta peggio.
Gene Cranick, abitante di una cittadina del Tennessee si è visto negare l'aiuto dei Vigili del Fuoco perchè non era in regola con il pagamento della tassa antincendio. La sua casa è stata divorata dalle fiamme in pochissimo tempo. A poco sono valse le preghiere dello sventurato cittadino moroso, a niente le promesse di saldare il debito con la comunità.

"Troppo comodo" ha commentato il Sindaco "pagare solo a disastro avvenuto".
DURA LEX SED LEX

mercoledì 6 ottobre 2010

Io, speriamo che non mi ammalo


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Lo so che è sgrammaticato, ma è voluto, per fare un pò il verso al bestseller di tanti anni fa "Io speriamo che me la cavo", sui temi dei bambini del napoletano. Il libro offriva uno spaccato della vita e delle paure degli scugnizzi, in bilico tra l'infanzia e le pressioni della vita adulta. Ma quali saranno le paure di quei bambini, diventati adulti? Quali sono le paure degli italiani? Gli stranieri? La povertà? La perdita del lavoro?
Secondo l'indagine "Gli scenari del Welfare. Tra nuovi bisogni e voglia di futuro" presentato ieri da Censis e Ania Consumatori, l'incubo degli italiani è la non autosufficienza (85,7%). Bisognerebbe spiegare ai politici, poi, che i cittadini sono maggiormente spaventati dall'idea di una malattia, perchè non sarebbero in grado di pagare le spese mediche (82,5%), che dalla criminalità (e microcriminalità 77,7%).
La paura di perdere il lavoro si piazza "solo" al 4 posto (75,1%), sarà assuefazione alla crisi o, molto banalmente (garantisco perchè l'ho appena sperimentato sulla mia pelle), sarà la prospettiva che a questo ci può essere un rimedio mentre alla morte (che arrivi per malattia o da un delinquente) no.
La paura di non avere la pensione in vecchiaia è prioritaria nel 67,6% dei casi.
Certo parliamo di percentuali alte in tutti i casi, ma se lo stato sociale abbandona i propri membri proprio nel momento del bisogno (con la cronicizzazione di una malattia, per la diminuzione dei coefficenti di handicap che hanno accesso agli aiuti etc. etc), se le regioni non hanno più quei fondi necessari a garantire l'assistenza sanitaria le paure sono comprensibili e condivisibili. Soprattutto se si vive in regioni in cui l'accesso all'ospedale, di per se è un fattore di rischio. Il 32% degli italiani si è ritrovato a dover gestire "in solitudine"
"gravi situazioni di disagio legate alla necessità di assistere persone non autosufficienti o malati terminali, oppure portatori di handicap, di affrontare situazioni di dipendenza da alcol o droghe, di sopperire all’improvvisa perdita di reddito o alla disoccupazione di un loro congiunto. Si tratta di disagi gestiti dalle famiglie in totale autonomia (59%) o con il sostegno di amici o parenti (28%), in assenza o con uno scarso apporto del sistema di welfare, che in questi casi presenta delle vere e proprie falle, venendo meno alla sua funzione tradizionalmente universalistica".
Ecco perchè da un lato mi dispiace che l'Italia, a differenza degli altri paesi, appena impegnatisi all'ONU per il 2011 non prometta  di dare neanche un cent al Fondo Anti l'AIDS.

Ma è anche vero che ci vorrebbe una gran faccia di tolla a farla, diciamocela chiara, anche perchè il nostro paese non ha versato i fondi promessi per il 2009 e tantomeno quelli per il 2010 (290 milioni di euro promessi e che si potranno, forse, dare a rate da qui all'infinito).


martedì 5 ottobre 2010

Mi vendo


fonte storia: www.controlacrisi.org

la condizione di precario, alquanto frustrante ma ormai ben radicata nel nostro sistema economico, porta a scelte drastiche, alle volte disperate.

Mi ha incuriosito la storia del ragazzo lucano, laureato in lettere e filosofia che ha colto l'occasione di diventare una cavia umana presso una clinica Svizzera.

In pratica il 34enne vende il suo corpo alle case farmaceutiche per testare nuovi medicinali e molecole in fase sperimentale. Lo fa ormai dal 2006, per quindici giorni l'anno, in barba alla salute e alle possibili conseguenze. In fondo pagano bene: dai 250 ai 600 Euro al giorno, si è quindi detto "perchè non approfittare".

Spero gli vada sempre bene...

Responsabilità e manipolabilità

dal sito Merateonline, oggetto della controversia
E' molto interessante la sentenza della cassazione che evidenzia il vuoto legislativo in merito alla responsabilità delle testate telematiche, equiparandole a blog e forum. Di seguito una sintesi del caso, così come spiegata dallo stesso MerateOnline la testata telematica "assolta" (grassetto mio):
Ieri sono state pubblicate le motivazione della sentenza  35511 con la quale la Cassazione, quinta sezione penale, il 16 luglio 2010 ribaltando la condanna inflitta sia in primo grado a Lecco (giudice Massimiliano Magliacani) che in Appello a Milano (Presidente Giuseppe Bocelli) ha mandato assolto il direttore di Merateonline Claudio Brambilla dal delitto di omesso controllo della pubblicazione della lettera di un lettore ritenuta diffamatoria dai destinatari, l'allora ministro della giustizia Roberto Castelli e Giuseppe Magni sindaco di Calco e collaboratore del ministro. Si è trattato di una sentenza senza rinvio perché chiara nei contenuti sia in punto di fatto che di diritto. Il disposto è ineccepibile: il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Una stampata di un sito web è manipolabile, a differenza di quanto avviene per le pubblicazioni cartacee, in buona sostanza il fatto contestato a Merate on line non è previsto dalla legge come reato e la testata non è condannabile
Ed ecco la sintesi del caso e delle sentenze nei due gradi di giudizio:
Nell'estate 2001 (Mol è nata il 1 giugno 2000) appare ( ?!? ) nella rubrica "Email " la lettera di un lettore con la quale si insinua che la notizia della buste contenente proiettili ricevute da Roberto Castelli e Giuseppe Magni è una bufala e che i due protagonisti della politica locale e nazionale l'avrebbero diffusa per farsi pubblicità. I due querelano, anche se poi Castelli spontaneamente ritira la denuncia. Giuseppe Magni no. Il direttore di Merateonline casca dalle nuvole e dichiara che non risulta che la lettera sia mai apparsa sul sito di Merateonline. Quindi non l'ha vista, non l'ha letta e non ne ha mai autorizzato la pubblicazione. Claudio Brambilla teme sia avvenuto un accesso non autorizzato da parte di un hacker che ha operato dall'esterno e presenta un esposto denuncia alla Procura di Lecco contro ignoti.

La sentenza di primo grado condanna Brambilla per omesso controllo. Il giudice Magliacani sorvola sull'assenza di alcuna prova certa che la lettera sia effettivamente apparsa sul sito. C'è una chiara sentenza della Cassazione, la 2912 del 16 febbraio 2004, che afferma la totale inattendibilità dell'esibizione di un foglio stampato tratto dalla schermata di un sito web se non certificato da un notaio o da un pubblico ufficiale che ne confermi l'origine e la data sia di pubblicazione che si stampa. Castelli e Magni hanno prodotto in giudizio solo una fotocopia di un testo non identificabile. Può averlo confezionato chiunque, in momento qualunque e per un qualsivoglia motivo. Manipolare un sito internet è facilissimo, basta conoscere un codice di accesso ed è fatta. Non è così per i giudici di Lecco e Milano e bisogna attendere la Suprema Corte per rimettere in linea fatti e ragionamenti, ivi inclusa una piccata censura sulle carenze procedurali e sugli aspetti gestionali del processo di primo grado. (da Merateonline)

Vi giro a questo punto il quesito posto da Galimberti su Il sole 24 ore sul tema, che coinvolge anche noi, autori di blog e gestori di "spazi virtuali" facilmente manipolabili da terze persone:
L'interpretazione della Corte, se vale per i direttori di testate online, vale a maggior ragione pure per i coordinatori di blog e forum, anche in questo caso salvi ovviamente i casi di concorso nel reato di diffamazione o comunque nell'attività criminosa dei partecipanti "virtuali".
In previsione di una futura regolamentazione della materia, la Cassazione pone anche un problema non secondario circa la interattività delle piattaforme digitali: come esigere ragionevolmente un controllo adeguato e costante da parte del responsabile del sito, considerata la facilità di interpolazione e di pubblicazione dei testi sul web?


lunedì 4 ottobre 2010

Seduti sopra il ciglio di un vulcano

in eruzione, ma non è l'Etna, è Krakatoa. 
Etna - fonte foto
Quello che non si dice, quello su cui si tace è che mentre le fabbriche lamentano la concorrenza a basso costo degli artigiani, mentre l'industria (e gli industriali che finora hanno taciuto) lamenta l'indifferenza verso politiche lungimiranti, le banche soffocano la piccola impresa, tagliando fidi e fondi anche a quelli cui, fino a poco tempo fa stendeva il tappeto rosso.
Allora che fare se la classe politica, quella che dirige questo paese se ne strafrega non solo di fare le riforme obbligate, ma anche solo di aiutare a tirare il carretto? Negando il problema alla radice.
Che fare sia che l'industria la si possegga, sia che ci si lavori dentro come l'ultimo ingranaggio, che fare se si ha una piccola impresa artigiana che serve a mantenere la propria famiglia?
Che fare se anche si lavora 20 ore al giorno, perchè in certi settori per fortuna il lavoro non conosce crisi, ma i clienti, gli appaltatori non pagano?
Che fare se si è costretti a tornare a vivere dai genitori a 45 anni suonati perchè pagato il personale non resta il necessario per se?
Ho sempre sostenuto che non capivo come si potesse vivere, costruirsi una casa, abusiva o in regola (difficile che lo sia) alle falde di un vulcano, sul greto di un fiume per quanto asciutto, in una zona sismica o a rischio idrogeologico.
Ora è lo stato in cui sono cresciuta ad essere un unica grande entità a rischio crollo, con allarmi continui inascoltati. Frammenti di discorsi tra me e il mio compagno, in questi giorni, ci vedono sempre più convinti che fare le valigie e andarsene, finchè abbiamo l'età e soprattutto il coraggio per farlo, sia l'unica scelta ancora percorribile, prima che ci rovini tutto addosso.
Mi chiedo quanti miei coetanei stiano meditando seriamente su questa possibilità, quanti siano partiti (mi risponde un articolo di Repubblica, 300mila persone tra i 20 e i 40 negli ultimi 10 anni), mi chiedo se come me la vedano l'unica soluzione percorribile se chi si deve occupare del paese non si decide a farlo a stretto giro di posta. La parte ironica di me, poi si chiede se alla fine, tra la fuga di aziende e cervelli, non rimarranno solo le braccia di quei lavoratori immigrati usati come spauracchi da una certa parte politica, a irrigare le pensioni dei capelli bianchi sempre più numerosi in questo muffo e polveroso paese guidato da vecchi!

venerdì 1 ottobre 2010

Io sono uno str**zo ma tu paghi!


Di Chica Mala

Dare dello stronzo a un proprio dipendente ora costa ben 240 Euro. E' la Corte di Cassazione a stabilirlo.

Il datore di lavoro di una ditta di Avezzano venne denunciato per ingiuria da una sua dipendente e a nulla sono valse le sue giustificazioni, ad esempio l'avvalersi della sua "romanità" e quindi relegando il termine ad un linguaggio colloquiale e abitualmente in uso.

Nella sentenza è scritto: «i rilievi di qualsiasi tipo non li può fare a modo suo» anzi proprio il «rilievo riconosciuto alla finalità afflittiva e punitiva dell'espressione “st..” rende evidente come il capo abbia agito con la consapevolezza di recar danno». Inoltre, sottolinea la Cassazione «questa depenalizzazione di condotte trasgressive riveste spiccata insostenibilità in materia di rispetto della dignità umana, ancora maggiore quando è in gioco la dignità del lavoratore».

Fonte Art.

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