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lunedì 22 novembre 2010

Aperti per ferie

fonte vignetta
capita a Milano, dove alcune scuole rimarranno aperte anche durante le classicissime vacanze di Natale per tenere occupati i figli di quei lavoratori che non possono andare in ferie.
La scuola diventa finisce col sostituire la baby sitter per le famiglie che non riescono a pagarla. Con lo stesso scopo aprono i centri invernali e cooperative pronte ad ospitare e intrattenere i pargoli con prezzi che variano dai 10 ai 27 euro al giorno nei Centri Rousseau di Milano e i 75€ settimanali del centro di Cornaredo. Se penso a questi poveri bambini costretti ad alzarsi dal letto anche in quello che nella mia infanzia era un periodo "intoccabile" non posso che sentirmi una privilegiata.


martedì 2 novembre 2010

Temperature da ufficio e compromessi

fonte foto
Da un paio di mesi, dopo che gli impiegati della mia azienda e quelli di un'altra che fanno capo alla stessa casa madre sono calati a poche unità, ci hanno accorpato tutti nello stesso ufficio. Finora nessun problema, il passaggio è avvenuto a settembre, quando le temperature erano abbastanza miti, nessun trauma quindi per la mancanza di aria condizionata e il fatto che il più anziano dell'altro gruppo tenesse la finestra dietro il suo desk spalancata e un ventilatore puntato addosso. Poi il ventilatore è stato immagazzinato da qualche parte, ma la finestra è rimasta spalancata, anche dopo l'accensione del riscaldamento. Mi è sorto così l'orribile sospetto, vuoi vedere che ha intenzione di tenere quella finestra spalancata a prescindere da qualsiasi condizione climatica? A Milano??
Dopo quasi due anni in questa azienda in cui ho tenuto nascosto il mio lato oscuro, penso proprio che quest'anno verrà fuori in tutta la sua virulenza!!!
Un pò per trovare sponda, un pò per sfogarmi racconto al  mio collega "Venerdì scorso, prima del ponte di ognissanti ho chiesto al tizio caloroso di chiudere la finestra l'aveva spalancata e l'ha accostata come la vedi adesso... non so se intende passare tutto l'inverno con lo spiffero, ma se continua così per scaldarmi gli do fuoco!!!".
Il mio collega sempre molto diplomatico fa "purtroppo la convivenza è difficile" e spiega quello che i miei piedi congelati avevano già  intuito "loro sentono sempre caldo". E infatti rispondo, polemica "penso che lo sia per lui (la convivenza), qui era il più anziano e ha sempre fatto il bello e cattivo tempo, nel vero senso della parola" aggiungo velenosa "i suoi ragazzi non penso abbiano mai detto niente, sia che avessero caldo sia che avessero freddo, non so, potrei proporgli di chiudere la finestra e puntarsi addosso il ventilatore" e il mio collega "ihih, proponi, proponi, io vedo già degli sforzi lato loro... di solito la spalancano la finestra, come hai notato anche tu" e io "il fatto che abbia socchiuso? o mamma!" e il mio collega subito "loro tenevano aperto anche d'inverno".
Definirmi sconfortata è un eufemismo "a posto siamo!" lui conciliante "eh sì" e io con il cervello ormai annebbiato dalla prospettiva delle stalattiti che già immagino addoberanno i miei capelli verso Natale  "non per farmi i ca**i suoi, ma se evitasse di venire vestito come se dovesse andare a sciare magari suderebbe di meno vabbè finchè non iberno, al massimo verrò con guanti e coperta" e il mio collega conciliante, giustamente mi fa notare che non sono l'unica a scendere a compromessi "bhè, si puoi proporgli non di cambiare il suo look (molto discutibile) ma magari di stare in magliettina, come facciamo io ed A**** quando sentiamo caldo".
A quel punto mi rendo conto che sto straparlando, o meglio lo fa per me la carogna sulla spalla, quando prende il sopravvento. Lo ammetto con il collega, ringraziandolo per aver dissipato un nuvolone uterino. E lui conciliante e molto più saggio di me "ognuno di noi ha una propria temperatura corporea...dividere una stanza non è semplice, ma...proprio come dici tu, la cosa più semplice è adattare l'abbigliamento, chi ha caldo sta in maglietta, chi ha freddo resta in maglioncino".

venerdì 24 settembre 2010

LOVE

la nuova scultura di Cattelan davanti alla Borsa di Milano, in piazza Affari
C'è bisogno di aggiungere altro?
Aggiornamento del 1 ottobre, se non abitate a Milano o non riuscite a fare un salto in centro prima che venga smantellata (il prossimo 24 ottobre, data in cui chiuderà anche la mostra di Cattelan a Palazzo Reale), date un'occhiata alle foto del ditone scattate da Alberto Cane.
Anzi guardatele ugualmente ;-)


Cattelan, prorogata l'esposizione di L.O.V.E.

L'opera dell'artista installata davanti alla Borsa di Milano,che avrebbe dovuto terminare il 3 ottobre, rimarrà fino a domenica 24
Milano, 1 ottobre 2010 – Resterà in Piazza Affari fino al 24 ottobre, data di chiusura dell’esposizione a Palazzo Reale, l’opera di Maurizio Cattelan L.O.V.E. installata davanti alla Borsa di Milano. L’esposizione dell’opera dell’artista contemporaneo, che avrebbe dovuto terminare domenica 3 ottobre, è stata prorogata in considerazione del successo riscontrato tra i milanesi e dell’attenzione al progetto dimostrata anche dalla stampa internazionale.
La mostra di Palazzo Reale, aperta al pubblico sabato 25 settembre, è stata visitata da circa 3mila persone. “Si tratta di un’opera coraggiosa realizzata da uno dei più noti artisti italiani di arte contemporanea – spiega il Sindaco di Milano Letizia Moratti -. E’ un’istallazione che sta suscitando grande curiosità e un ottimo successo tra milanesi e turisti. Il giudizio è più che positivo e trattandosi di una piazza pubblica non possiamo non tenere in considerazione il parere dei cittadini”.
“La contemporaneità delle esposizioni – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – permette di leggere correttamente il collegamento tra l’installazione di Piazza Affari e le opere di Palazzo Reale, che in questo modo si richiamano l’una con l’altra”.
Dal sito del comune di Milano

venerdì 11 giugno 2010

Vuole fare la modella...

fonte foto

Quando penso alle modelle mi vengono in mente le ragazze serissime in larga parte straniere, con corsi universitari all'attivo, in grado di parlare almeno 3 lingue, testa sulle spalle e un appetito da lupi conosciute quando arrotondavo facendo la vestiarista nello show room di un notissimo stilista.
Nei casting per le sfilate le selezioni prevedevano la classica camminata, il giro e la "prova costume". Le modelle che non erano in grado di farlo bene o erano eccessivamente magre venivano scartate. Alla fine restavano le ragazze tipo che vi ho descritto sopra. Questo per fare le dovute distinzioni tra il velinismo e una professione che può permettere di sfruttare il proprio corpo usando la testa. ------>>>>

venerdì 4 giugno 2010

Working Class Zero



Ho ricevuto questo invito. Chi ci conosce sin dai tempi del primo Molto rumore per nulla e legge qui sotto la descrizione dei personaggi, potrà trovare tantissimi punti di contatto con le nostre storie. Ma se siete tra i 30 e i 40, o lo eravate fino a qualche anno fa, probabilmente finirete con l'identificarvi anche voi. Perchè è proprio questo il punto di forza di questo spettacolo: essere specchio della precarietà del nostro tempo. 
Non so cosa farete voi, ma ci andrò e farò di tutto per portarci anche le altre persone che hanno scritto sui nostri blog!


Cari amici,
siamo lieti di invitarvi alle prossime date dello spettacolo "Working Class Zero- il precariato raccontato da noi" , non mancate!
Compagnia degli Equilibristi ----->

venerdì 21 agosto 2009

Le vere piaghe di Milano?



fonte foto


I tassisti senza divisa




Di Trippi

Sarà perchè le piscine affollate di Milano, la difficoltà a trovare parcheggio sotto casa e il black out energetico che c'è stato ieri in ufficio mi danno una misura di quanto si sia realmente svuotata Milano questo agosto, ma ho ben chiara la disponibilità economica dei miei concittadini. Le aziende e gli esercizi commerciali saranno anche chiusi, ma i lavoratori non hanno abbastanza soldi (o preferiscono tenersi i pochi che hanno perchè con l'aria che tira..) per stare fuori città per tutta la durata delle ferie. Dal mio piccolo personalissimo sondaggio vicini di casa, conoscenti e amici trascorrono o hanno trascorso 1 al massimo 2 settimane fuori casa, il resto a casa.
Con questo caldo equatoriale che sta attanagliando la città e le temperature rese insopportabili dall'umidità e dall'aria bollente dei condizionatori accesi sento parlare di divise ai tassisti e di convocazioni straordinarie di stilisti a Palazzo Marino perchè siano in puro "stile Milano".
Quando i nostri governanti, locali o nazionali che siano, escono fuori con queste boutade sullo stile di una città, sull'insegnamento dei dialetti o sull' sventolio di bandiere locali accanto a altre mi viene in mente il film Johnny Stecchino, in cui il vero problema di Palermo era il crafffigo.





giovedì 2 aprile 2009

Sindrome d'oltralpe

di Chica Mala
Così come avvenne per le rivolte studentesche del '68 , i francesi tornano ad essere antesignani di estremi atti di protesta.
Ieri in un call center di Milano, Omnia Service, i lavoratori hanno deciso, dopo un'improvvisata assemblea in cortile di obbligare l'AD a dare spiegazioni in merito agli stipendi non pagati. I dipendenti sono ancora in attesa di ricevere le spettanze di febbraio, credo quindi che l'esasperazione abbia preso il sopravvento.
I più parlano di un sequestro in piena regola, ma dall'articolo de Il Giorno (2 aprile 2009) che ho appena letto colgo una diversa interpretazione:
"I dipendenti della Omnia, presi dall'esasperazione, hanno chiesto all'AD dell'azienda di parlare con tutti i dipendenti in cortile dove si stava tenendo l'assemblea. Li il manager è stato accerchiato e costretto a dar conto del mancato pagamento degli stipendi di febbraio".
L'atto dei miei "colleghi" non si può paragonare nemmeno lontanamente agli episodi transalpini, credo più che altro si voglia spettacolarizzare, fare notizia per non essere da meno, il tutto in pieno spirito italiano. Semplicemente hanno voluto, dopo mesi di scuse assurde tipo "i committenti non pagano i nostri servizi" - "c'è la crisi" - "le banche non concedono più fidi", che il top manager della società per la quale lavorano dicesse le cose come stanno realmente, senza trincerarsi dietro patetiche e scontate frasi fatte e soprattutto in assenza della posizione di comodo derivante da un ufficio blindato e da scarne circolari dettate alla segretaria e poi distribuite dal lacchè di turno.
Prima di parlare di fenomeno dilagante dei sequestri e allertare i reparti anti-sommossa, direi di aspettare e vedere se questa sarà la tendenza del futuro anche da noi. per quanto mi riguarda.... esprimo tutta la mia solidarietà ai colleghi e a alla categoria.


lunedì 30 marzo 2009

La crisi milanese si combatte dal cinese

Di Chica Mala

E' l'argomento principe delle cronache mondiali, la crisi economica, non si parla d'altro, non si pensa ad altro e i media fanno a gara per spaventare l'uomo comune o meglio, per quanto mi riguarda, la donna comune.
la storia è trita e ritrita ormai: salari bloccati e inflazione alle stelle, licenziamenti selvaggi e famiglie sull'astrico; il mercato immobiliare cola a picco e le banche falliscono; i consumi bloccati e le industrie con i magazzini strapieni interrompono la produzione.


I nostri amati governanti ci infarciscono di discorsi sul rilancio dell'economia, su quanto il medio cittadino debba fare la sua parte e consumare, consumare, consumare. E'un impresa titanica lo shopping per chi ha un'entrata fissa di 1000 Euro al mese; pagato l'affitto, le bollette e riempito il frigorifero resta a malapena qualche spicciolo per bersi un caffè! Uno dei tanti modi per arginare i costi è acquistare beni e servizi dai cinesi.

Costa tutto meno, dai vestiti al pranzo al ristorante per non parlare poi di accessori per capelli, bijoux e anche parrucchiere e manicure.

Se vi capita di girare per le bancarelle di un mercato, vi accorgerete subito che la metà degli ambulanti ha gli occhi a mandorla e anche buona parte dei nostri connazionali, sui loro banchetti ci propone gli stessi articoli della concorrenza, probabilmente confezionati in qualche sartoria clandestina in uno scantinato vicino a casa nostra. Spesso trovi cose carine, magliette, jeans e accessori vari. Perchè gridare allo scandalo? se penso che il miliardario Calvin Klein fa cucire le sue camice in India (in un opificio che paga una manciata di rupie i poveri operai) guadagnando migliaia di dollari, non vedo per quale motivo non dovrei spendere il mio denaro in merce non firmata e pagarla magari 10 Euro; da Zara poi, ho preso in mano una T-shirt da 40 Euro confezionata in Bangladesh o giù di li, probabilmente da un bambino di 8 anni. Senza scomodare i grandi stilisti, basta andare in un qualsiasi negozietto di periferia per rendersi conto di quanto i commercianti i taliani speculino su questa merce che dal cinese pagherei appunto 10 e da loro riceverei con una maggiorazione del 30%. Il consumatore, mosso dalla disperazione si è fatto furbo e pur di non rinunciare al piacere dello shopping va dal miglior offerente.

Da poco ho scoperto anche i parrucchieri, così per curiosità sono andata a farmi fare taglio e piega in un negozietto dalle parti di Giambellino; ragazzi 8 Euro per taglio e piega! Vi rendete conto? 8 Euro! con tanto di ricevuta fiscale. Certo, questi figliuoli lavorano a cottimo, una testa dietro l'alta, naturalmente non ti coccolano e non si perdono in chiacchiere e pettegolezzi ma per me, che vado a sistemarmi la zazzera ogni 6 mesi perchè trovo assurdo spendere 30 Euro per il lavoro di mezz'ora (manco fossero degli intagliatori d'avorio) significa potermi permettere di fare la piega con la stessa frequenza che ho per ricaricarmi il cellulare o farmi la lampada. In più sono veramente bravi, ci ho portato la mia amica Cicci per sistemare la ricrescita delle meches ed è rimasta entusiasta, soprattutto per il prezzo: taglio, piega e colore 28 Euro!

E poi parliamo del piacere di vedere un'amica per mangiare un boccone assieme, certo, il brunch in via Marghera fa figo, vuoi mettere? Ma ci vogliono 30 Euro. Io e la Cicci preferiamo andare al ristorante cinese dietro casa mia che con 12 Euro a cranio ti offre involtino primavera, ravioli al vapore, pollo alle mandorle, acqua, birra e caffè il tutto pagato con i tcket restaurant. Probabilmente li non incontrerò mai Mister Big ma mi servono a puntino, mangio bene e godo del tempo trascorso con una persona cara senza dover spadellare a casa.

Se vogliamo parlare di macroeconomia, dei blocchi delle importazioni e degli andamenti dei mercati mondiali magari facciamolo in altra sede. Io in questo momento penso alla "macropovertà" del mio portafoglio e alle possibilità che mi vengono offerte per continuare ad avere un tenore di vita, seppur basso, dignitoso. Me ne frego delle logiche di mercato e delle crociate anti-cina e ringrazio sentitamente per i servizi offerti da queste alacri "api operaie" dei quali usufruisco ben volentieri.

mercoledì 2 luglio 2008

Tara Tara Tara


Di Trippi

Finalmente una bella notizia dal fronte case popolari, è al via il bando per 293 abitazioni destinate a chi vive negli alloggi comunali e Aler per allargarsi, restringersi o spostarsi! C’è tempo per partecipare fino al 13 novembre e la modulistica può essere scaricata sul sito del comune di Milano. Deve essere poi presentata agli sportelli abilitati con procedura informatizzata e per chi dovesse aver bisogno di supporto è stato predisposto un promemoria presso Aler, caf e sindacati degli inquilini.
Dopo le brutte notizie sugli aumenti regionali tra il 30% e il 70% previsti a partire da settembre (arriveranno questo mese i bollettini e i colpi apoplettici ai portafogli dei destinatari) finalmente anche i condomini cui si è allargata o ristretta la famiglia dopo lunga attesa potranno cambiare alloggio (sono passati 9 anni dall’ultimo bando). Un occasione per avere una stanza in più se sono nati dei piccoli eredi, un piano o una sistemazione più adatta se c’è un handicap o se ci si deve avvicinare al posto di lavoro!
Ma nonostante gli aumenti annunciati degli affitti la voglia di casa a basso prezzo non conosce limiti ne di età, ne di stato sociale, ne tantomeno di nazionalità. Ed ecco che in base alle richieste si può delineare uno spaccato della popolazione. Ecco qualche cifra di questo scenario:
al termine del 2007 erano giunte in comune 16.228 domande;
15.450 richiedenti hanno la residenza a Milano;
8.431 sono extracomunitari;
7.492 sono italiani;
5.779 hanno tra i 35 e i 44 anni;
5.501 hanno tra i 45 e i 65 anni;
6.078 sono single;
2.400 hanno figli a carico.
Mi chiedo quanti degli anziani che questo luglio riceveranno il bonus dal governo lo utilizzeranno per tamponare l’emorragia dei bollettini d’affitto, evitando così la morosità, per il momento. Tra questi fortunati non rientrano però i miei suoceri! Entrambi hanno una casa popolare, lui pensionato, con un reddito annuo di 9.000 euro non prenderà i soldi perchè supera la soglia di 8700 euro e rotti, ma in compenso l’aumento è già arrivato! La signora invece, paga già uno sproposito per l’affitto, non ha ancora una pensione di anzianità, ma solo di invalidità che si somma agli alimenti che le passa l’ex marito: dunque non ha diritto ai soldi neanche lei!
Insomma lui è ricco lei non ha l’età!

lunedì 31 marzo 2008

Milano conquista l'EXPO 2015



Una grande vittoria per l'Italia e per Milano, una opportunità per l'economia e l'occupazione. Tralasciando le polemiche che verranno a livello politico e che già sono cominciate...












Attesi 29 milioni di visitatori, 70 mila nuovi posti di lavoro
Expo 2015: investimenti per 20 miliardi
La manifestazione prevista alla fiera di Rho-Pero su un'area espositiva di 1,7 milioni di metri quadri
(Emblema)MILANO - Oltre 20 miliardi di euro di investimenti, più di 29 milioni di visitatori, almeno 44 miliardi di euro di fatturato in più per le imprese di Milano. Questi alcuni dati dell'Expo 2015 che è stata assegnata a Milano. Secondo una ricerca effettuata dalla Camera di commercio milanese su un campione di 1.178 imprese, si prevede un incremento del fatturato intorno ai 44 miliardi di euro, cioè un incremento medio del giro d'affari di circa il 10%. La manifestazione si terrebbe alla fiera di Rho-Pero su un'area espositiva di 1,7 milioni di metri quadrati. I posti di lavoro che potrebbero nascere grazie all'Expo sono circa 70 mila.
BENEFICI - Il maggiore beneficio per l'Esposizione universale sarebbe a carico del settore alberghiero e turistico con un incremento previsto attorno al 25%, seguito dal settore immobiliare (15,1%) e quello delle costruzioni (13,5%). In valore assoluto, però, è il commercio che si attende il gettito maggiore, con un aumento del fatturato di 14,5 miliardi, quasi 12 miliardi il manifatturiero, oltre 8 miliardi i servizi alle imprese, quasi 4 miliardi le costruzioni, 3,5 miliardi l'immobiliare.
SOLDI PER TUTTI - Ma a goderne i benefici sarebbero tutti i settori. In particolare il turismo, anche nelle altre città italiane. Secondo una stima dell'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza-Brianza si raggiungeranno di indotto i 540 milioni di euro a Roma, 421 a Venezia, 223 a Firenze e 114 milioni a Napoli.



venerdì 28 marzo 2008

si fa presto a dire sconti

























di Trippi

A quanto pare l'iniziativa del comune di Milano per calmierare i prezzi del pane e della carne sarebbe un grande flop!! Lo leggo nel dorso di "La Repubblica" dedicato alla città meneghina (nel numero di oggi 28/03/2008 pagg II-III).
Secondo un inchiesta del quotidiano in realtà solo un fornaio su 10 applicherebbe il prezzo a 1.50 euro per il sacchetto da 500 grammi! In ogni caso anche quando viene rispettato l'accordo o si aderisce all'iniziativa raramente la cosa viene pubblicizzata nel locale o in vetrina con cartelli informativi.
Non parliamo poi della svizzera al prezzo di 7,90 euro al chilo anzichè 12 euro!!
Sarebbe poi uno specchietto per le allodole l'apertura del mercato all'ingrosso delle carni il sabato mattina (Mercato generale, ingresso da via molise 62), sulla scia di quello ortofrutticolo e del pesce in realtà i tagli disponibili vanno bene se anzichè una famiglia si deve sfamare un esercito o su di li!
Buono shopping a tutti!

lunedì 3 marzo 2008

Esselunga: prezzi corti, mano pesante




I DIPENDENTI NON CI STANNO PIU'

Sabato mattina sono andata a fare la spesa all'Esselunga, il supermecato di fronte a casa mia e quando in cassa ho sentito confabulare dei dipendenti che parlavano di una notizia sui quotidiani relativa a qualcosa di grave accaduto in uno dei punti vendita mi sono incuriosita.




La domenica compro Repubblica, vado al parco con il cane a leggere e trovo l'articolo che mi interessa.




Avevo già sentito parlare di mobbing, di abusi da parte dei responsabili di questa grande azienda, di dipendenti che vengono controllati a vista, ai quali è impedito anche scambiare due chiacchiere in spogliatoio. Ma sapere che vai a fare la spesa in un posto dove alle cassiere non è concesso andare in bagno se ne hanno stretto bisogno e che si arrivi al punto di malmenare una persona a scopo intimidatorio perchè tenta di far valere i suoi diritti...




Confesso, sono indignata, soprattutto per il fatto che molte aziende, tra le quali credo anche ESSELUNGA si dotano di un "codice etico", che solitamente, tra le tante cose punta sulla soddisfazione e gratificazione personale dei propri lavoratori per poi disattendere tutti i principi fondamentali per la dignità di una persona che lavora. certo non è un caso isolato, è solo una eclatante dimostrazione che, purtroppo il "potere" dei lavoratori dipendenti sta scemando sempre più.




Tante volte mi incavolo quando in cassa trovo un'addetta scortese e non la giustifico per l'eventuale maleducazione ma, un dipendente vessato e insoddisfatto difficilmente può servirti con il sorriso sulle labbra. Adesso lo so.











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