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lunedì 11 ottobre 2010

Se il buono pasto diventa carta straccia


fonte foto

Sembrerebbe che i commercianti, in prima fila i colossi della grande distribuzione, siano ormai sul piede di guerra. Il fronte armato è quello dei buoni pasto.

Pare che la corsa al ribasso nell'aggiudicarsi le gare di appalto per rifornire le aziende di ticket da dare i dipendenti, non vada solo a scapito dei lavoratori ma anche di chi deve dare servizi in cambio dei "fogliettini di carta".

Repubblica.it ci fa l'esempio di un buono del valore di 5 Euro venduto al cliente (l'azienda) a 4 Euro; è ovvio che la società erogante si dovrà rivalere da qualche altra parte e lo farà imponendo commissioni più alte al supermercato, al bar, alla pizzeria che ritira il buono stesso.
E' per questo che la FIPE, associazione degli esercenti facente capo a Confcommercio minaccia di far saltare il sistema dei ticket. d'altro canto, se ci avete fatto caso, grandi catene come Mac Donald's per la risorazione, o i supermercati Esselunga per la distribuzione, giusto per fare due nomi a caso, non accettano questo tipo di pagamento, questa politica aziendale rischia ora di essere estesa a molti altri esercizi.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? Ovviamente le grandi aziende che indicono gare di assegnazione agevolando chi fa il prezzo più basso e dall'altra parte i fornitori che si calano le mutande vendendo servizi sottocosto. Ringraziamo prncipalmente lo stato che per dotare i dipendenti del buono pasto movimenta 600 milioni di Euro l'anno dettando il prezzo e danneggiando il mercato.

venerdì 24 settembre 2010

IKEA sbarca in Sicilia - è caccia al posto



leggo ora su Repubblica Economia che a marzo IKEA arriverà a Catania con un nuovo megastore.

I posti disponibili sono 240 e nelle ultime 72 ore sono già pervenuti al colosso del mobile ben 24 mila domande di assunzione. Ad ogni modo c'è tempo fino al 10 ottobre per presentare il proprio curriculum; il sito è letteralmente in tilt ma...tentar non nuoce mai.


lunedì 3 marzo 2008

Esselunga: prezzi corti, mano pesante




I DIPENDENTI NON CI STANNO PIU'

Sabato mattina sono andata a fare la spesa all'Esselunga, il supermecato di fronte a casa mia e quando in cassa ho sentito confabulare dei dipendenti che parlavano di una notizia sui quotidiani relativa a qualcosa di grave accaduto in uno dei punti vendita mi sono incuriosita.




La domenica compro Repubblica, vado al parco con il cane a leggere e trovo l'articolo che mi interessa.




Avevo già sentito parlare di mobbing, di abusi da parte dei responsabili di questa grande azienda, di dipendenti che vengono controllati a vista, ai quali è impedito anche scambiare due chiacchiere in spogliatoio. Ma sapere che vai a fare la spesa in un posto dove alle cassiere non è concesso andare in bagno se ne hanno stretto bisogno e che si arrivi al punto di malmenare una persona a scopo intimidatorio perchè tenta di far valere i suoi diritti...




Confesso, sono indignata, soprattutto per il fatto che molte aziende, tra le quali credo anche ESSELUNGA si dotano di un "codice etico", che solitamente, tra le tante cose punta sulla soddisfazione e gratificazione personale dei propri lavoratori per poi disattendere tutti i principi fondamentali per la dignità di una persona che lavora. certo non è un caso isolato, è solo una eclatante dimostrazione che, purtroppo il "potere" dei lavoratori dipendenti sta scemando sempre più.




Tante volte mi incavolo quando in cassa trovo un'addetta scortese e non la giustifico per l'eventuale maleducazione ma, un dipendente vessato e insoddisfatto difficilmente può servirti con il sorriso sulle labbra. Adesso lo so.











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