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venerdì 4 dicembre 2009

Spazzolino del cesso, questo sconosciuto




CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER BAGNI DECOROSI SUL POSTO DI LAVORO
(RIVOLTA ALLE LAVORATRICI)

Forse ho già parlato in passato di qualcosa del genere, se così fosse perdonatemi vi prego, questo è un argomento che davvero non posso ignorare. Se ci fosse bisogno di ribadire mille e una volta che la maleducazione e l'incuria di alcune persone rende questi spazi comuni delle vere e proprie latrine, non esiterei a farlo.

Donne, angeli del focolare, fanciulle di belle speranze, ben pettinate, profumate, ingioiellate esili e delicate nelle deliziose vesti..... Quando però è ora di fare la cacca, dimenticano la loro leggiadria fuori dalla porta che separa il WC pubblico dal mondo e lasciano con totale noncuranza il ricordo del loro passaggio sulla bianca ceramica.

Mi rendo conto del disgusto che può provocare l'agomento ma è una realtà del nostro mondo. Mi scuso anche con la mia socia Trippi che posta pezzi di ben altra levatura però chi di noi non è, almeno una volta nel suo percorso professionale, incappata in qualcosa del genere.

Sono certa che chi, mancando di rispetto sia alle colleghe sia alle persone che tutti i giorni si occupano delle pulizie dei vari uffici, ama lasciare una traccia consistende ed odorosa di se, considera casa sua una reggia tirata a specchio. probabilmente le puzzone di turno sono delle maniache della pulizia, lustratrici di superfici dure, terrorizzate dalle goccie di calcare nel lavandino e magari principali finanziatrici di Anitra WC & C.
Allora perchè non si comportano così anche al lavoro? Cos'è? una forma di ribellione? Un modo per uscire dagli schemi di una vita monotona e frustrante?

Lo spazzolino del cesso non è un accessorio ornamentale. Lo spazzolino del cesso è lì apposta per cancellare le tracce di cacca.

Beh si dice sempre che la propria merda non puzza, quella degli altri si però e fa anche schifo.

MEDITATE GENTE, MEDITATE...

mercoledì 28 maggio 2008

Se proprio devi darti un tono, vedi di sostenerlo!




Di Trippi




Premessa necessaria e indispensabile: detesto la gente che ti si piazza di fronte, ma anche dietro o di fianco, mentre parla al telefono dei fatti suoi!


Oggi al lavoro mi precipita addosso un esemplare che rientra nella categoria di cui sopra con tanto di pseudo-assistenti, che qui chiamerò gli aiutanti.


Dapprima mi i mette davanti per un 2/3 minuti con il suo bel faccione tondo, un nasino da porcello che me lo fa sembrare la versione maschile di Mrs Piggy dei Muppet e una mole notevole che mi fa pensare a una portaerei, poi, al termine della sua personalissima e lavorativissima conversazione, esce con una frase a tema: “scusi, ma non so ancora dove andare e cosa fare!” se ancora nutro dei dubbi, ho la conferma: sta cercando atterraggio.


Mentre lui mi parla la sua aiutante femmina gli passa tom tom, sigarette e telefono.


Afferra con piglio deciso questo secondo cellulare compone un numero e parcheggia meglio la mole in modo da oscurarmi tutto il campo visivo mentre conversa amabilmente dandosi un’aria da top manager (di non vi dico che parte anatomica maschile pronunciata con tipica espressione dialettale sicula). Poichè insiste a starmi davanti mentre i due sacrestani “assistono”, noto che c’è un oggettino colorato che oscilla e ballonzola al ritmo concitato del suo proprietario: è un pinguino di gomma colorata!! Non ci posso credere!! Mi trattengo a stento da ridergli in faccia e nel mentre penso: “Ma che diamine? Se ti dai un tono non dovresti tenerlo? Ti sei visto? Fai il brillante al telefono, circondato da due aiutanti tanto muti quanto inutili, non sai che devi fare, dove e quando devi andare e per di più hai un pupazzetto per bambini attaccato al cellulare?!”.


Al termine della sua seconda conversazione gli spiego che può anche attendere di scoprire il “suo futuro” in un comodissimo salottino d’attesa che può trovare non distante da lui! La mia parte malefica prende il sopravvento e racconto subito l’episodio a Chica Mala, che non perde l’occasione per commentare “non ci sono più i signori di una volta” e chiosa “con Agnelli abbiamo seppellito il savoir faire!”.


A conferma di quanto detto poco dopo squilla il telefono del signore di cui ho appena narrato le meravigliose gesta, la suoneria: “YMCA” dei Village People, commento di un passante? “Discreto!!!”.


Per chiudere in bellezza la giornata passa una collega con una trombetta per bambini coloratissima, minimegafono giallo e pon pon di un bel rosso acceso! Ovviamente la fa suonare un paio di volte facendomi saltare.


Ditemi, sono finita in una candid camera? Quando posso vedere la messa in onda?


Per la cronaca i tre scappati di casa a un certo punto sono evaporati, non hanno incontrato nessuno, sono semplicemente spariti! Mi chiedo se abbiano sbagliato azienda o indirizzo. Temo che non lo saprò mai, ma sono certa che me ne farò una ragione!
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