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venerdì 29 ottobre 2010

Sveglia Imbecille!

Dubito ci possa essere una mobilitazione di massa, ma se davvero il 7/12 chiudessimo tutti il conto corrente? O per lo meno ritirassimo una parte dei soldi che abbiamo in banca? Cosa succederebbe?

fonte video

Per sapere di più sull'iniziativa, su Facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=165061130188137

Nel web http://www.losai.net/signoraggio-bancario-e-sistema-moneta-debito.html , dal quale rubiamo una breve descrizione di quello che è definito SIGNORAGGIO BANCARIO

"Per signoraggio bancario si intende la differenza tra il valore di facciata (nominale) di una banconota e il suo valore intrinseco (quello reale), che sarebbe il costo di produzione della banconota stessa.
Il valore intrinseco di una banconota, non cambia a seconda del valore di facciata: che il valore di facciata sia 5€, 10€, 20€, 50€, 100€, 200€ o 500€, il valore reale è sempre circa 0,3€ (30 centesimi), ovvero il costo di stampa (Carta e inchiostro e distribuzione)
(Marcella Fraschi)



Gli italiani (ma si può estendere il discorso a tutta la UE) confidano ancora nei partiti e nei vari
programmi politici nella speranza di evitare la catastrofe economica del paese.
Purtroppo non hanno ancora compreso la natura del loro problema: la sottrazione della
SOVRANITA' MONETARIA con il conseguente SIGNORAGGIO sulla moneta (in passato da
parte della Banca d'Italia e ora da parte della BCE).
Il SIGNORAGGIO trasforma tutti i cittadini da "proprietari" in "debitori" del proprio denaro.
In altri termini ogni banconota stampata viene "prestata" allo Stato; tutte le banconote all'atto di
emissione, cioè, diventano un debito su cui il cittadino paga gli interessi.
Questi, in breve tempo, portano agli interessi composti e alla crescita esponenziale del debito
che, a lungo termine, diventa una minaccia per l'intera economia.
Il SIGNORAGGIO è dunque responsabile della crescita del debito pubblico e del prelievo fiscale.
Dobbiamo, a questo punto, porci delle domande:

1) Perchè lo Stato ha ceduto la sua SOVRANITA' MONETARIA ad una BANCA CENTRALE "PRIVATA", trasformandoci tutti, con un disegno demoniaco, da "proprietari" a "debitori" della
nostra moneta?
2) Perchè questa BANCA CENTRALE "presta"(come se ne avesse la proprietà) le banconote
emesse (aventi un valore convenzionale e dunque non garantite da oro o da altre valute) al
valore nominale e con interessi usurai pur avendo un costo di stampa irrisorio?

Diciamolo pure: siamo in piena usura!!!
Quella stessa usura che incontriamo leggendo i Vangeli o Dante e che da sempre è stata
condannata per essere un vero flagello per chi ne è vittima.
E dove c'è usura c'è anche "voglia di indebitare": prima di tutto lo Stato (debito pubblico), ma
anche il singolo cittadino attraverso le banche ordinarie (debiti privati).
Per far questo si chiude il rubinetto del denaro (rarità del denaro!): facendolo gocciolare si
cerca di spingere tutti a far debiti e, nello stesso tempo, di ostacolarne la restituzione.
E' il sistema bancario che controlla la quantità di denaro in circolazione e decide quanti interessi
dobbiamo pagare sui nostri debiti!
Il problema del debito pubblico non lo eliminiamo con la scelta di un partito o di un programma
politico, ma impedendo a chi lo fa salire in modo esponenziale di rovinarci!!!
RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITA' MONETARIA!!!

Perchè Tante Tasse?
Lo Stato per non far pagare le tasse al contribuente (o suddito?) dovrebbe avere il POTERE DI EMETTERE MONETA (dovrebbe, insomma, avere il potere di stampare le proprie banconote).

Questa SOVRANITA' MONETARIA (a cui lo Stato ha rinunciato!) è stata "trasferita" ad una
banca "privata", cioe' la Banca d'Italia (ora alla BCE).

Le banconote, con costi di stampa irrisori, vengono "prestate" al valore nominale (SIGNORAGGIO) allo Stato e poi da questo, mediante il prelievo fiscale, restituite con
interessi da usura.

Una domanda ai politici: a quanto ammonta il prelievo fiscale per il SIGNORAGGIO ? "

"H. 20.30 - Un gentile amico, a meno di un'ora dalla pubblicazione del post, tramite Neworkedblog (facebook) mi fa notare :

"Questo tipo di farneticazioni gira da sempre ed è sostenuto da persone che non hanno ancora compreso cosa sia una banconota, figurarsi i meccanismi dell'economia. Non sono molto diversi dagli sciachimisti, anzi spesso sono gli stessi.
Se a ...qualcuno interessa approfondire...
http://www.frottolesignoraggio.info/signoraggio.pdf"

Quindi, tutto da valutare.

E grazie a F.R. per il contributo.



400mila euro di multa per una balla

Le bugie hanno le gambe corte, ma sono passati 3 anni, e il ballista può fare ricorso.

fonte foto
é la cifra che dovrà pagare Antonio Baldassarre per aver diffuso la panzana della Cordata italiana per Alitalia nel 2007.
"La Consob ha sanzionato Antonio Baldassarre con una multa di 400.000 euro e la perdita per quattro mesi dei requisiti di onorabilità, per aver adottato una condotta illecita accreditando, tra agosto e dicembre 2007, l'esistenza di una cordata pronta a rilevare Alitalia."
Baldassarre, già presidente della Rai e della Corte Costituzionale, "ha rilasciato alla stampa molteplici dichiarazioni in un arco di tempo considerevole (agosto-dicembre 2007), così ponendo in essere una condotta illecita volta ad ingenerare il convincimento, rivelatosi errato e comunque fuorviante, circa l'effettiva esistenza di una cordata di imprenditori interessati all'acquisizione della quota di capitale di Alitalia posta in vendita dal ministero dell'Economia e delle Finanze".
Si spiega che  "ha diffuso, nel periodo agosto-dicembre 2007 - attraverso reiterate dichiarazioni dal medesimo rilasciate e pubblicate dalla stampa - informazioni false e comunque idonee a fornire indicazioni false e fuorvianti in merito alle azioni Alitalia, che hanno accreditato la sussistenza di una "cordata" di imprenditori italiani e stranieri dotati delle risorse finanziarie e tecniche necessarie a rilevare la quota del capitale di Alitalia [...] laddove, invece, nessuno dei soggetti di volta in volta partecipanti alla cordata ha mai assunto in concreto l'impegno a mettere a disposizione le risorse necessarie a sostenere l'iniziativa".
La decisione della Consob tiene anche conto del fatto che Baldassarre ha potuto accreditare queste dichiarazioni come credibili "in ragione delle prestigiose cariche, istituzionali e non, ricoperte in passato dal Prof. Baldassarre". Fonte notizia



giovedì 28 ottobre 2010

Al mercato della flessibilità del lavoratore con qualche perlina colorata e molte magie povere

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Mi chiedo cosa ne sarà di certe aziende dopo la stretta sull'orario di lavoro prevista nel nuovo Collegato approvato in via definitiva alla camera e in attesa di pubblicazione nella gazzetta ufficiale.
Quando penso a "Certe aziende", in realtà ne ho in mente una ben precisa, anzi due. Quella in cui io e Chica mala ci smallopavamo 50 ore settimanali per una miseria con puntuale coda di fax e telefonate con l'ufficio del personale che casualmente sbagliava il conteggio in busta paga o ometteva di pagare la sesta giornata etc etc.
Mi viene poi in mente l'azienda rinomata, quella prestigiosa, per la quale lavoravo 16 ore al giorno, con la scusa degli straordinari forfettizzati e il telefono aziendale.
Certo, a sentire il nuovo premio nobel per l'economia, in Italia abbiamo fin troppe tutele. La mia personalissima convinzione, se devo dirla tutta, è che ci siano posti stratutelati e altri in cui più che la flessibilità vige la legge del più forte e chi ha bisogno deve abbassare la testa. Io avevo bisogno e ho abbassato la testa dalle 9 alle 11 ore di lavoro al giorno con il sabato o la domenica compresa, pranzo in 15 minuti al desk e pipì in subordine alla voglia o meno della collega demente di darti il cambio per il tempo necessario, erano la norma.
Tutto questo per uno stipendio che restava comunque bassissimo, perchè se parti da una paga bassa per quanto ti ammazzi di straordinari c'è poco da fare, il salario resta basso.

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Ecco di seguito le novità, penso che ne pagheranno le conseguenze tutte quelle microsocietà di servizi, appaltatrici e subappaltatrici, che tengono la propria manovalanza per il collo e/o per le palle (scusate ma quando ci vuole) pretendendo prestazioni e mansioni che andrebbero retribuite per legge ben diversamente.

 1) Violazione della durata massima settimanale dell'orario – 40 ore, salvo la possibilità per i contratti collettivi di stabilire una durata minore o di riferire l’orario alla durata media delle prestazioni in un periodo non superiore all’anno -. Sanzioni, da 100 a 750 euro, da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di riferimento; da 1.000 a 5.000 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di riferimento. Le stesse sanzioni sono previste per la violazione della normativa sul riposo settimanale. Ricordiamo che si tratta del diritto a fruire ogni sette giorni di un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola coincidente con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliere.

2) Le ferie sono un diritto costituzionale irrinunciabile. La durata è fissata dalla contrattazione collettiva in misura non inferiore a quattro settimane. Tre i periodi di ferie. Il primo, lungo almeno due settimane, deve essere goduto nel corso dell’anno di maturazione. Il secondo, sempre di 2 settimane può essere fruito anche frazionatamente purché entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvo diversa previsione del contratto nazionale. Il terzo periodo è quello che eccede le 4 settimane e può essere fruito in modo frazionato secondo le modalità fissate dal Ccnl. Sanzioni, da 100 a 600 euro, da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata per almeno 2 anni; da 800 a 4.500 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata per almeno 4 anni.

3) Riposo giornaliero. Il diritto prevede la fruizione di 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Sanzioni. Da 50 a 150 euro, da 300 a 1.000 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di 24 ore; da 900 a 1.500 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di 24 ore. (fonte)

Altro punto sono le Maxi sanzioni per il sommerso e la nuova convenzione tra GDF e Uffici provinciali del lavoro. Mi chiedo a quale andrà incontro il datore di lavoro cosentino che ha assunto il suo lavoratore in "nero" 6 ore dopo la sua morte "bianca", mi chiedo se sarebbe cambiato qualcosa se avesse saputo di questo accordo di programma per la prevenzione del sommerso.
Sorvolo per il momento sulla questione della cosiddetta clausola compromissoria, cioè la possibilità ricorrere ad un arbitro in caso di controversie insorte in relazione al rapporto di lavoro. Perchè tempo che qui gli unici a farne le spese saranno i lavoratori.

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Non dico poi che brividi mi corrono per la schiena quando leggo gli esiti del primo, pur necessario tavolo tra confindustria e sindacati per un patto sociale. Sarebbero già stati raggiunti i primi accordi su 4 punti: ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione amministrativa, ricerca e innovazione. La corsia preferenziale sarebbe stata accordata proprio agli ammortizzatori sociali in scadenza (con la richiesta di assicurare ai lavoratori in CIG l'80% della retribuzione anche durante la proroga della cassa integrazione in deroga, cifra che attualmente diminuisce progressivamente). Per citare la mia prof di diritto ed economia prima di chiamare all'interrogazione "nuovo giro nuovo vincitore"! E ho la vaga impressione che il fiocco nella giostra del calcio in culo non sarà esattamente un premio.

Le foto della giostra sono di Un Marziano a Verona.

Collegato Lavoro:



mercoledì 27 ottobre 2010

I profitti agli azionisti e gli obblighi alla collettività

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Come sempre più spesso accade, il governo di un altro paese offre spunto di riflessione.
Parlo della solita Francia che chiede ufficialmente a due colossi dell'auto, Renault e PSA (Peugeot/Citroen) di non intrattenere più alcun rapporto commerciale con una multinazionale statunitense, la MOLEX.

Il colosso americano, specializzato in componentistica per auto è colpevole di aver chiuso una fabbrica su suolo francese licenziando come ovvia conseguenza tutti i dipendenti. Ha recentemente annunciato di non voler più finanziare il "piano sociale" per la ricollocazione dei lavoratori congedati e nel contempo ha aumentato di quasi il 15% i dividendi degli azionisti. A spanne è quanto ha fatto anche Telecom Italia qui da noi o sbaglio?

Il ministro dell'economia dello stato d'oltralpe è stato perentorio e dichiara che utilizzerà ogni mezzo che la giustizia del suo paese mette a disposizione per sanare un comportamento
"..... di disprezzo più totale, sia per i lavoratori di Molex sia per il governo e la giustizia della Francia".

Un esempio di quello che a mio avviso dovrebbe fare un governo che si trova alle prese con un'azienda disposta a venir meno agli obblighi sociali in nome del profitto, quando, per anni ha approfittato di contributi e agevolazioni statali, proprio come per decenni succede con la nostra FIAT che ora nella persona del suo AD sputa nel piatto dove ha mangiato. Non calza perfettamente a pennello certo, qui parliamo di una società straniera che ha investito all'estero e ora si tira indietro ma proprio perchè non si trova su suolo americano non può certo pensare di operare ignorando le leggi delo stato che finora l'ha ospitata. La MOLEX non avrà mica la presunzione di godere di qualche sorta di immunità diplomatica.

martedì 26 ottobre 2010

Cercasi disperatamente falegname


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Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase: "Il lavoro c'è, basta sapersi accontentare".

Forse non è proprio così ma, vero è, che da un recente studio commissionato da confartigianato risulta che per il 2010 è stato ed è difficile per le aziende reperire più del 25% delle figure professionali come, falegnami, installatori di infissi, cuochi, pasticceri, sarti.

Mi viene da pensare che ormai certi tipi di impiego siano bistrattati da chi si affaccia al mondo del lavoro perchè ingiustamente considerati di basso profilo, oppure perchè si è persa la cultura della formazione professionale come c'era una volta. Anni fa si usava andare "a bottega", ad esempio, c'era l'artigiano che si prendeva il ragazzino sotto l'ala e gli insegnava il mestiere, un vero e proprio apprendistato, magari meno regolamentato di quanto lo sia adesso ma sicuramente efficace creatore di professionalità.

Mi sembra abbastanza evidente che in troppi vogliano fare gli ingegneri edili e nessuno il carpentiere, in tanti aspirino a diventare architetti e pochissimi falegnami, tutti medici ma chi lo vuole fare l'infermiere?

Non so ora, ma quando andavo a scuola io, parliamo di 20 anni fa, esistevano una mirade di istituti professionali che permettevano di intraprendere carriere artigiane, ora non so, anche a fronte delle ultime riforme che cosa proponga il panorama scolastico. Sta di fatto che se il mondo del lavoro è in crisi e la possibilità di collocazione in determinati settori è satura sarebbe il caso di aggiustare il tiro in qualche modo, favorendo i giovani orientandoli verso orizzonti ed indirizzi più variegati.

Sono un'ingenua forse?

lunedì 25 ottobre 2010

I 5 comandamenti per le donne in carriera

fonte vignetta

Si tiene oggi presso la sede milanese de Il Sole 24 Ore, il quarto Forum Cultura d'Impresa - Leadership femminile, che quest'anno racconta l'evoluzione delle donne come nuovo motore dello sviluppo sostenibile dell'economia e della società.
Parleranno 24 opinion leader (uomini e donne) di primo livello italiano e internazionale. Da segnalare gli interventi della norvegese Marit Hoel (del Centro per le pari opportunità aziendali ispiratore della legge sulle quote rosa nei Cda), quello dell'imprenditrice dell'anno Elisabet Norderup Michelson (sempre norvegese), la spagnola Carmen Garcia Ribas (docente dell'Università di Barcellona e fondatrice del master spagnolo in leadership femminile) e l'austriaca Monika Stoiber, partner in Italia di A.T. Kearney.

Verranno presentati, poi, tre gli studi inediti firmati proprio da
1) A.T. Kearney, 
2) Luisa Rosti (docente di economia di genere all'Università di Pavia),
3) Lisa Rustico e Michele Tiraboschi (ricercatrice e docente dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, nel cui ambito Tiraboschi è anche direttore scientifico di Adapt – Centro studi internazionali e comparati Marco Biagi).
Potete seguire la diretta sul canale online del Sole 24 ore.
Se dovesse passare, poi la legge sulle quote rosa, si libereranno quasi 1000 posti nei prossimi tre anni, come spiega Monica D'Ascenzo, ed ecco un assaggio dei 5 comandamenti per donne in carriera che aspirano ad occupare quelle poltrone. (continua..)
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