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mercoledì 20 gennaio 2010

Piovono rane e cadono le braccia




di Trippi



Non so come definire altrimenti lo sconcerto e lo sconforto a leggere i dati pubblicati sull'ultimo numero dell'Espresso n 3 anno 2010 e ripresi da Dagospia.

"Secondo quanto risulta a 'L'espresso', dal suo insediamento (maggio 2008) alla fine di ottobre, cioè in 17 mesi, la gestione berlusconiana di questi eventi mediatici è costata quasi 5 milioni di euro: un'enormità a confronto dei 150 mila spesi da Romano Prodi per fronteggiare le stesse esigenze nei 25 mesi del suo ultimo governo. Ma così vanno le cose alla presidenza nella cui gestione finanziaria nessuno riesce a mettere becco."

Si rimane così basiti che anche la rabbia stenta a concretizzarsi. Ora si che capisco il significato della frase Roma ladrona.

"Qualche perla tra le tante. Il 29 settembre, l'Aquila, consegna di qualche centinaio di appartamenti ai terremotati in contrada Bazzano. Per Berlusconi è previsto un rigido programma: arrivo alle 15.30, saluti e discorso, poi consegna delle chiavi a tre famiglie. Il tutto, naturalmente, sotto l'occhio delle telecamere che lo seguono passo passo grazie a un set attrezzatissimo. Attrezzatissimo ma anche molto costoso. Stando ai preventivi della 'D and di lighting & truck', di cui 'L'espresso' è entrato in possesso, la fornitura comprende tra l'altro telecamere, maxischermi, impianti elettrici e di illuminazione, e persino "tre personal computer completi di pacchetto office" al costo di 1.500 euro, cioè 500 euro a computer. Uno pensa: computer acquistati. Macché: i 1.500 euro sono il costo del noleggio, ben 500 euro a pc per sole 48 ore. Una follia che contribuisce allo scandaloso costo finale dell''operazione case': oltre 300 mila euro, cifra con la quale si potevano costruire altri sei di quegli appartamenti da 50 metri consegnati quel giorno ai terremotati."

Non riesco neanche ad adirarmi con il Presidente dei miei connazionali, che ne sa un multimilionario del valore dei soldi, di come vengano sperperati e accumulati dai suoi lacchè per renderlo felice in modo da rendersi molto felici?


"Prendete Marinella Brambilla, storica segretaria del Cavaliere che da oltre vent'anni custodisce la sua agenda. E confrontate il suo curriculum con Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei ministri, appena nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti. Manlio Strano, dopo una lunga trafila al servizio dello Stato, è diventato segretario generale di Palazzo Chigi lo scorso aprile. La sua qualifica? Dirigente generale di prima fascia, il top della carriera pubblica. E indovinate qual è la qualifica della fedelissima Brambilla? Anche lei direttore generale. E la Brambilla non è la sola miracolata. Come lei sono state graziosamente elevate al rango di superdirigenti generali anche Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta; Maria Serena Ziliotto, che assiste il sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi e Patrizia Rossi, che tiene invece l'agenda del sottosegretario allo Sport Rocco Crimi".
Buona lettura a tutti.



giovedì 3 dicembre 2009

Il diritto di star male


di Trippi

Giuro che se c'è qualcosa che non ho mai capito è il diritto alla malattia: il funzionamento degli orari di reperibilità, l'invio dei certificati entro i due giorni o la consegna al rientro in ufficio. Quanto bisogna mancare per avere diritto al rimborso dall'INPS piuttosto che dall'azienda? L'importo rimborsato in busta perchè cambia? Il mio compagno viene pagato al 100%, io al 90!

Per quale motivo, poi ci sono aziende che non ti pagano se non stai a casa almeno un tot di giorni? Nel periodo nero, quello in cui ho collezionato ore di lavoro assurdo nonostante fossi regolarmente assunta, l'azienda non riconosceva la malattia sotto i tre giorni. Per fortuna non ebbi mai necessità. Ma in compenso avevo colleghe che avevano trovato il sistema per riposarsi e già che c'erano lo facevano a lungo. Ogni mese infilavano i giorni strategicamente, a cavallo di week end o periodi di lavoro particolarmente devastante. Giovani fragili donne ventenni che soffrivano di tutti i mali catalogati dalla scienza medica.

Un paio di anni fa ho scoperto sulla mia pelle che si ha il diritto al rimborso dei giorni di assenza dall'Inps anche in caso di contratto a progetto. Basta inviare i certificati medici rossi, quelli rilasciati dal medico di base, entro i termini di legge. Peccato che a me non l'avesse detto nessuno e quando l'ho saputo era ormai troppo tardi.
Ecco io questa cosa dell'invio della raccomandata entro i due giorni la trovo assurda. Perchè se uno sta male davvero, oppure è immobilizzato a casa o all'ospedale, come fa ad andare alle poste a fare un invio? Oppure molto banalmente a compilare tutti quei dati pedanti e ridondanti? Non dovrebbe essere sufficiente il codice fiscale?

Tutte queste differenze nelle modalità e nei tempi di certificazione dipendono dai contratti? Io e due persone a me care ultimamente abbiamo fatto ricorso a questo diritto in modi diversi e per motivi differenti.

Nel mio caso con un full time e un contratto a tempo indeterminato è bastato inviare alla mia società (via fax) copia dei certificati rilasciati dall'ospedale, i giorni di prognosi richiesti dal medico che mi ha operato e il certificato rosso del medico di famiglia che certificava la richiesta.

Una mia amica, invece, ha dovuto chiedere al medico di certificarle almeno 10 giorni di malattia, altrimenti la sua datrice di lavoro non le avrebbe pagato le giornate. Nonostante abbia due bambini piccoli (uno di 7 e uno di 3 anni) e teoricamente dovrebbe poter stare a casa anche per la loro malattia, non può stare male per uno o due giorni, come spesso capita quando si hanno figli di quell'età o perchè molto banalmente ci si ammala, ma si guarisce in una settimana.
Sorvoliamo poi sulla maternità! Lo spauracchio di qualsiasi datore di lavoro. La spada di Damocle sul collo di ogni donna in età fertile!

Personalmente penso che la malattia sia un diritto del quale non si deve abusare, ma penso che si dovrebbe uniformare l'accesso, la gestione e il rimborso. In una parola semplificare!! E' chiedere troppo?


lunedì 6 luglio 2009

Questo blog aderisce alla giornata di silenzio


per la libertà d'informazione online

di Diritto alla rete

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva. Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog... Continua a leggere








Noi aderiamo e voi?
Trippi e Chica mala


domenica 28 giugno 2009

Pensioni delle donne e paradossi all'italiana

di Trippi

Che io sia donna, è fuor di dubbio, che la mia pensione possa maturare prima dei miei non dico 65, neanche 70, magari 80 è assodato! La causa? Lo stato di cronico precariato da cui non sento di essere uscita nonostante abbia ottenuto il primo contratto a tempo indeterminato della mia vita lo scorso ottobre 2008.

Chi mi conosce con il mio nome e cognome sa che l'età pensionabile è uno dei miei argomenti preferiti. Ma per chi non mi conosce traccio qui qualche linea del trippipensiero:

1) non capisco per quale motivo le donne possano andare in pensione prima degli uomini;

2) non capisco per quale motivo alcune categorie percepiscano la pensione dopo aver lavorato per un periodo ridicolo (innanzitutto, ma non solo forze dell'ordine e parlamentari);

3) ritengo che l'età pensionabile debba e possa cambiare in base al logorio prodotto dalla tipologia di lavoro. Un piastrellista, un minatore, un operaio d'alto forno o chiunque, uomo o donna abbia compiuto un lavoro particolarmente usurante (ci metto in mezzo anche la casalinga, non guardatemi choccati, provate a stare voi tutto il giorno in casa e vediamo se non vi si logora il sistema nervoso in 3 mesi, figuriamoci 30anni) ha il diritto di andare in pensione prima di un'impiegata che si è fatta venire le coulotte de cheval a furia di adornare la sedia con le sue chiappe! Il discorso è particolarmente valido se il lavoratore non ha i mezzi, la possibilità e/o la preparazione per riciclarsi in qualche altro modo. Ecco perchè il poliziotto che ha fatto le scorte per 20 anni o ha fatto attività di pattuglia rischiando la vita tutti i giorni si può piazzare dietro una bella scrivania a mettere bolli e protocollare denunce!

5) Ed ecco perchè io donna laureata in età fertile sono disponibile a lavorare ben oltre i 65 anni: trovo ridicolo che in Italia le giovani madri o semplicemente le donne in età fertile siano trattate come delle appestate e/o delle approfittatrici, che non sia possibile conciliare maternità e carriera a differenza di quanto avviene negli altri stati europei, ma manteniamo pensionati baby senza battere ciglio, paghiamo lussuose corvee a politici dopo sue mandati in parlamento e protestiamo per non aumentare l'età pensionabile delle donne!

Ma porca pupazza anzichè buttare via soldi in pensioni anticipate incentiviamo la nascita di asili, anche in forme atipiche come succede in Svezia!

Questo mio assioma deriva da alcune verità incontrovertibili, un pò come il fatto che l'acqua bolle a 100 gradi!

1) La speranza di vita continua ad aumentare nei paesi occidentali, e nel nostro in maniera particolare.

2) I miei coetanei hanno iniziato a lavorare a 30 anni, spesso non lasciano il tetto dei genitori prima dei 35! Noi donne per ovvi motivi non facciamo figli prima dei 35. Spesso tra l'arrivo nel mondo del lavoro, la stabilizzazione e la rassegnazione ci ritroviamo che ne abbiamo 40, l'orologio biologico fa boom e spremiamo un singolo pargolo che non abbiamo la forza di tirare su! Ovviamente non abbiamo il tempo di seguire i nostri figli e li facciamo tirare su dai nostri genitori, in pensione!

3) In palestra sono circondata da ultrasessantacinquenni che si ammazzano per stare in forma, mi capita di incontrare più jogger over 50 che under 40!

Da cui derivano dei punti che proprio non mi convincono!

4) Ma che senso ha mandare in pensione gente che è ancora in grado di lavorare e ha molto più tempo a disposizione per farlo rispetto a chi è giovane e vorrebbe dedicarlo ai figli?

5) Spesso i neopensionati si trovano un lavoro con cui arrotondare il bilancio e con cui campare i figli che sono ancora in casa (e non se ne vanno per n motivi, che qui non mi interessa investigare).

6) Non ditemi la fregnaccia che i meno giovani devono lasciare i posti liberi alle nuove generazioni, quei posti a tempo indeterminato verranno coperti da contratti a tempo determinato oppure lasciati scoperti.

Il top della presa per il culo (passatemi il francesismo!).

Sentivo stamattina che la generazione dei precari a progetto (ma il discorso è valido anche per i collaboratori a partita IVA), nonostante il passaggio della ritenuta d'acconto dal 10 al 25% ha la speranza di poter percepire se e quando maturerà il diritto, il meno del 50% dello stipendio.

Nel mentre, il fondo pensionistico dei precari sta crescendo in progressione geometrica (ammonterebbe già a una cifra spaventosa, visto che come potete ben immaginare il lavoro precario è diffuso capillarmente in tutti i settori) e come potete ben immaginare comincia a fare gola a molti. E' già partito il brain storming su come possa essere utilizzato questo gruzzolo che matura a visto d'occhio e per ovvi motivi giace inutilizzato (i precari prenderanno il 50% del proprio stipendio ma lavorareranno molto più a lungo visti i periodi di pausa tra un'occupazione e l'altra). L'ipotesi più gettonata è non solo paradossale, ma proprio esilarante!

Qualche genio della finanza propone di utilizzarla per pagare le pensioni dei manager. Capirete bene perchè mi si sia rizzato per la schiena il solito nuraghe. Questa volta era un intero villaggio megalitico!


venerdì 26 giugno 2009

Un pò di porno anche negli App Store

di Trippi

Ma come, anche l'ultimo baluardo mediale della moralità, l'I-phone ha ceduto ai richiami della S più piccante? Il sesso!
E' nata la prima Spicy app: Hottest Girl, in cui si possono vedere ragazze in topless. E pensare che finora i contenuti spicy erano vietati sui cellulari Apple! Non so se essere delusa, come donna, o soddisfatta come Content Manager!? Delusa perchè torniamo alla solita filosofia dei grandi numeri e alla concezione della donna mercificata, un tot al chilo!
Alla base del cambio di rotta l'introduzione del parental control nell'ultima versione dell'I-phone, quella appena presentata. E i vecchi melafonini? Nessun problema, il software può essere aggiornato e dunque grazie al controllo sui più giovani l'applicazione può essere scaricata anche nei modelli precedenti. Il richiamo del soldo probabilmente è stato più forte delle campane del moralismo e di altri scrupoli (messi a tacere dalla possiblità di controllare l'accesso ai contenuti hot) i dividendi in casa Apple poi, bypassano gli operatori e la torta dei ricavi si spartisce direttamente tra loro (30%) e gli sviluppatori (70%).
Mi chiedo se ci sarà una virata anche per la mia società (come vi ho già spiegato, si occupa di contenuti per cellulari) che fino all'altro ieri stava lavorando su un'ipotesi di applicazione per I-phone e Ovi casta, castissima, edulcorata. A questo punto potrebbe decidere di sfruttare contenuti di magazzino con ragazze in topless (non abbiamo niente di più, come vi ho già detto la classificazione internazionale dei contenuti per adulti dei cellulari farebbe sorridere molti direttori di rotocalchi e sicuramente "Studio aperto"!).
Mi chiedo, ora che la barriera è stata sfondata, con che velocità possa avvenire la saturazione dei contenuti sexy sul cellulare touch screen! Con che ritmi salirà la classificazione dei contenuti pubblicabili, dai topless che il Corriere chiama coraggiosamente porno, all'hard vero e proprio!
Scommettiamo che non faremo in tempo a tornare dalle ferie?


altri post su temi simili:
Porno e cellulari. Mr G. e le donne
Car wash al femminile

venerdì 19 giugno 2009

Le cicale e le formiche





di Trippi

Io cerco di essere ottimista, perchè come dice Tonino Guerra "è il profumo della vita", e come dice il premier dei miei connazionali, "fa uscire dalla crisi".

Mi ostino persino a spendere i soldi in beni e servizi non essenziali pur di aiutare l'economia stantia che stenta a ripartire. Ho persino ripreso a guidare l'auto, giusto nel momento in cui il prezzo della benzina si è rimesso a salire in progressione geometrica rispetto agli aumenti del costo del greggio (chissà perchè poi, quando il prezzo cala non cambia un accidente).

Non mi decido ad acquistare capi di abbigliamento, non me ne vogliano gli addetti ai settori, perchè i saldi sono dietro l'angolo e mi sembra uno schiaffo alla povertà comprare ora capi che tra poche settimane costeranno la metà!

Ma sui prodotti con prezzi stabili sostengo e supporto. Così fanno anche il resto degli italiani che, a sentire le statistiche, hanno ripreso ad acquistare.

Tanto impegno da parte di tutti noi, che dopo qualche mese da formiche, abbiamo ripreso a fare le cicale con la prospettiva che la crisi fosse giunta a un bivio, che ci fossero prospettive di ripresa, anche sulla base di questi aumenti degli investimenti e della ripresa del settore immobiliare negli Stati Uniti.

Ma è davvero così o si tratta solo di speculazioni di persone interessate ad accantonare in vista di una ripresa che per il momento non è neanche all'orizzonte?

Perchè i dati, quelli reali, dell'economia reale che si misura in soldoni, dicono tutt'altro!

Dicono che nel nostro paese non si sta riprendendo proprio niente, le aziende chiudono o ridimensionano e qualcuno ne fa le spese e resta a casa. E' anche vero che la crisi è un'ottima opportunità, per molte aziende, per liberarsi di dipendenti zavorra stratutelati da contratti a tempo indeterminati e dunque intoccabili. Per tutti gli altri, lavoratori atipici, a progetto, occasionali, non specializzati, stagionali, quelli che non solo vengono per due soldi, ma a momenti ti pagano per venire a lavorae, con la crisi non si subisce battute d'arresto!

Non è che alcune aziende cavalcano il cavallo della crisi per ristrutturare e potare rami secchi?
Infatti, guarda caso, gli italiani restano a casa e gli stranieri lavorano di più.

La notizia appena giunta dall'Istat è pessima, i dati sul tasso di disoccupazione nel nostro paese sono sconfortanti, raggiunge il 7,9% il più alto dal 2005 ad adesso. Nel primo trimestre del 2009 200mila lavoratori in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il dato è il risultato della perdita del posto per 426mila italiani e della nuova occupazione per 222mila stranieri.

Si sa piove sempre sul bagnato e la situazione internazionale è un'ottima opportunità per chi ha abbastanza soldi in cassa per speculare acquistando prodotti a basso costo, che questi prodotti siano immobili, petrolio, materie prime o materiale umano, il lavoratore, la sostanza non cambia.

Una guerra tra poveri mentre i ricchi accantonano sempre di più!

E chi non canta con me....




La Cicala che imprudente

tutta estate al sol cantò,
provveduta di niente

nell’inverno si trovò,

senza più un granello e senza

una mosca in la credenza.

Affamata e piagnolosa

va a cercar della Formica

e le chiede qualche cosa,

qualche cosa in cortesia

per poter fino alla prossima

primavera tirar via:

promettendo per l’agosto,

in coscienza l’animale,

interessi e capitale.

La Formica che ha il difetto

di prestar malvolentieri,

le dimanda chiaro e netto:

- Che hai tu fatto fino a ieri?

- Cara amica, a dire il giusto

non ho fatto che cantare tutto il tempo.

– Brava, ho gusto;

balla adesso, se ti pare.
(Jean de La Fontaine)



lunedì 8 giugno 2009

Schede elettorali consegnate sul filo di lana



di Trippi


e' più forte di me, non sopporto i bugiardi patentati, soprattutto se questi rappresentano le istituzioni e sono pagati con i soldi dei contribuenti. Sul poco zelo dei dipendenti comunali milanesi mi ero già scontrata in passato, quando dopo oltre un'ora di attesa una signora allo sportello anagrafe della sezione di Primaticcio mi disse che sarei dovuta tornare l'indomani, la chiusura era per le 12.00 e lei aveva terminato. Per quanto protestassi e battessi i piedi per terra niente da fare, fece spallucce e mando al quel paese me e il resto della fila. La tentazione, finchè ero animata da rabbia e spirito di vendetta, fu quella di fare un reclamo formale (con 3 sei licenziata, anche se riscaldi con il tuo culone una sedia statale) diretto alla signora, ma poi la mia cialtronaggine e la fretta presero il sopravvento e me ne rientrai a casa con la coda tra le gambe.

L'anno scorso mi scontrai con la poca voglia di qualche dipendente statale di accertare che effettivamente io e il mio compagno fossimo residenti a Milano, nessun problema per me, ormai abitavo in quella palazzina da un decennio, ma molti per lui.
Messi comunali fantasma che passano ad orari improbabili e lasciano cartoline in cui chiedono di contattare numeri altrettanto inconsistenti, cui non risponde mai nessuno.

In questi giorni poi il top della presa per i fondelli per la consegna delle tessere elettorali. Venerdì sera troviamo nella casella della posta un avviso con la data 28 maggio 2009 in cui si riportava mancata consegna per assenza del destinatario alle 15.30 circa.

L'indomani, sabato mattina trovo un avviso per me, senza bolli, consegnato a mano, stessa data 28 maggio, stesso orario, 15.30 circa. L'unica possibilità a questo punto, visto che i distaccamenti decentrati fanno orario d'ufficio dal lunedì al venerdì, è recarsi nella sede principale dell'anagrafe, in via Larga, in centro. Mi è salito subito il sangue al cervello al pensiero della perdita di tempo!

E hanno pure il coraggio di lamentarsi dell'astensionismo, ma ci credo mi consegni il certificato elettorale sul filo di lana e sostieni di averlo fatto oltre una settimana prima?

Pieni di zelo, soprattutto perchè non avevamo niente di meglio da fare, io e il Signore delle Tempeste siamo passati a ritirare le tessere e abbiamo fatto presente la consegna tardiva e la data fasulla.

Mi sono lamentata spiegando che le mancate consegne non solo riportavano date sbagliate, ma nel mio caso la tessera poteva essermi consegnata a mano visto che il sabato mattina ero a casa. Pensavo si trattasse di ragazzini svogliati che avrebbero dovuto effettuare le consegne entro una certa data e non essendoci riusciti avevano finto di farlo in seguito, falsificando le date.

L'impiegata cui mi sono rivolta ha chiarito subito l'errore, nessun ragazzino, le consegne vengono fatte dai messi comunali, poi ha aggiunto che lei non poteva farci niente, ma poichè quella era l'ennesima segnalazione mi ha lasciato il cartoncino della raccomandata a mano e invitata a comunicare il fatto ad uno sportello informazioni sempre presso l'ufficio anagrafe.

Mi sono confermata la solita cialtrona tutto fumo e niente arrosto e non ho fatto niente. Il Signore delle Tempeste aveva fame e non voleva perdere tempo, mi ha invitata a fare come al solito, denunciare il "misfatto" sul blog e così, mi sono lasciata convincere in due nanosecondi e anziche denunciare sono andata prima a mangiare in trattoria e poi a fare il dovere di brava cittadina.

Sono arrivata al seggio di Baggio alle 14.00 il parco di fronte era affollato di famiglie, ma dentro, a votare, solo io e il mio compagno.
Per il resto vuoto pneumatico. Come sorprendersi?

lunedì 18 maggio 2009

Contratto unico e articolo 18

fonte foto

di Trippi


Sospetto: vuoi vedere che per trovare una via intermedia tra le tutele dell'articolo 18 e il mare magnum dei contratti precari ci ritroviamo tutti nella stessa condizione?!

Ci mettono un bel congegno a orologeria sotto le chiappe. Così puoi essere licenziato anche senza giusta causa. In cambio darebbero una serie di tutele progressive ai precari senza scampo. Come a dire "siccome non riusciamo a rendere più sicuro il lavoro di molti, rendiamo insicuro anche il lavoro di pochi!".

Saggio no?

Geniale!

Se ne parlano persino su Il Riformista vuol dire che l'argomento è stato sdoganato. Siamo a un passo dallo spostamento della carota da davanti a dietro!!!
In questi giorni tiene banco la spaccatura all'interno della Cgil in vista della successione a Epifani e nelle assemblee delle camere del lavoro in corso a Roma il tabù dell'articolo 18 ha già smesso di essere un tabù. La rigidità del segretario generale della Cgil sulla questione contratto unico, viene utilizzata come una clave "Se non va bene la ricetta del contratto unico, non va più bene neppure limitarsi a dire che l'articolo 18 non si tocca" (Enrico Marro, Corriere Economia, 18 maggio 2009).
Mentre salta fuori, per chi non se ne fosse già accorto, che i nostri stipendi netti, sono tra i più bassi in assoluto (a parte quelli del terzo mondo, anche perchè in tal caso temo sia fuori luogo parlare di stipendi). Salta fuori che la pressione fiscale è spaventosa (Ma va?! C'era bisogno dell'Ocse per accorgersene? Non parlatemi di nuclei familiari con due figli, io conosco per la maggior parte single, coppie separate e/o divorziate e chi ha due figli è non solo un rarità ma quasi un unicum!).
Ma allora parliamo ne di questo Contratto unico! Unico nel senso che raggiunge un notevole traguardo, il che ci rende realmente tutti uguali:

precari a tempo determinato e precari a tempo indeterminato!

E vi prego non parlatemi di flessibilità. Io la flessibilità l'ho provata sulla mia pelle. Significa che se hai una laurea e un master le aziende hanno il terrore ad assumerti. Perchè devono pagarti per la qualifica e il ruolo, e mica sono scemi! Significa che se vuoi campare devi cancellare titoli e esperienze dal curriculum e sperare che chi ti fa il colloquio non capisca che hai un cervello che ti possa far inquadrare tra i "potenziali rompiballe".
Se poi vieni preso flessibilità significa essere sermpre disponibile alle esigenze dell'azienda, a coprire i buchi del personale che servirebbe ma non viene assunto, significa fare i salti mortali per adeguare la tua vita agli orari che ti vengono cambiati il giorno prima. Straordinari che ti vengono richiesti in settimana e nei week end, ma grazie alle magie povere dell'azienda spariscono puntualmente dalla busta paga (anche perchè le persone che poi controllano relamente le ore in busta sono meno di quanto si pensi).
La flessibilità è un'arma che se è in mano ad un'azienda corretta e onesta può rivelarsi una risorsa, in mano a qualche cialtrone può essere l'ennesima arma con cui fare fessi e mazziati i lavoratori delle fasce più deboli, tenendoli inoltre per le palle con contratti a tempo determinato!
Flessibilità in questo caso significa che se non sei brava a piegarti mentre di fai in 4, rischi di spezzare qualcosa. La tua vita, la tua famiglia, il tuo equilibrio, la tua dignità di persona.

Cosa fatta capo a..
Il sindacato è morto, viva il sindacato!


venerdì 15 maggio 2009

Dichiarazione dei redditi



di Trippi


O meglio Ammissione di stupidità.


Dovrebbero ribatezzarlo così il mio 730, o meglio quello che avrei fatto meglio a fare nel 2008 e che per la pigrizia di dover elemosinare un giorno di permesso non ho fatto.


Infatti pur avendo maturato, nel 2007, un reddito da fame e una serie infinita di malanni documentati da pile di scontrini/fatture/ricevute su spese mediche che mi avrebbero fatto ottenere un bel credito non ho dichiarato niente! Mentre c'è gente che pur avendo ben altri redditi spreme lo stato finchè può!


Certo che se ci penso adesso mi vengono i brividi: pagavo da sola per il mio monoloculo lo stesso canone d'affitto che pago ora per un trilocale con il Signore delle tempeste, un importo che avrei potuto in qualche modo scaricare, visto che camminavo sul filo di lana dell'indigenza!


Perlomeno in linea teorica perchè a ben guardare il contratto d'affitto era intestato al mio ex (con il quale era finita da 3 anni) e non avevo neanche la residenza nel monolocale, ma la conservavo ancora a casa dei miei (se penso che l'ho lasciata nel 92).

Per dirmi che forse mi sarei dovuta decidere a uscire anche a livello burocratico dal nido dei miei, arrivò a telefonarmi un'impiegata comunale dell'ufficio anagrafe di O, mi spiegò gentilmente che normalmente si può rimanere nello stato di famiglia durante gli studi universitari, ma per quanto ne sapeva lei ero laureata da almeno un decennio.

Altro impedimento superabilissimo:

non avevo un contratto lavorativo abbastanza lungo (td a 6 mesi) e avrei dovuto fare un Modello Unico anzichè il 730.

Altra spesa deducibile sprecata: avevo comprato il frigo nuovo, scaricabile, visto che mi si era spaccato quello vecchio. Era successo nella stessa settimana in cui mi si era spaccata la sonda lamba dell'auto perchè i disastri vanno sempre a braccetto!

Sono stata stupida, me ne pento ora che andrò a compilare la dichiarazione dei redditi con 3 Cud e svariate ritenute d'acconto con pochissime spese sanitarie da scaricare (non so se raggiungo neanche la soglia minima perchè possano essere dedotte).
So che cerco facili giustificazioni, ma l'anno scorso facevo i salti mortali! Ero al lavoro, spesso, anche di sabato o domenica e non avevo proprio il tempo per fare visite mediche per quanto necessarie. Ricordo di essermi assentata un giorno perchè il padre del SDT ha avuto un infarto e ho rischiato la lettera di richiamo e la sanzione per assenza ingiustificata! Per fortuna Chica mala, interpellata su cosa fosse meglio fare, fece notare che lavoravo una media di 50 ore a settimana, non avevo mai fatto un'assenza o un giorno di malattia e forse era il caso di non stuzzicare il can che dorme!

Non so nemmeno se potrò scaricare l'acquisto di una lavastoviglie classe A, sicuramente no l'acquisto di mobili, anche perchè non ho fatto neanche un finanziamento a mio nome!


FUUURBA!


Domani farò la caccia al tesoro si tutto quello che posso scalare, assicurazione auto e affini. Il 25 maggio andrò al Caf per la compilazione, ho già preso il giorno di ferie!

Ps vi ricordate il can can di maggio 2008 per i redditi "dei vicini di casa" on line?


mercoledì 13 maggio 2009

Insanabili divergenze

Frida Kahlo, La Colonna spezzata, 1944 (Museo Dolores Olmedo Patino Mexico, Mexico City, Mexico)

di Trippi

Quando pensi che il lavoro, ormai, non riservi più sorprese, ecco che arriva la smentita.
Uno dei soci dell'azienda per la quale lavoro, oggi, ha ceduto la sua quota. Nessun sentore. Breve riunione per dare la comunicazione ai dipendenti:
"Per alcune insanabili divergenze sulle modalità in cui deve essere gestita la nostra azienda da oggi lascio la compagnia. Le mie funzioni verrano assunte, pro tempore, fino alla nomina di qualcuno che mi sostitisca da .... I miei rapporti con la società si chiudono pacificamente, vi contatterò nei prossimi giorni per una cena, ora devo scappare dal notaio".
Fine, chiuso, stop, saluti e baci!
Di solito alla base di queste rotture eccellenti, tra grandi capi e azienda, tra conduttori/condottieri e società c'è un unico, solo grando problema I SOLDI. In genere il capo/conduttore/condottiero scappa come il topo dalla nave, quando l'azienda sta per affondare, quando i soldi sono evaporati e non c'è più niente da spremere!

A parte lo choc per la perdita di un bravo amministratore e un valido coordinatore resta il dubbio su quello che sarà il futuro e il senso di deja vue.

1) Il primo lavoro "da grande" si interruppe per "divergenze di punti di vista" tra il conduttore del programma per cui lavoravo e la rete che lo ospitava, a lui rimborso milionario, noi il culoper terra.
2) Seconda esperienza da grande: il Direttore della rete ci convocò tutti in Newsroom e ci comunicò che per "inconciliabili divergenze" con la proprietà avrebbe lasciato il posto. Il suo vice subentratogli il giorno dopo, seguì lo stesso destino poco più di un anno dopo, mentre la redazione perdeva un pezzo alla volta. Io levai le tende quando le produzioni erano ancora attive, ma visto che la nuova azienda si trovava a 500 metri facevo spesso dei pellegrinaggi per salutare gli ex colleghi e piangere con loro per lo sfacelo! Il direttore dopo una parentesi nella carta stampata è tornato a dirigere una rete, una delle più grandi, in certi mesi quella con il maggior ascolto.

Da allora ho imparato a cogliere i segnali che preannunciano il crollo del tempio e a scappare prima che Sansone spinga le colonne al grido "Muoia Sansone e tutti i filistei!". Anche perchè va sempre a finire che Sansone si salva e tu finisci sotto le macerie.
Il fatto che io non abbia colto questi segnali significa che o mi sto rammollendo o in questo caso chi è disposto a spendere di più non è chi va via, ma chi resta!
Ovviamente spero di non essermi rammollita!

domenica 26 aprile 2009

Facebook Verbotten per i dipendenti in malattia




di Trippi

una donna 31enne di Basilea è stata licenziata in tronco per essersi connessa a Facebook mentre era a casa in malattia. Aveva lamentato un forte mal di testa che le avrebbe impedito di lavorare al computer in ufficio, ma dal suo letto di dolore e sofferenza, complice un I-phone, era riuscita a trovare le forze e le energie per connettersi un attimino al social network. Attimino fatale per il suo posto di lavoro! Infatti al suo ritorno in ufficio la Nazionale Suisse le ha dato il benservito e la seguente motivazione:
"Chi naviga in Rete, può anche venire al lavoro".
Ora non è automatico che se uno può stare al pc a casa lo può fare anche in ufficio, ma è vero che se si adduce a motivazione proprio un forte mal di testa che impedisce di stare davanti al computer..


La signora ha poi spiegato di essere stata "spiata" dall'azienda che l'avrebbe controllata con una richiesta di amicizia di un personaggio fasullo, senza foto ne profilo, scomparso qualche giorno dopo il licenziamento. L'azienda dal canto suo denuncia la scorrettezza della signora, che si sarebbe comportata in modo poco credibile.


La signora dice che non tornerebbe a lavorare per la sua vecchia azienda, la Nazionale Suisse ha bloccato Facebook.


Io invece mi chiedo ma non verrà in mente al diabolico Brunetta di chiedere l'amicizia in giro a qualche statale con l'influenza recidiva?!




giovedì 23 aprile 2009

Single ladies dalla tv al parlamento commerciale

Eleonora GaggioliBarbara Matera


Camilla Ferranti


Angela Sozio

Di Trippi
In casa di amici di famiglia si è scatenato il putiferio quando è saltato fuori (su you tube e facebook) che la figlia aveva partecipato ai provini per uomini e donne della De Filippi. Gli strali dei genitori, entrambi medici e d'accordo con la mia massima secondo la quale l'ignoranza della gente si misura con i pollici del televisore che posseggono, si sono abbattuti sulla giovane di facili speranze. La furbetta anzichè impegnare il tempo a studiare, come dovrebbe, parteciperebbe a casting per programmi trash.
Mia sorella allora ha cercato di spiegare alla madre che forse, snobismo intellettuale a parte, bisognerebbe valutare attentamente il carattere dell'aspirante tronista:
1 la poca voglia di studiare,
2 la fantasia galoppante grazie alla quale puntualmente rielabora la realtà adattandola ai propri desideri e scopi..
La figlia magari non riuscirà a laurearsi, ma visto l'andazzo potrebbe diventare chessò una futura parlamentare o una ministra!
Potrebbe cavalcare l'onda lunga creata da qualche politico di cui non farò il nome. Il quale ha capito che il modo più rapido per far crescere il gradimento del suo partito può essere lo stesso usato per far crescere le sue televisioni, di cui non farò il nome.
E vabbuò non mi verrete a fare i perbenisti adesso? C'è bisogno di ottimismo e la giusta dose di topa ottunde e distrae da visioni negative e fuorvianti della realtà. La gente si annoia e con il faccione del politicante di mestiere ci giocherebbe volentieri a freccette! E poi diciamolo spesso sono decisamente impreparati, se non a farsi i fatti loro e di chi pare a loro, invece 'ste benedette ragazze stanno persino frequentando il corso di formazione politica, mica pizza e fichi!
E volete mettere poi la comodità del flusso continuo di nuove leve e volti nuovi per la politica?
Che vorrà mai poi la Mussolini con questa facile ironia sulla par condicio e la richiesta di letteronzi nelle liste.. non le basta l'onorevole Lupi? Non sarà un tronista, ma è un quasi atleta, corre con gli amici al Parco delle cave (Milano ovest) e fa più comparsate di Costantino: è sempre a Ballarò, non avrà un trono, ok ma una poltrona di carta varrà pure qualcosa?
Venghino signore venghino, c'è posto per tutte!


sabato 18 aprile 2009

Aziende di malaffare e leccapiedi in malafede




di Trippi

e vabbè che ormai ho raggiunto e superato l'età del disincanto, e va bene pure che l'ottimismo può essere il profumo della vita solo se si è poeti e si fa da testimonial ad un'azienda quando ci si aspetterebbe solo la bocciofila e il tresette..

Ma pensare che la mia vecchia azienda non ci stesse provando farebbe di me una perfetta cretina.

Una doverosa premessa, negli ultimi giorni ho un pò il dente avvelenato nei confronti del mondo e degli ingrati. E' uno di quei periodi della vita in cui la mia tolleranza è zero. Anzi sottozero!

Così mi sono messa a fare le crociate. Prima con un'amica che mi aveva che mi ha fatto venire l'orchite con il suo vittimismo cronico, poi con un'azienda che mi ha lasciata a piedi lo scorso anno, dopo avermi tenuta per un anno e mezzo con un contratto a progetto e il miraggio di un'assunzione a tempo indeterminato. Mentre mi hanno distratta con la carota del lavoro sicuro mi hanno infilato dietro il bastone del mancato rinnovo, indovinate dove?

Settimana scorsa vengo a sapere di una vendita multimilionaria fatta da un cliente che avevo trovato io ad uno del mio ex capetto, e visto che nel mio contratto a progetto era previsto il "diritto di invenzione" mando un fax, una mail e una raccomandata all'azienda, in cui reclamo la mia provvigione sulla vendita (il 3% da detratte da quella dell'agente che ha fatto da intermediario). Il cliente l'avevo trovato io, il diritto di invenzione non scade. Aspetto una risposta dai miei ex datori di lavoro e se non dovesse arrivare entro un paio di settimane prevedo una capatina da un avvocato del lavoro.
Già che c'ero ho richiesto anche il cud!
Il mio strale si è abbattuto poi sull'ultima azienza presso la quale ho lavorato, dalla quale ho dato le dimissioni a ottobre scorso e me ne sono andata con regolare preavviso. Facciamo due calcoli, sono passati quanto mesi?
Novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile, 6 mesi 6!
In questo lasso di tempo non ho ricevuto l'ultima busta paga, nonostante abbia telefonato chiedendo che mi venisse spedita a casa nada, nisba, rien..

Ora visto che il Cud la mia nuova azienda me l'ha consegnato da oltre un mese, visto che le mie ex colleghe hanno ricevuto il loro, consegnato a mano, mi è venuto il dubbio?

"Ma vuoi vedere che questi belluini se non sollevo un polverone vanno a lesinare sulla raccomandata e pretendono che mi vada a ritirare il cud da loro, a Roma?".

Allora Fax

"gentili signori vi sollecito a spedirmi al mio indirizzo di residenza il modello Cud relativo ai redditi dello scorso anno e l'ultima busta paga. Devo effettuare la dichiarazione dei redditi e finora non ho ricevuto alcuna notizia da voi riguardo a tempi e modi di consegna degli stessi. In attesa di una Vs cortese risposta etc etc".

Nessuna risposta.

Faccio anche una mail all'amministrazione in cui metto in copia conoscenza anche la segretaria dell'A.D e il mio vecchio diretto superiore.

Passano due giorni, nessuna risposta, nuova e-mail.

"Gentili signori, due giorni fa vi ho fatto una e-mail in cui vi chiedevo di spedire l'ultima busta paga e il cud al mio indirizzo di residenza, ma al momento non ho ricevuto nessun feedback dalla Vs azienda. Cordiali etc etc".

E guarda un pò arriva la risposta

"Gentile Trippi, abbiamo provveduto a inviarle il cud e la busta paga al suo indirizzo come da sua richiesta. Cordiali etc etc".

Oggi arriva una raccomandata.

Apro e trovo:

Modello Cud,

busta paga numero 1 con conguaglio e ratei di 13esima, 14esima e saldo straordiani, ferie e permessi,

e surprise, busta paga numero 2, con surprise delle surprise, un assegno da 500 euro e rotti datato 12/12/08.

Ora la domanda è:

per quale stramaledetto motivo hanno emesso un assegno a mio favore ficcato dentro una busta paga che non mi hanno ne spedito ne invitato a ritirare quando fino a quel momento gli emolumento mi erano stati bonificati sul mio conto corrente con regolare ritardo?

Come possono pensare poi che io non noti che nelle ultime buste paga ci sono 13 giorni di ferie arretrate e 5 di permessi non retribuiti e mi hanno pagato solo 3 giorni di ferie?

Ho capito che per svolgere la mansione per la quale mi pagavano non era necessario un cervello superiore, ma bastava una stella marina, ma il dubbio che prima o poi sarei passata a qualcosa di scritto anzichè limitarmi a discutere al telefono con il loro addetto all'amministratore leccapiedi e decelebrato non poteva sorgergli?
Sospetto che in realtà le gabole dipendano da qualche dipendente che pur di far bella figura con il padrone gli fa risparmiare qualche euro sulle spalle degli altri..
Si sa a volte i servi sono più realisti del re!



Sono tremendamente irritata perchè quando ho dato le dimissioni, ero decisa a sotterrare l'ascia di guerra!

Nonostante le mie ripetute e ignorate segnalazioni sui loro errori nel pagamento delle ore lavorate e degli straordinari, ero decisa a superare tutto, travolta dall'onda emotiva del mio nuovo lavoro appagante con un contratto a tempo indeterminato.

Se però un'azienda conclude un affare da 9 milioni di euro grazie al mio contributo e spera che io non lo venga a sapere, e un'altra emette un assegno il 12 dicembre del 2008 e non me lo comunica...

dissotterro l'ascia di guerra e mi equipaggio con nuove armi affilate dall'esasperazione di aver a che fare con personaggi torbidi e disonesti

E' GUERRRA!

Sento già l'odore del sangue!!




venerdì 17 aprile 2009

Car wash al femminile





di Trippi

Mi occupo di contenuti per internet e mobile, e ogni tanto i miei colleghi mi segnalano dei link con contenuti per loro mooolto interessanti e in genere declinati al maschile
Capisco per quale motivo il mio capo ha scelto una donna come content manager..
Fuurbo!
Provate a giocare, ps i comandi sono in inglese, provate "yoga", "shake", "bulge", "legs", "wash", "kiss"...




buon divertimento!
Ps anche la mia auto avrebbe bisogno di una bella lavata..




sabato 11 aprile 2009

Risparmiare sulla luce, come confrontare le tariffe

di Trippi
Spesso ci chiediamo a cosa servano certe istituzioni, e quando siamo giunti alla conclusione più ovvia, a volte, riescono a sorprenderci. E' successo proprio in questi giorni con l'authority per l'energia, che ci fa trovare un'utilissima sopresa nell'uovo di Pasqua. Collegandosi qui è possibile confrontare le offerte dei gestori calcolate sulla base del consumo annuo del nucleo familiare. Internet quando si vuole risparmiare si rivela ancora una volta una bella opportunità, così dopo la possibilità di trovere le migliori tariffe per viaggi, mutui e assicurazioni, anche i fornitori di energia possono essere valutati e scelti con maggior coscienza e consapevolezza. Ho fatto il calcolo per la mia casa, ho inserito il CAP, i kw, ho selezionato la residenza nell'abitazione e tramite un piccolo motore di ricerca ho ipotizzato il consumo annuo (nell'ultima bolletta trovo il consumo degli ultimi due mesi fatturati, ma non quello annuo). Alla fine ho ottenuto una schermata con i fornitori di energia della zona e le tariffe. Tra la mia 430 euro circa e quella più conveniente 396 la differenza su base annua non è elevatissima, ma c'è. Nel pomeriggio proverò a cambiare alcuni dati, ipotizzando maggiori consumi nella sera e nei week end, se dovesse esserci un gap superiore, potrei decidere di cambiare azienda.

Buon risparmio e buona Pasqua a tutti

giovedì 9 aprile 2009

Fatti mandare dalla mamma...

di Trippi

Spesso in ufficio la pausa alla macchinetta del caffè si rivela un ottimo momento per lo scambio di opinioni e di suggerimenti. Si avvicina Pasqua e tutti abbiamo iniziato a fare incetta di uova, abbacchi e colombe. Al rientro dal pranzo ci ritroviamo così a parlare dell'argomento e presto la conversazione scivola sui supermercati più convenienti, i pro e contro della spesa online e nel prendere alcuni prodotti sfusi. Vengo a sapere così in che modo impatta questa crisi sulle abitudini di consumo dei miei colleghi e scopro che mettono piede per la prima volta negli hard discount e cambiano le marche a seconda delle promozioni in corso. Una collega mi spiega che sono in 5 in famiglia e comprare l'acqua "di marca" è impensabile: si acquista quella più economica o si fa un salto a San Donato milanese, dove è possibile prendere l'acqua da bere gratuitamente. Altro che fedeltà alla marca! Loyalty, brand, consumer, customer tutte le paroline inglesi imparate nei corsi di marketing si confondono e perdono di significato quando si deve far quadrare il bilancio familiare a fine mese. Rapido sondaggio finale "quanto spendi per un litro di latte fresco?" la media è €1,55. Se hai bambini piccoli che, ovviamente, ne consumano in quantità industriale, è un piccolo salasso. Ma se vuoi un latte decente non hai scelta, quello a lunga conservazione è insapore.
Resta da sperimentare lo sfuso, per i giovani una novità ma per me, che ho 36 anni è un ricordo!
Da bambina la mamma mi mandava davvero a prendere il latte.
Il vicino di casa aveva una fattoria in campagna e tutte le sere passavo a casa sua a farmi riempire il bricchetto di latte fresco, freschissimo. Ricordo l'odore forte e persistente di quel liquido bianco mentre veniva travasato dal contenitore metallico al mio bricchetto e, meglio ancora, quello che permeava l'abitazione del pastore, un profumo di erbe e di campagna. In seconda elementare i miei si trasferirono in una casa nuova, e insieme con il vicino è sparita quell'abitudine.
Un gusto che è rimasto invariato però, è quello per lo yoghurt . Lo faccio in casa, con il latte intero, un risparmio notevole e un gusto migliore rispetto ai prodotti medi in commercio. Gli ingredienti sono semplici, un vasetto di yoghurt bianco (quello vero ragazze, un pò aspro, non quello dolcificato o zuccherato cui ci ha abituato una marca che confonde sesso e sapore) e mezzo litro di latte intero, la preparazione è rapida e se ci riesco io.. possono farlo tutti! Si scalda il latte e quando è tiepido lo si rovescia in un contenitore insieme con lo yoghurt, si copre il tutto accuratamente, in modo che non entri aria e si isola termicamente in modo da tenere la temperatura del latte per 8 ore circa (io metto un peso sopra il recipiente e seppellisco il tutto sotto strati infiniti di tovaglie e canovacci).
Visti i prezzi con la bella stagione è un bel risparmio oltre che un sano alimento. Se provate fatemi sapere!


Qui i prezzi medi dei prodotti pasquali

lunedì 6 aprile 2009

"Il terremoto è democratico!"


di Trippi
Stamattina, come la maggior parte degli italiani ho scoperto che nella notte una scossa di terremoto ha devastato l'Abruzzo.
La mia prima reazione è stata di sconcerto per i primi dati sulle vittime, alle 7 del mattino una decina, tra loro 4 bambini, ma si trattava di un bilancio ancora provvisorio. Al mio arrivo in ufficio la cifra era già arrivata a quota 26. Ora sono le 3 del pomeriggio e siamo sul centinaio di vittime.
Sconcerto e solidarietà per le persone colpite resta la rabbia, la domanda che mi pongo è ocme sia possibile che in una zona sismica come l'Abruzzo, il terremoto possa sconvolgere e distruggere una città come l'Aquila e paesi limitrofi. Sciami tellurici in corso da qualche mese a questa parte, impossibilità di prevedere quando il terremoto sarà distruttivo etc etc.. non è questo il punto. Una scossa così violenta può sorprendere e fare danni in zone non sismiche, ma il fatto stesso che il dramma abbia questa entità è agghiacciante! Fa venire voglia di chiedere asilo politico in un paese del terzo mondo, dove sai che più di tanto non puoi aspettarti.


Tantomeno il rispetto di criteri antisismici nella costruzione e nella concessione dell'abitabilità alle abitazioni in zone ad alto rischio.


Esterno il mio pensiero a voce alta al lavoro e dicono:


"Il terremoto è democratico! Può compire ovunque, e non puoi dire alla gente che non può abitare nella propria casa se non rispetta criteri antisismici.."
Molto meglio fare un bel funerale di stato e mandarli a vivere in container con il tetto in eternit per i prossimi 15 anni..
E chi non dona il sangue con me peste lo colga!

venerdì 3 aprile 2009

Aiuto mi si è infeltrito il cervello!

Di Trippi


Vi prego ditemi che sentite anche voi quella sensazione di cappa al cervello che torna puntualmente ad aprile, quando le giornate si allungano, aiutate anche dal passaggio all'ora legale. Tanto tempo a disposizione, ma al vostro fisico non regge la pompa con tutte queste ore di veglia!

In questo periodo dell'anno alzarsi la mattina diventa un impresa titanica, non che non lo sia anche nel resto dell'anno, ma ad aprile la fatica sembra aumentare in progressione geometrica, giorno dopo giorno. Non è una novità, sin da bambina ad aprile calava il mio rendimento scolastico, diventavo svogliata e pigra, per buttarmi giù dal letto servivano le cannonate. Nello sport poi non parliamone durante il resto dell'anno atletica e jogging, in primavera zapping.

Figuratevi la degenerazione di una tendenza naturale con il passare degli anni! Risultati devastanti. Arrivo al lavoro con occhiaie che neanche i correttore più comprenti riescono a mascherare, con la mascella dolorante per gli sbadigli e i capelli appena fonati che sembrano gli spinaci di Popeye, una pura casualità catapultata sulla mia testa.

Se poi la nebbia che mi ottunde il cervello accenna a dipanarsi a fine mattinata, subito dopo pranzo ripiombo nell'oscurità!
Su questo inconveniente pesa sicuramente la mia proverbiale ingordigia. Infatti, nonostante il raziocinio e il corso di Fat killer mi suggeriscano di mangiare leggero per evitare di boccheggiare, cosa faccio? Dopo aver ordinato un secondo e un insalata, alla vista della miseria sul mio piatto richiamo la cameriera tra un boccone e l'altro e ordino un piatto di pasta pomodoro e basilico.

Ora con 200 grammi di spaghetti, un'insalata mista, il roastbeef e un caffè preso nel bar sotto l'ufficio mi sento come quando mi capita di svegliarmi la notte per un brutto sogno o per bere, sento una trave di "traverso" nel cervello (o il pennarello di Omer simpson se preferite), ma mi consoli nel guardare l'ora e scoprire di poter dormire ancora un bel pò.
Se si aggiunge che la macchinetta del caffè in ufficio si è rotta.. Non posso far altro che sperare che i miei colleghi siano più rintronati di me e il mio capo non torni!
Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz



mercoledì 1 aprile 2009

Scioperiamo a "la francais"

di Trippi

Arrivano in questi giorni e in queste ore non solo dati disarmanti e allarmi disastrosi sui licenziamenti previsti da qui al 2010, ma anche notizie sui modi pittoreschi in cui i lavoratori attirano l'attenzione su di se.

Dai francesi poi, quanto avremmo tanto da imparare, sarà il sangue gallico che scorre nelle loro vene, sarà la loro visione utilitaristica tipica del massimo risultato con il minimo sforzo, ma quando scioperano loro, mi scappa l'applauso! Anni fa, durante un soggiorno tra Palavas e Montpellier capitai per puro caso in mezzo agli scontri tra un corteo di lavoratori "adirati" e la polizia. Dovetti barricarmi dentro una banca, mi sembrava di essere precipitata in una succursale dell'inferno, cassonetti e auto usati come barricate e dati alle fiamme, scie azzurre di lacrimogeni che volavano sopra la testa e poi le urla e il baccano. Una cosa del genere in Italia la ricordo solo al G8, e ci è scappato pure il morto! Ora non scrivo queste cose per far polemica o per indurre il popolo alla sommossa, anche perchè sarebbe un'impresa impossibile far scendere gli italiani in piazza in massa come accade oltralpe, rischierebbero di perdersi il Grande fratello, Uomini e donne o La ruota della fortuna! Però la domanda mi sorge spontanea, non dico di arrivare a sequestrare i manager della propria azienda, si chiami pure Caterpillar o Ppr di assaltare i negozi e le banche come accade a Londra per il G20 in queste ore, ma neanche sbadigliare davanti alla tv quando vengono annunciati tagli all'azienda o alla categoria per cui si lavora.
Altrimenti ci ritroveremo a correre tutti nudi in cerca di un datore di lavoro come Mesnil



sabato 28 marzo 2009

Il mito del lavoro perduto


di Trippi


Capita anche a voi di frequentare maggiormente gli ex colleghi che quelli attuali?


Non so se è una sindrome da eterni insoddisfatti quella che puntualmente affligge me e molti dei miei amici oltre che, appunto, ex colleghi. Spesso così mi ritrovo al telefono con un mio carissimo amico nonchè ex collega dei tempi "del sole". Il sole in questo caso è proprio da prendere alla lettera, perchè l'azienda per cui lavoravamo forniva servizi e dipendenti alla nota casa editrice. I tempi "del sole" nei nostri discorsi e ricordi finiscono con rientrare nel mito. Una specie di Eldorado lavorativo in cui potevamo sfogare la nostra creatività e diciamocela tutta, anche la nostra cattiveria in incontri nebulosi nella zona caffè aziendale alle 5.30 del mattino, con colazione e pettegolezzi.

La verità è che nonostante abbia un ottimo ricordo di quel lavoro e sia ancora in ottimi rapporti con moltissimi colleghi di quei tempi, le condizioni lavorative e lo stipendio non erano affatto idilliache. Altrimenti non l'avremmo lasciato tutti, o quasi, ma saremmo ancora li, ancorati al pavimento e all'edificio.
La sindrome dev'essere contagiosa però, perchè anche nelle aziende per cui sono andata a lavorare in seguito io e i miei nuovi colleghi e amici agognavamo il passaggio a nuovi progetti e programmi salvo poi rimpiangere la posizione precedente! La verità forse, è che in ogni lavoro e posizione ci sono lati positivi e negativi. Così finchè li occupiamo tendiamo a vedere il peggio e solo dopo averli lasciati, comiciamo a invertire il peso specifico di quello che ci piaceva o detestavamo.
Eterni insoddisfatti, cultori del bicchiere mezzo pieno ci maceriamo su straordinari pesantissimi che anni dopo diventano "occasioni per aumentare lo stipendio", posizioni poco qualificate che poi si trasformano in "lavori che ti permettono di staccare la spina appena terminate le tue 8 ore", etc etc..

Ecco perchè questa volta non voglio cadere nella trappola e dichiararlo apertamente, metterlo nero su bianco: il lavoro che faccio adesso mi piace!

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