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mercoledì 1 giugno 2011

Il Referendum s'ha da fare!

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi
manifesto per il SI del PD

viene in mente il vecchio detto a pensare al responso della corte di Cassazione per il quesito relativo al referendum sul nucleare. Il referendum si farà, è stata accolta la richiesta del Pd che chiede di trasferire il quesito sulle modifiche introdotte dal recente decreto (la cosidetta moratoria art 5 comma 1- 8) dunque le schede referendarie dovranno essere ristampate e si porrà il problema del voto già espresso all'estero nel caso di raggiungimento del quorum.
Si prospetta una corsa contro il tempo, un nuovo inutile esborso di soldi, e una gran folla che correrà a votare per il SI.
Mi auguro che ne venga fuori una sonora lezione per questi politicanti cialtroni

che hanno pensato di modificare con cavilli alla azzeccacarbugli dell'ultimo minuto una questione particolarmente sentita.
A quanto pare anche dalla stessa Cassazione, che ha votato a larga maggioranza.
Come ho già spiegato in altre occasioni in linea di massima non sono contraria al nucleare, quello che mi fa votare si al prossimo referendum è la consapevolezza dell'incapacità tutta italiana di gestire in modo trasparente appalti e rifiuti. Se nel mio paese non si riesce a far sparire la monnezza da Napoli e Palermo, se non si sono ancora smaltite le scorie delle vecchie centrali, quelle smantellate in seguito al referendum del 1987, come si può pensare di installarne di nuove?
Agli Italiani la sentenza.

lunedì 3 marzo 2008

Giù le mani dall'articolo 18!?



di Trippi




Periodicamente salta fuori, un pò come una nuova influenza particolarmente virulenta o una zanzara particolarmente fastidiosa il tema che riesce a inalberare e irritare anche i più moderati. Eh si, perchè l'argomento è trasversale, sinistra o destra qui non conta, la differenza sostanziale è tra datori di lavoro e dipendenti.


Certo è che è stata particolarmente aspra, ma ha avuto poca risonanza, coperta da emergenze maggiori, la dichiarazione di Pietro Ichino di voler mettere mano all'articolo 18.


Il famoso articolo, croce e delizia dei lavoratori è un paria, intoccabile per la maggior parte dei lavoratori.


Ma quali lavoratori? Ma per chi come me e come la maggior parte dei nati dopo il 1970 il contratto a tempo indeterminato resta un miraggio nel deserto? Una fata Morgana che si intravede all'orizzonte ma è il riflesso di qualcosa che si trova in un altro luogo e in un altro tempo?


Ha ancora senso parlare di intoccabilità, di impossibilità di licenziamento?


Paradossalmente, non è proprio la difficoltà a liberarsi di un lavoratore diventato un pseo per l'azienda, o inutile per le cambiate condizioni di mercato o altro a bloccare le assunzioni da parte delle PMI che costituiscono la gran parte del panorama aziendale italiano?


Un datore di lavoro che terrorizzato dall'idea di doversi tenere sul groppone un lavoratore ineliminabile, inderogabile preferisce ricorrere a tutte le forme contrattualistiche alternative?


Contemporaneamente noi nati dopo il 70, i figli di "quelli che hanno fatto il 68" ci ritroviamo a provare tutte le forme possibili e immaginabili di FLESSIBILITA', senza possibilità di poter accedere a posti di lavoro occupati stabilmente dai nostri padri, che paradossalmente ci ospitano, bamboccioni cheno siamo altro, ad libitum.


Non sarebbe meglio ammorbidire i due estremi:




  • rendere impossibile prorogare all'infinito contratti a tempo determinato per la stessa posizione sostituendo forme contrattuali e/o persone, ma non cambiando in sostanza in numero degli addendi?






  • Rendere meno "mission imposible" il licenziamento per le aziende che, ammettiamolo, a volte hanno a che fare con dipendenti che approfittano delle tutele, marciando su malattia e altro?


Ma allora mi chiedo, che senso ha tutta la polemica seguita alla candidatura del professor Ichino co il PD? Che senso ha la dichiarazione di Bertinotti " "Anch'io sono per una revisione dell'articolo 18, nel senso che sno per estenderlo a tutti" (anche alle aziende con meno di 15 lavoratori ndr). Rifondazione nel 2003 promosse un referendum che però non raggiunse il quorum. Ora ve lo ripropongo io!!




La discussione è aperta! Il sondaggi pure. A voi la parola.
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