translate me

Visualizzazione post con etichetta chica mala. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chica mala. Mostra tutti i post

lunedì 6 luglio 2009

Questo blog aderisce alla giornata di silenzio


per la libertà d'informazione online

di Diritto alla rete

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva. Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog... Continua a leggere








Noi aderiamo e voi?
Trippi e Chica mala


giovedì 16 aprile 2009

Storie di convivenza e forzata tolleranza


Di Chica Mala

















Lavorare in uno spazio occupato da duecento persone in turno contemporaneamente, dove devi trovare posto nella position libera al momento, riserva ogni giorno nuove sorprese.

Il call center è una città cosmopolita, senza distinzioni di classe, niente caste, nessuna differenza di età, cultura sesso e preferenze sessuali sono motivo di emarginazione o al contrario, di popolarità. Ci sono però delle cose che sono difficili da tollerare e otto ore di lavoro accanto a una persona con delle abitudini, come dire, sgradevoli, scombussolano anche me che non sono per niente schizzinosa.

E' già da un paio di giorni che quando arrivo al mattino trovo posto accanto a un collega con il quale ho abbastanza confidenza ma che non era ancora stato mio vicino di position. E' un motociclista, di quelli stile "motoraduno harleysta", basettoni e baffi, camicia con le maniche tagliate, cinturone e stivalacci con la punta di ferro; si fa le sigarette con cartine e tabacco e ogni volta che fuma tira fuori il suo zippo e si accende la paglia da vero duro. A parte la descrizione da trucido, è un bravo ragazzo, ha un tono di voce pacato ed è mediamente educato. Il problema nasce dal fatto che tutto il giorno tira su con il naso, probabilmente ha un forte raffreddore, acuito dal tabagismo quindi le sue smoccolate diventano qualcosa di incredibilmente disgustoso, specialmente perchè hanno un frequanza di circa una volta ogni 3 minuti.
Io subisco da due giorni e quasi quasi ci ho fatto il callo ma, oggi, a un'ora dalla fine della giornata, dopo l'ennesima scaracchiata mi giro verso di lui seriamente intenzionata a dirgli di soffiarsi quel benedetto naso e vedo una cosa...che voi umani non potete nemmeno immaginare:
Aveva in mano un coltellino e si stava pulendo le unghie, nemmeno a dirlo, nere come il carbone!
Ho cambiato subito idea: Ho pensato "questo è proprio fatto così, che glielo dici a fare, resisti ancora un'ora e poi vattene a casa".
Sei vuoi convivere in pace, impara ad essere tollerante.

lunedì 30 marzo 2009

La crisi milanese si combatte dal cinese

Di Chica Mala

E' l'argomento principe delle cronache mondiali, la crisi economica, non si parla d'altro, non si pensa ad altro e i media fanno a gara per spaventare l'uomo comune o meglio, per quanto mi riguarda, la donna comune.
la storia è trita e ritrita ormai: salari bloccati e inflazione alle stelle, licenziamenti selvaggi e famiglie sull'astrico; il mercato immobiliare cola a picco e le banche falliscono; i consumi bloccati e le industrie con i magazzini strapieni interrompono la produzione.


I nostri amati governanti ci infarciscono di discorsi sul rilancio dell'economia, su quanto il medio cittadino debba fare la sua parte e consumare, consumare, consumare. E'un impresa titanica lo shopping per chi ha un'entrata fissa di 1000 Euro al mese; pagato l'affitto, le bollette e riempito il frigorifero resta a malapena qualche spicciolo per bersi un caffè! Uno dei tanti modi per arginare i costi è acquistare beni e servizi dai cinesi.

Costa tutto meno, dai vestiti al pranzo al ristorante per non parlare poi di accessori per capelli, bijoux e anche parrucchiere e manicure.

Se vi capita di girare per le bancarelle di un mercato, vi accorgerete subito che la metà degli ambulanti ha gli occhi a mandorla e anche buona parte dei nostri connazionali, sui loro banchetti ci propone gli stessi articoli della concorrenza, probabilmente confezionati in qualche sartoria clandestina in uno scantinato vicino a casa nostra. Spesso trovi cose carine, magliette, jeans e accessori vari. Perchè gridare allo scandalo? se penso che il miliardario Calvin Klein fa cucire le sue camice in India (in un opificio che paga una manciata di rupie i poveri operai) guadagnando migliaia di dollari, non vedo per quale motivo non dovrei spendere il mio denaro in merce non firmata e pagarla magari 10 Euro; da Zara poi, ho preso in mano una T-shirt da 40 Euro confezionata in Bangladesh o giù di li, probabilmente da un bambino di 8 anni. Senza scomodare i grandi stilisti, basta andare in un qualsiasi negozietto di periferia per rendersi conto di quanto i commercianti i taliani speculino su questa merce che dal cinese pagherei appunto 10 e da loro riceverei con una maggiorazione del 30%. Il consumatore, mosso dalla disperazione si è fatto furbo e pur di non rinunciare al piacere dello shopping va dal miglior offerente.

Da poco ho scoperto anche i parrucchieri, così per curiosità sono andata a farmi fare taglio e piega in un negozietto dalle parti di Giambellino; ragazzi 8 Euro per taglio e piega! Vi rendete conto? 8 Euro! con tanto di ricevuta fiscale. Certo, questi figliuoli lavorano a cottimo, una testa dietro l'alta, naturalmente non ti coccolano e non si perdono in chiacchiere e pettegolezzi ma per me, che vado a sistemarmi la zazzera ogni 6 mesi perchè trovo assurdo spendere 30 Euro per il lavoro di mezz'ora (manco fossero degli intagliatori d'avorio) significa potermi permettere di fare la piega con la stessa frequenza che ho per ricaricarmi il cellulare o farmi la lampada. In più sono veramente bravi, ci ho portato la mia amica Cicci per sistemare la ricrescita delle meches ed è rimasta entusiasta, soprattutto per il prezzo: taglio, piega e colore 28 Euro!

E poi parliamo del piacere di vedere un'amica per mangiare un boccone assieme, certo, il brunch in via Marghera fa figo, vuoi mettere? Ma ci vogliono 30 Euro. Io e la Cicci preferiamo andare al ristorante cinese dietro casa mia che con 12 Euro a cranio ti offre involtino primavera, ravioli al vapore, pollo alle mandorle, acqua, birra e caffè il tutto pagato con i tcket restaurant. Probabilmente li non incontrerò mai Mister Big ma mi servono a puntino, mangio bene e godo del tempo trascorso con una persona cara senza dover spadellare a casa.

Se vogliamo parlare di macroeconomia, dei blocchi delle importazioni e degli andamenti dei mercati mondiali magari facciamolo in altra sede. Io in questo momento penso alla "macropovertà" del mio portafoglio e alle possibilità che mi vengono offerte per continuare ad avere un tenore di vita, seppur basso, dignitoso. Me ne frego delle logiche di mercato e delle crociate anti-cina e ringrazio sentitamente per i servizi offerti da queste alacri "api operaie" dei quali usufruisco ben volentieri.

venerdì 27 marzo 2009

L'altra faccia della medaglia

Di Chica Mala
Al contrario di Trippi che, vivaddio, ha finalmente trovato il suo posto al sole (strameritato e consono al suo valore), io negli ultimi cinque mesi sono scesa all'inferno, ho fatto una partita a scacchi con il signore delle tenebre e ora, pian piano, sto provando a tornare alla luce arrampicata ad una scaletta a pioli marcia e tarlata.
Dopo anni di TEMPO INDETERMINATO, costellati da incarichi di tutto rispetto, con abbondante spazio per il cazzeggio tipico da ufficio grazie a internet a disposizione per i più svariati scopi ludici e, alle interminabili e pressochè illimitate pause caffè, mi sono ritrovata a "spasso" nel giro di pochi minuti.
Letteralmente in mezzo a una strada! licenziata in tronco per giusta causa (o giustificato motivo) a causa di motivi futili quanto imbarazzanti, quelli che di solito vengono usati per eliminare una persona scomoda come lo ero io. Ma non divaghiamo, tanto questa è una storia alla quale solo il Tribunale del Lavoro potra appore il giusto sigillo, torniamo ai fatti.
Dicevamo... in mezzo a una strada nella vera accezione del termine, era fine novembre e faceva freddo, quel giorno nevicava anche, le lacrime di rabbia mi si gelavano sulla faccia e intanto pensavo - "adesso che cazzo faccio?"-
L'impellente necessita di un posto di lavoro, la consapevolezza che ero indiscutibilmente senza una fonte di sostentamento mi hanno portato in giro per agenzie interinali o di somminstrazione (chiamatele come vi pare).
Dopo una settimana iniziavo un corso FORMATEMP per imparare a lavorare in un call center e, dopo 13 giorni, alla vigilia di Natale, mi ritrovavo con un contratto di due mesi e mezzo e al primo giorno in "cuffia", pronta a dare assistenza telefonica ai clienti di una grossa compagnia telefonica.
Finita l'era di Eldorado, basta internet, basta pause selvagge, addio libertà; benvenuta rigidità, buon inizio di una nuova vita lavorativa, fatta di tempi ristretti, target da rispettare e piccoli kapò in erba con il fiato sul collo a ricordarti ogni minuto di usare cortesia, qualità e competenza, il tutto il 200 secondi!
Scioccati? Io no! per niente! Ho scoperto che non mi interessa essere leader, non ho bisogno di far vedere agli altri quanto valgo, lo so già e tutto va da se. Le regole ferree non mi pesano anzi, per me è una sfida tutti i giorni, come quando fai il bartezzaghi e non lo riesci a finire e non molli fino a che non hai trovato fino all'ultima definizione. E i turni? Manna dal cielo per me che ho sempre fatto novedicottodallunedialvenerdi, adesso gestisco il mio tempo in maniera completamente diversa e tutto ciò mi piace. Quando hai finito il tuo turno poi, ti togli la cuffia, spegni il pc e una volta fuori dal palazzo ti dimentichi di tutto quello che hai fatto nelle ore precedenti.
L'unico cruccio, paura che ti accompagna costantemente è l'avvicinarsi della fine del contratto ma, come dicevo prima, quando sei consapevole che il peso specifico del tuo cervello e lievemente superiore a quello di una stella marina finisci per non preoccupartene.
Ora, l'azienda presso la quale ero a somministrazione si è offerta di impiegarmi direttamente alle sue dipendenze, certo, sempre a tempo determinato, solo sei mesi di respiro ma su quella scaletta, nonostante i suoi milioni di pioli e malgrado la sua precareità continuo ad aggrapparmi con tutte le forze a disposizione.
E poi! vogliamo parlare della cosa più importante? I tanto sospirati, anelati, desiderati BUONI PASTO! Miraggio di una vita che diventa realtà.......
Ora però torno seria per un istante e provo a cosiderare quanto, nella jattura più nera e in piena crisi economica, sia stata fortunata nel trovare un'azienda disposta ad investire sulle persone. Per la prima volta nella mia vita lavorativa (si si, precaria lo so, non me lo ricordate..) credo nell'esistenza della meritocrazia.
Il bicchiere oggi è mezzo pieno.


giovedì 3 luglio 2008

Curre Curre Guagliona


Di Chica Mala

Questa mattina, una delle prime informazioni di servizio che mi inondano varcata la soglia dell’ufficio è un gossip di quelli succulenti. Un collega mi racconta che ieri, mentre si recava a casa dopo il lavoro vede sul vialone vicino, una delle nostre receptionist, in tenuta da gara - minigonna, tacchi a spillo e chioma leonina - correre alla disperata, madida di sudore e con l’aria stravolta.
La osserva dall’auto e passa oltre; arrivato al semaforo lei rispunta, sempre più sfatta. Il collega accosta e le chiede se vuole un passaggio ma lei titubante e sgomenta non sa che fare, comunque dopo un po’ di insistenza monta in macchina.
“Cosa è successo?” chiede lui “ma niente, è per quel deficiente di xxx…”.
Eh si, perché dovete sapere che la bella fatalona da mesi vive una travagliata storia d’amore con un ragazzo che lavora con noi, che la tratta come una pezza da piedi e oltrettutto sta tramutando questa bella e brava ragazza nella Amy Winehouse de ‘noantri, in una vera e propria “femme perdue”.
Tornando a noi, dopo circa duecento metri di tragitto lei chiede di accostare, prima si accuccia sul sedile per nascondersi alla vista, infine, con uno scatto felino apre la portiera e schizza fuori riprendendo la sua corsa in solitaria.
Il mio delatore, nel raccontarmi la cosa esprime tutto il suo sconcerto e, francamente sono perplessa nel constatare tratti di una personalità quasi borderline affiorare dalle sue parole.
Sarà forse che mi sono dimenticata di quando avevo vent’anni e di quanto fossero tragiche e ricche di pathos le mie liti d’amore.
Probabilmente mi sono irrigidita a tal punto quindi non riesco più ad immedesimarmi e comprendere, non ce la faccio a giustificare una persona che dopo un alterco, seppur pesante, con l’amato bene si prende un giorno di malattia, specialmente se xxx, il bello e dannato, oggi gode del turno di riposo.
E’ quantomeno sospetto e il dubbio miei cari, trovo sia lecito.


lunedì 16 giugno 2008

Le scarpe da un Euro al dì


Un paio di mesi fa, venne da Roma il grande capo per una serie di ispezioni.

Non trovò granchè da contestare; il servizio che coordino tutto sommato non necessitava di grosse correzioni. Le operazioni di routine venivano eseguite secondo le procedure e i regolamenti, le divise dei ragazzi erano in ordine, la committenza si dichiarava moderatamente soddisfatta.

Tirai un sospiro di sollievo, il capo dei capi tornò nella capitale e la cosa per me si concluse con soddisfazione ma… il giorno dopo…

Ricevo, di prima mattina la telefonata del boss, l’oggetto della chiamata è una contestazione relativa alle scarpe di una delle ragazze, anziché indossare delle decolleté scure, come il regolamento aziendale prevede, ne aveva un paio bianche. Insomma, mezz’ora di cazziatone per il colore delle scarpe.

Gli rispondo “hai ragione” ma devo puntualizzare che l’azienda non fornisce in dotazione le calzature, quindi se una persona non ne ha disposizione del colore imposto non può essere motivo di contestazione. L’illuminato capitano ribatte: “beh che se ne comprasse un paio nere o blu” e io “ma non si può obbligare la gente a spendere i propri soldi per queste cose e poi potrebbe non averli i soldi” ma lui, di coccio insiste: “allora che mettesse via un Euro al giorno, così a fine mese se le può comprare”.

Io credo non ci siano parole per descrivere lo sdegno che provo, sono passati due mesi e questa conversazione ancora mi frulla in testa e mi infastidisce.

E’ vero, ci sono argomenti ben più spinosi, come gli incidenti sul lavoro, la sicurezza, la precarietà, gli stipendi da fame ma nella mia personale TOP TEN, tra le piaghe del sistema lavorativo di questo paese ci sono anche i capi IDIOTI!!!!!


L'onore della "Benemerita"



E' di oggi la notizia che la Cassazione ha confermato una sentenza della Suprema Corte Militare di Napoli condannando a 4 mesi di reclusione un appuntato dei Carabinieri. Motivazione: insubordinazione, con minaccia e ingiuria, ai danni del comandante della stazione presso cui prestava servizio.

L'imputato aveva definito 'bugiardo, infame e ladro' il luogotenente, suo superiore e lo aveva minacciato di rovesciargli addosso una scrivania, perché gli era stato chiesto di troncare una relazione adulterina che l'appuntato, coniugato, intratteneva con una donna del luogo, anch'essa sposata.

Anche se il Giudice di primo grado aveva prosciolto il militare perchè il fatto non era da ritenersi pertinente con l'espletamento del lavoro, in ultimo grado di giudizio è stato stabilito che "l'intervento del luogotenetente era pertinente al servizio, consistendo nell'osservanza della disciplina militare, che prescrive di tenere in ogni circostanza una condotta esemplare, a salvaguardia del prestigio delle Forze armate, mentre la relazione extraconiugale dell'imputato, di pubblico dominio nel territorio della stazione, arrecava evidente disonore all'Arma benemerita".

Anche se il tradimento non è nelle mie corde e non approvo, questa sentenza mi lascia perplessa; va bene un consiglio, un suggerimento da parte del superiore, va bene salvaguardare il buon nome dell'Arma, ma la vita privata è privata, e basta!

D'accordo sulla grave insubordinazione per avere usato un comportamento violento e irrispettoso, ma sindacare sulle relazioni extraconiugali mi sembra un'ingerenza troppo forte.




giovedì 12 giugno 2008

Apologia della ginocchiera


Di Chica Mala

Qualche tempo fa, una delle solite mattine lavorative, vado a bere il caffè con un collega proprio di fronte all’ufficio di un noto “sciupafemmine”. Da lontano scorgiamo una nuova stagista che incede con passo languido lungo il corridoio, appena prima della “stanza dei bottoni” (che ha le pareti a vetri) inumidisce le labbra, spinge il culetto in fuori e rivolge i capezzoli al cielo come bocciuoli di rosa in cerca di sole.
Io e il collega, spettatori non paganti, ci guardiamo in faccia e scoppiamo in una risata mal trattenuta.

Oggi, giornata di sole la rivedo in cortile dopo la pausa pranzo; pantalone e maglietta attillati, capello liscio e corvino, nasino all’insù decisamente porcino (o porcone) e occhialone da sole nero…non posso non osservare i suoi movimenti:
Si guarda intorno scostando appena l’occhiale per cercare gli sguardi degli astanti poi accende una sigaretta e la fuma teatralmente come se fosse una novella Greta Garbo.

Mi giro verso Trippi e le dico: “ la vedi quella li? è giovane, ma secondo me farà tanta strada, all’inizio magari si sbuccerà le ginocchia però con il tempo e con un paio di robuste ginocchiere sempre appresso, diventerà un’artista ”.

Esiste una strada impervia, piena di ostacoli e che in questo paese è quasi sempre inaccessibile, la strada della meritocrazia; ci sono poi le scorciatoie, se non si è amico o parente di qualcuno ci si tappa il naso, ci si fa crescere il pelo sullo stomaco e………..

Non scandalizzatevi, non fatevi meraviglia, non datemi della cinica perché così va il mondo e in quasi vent’anni di lavoro, confinata nel limbo dell’eterna “gavetta” ho visto decine di persone percorrere la via breve, come al Monopoli “intascare i 20 dollari senza passare dal via”

mercoledì 11 giugno 2008

Le solite tresche in ufficio


Di Chica Mala

Questa mattina arrivo in ufficio, come al solito mezz’ora prima e appena varco la soglia della reception le mie colleghe mi sorridono con aria maliziosa.

Io chiedo loro “cosa c’è?” “cosa è successo?” e loro mi raccontano qualcosa in merito a una delle fanciulle che lavora con me, data per dispersa da lunedì scorso: era al bar di fronte a fare colazione con una delle guardie giurate del nostro istituto di vigilanza.

La signorina in questione è, a detta sua fidanzata fedelissima, lui è altrettanto impegnato ma questa simpatia (mmm.. qualcosa di più) va avanti ormai da tempo e i conti non tornano.

Trippi ha spiegato bene altrove, cosa sta succedendo nella testa della ragazza, il classico tipo di persona fatta di certezze e straconvinta di essere sempre nel giusto (l’avevamo soprannominata burqa per il suo integralismo morale). Nel momento in cui i suoi capisaldi hanno cominciato a vacillare ha anche maturato l’idea di non venire più al lavoro, pensando così di sfuggire a ciò che la sua mente (e il suo corpo aggiungerei) invece la portano a sentire.

Venerdì scorso mi aveva manifestato l’intenzione di dimettersi, mi precipito da lei e dopo un’ora di colloquio mi convinco di averla dissuasa ma, al rientro dal week end non si presenta in ufficio, non manda certificato di malattia, non invia lettera di dimissioni.

Vorrei a questo punto fare delle riflessioni del tutto personali su questa storia:

Visto e considerato che il colloquio lo feci io e trovai il suo curriculum interessante, mi piacque immediatamente per i suoi modi gentili, per la mitezza e per la spigliatezza, vorrei dire, con il senno di poi che:

a) con tutta probabilità sono totalmente negata per la selezione del personale;

b) propongo di introdurre come prassi la perizia psichiatrica prima dell’assunzione;

c) propongo di somministrare, ai soggetti repressi e pseudo bigotti il bromuro prima di arrivare sul posto di lavoro, altrimenti fanno danni a se stessi e agli altri.


Ognuno ha il suo modo di gestire le questioni emotive ma, addirittura scappare dal posto di lavoro, così, senza una spiegazione, non lo trovo corretto, né nei confronti dei colleghi né del datore di lavoro tanto meno verso la propria persona.


Mi sento di dire un'ultima cosa: se questa ragazza fugge dal lavoro per non sottomettersi alle tentazioni, quindi per non tradire il suo fidanzato perfetto, che ci faceva al bar proprio con l'agitatore dei suoi sensi? e poi, un fidanzato che davanti ad estranei, alla sua richiesta di un gesto amorevole le risponde "non rompere, è già tanto che non ti scorreggio addosso", un paio di cornini, se non addirittura un paio di ceffoni non seli merita? SUVVIA!

martedì 10 giugno 2008

Amianto - ma non era fuori legge?


Di Chica Mala
Stamattina, per lavoro (grane più che altro), sono andata all'ufficio postale per parlare con il responsabile della distribuzione e con il direttore.
Mentre aspettavo che i due finissero di consultarsi in privato e che decidessero quale panzana propinarmi per liquidare la mia richiesta, un gentile impiegato mi porta a bere un caffè al distributore automatico.
Rimasta sola e in paziente attesa comincio a guardarmi intorno e l'occhio mi cade su un cartello appeso ad una parete mobile:
"ATTENZIONE, NON MANOMETTERE. CONTIENE AMIANTO"
Poste Italiane S.p.A.
Io pensavo fosse ormai illegale, che fosse da bonificare e comunque il problema fosse superato da tempo.
Sono anche andata nel sito del Ministero della Salute a sbirciare. Boh, non capisco. O mi sfugge qualcosa, o sono un' ingenua, oppure gli uffici pubblici sono esentati dalla bonifica quindi godono di una deroga particolare.
Spero sia la terza.

domenica 8 giugno 2008

venerdì 6 giugno 2008

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio

“Cara Chica, siamo in una situazione di emergenza e, insomma, dovresti fermarti fino alle 20.00 e fare tu la chiusura al lavoro”.

“Cara Chica, sei la coordinatrice di un servizio importante, devi dare il buon esempio, dovresti lavorare sabato, magari qualche ora anche la domenica perché tutti gli altri si sentirebbero spronati maggiormente a fare altrettanto”.



Questo mi sento dire dai miei superiori ormai sempre più spesso.

Non che mi pesi fare qualche ora di straordinario, per carità! e poi l’ho sempre detto che lavorare mi piace e tutto sommato in quello che faccio metto impegno e la giusta dose di passione poi, con il tanto decantato intervento del nuovo governo in materia di detassazione mi sono fatta due conti in tasca e non nascondo di essermi fregata un po’ le mani. Ho anche pensato alla mi amica Mentirosa che per arrotondare sacrifica le serate del sabato e della domenica in pizzeria a servire ai tavoli, lei come tanti altri ragazzi che hanno bisogno di sbarcare il lunario, sotto questo aspetto sono fortunata, continuo a ragionare, faccio un lavoro che conosco alla perfezione, tutto sommato poco stressante, seduta davanti ad un pc e soprattutto non sono pagata in nero.

Oggi però mi capita tra le mani una copia di “Economy” del 28 maggio e a pag 109 trovo un articolo che parla proprio di questo:

Il D. Lgs. 66/2003, che disciplina l’orario di lavoro parla chiaro, l’orario normale è stabilito in 40 ore settimanali quindi il “lavoro straordinario” è quello prestato oltre l’orario normale. Su questo non ci piove ma, mettiamo il caso che io lavorassi tre ore in più lunedì e martedì il mio capo mi facesse uscire tre ore prima dall’ufficio a conti fatti io avrei lavorato sempre 40 ore. Il mio sacrificio, quello di fermarmi per ben tre ore sarebbe del tutto vano.

Inoltre l’azienda può chiedermi lo straordinario con un tetto massimo di 250 ore l’anno, previo il mio consenso; peraltro può ricorrere a questo sistema solo -
• in caso di esigenze tecnico produttive eccezionali non colmabili con l’assunzione di altri lavoratori;
• in caso di forza maggiore;
• quando la mancata prestazione di lavoro mette in pericolo o procura un danno alle persone o alla produzione;
• per eventi particolari quali mostre, fiere, ecc.

C’è un’altra cosa importate da valutare, cioè che il tetto massimo da non superare è quello di 48 ore nell’arco di 7 giorni (compresi gli straordinari ovviamente); in più la durata media delle ipotizzate situazioni eccezionali non deve essere superiore ai 4 mesi.

A questo punto, se dovessi superare le 48 ore settimanali nonchè tutti i limiti stabiliti dal Legislatore, godrei ancora dell’indennità da poco introdotta? Ora ho le idee un po’ confuse, non vorrei mai ammazzarmi di lavoro immolandomi per una causa non mia e ritrovarmi alla fine cornuta e mazziata!

Se così fosse (ma il dubbio è ormai instillato), la mia cara azienda votata al risparmio e perennemente sottostaffata, ad un certo punto farà a meno di me dopo le canoniche 40 ore..eh già..perchè potrei essere in una pizzeria o in un pub o al guardaroba di una discoteca, a guadagnare 50 onesti euri “esentasse”.

lunedì 26 maggio 2008

Utilizzo di internet sul posto di lavoro

..E' la Legge.. e non si discute, ma come dice la mia amica Trippi: "inutile chiudere il recinto quando i buoi sono già scappati"


fonte


Lavoro: le linee guida del Garante per posta elettronica e internet
Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2007

1. Utilizzo della posta elettronica e della rete Internet nel rapporto di lavoro


1.1. PremessaDall'esame di diversi reclami, segnalazioni e quesiti è emersa l'esigenza di prescrivere ai datori di lavoro alcune misure, necessarie o opportune, per conformare alle disposizioni vigenti il trattamento di dati personali effettuato per verificare il corretto utilizzo nel rapporto di lavoro della posta elettronica e della rete Internet.



a) compete ai datori di lavoro assicurare la funzionalità e il corretto impiego di tali mezzi da parte dei lavoratori, definendone le modalità d'uso nell'organizzazione dell'attività lavorativa, tenendo conto della disciplina in tema di diritti e relazioni sindacali;
b) spetta ad essi adottare idonee misure di sicurezza per assicurare la disponibilità e l'integrità di sistemi informativi e di dati, anche per prevenire utilizzi indebiti che possono essere fonte di responsabilità (artt. 15, 31 ss., 167 e 169 del Codice);
c) emerge l'esigenza di tutelare i lavoratori interessati anche perché l'utilizzazione dei predetti mezzi, già ampiamente diffusi nel contesto lavorativo, è destinata ad un rapido incremento in numerose attività svolte anche fuori della sede lavorativa;
d) l'utilizzo di Internet da parte dei lavoratori può infatti formare oggetto di analisi, profilazione e integrale ricostruzione mediante elaborazione di log file della navigazione web ottenuti, ad esempio, da un proxy server o da un altro strumento di registrazione delle informazioni. I servizi di posta elettronica sono parimenti suscettibili (anche attraverso la tenuta di log file di traffico e-mail e l'archiviazione di messaggi) di controlli che possono giungere fino alla conoscenza da parte del datore di lavoro (titolare del trattamento) del contenuto della corrispondenza;
e) le informazioni così trattate contengono dati personali anche sensibili riguardanti lavoratori o terzi, identificati o identificabili.


1.2. Tutela del lavoratoreLe informazioni di carattere personale trattate possono riguardare, oltre all'attività lavorativa, la sfera personale e la vita privata di lavoratori e di terzi. La linea di confine tra questi ambiti, come affermato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, può essere tracciata a volte solo con difficoltà.

Il luogo di lavoro è una formazione sociale nella quale va assicurata la tutela dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati garantendo che, in una cornice di reciproci diritti e doveri, sia assicurata l'esplicazione della personalità del lavoratore e una ragionevole protezione della sua sfera di riservatezza nelle relazioni personali e professionali (artt. 2 e 41, secondo comma, Cost.; art. 2087 cod. civ.; cfr. altresì l'art. 2, comma 5, Codice dell'amministrazione digitale (d.lg. 7 marzo 2005, n. 82), riguardo al diritto ad ottenere che il trattamento dei dati effettuato mediante l'uso di tecnologie telematiche sia conformato al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell'interessato).

Non a caso, nell'organizzare l'attività lavorativa e gli strumenti utilizzati, diversi datori di lavoro hanno prefigurato modalità d'uso che, tenendo conto del crescente lavoro in rete e di nuove tariffe di traffico forfettarie, assegnano aree di lavoro riservate per appunti strettamente personali, ovvero consentono usi moderati di strumenti per finalità private.

(...)

3. Controlli e correttezza nel trattamento

3.1. Disciplina internaIn base al richiamato principio di correttezza, l'eventuale trattamento deve essere ispirato ad un canone di trasparenza, come prevede anche la disciplina di settore (art. 4, secondo comma, Statuto dei lavoratori;allegato VII, par. 3 d.lg. n. 626/1994 e successive integrazioni e modificazioni in materia di "uso di attrezzature munite di videoterminali", il quale esclude la possibilità del controllo informatico "all'insaputa dei lavoratori").

Grava quindi sul datore di lavoro l'onere di indicare in ogni caso, chiaramente e in modo particolareggiato, quali siano le modalità di utilizzo degli strumenti messi a disposizione ritenute corrette e se, in che misura e con quali modalità vengano effettuati controlli. Ciò, tenendo conto della pertinente disciplina applicabile in tema di informazione, concertazione e consultazione delle organizzazioni sindacali.

Per la predetta indicazione il datore ha a disposizione vari mezzi, a seconda del genere e della complessità delle attività svolte, e informando il personale con modalità diverse anche a seconda delle dimensioni della struttura, tenendo conto, ad esempio, di piccole realtà dove vi è una continua condivisione interpersonale di risorse informative.

3.2. Linee guida
In questo quadro, può risultare opportuno adottare un disciplinare interno redatto in modo chiaro e senza formule generiche, da pubblicizzare adeguatamente (verso i singoli lavoratori, nella rete interna, mediante affissioni sui luoghi di lavoro con modalità analoghe a quelle previste dall'art. 7 dello Statuto dei lavoratori, ecc.) e da sottoporre ad aggiornamento periodico.

(...)

IL TESTO COMPLETO E' NEL SITO DEL GARANTE DELLA PRIVACY.

non ho niente da aggiungere


domenica 25 maggio 2008

Il COLTAN del Congo



Coltan (contrazione per columbo-tantalite) è il nome comune e colloquiale utilizzato in Africa (nella regione geografica del Congo) e, talvolta, dall'industria mineraria in Africa per una columbite-tantalite a relativamente alto tenore di tantalio.
Il termine coltan ha ottenuto un particolare riscontro da parte dei mass media per le implicazioni sociali, etiche e politiche che assume, nell'Africa congolese e in Rwanda, l'estrazione e la vendita para-legale e non controllata di columbo-tantalite. Il minerale estratto in questi paesi viene utilizzato come una redditizia fonte economica da parte di diversi movimenti di guerriglia e concorre, quindi, indirettamente ad alimentare la guerra civile nella regione del Congo.

(...)

Il coltan nell'Africa congolese
Il valore commerciale del tantalio è molto elevato quindi anche una bassa produzione, come quella congolese, può fornire elevati proventi economici.
Da quando la richiesta mondiale di tantalio è divenuta rilevante, si è fatta particolarmente accesa la lotta fra gruppi para-militari e di guerriglieri per il controllo dei territori congolesi dove si estrae la columbo-tantalite. Una regione particolarmente colpita è quella del Kivu nella Repubblica Democratica del Congo e due stati confinanti: Rwanda e Uganda. Gli intermediari che trattano le vendite illegali in Rwanda e Uganda si approvigionerebbero, infatti, dai giacimenti minerari congolesi.
Il denaro ricavato dai proventi della vendita del minerale (così come di altre risorse naturali pregiate) da parte dei movimenti di guerriglia che controllano le province orientali del Congo, alimenta la guerra civile in questi territori.
Il fatto che gruppi armati o comunque non rappresentanti società statali e industrie, si impossessino del minerale e lo vendano con grossi introiti ad acquirenti principalmente occidentali od asiatici non costituisce di per sé un reato, in nessuno degli stati interessati complicando il problema. All'acquisto di columbo-tantalite congolese si sarebbero interessate come intermediarie anche organizzazioni criminali europee ed asiatiche dedite al traffico illegale di armi che scambierebbero armi per minerale da rivendere.
La questione dello sfruttamento incontrollato delle risorse congolesi è di gravità tale da aver coinvolto anche l'ONU che pubblicò nell'ottobre 2002 un rapporto che accusava le compagnie impegnate nello sfruttamento delle risorse naturali del paese africano, fra cui anche il coltan, di favorire indirettamente il proseguio della guerra civile.
In merito all'acquisto di columbite-tantalite venne coinvolta anche la H.C Starck, una sussidiaria della Bayer che si occupa della raffinazione di metalli di transizione quali il molibdeno, niobio, tantalio, tungsteno e renio e della produzione per il mercato dell'elettronica, dei semiconduttori e dei superconduttori di parti di precisione in leghe speciali e componenti ceramici.

Il rapporto del 2002 fu anche alla base di una condanna di ordine generale da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nel 2003, in merito allo sfruttamento delle risorse naturali della Repubblica Democratica del Congo che comprendono oltre alla columbite-tantalite: diamanti, smeraldi, uranio, oro e altri metalli preziosi.
Il Tantalum-Niobium International Study Centre ha esortato i suoi associati (vedi nota sull'organizzazione) ad aver cura di evitare di approvigionarsi di columbo-tantalite congolese e rwandese denunciando come eticamente inaccettabile questo commercio in quanto la vendita del minerale in quei paesi finanzia e ha finanziato la guerra civile oltre ad aver creato danni ambientali per lo sfruttamento indiscriminato.

Questa sera alle 21.30 su Rai 3, REPORT, il programma di approfondimento di Milena Gabanelli, si occuperà del Coltan, quel minerare senza il quale i nostri ormai indispensabili cellulari o la tanto amata playstation non funzionerebbero.
Il Reportage, realizzato da Giorgio Fornoni e che si intitolerà "furto di stato", affronterà il problema del commercio completamente clandestino del minerale, estratto per l'80% in Congo, dove la gestione del traffico come per l'estrazione dei diamanti è in mano alle organizzazioni paramilitari.
Fornoni cercherà di farci capire come mai un paese dotato di enormi ricchezze, dal petrolio fino ad arrivare all'acqua è uno dei più poveri della terra.
Perchè uno stato così pieno di materie prime non riesce a sfruttarle per garantire una vita decente alla sua popolazione? Perchè sono le organizzazioni umanitarie a dover provvedere ai profughi, alla sanità, all'istruzione?
Ma è lo strapotere occidentale che tiene in ginocchio i paesi africani come il Congo? Probabilmente non è solo l'avidità delle multinazionali il problema, è un circolo vizioso nel quale a farne le spese è un popolo portato alla stremo per mantenere l'esercito ed ora, che oltre a belgi e francesi anche La Cina si affaccia a questo mercato con offerte generose... Cosa potrebbe succedere? Peggiorera la situazione per i congolesi o ci saranno spiragli di sviluppo?
Non sapevo nemmeno cosa fosse questo benedetto COLTAN prima di oggi, sta di fatto che adesso so che il mio cellulare o il mio PC, in piccola parte, contribuiscono ad alimentare guerre, povertà, fame e morte. Si certo, ci sono decine e decine di altri esempi che si potrebbero fare ma questo salta davvero all'occhio e se c'è qualcuno che leggendoci sia in grado di darmi delle opinioni, è tutto bene accetto. Intanto stasera proverò ad avvicinarmi all'argomento con i bravi giornalisti di REPORT.
*Intanto L'italiana ENI ha concluso un accordo per estrarre petrolio in Congo in cambio di aiuti economici, sia in termini energetici che sanitari.
Il progetto coinvolgerà circa 10.000 persone, la possibile creazione di un consorzio che avrà lo scopo di tutelare la biodiversità dell'ambiente e lo sviluppo dell'agricoltura, la costruzione di una centrale elettrica da 450 megawatt e la realizzazione di programmi di vaccinazione e potenziamento delle strutture sanitarie.








sabato 24 maggio 2008

Parte la caccia agli imboscati

fonte
Nella Pubbica Amministrazione scatta l'operazione "Trasparenza"

Il Ministro Renato Brunetta si accinge a rivoluzionare la gestione dell'amministrazione pubblica; In accordo con il Garante della Privacy, tutti i dati della struttura del suo Ministero, le funzioni del personale, a partire da curricula, telefoni, e-mail, fino alle assenze del personale verranno pubblicati on line.

Ad oggi, la media di assenteismo è di 22 giorni l'anno, escluse le ferie godute, la media malattie di 11 giorni per un totale, sui 256 dipendenti ministeriali ad oggi in servizio di 13.559 giorni.

Brunetta spera che la sua riforma venga presa ad esempio ed estesa agli altri ministeri e, perchè no, a tutte le strutture pubbliche. Chissà mai che questa piaga del lavoratore imboscato venga, non dico estirpata ma, quantomento ridimensionata.

In ogni caso l'iniziativa del Ministro è "in progress", l'idea è innovativa per un paese dove assenteismo e nepotismo la fanno da padrone qindi la sottoscritta, che è proverbialmente di un'altra parrocchia non può fare altro che inchinarsi:

CHAPEAU!

giovedì 22 maggio 2008

Detassazione degli straodinari - cosa cambia?

In via sperimentale, da giugno a dicembre 2008 verrà applicata la tassazione ridotta sugli straordinari. E' stato deciso oggi durante in primo consiglio dei ministri, tenutosi a Napoli dal nuovo Governo.

Riguarderà chi ha un reddito da lavoro dipendente non superiore ai 30.000 Euro lordi l'anno. Tutti i lavoratori interessati (circa 11-12 milioni) beneficieranno di un prelievo IRPEF del 10% ma con un tetto massimo di 3.000 Euro di straordinari (se si arriva a 4.000 i primi 3.000 sono tassati al 10% gli altri mille all'aliquota ordinaria).



Sono esclusi dal provvedimento i dipendenti del servizio pubblico ivi compresi coloro che fanno parte delle forze dell'ordine.

oltre agli straordinari verranno detassati anche premi di produttività e incentivi al personale.



Staremo a vedere se tutto ciò si concretizzerà in un reale aumento del netto in busta paga per la bassa manovalanza o se di questo sgravio ne godranno solo gli imprenditori.



Controlleremo attentamente da giugno in poi e giudicheremo l'operato del nostro nuovo governo.

domenica 11 maggio 2008

La spagna priemia i super-precari






Il gruppo comunista Izquierda Unida ha ideato un concorso per premiare i precari che hanno avuto il maggior numero di contratti in un anno e quelli che hanno avuto l'ingaggio più breve.

Il primato è di due anonimi:

un trentacinquenne ha avuto un contratto di un'ora e mezza.

un ventitreenne è riuscito a firmare ben dodici contratti in un anno.

I due preferiscono non svelare la loro identità perchè sarebbe umiliante e potrebbe precludere le poche opportunità di lavoro che offre loro il mercato.

con grande ironia si dice in terra iberica:

In Spagna è meno traumatizzante confessarsi omosessuali che precari.

Fonte

abolizione ICI - chi paga?





Mentre il governo lavora su un Decreto Legge per la totale abolizione dell' ICI (imposta comunale sugli immobili) sulla prima casa e, a quanto pare sembra cosa ormai scontata, l' ANCI (associazione che unisce i comuni italiani) svela le sue perplessità.


Leonardo Domenici, presidente dell'associazione e sindaco di Firenze, in un intervista rilasciata a Repubblica del 10 maggio dice: "il Governo deve garantirci 2,5 milardi di Euro"; questo è lo stanziamento che dovrebbe essere fatto a copertura.


Ma questa sarebbe una misura transitoria perchè l'interruzione del gettito fiscale generato dall'ICI dovrebbe poi essere compensato da un ritorno di trasferimenti erariali dalle casse dello stato (o delle regioni) a quelle dei comuni (paradossale visto che si parla di federalismo fiscale).


Ma dove li troverà lo stato questi soldi? li chiederà a me che la casa di proprietà non ce l'ho? inventandosi qualche tassa o qualche imposta, che ne so, sugli affitti?


Ah già! Tremonti pensa di far detassare gli straordinari, quindi quei quattro soldi che guadagnerei in più potrei destinarli al mio "povero" Comune di residenza.

sabato 10 maggio 2008

luce e gas sempre più cari


Il caro petrolio porta come causa annunciata, nuovi rincari.
A luglio la bolletta della luce subirà un aumento del 2.5%, quella del gas del 3,9%.
Queste sono solo le prime stime fatte dal Rie (istituto di ricerche industriali ed energetiche) su un prezzo del greggio intorno ai 115/120 dollari al barile; una valutazione ottimististica quindi, se pensiamo che siamo già oltre i 126 dollari.
Gli americani, scoraggiati, usano molto meno la macchina rispetto al 2007, nonostante un pieno di benzina li cosi la metà che in Italia.
Potremmo fare un sacrificio anche noi, andare di più in bicicletta ad esempio, o usare i mezzi pubblici....oppure..meglio ancora..Mr. B potrebbe fare qualcosa perchè l'italiano medio abbia uno stipendio dignitoso, in linea con i rincari che si susseguono.
Mettendo da parte il sarcasmo, e provando a ragionare, forse non sarebbe male usare di meno l'auto, o usarla in modo più intelligente, perchè chissa come mai da noi il car sharing non decolla, decine di migliaia di macchine invadono le strade e la stragrande maggioranza con un solo passeggero.
E la bicicletta? attività fisica gratuita, si potrebbero risparmiare i soldi dell'iscrizione in palestra.
Ma per quanto riguarda luce e gas, aiutatemi a trovare una soluzione perchè non mi ci vedo a cenare tutte le sere a lume di candela, a conservare gli alimenti sotto sale perchè il frigorifero consuma troppo o a lavare i panni a mano e con l'acqua fredda per giunta; d'inverno non mi sembra il caso di fare un falò coi vecchi mobili in mezzo al salotto per scaldarmi o di mangiare solo cibi crudi per non usare il forno.... perchè se andiamo avanti così...

venerdì 2 maggio 2008

caro benzina e pompe bianche



il codacons, nel suo sito pubblica un elenco aggiornato con 150 distributori di benzina che fanno prezzi relativamente scontati, traducibili in un risparmio annuo di circa 100 euro ad automobilista (con una media di 2 pieni al mese).


La versione scaricabile dell'elenco è a disposizione degli utenti nelle giornate di oggi e domani.



Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin