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giovedì 9 aprile 2009

Fatti mandare dalla mamma...

di Trippi

Spesso in ufficio la pausa alla macchinetta del caffè si rivela un ottimo momento per lo scambio di opinioni e di suggerimenti. Si avvicina Pasqua e tutti abbiamo iniziato a fare incetta di uova, abbacchi e colombe. Al rientro dal pranzo ci ritroviamo così a parlare dell'argomento e presto la conversazione scivola sui supermercati più convenienti, i pro e contro della spesa online e nel prendere alcuni prodotti sfusi. Vengo a sapere così in che modo impatta questa crisi sulle abitudini di consumo dei miei colleghi e scopro che mettono piede per la prima volta negli hard discount e cambiano le marche a seconda delle promozioni in corso. Una collega mi spiega che sono in 5 in famiglia e comprare l'acqua "di marca" è impensabile: si acquista quella più economica o si fa un salto a San Donato milanese, dove è possibile prendere l'acqua da bere gratuitamente. Altro che fedeltà alla marca! Loyalty, brand, consumer, customer tutte le paroline inglesi imparate nei corsi di marketing si confondono e perdono di significato quando si deve far quadrare il bilancio familiare a fine mese. Rapido sondaggio finale "quanto spendi per un litro di latte fresco?" la media è €1,55. Se hai bambini piccoli che, ovviamente, ne consumano in quantità industriale, è un piccolo salasso. Ma se vuoi un latte decente non hai scelta, quello a lunga conservazione è insapore.
Resta da sperimentare lo sfuso, per i giovani una novità ma per me, che ho 36 anni è un ricordo!
Da bambina la mamma mi mandava davvero a prendere il latte.
Il vicino di casa aveva una fattoria in campagna e tutte le sere passavo a casa sua a farmi riempire il bricchetto di latte fresco, freschissimo. Ricordo l'odore forte e persistente di quel liquido bianco mentre veniva travasato dal contenitore metallico al mio bricchetto e, meglio ancora, quello che permeava l'abitazione del pastore, un profumo di erbe e di campagna. In seconda elementare i miei si trasferirono in una casa nuova, e insieme con il vicino è sparita quell'abitudine.
Un gusto che è rimasto invariato però, è quello per lo yoghurt . Lo faccio in casa, con il latte intero, un risparmio notevole e un gusto migliore rispetto ai prodotti medi in commercio. Gli ingredienti sono semplici, un vasetto di yoghurt bianco (quello vero ragazze, un pò aspro, non quello dolcificato o zuccherato cui ci ha abituato una marca che confonde sesso e sapore) e mezzo litro di latte intero, la preparazione è rapida e se ci riesco io.. possono farlo tutti! Si scalda il latte e quando è tiepido lo si rovescia in un contenitore insieme con lo yoghurt, si copre il tutto accuratamente, in modo che non entri aria e si isola termicamente in modo da tenere la temperatura del latte per 8 ore circa (io metto un peso sopra il recipiente e seppellisco il tutto sotto strati infiniti di tovaglie e canovacci).
Visti i prezzi con la bella stagione è un bel risparmio oltre che un sano alimento. Se provate fatemi sapere!


Qui i prezzi medi dei prodotti pasquali

giovedì 26 giugno 2008

“Non sai gestire il budget!”



Di Trippi



Dopo due giorni in cui tento di fare in viva voce gli auguri di buon compleanno a mia cugina finalmente la trovo e mi spiega che ha viaggiato dal paese in provincia di Milano in cui abita a Verona per un corso di aggiornamento e che non è rimasta a dormire li per non lasciare i suoi due figli soli a casa. Mi chiede se riusciamo a vederci prima della partenza per le ferie estive per festeggiare anche il mio e le spiego che per me la distanza sta diventando un problema. La mia auto è una vampirella che succhia 20 euro ogni 5 giorni solo per il percorso casa lavoro. Mi spiega che lei ne spende 40 e ha appena finito di discutere con il marito proprio sul bilancio familiare. L’accusa: “Com’è possibile che questo mese in cui abbiano percepito stipendi più alti del solito non siamo riusciti a mettere un soldo da parte? Non sai amministrare i soldi!”. Ecco questo detto da uno che non ha mai pagato una bolletta o un bollo auto, che non fa la spesa neanche sotto minaccia di una guerra o del passaggio di un tifone, che non compensa neanche con altre doti, tipo aiuti nei lavori domestici o bricolage, uno che non è neanche capace di accendere o spegnere l’impianto di riscaldamento, che dopo due ore in compagnia dei figli chiede asilo politico ad un altro stato è quanto meno esilarante!!!
Leggendo il giornale di oggi scopro che questo è un male comune fotografato da uno studio della Bocconi pubblicato proprio in questi giorni. In buona sostanza abbiamo la conferma di quanto avevamo già detto in altre occasioni sull’essere donna e lavoratrice in italia. Dove l’amministrazione femminile della propria esistenza non è solo creativa, ma acrobatica!
Così dopo aver fatto i numeri da circo per stare dietro a lavoro, figli, mestieri domestici ti senti rimproverare per motivi inconsistenti! Mal comune mezzo gaudio?






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