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martedì 16 febbraio 2010

Viral marketing' kids


di Trippi
Un'agenzia inglese, la Dubit, avrebbe reclutato oltre mezzo milione di bambini sopra i 7 anni per diffondere i brand di cui si occupa. Un passaparola tra ragazzini in cambio di uno "stipendio" di 28 euro a settimana.

Tutto questo con il benestare dei genitori dei baby opinion leader, impegnati a barcamenarsi tra l'invasività dei mezzi di comunicazione che annichiliscono ogni spazio personale e la voglia di sfruttare economicamente ogni situazione.

Tra i marchi pubblicizzati Mattel e Coca cola, tra i sistemi più utilizzati per il tam tam, quelli che un tempo venivano usati dalle nostre mamme per le vendite alle amiche con il tapperware o la revlon e i detersivi pseudoecologici: campioni del prodotto, volantinaggio durante le feste, eventi e promozioni.

I piccoli balilla del consumismo del nuovo millennio possono guadagnare soldi anche solo fornendo le preziosissime informazioni su abitudini di consumo, se poi coinvolgono i propri amici in una nuova versione della catena di Sant'Antonio, tanto meglio!

venerdì 22 febbraio 2008

L'Italia e L'occupazione minorile




Secondo uno studio della CGIL sarebbero oltre mezzo milione in italia gli under 15 che subiscono sfruttamento del lavoro minorile.












"Sempre in nero, sempre pagati poco. Sempre precari. Ma non sono eccezioni. Perché così lavorano i minori in Italia: di nascosto, nell'ombra. Sono - per definizione - lavoratori poveri, perché la povertà è il primo fattore che strappa i minori dalla scuola. E il tasso di povertà tra i più giovani è al sud quattro volte superiore a quello del nord. Per questo l'Italia è tra i paesi sviluppati quello nel quale il lavoro minorile rischia di allargarsi ancora."




E pensare che dovremmo essere tra i paesi più sviluppati...
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