translate me

Visualizzazione post con etichetta dimissioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dimissioni. Mostra tutti i post

martedì 24 agosto 2010

Se potessi tornare indietro


"cosa faresti?"
Mi ha chiesto ieri l'amica dagli Stati Uniti identificandosi nella mia situazione di qualche anno fa.
Lei trapiantata negli USA da un decennio ha un ruolo manageriale nella più grande/capillare/potente catena di supermercati americana adesso vede il suo posto vacillare sotto il mobbing di un suo diretto superiore. La situazione, prima che cadesse la linea perchè avevo terminato la ricarica, era molto simile a quella per cui detti le dimissioni da una delle più grandi case editrici e dalla mia busta paga da sogno per il mobbing cui mi aveva sottoposto un capetto da 4 soldi.
"Mi metterei in malattia, indagherei prima sulla relazione tra il vice-caporedattore e la mia vice, poi(raccolte le prove) costringerei LORO ad andarsene o a volare basso, comunque non darei più le dimissioni perchè in Italia perdi tutti i diritti".
Invece, nonostante i sospetti raccolsi le prove dopo essermene andata sbattendo la porta, quando ormai non aveva più alcun senso dimostrare alcunchè.
Magra consolazione che incapaci com'erano hanno affossato ogni prospettiva di successo dell'iniziativa che avevo contribuito a fondare.
Cosa dovrebbe fare l'amica americana che nutre gli stessi sospetti nei confronti del suo capo?
Non avrebbe nessuna prospettiva di vittoria se dovesse andare in causa contro la sua azienda ben difesa dai migliori avvocati del paese.
Non avrebbe nessuna tutela sindacale, bandita dall'azienda e comunque destinata a chi sta dall'altra parte della barricata, non ai manager.
Se dovesse dare le dimissioni le verrebbe consegnato l'intero TFR, se venisse licenziata avrebbe diritto all'80% dello stipendio ma perderebbe una parte della liquidazione.
Si è messa in malattia per un mese, per insonnia da stress, e non è tenuta ad essere reperibile in determinate fasce orarie, come avviene da noi.
A questo punto voi cosa fareste? Tornare in azienda a combattere, come le suggeriscono amici e colleghi  o stare in malattia il più possibile, approfittando del vuoto legislativo, cercare occupazione da un'altra parte e naturalmente le conferme ai sospetti sul rapporto poco chiaro dell'omettino con una sua collega, come le suggerisco io che della normativa americana non so niente? 


mercoledì 19 maggio 2010

C'eravamo tanto amati...


fonte foto


E' di queste ore la notizia delle dimissioni da parte di due conduttori di altrettanti talk di show approfondimento giornalistico. Uno in Italia e l'altro oltreoceano.


Michele Santoro - Rai

che tra il conduttore di Anno Zero e la dirigenza Rai non corresse buon sangue non è certo una novità. Che il programma goda di ottima salute nonostante i vertici di Viale Mazzini abbiano fatto di tutto per boicottarlo in vari modi anche nel corso dell'ultima edizione è altrettanto noto. Dapprima con il mancato rinnovo del contratto a Marco travaglio, poi con il divieto di messa in onda delle vignette di Vauro, poi con il blocco in toto dell'approfondimento giornalistico per un mese a ridosso delle elezioni. Tutto questo in barba a qualsiasi logica aziendale, visti gli ascolti. Un pò come se la Ferrari si bucasse le gomme da sola nella pit lane. Cosa andrà a fare Santoro ancora non si sa, lui evita di lasciare dichiarazioni in proposito e rinvia ogni outing solo dopo che la risoluzione del contratto che lo lega all'azienda sarà firmato (facendo capire che ai vertici potevano anche tenere la bocca chiusa ancora un pò!):

"Prendo atto con soddisfazione delle decisioni che mi riguardano, proposte dal Direttore generale e assunte di fatto all'unanimità dal cda della Rai, che mi potranno consentire di sperimentare nuovi formati televisivi. Fornirò nelle prossime settimane la necessaria collaborazione per arrivare rapidamente alla completa definizione in ogni sua parte dell'intesa. A conclusione della stagione e solo a firma avvenuta, risponderò a tutte le domande sul carattere dell'accordo e sul mio futuro professionale, convinto come sono di aver agito ancora una volta nell'interesse del pubblico".


Campbell Brown - CNN
la conduttrice di un talk show della Cnn dai pessimi ascolti, ha dato le dimissioni con le seguenti parole:
"To be clear: this is my decision, and one that I have been thinking about for some time. As for why, I could have said, that I am stepping down to spend more time with my children (which I truly want to do). Or that I am leaving to pursue other opportunities (which I also truly want to do). But I have never had much tolerance for others’ spin, so I can’t imagine trying to stomach my own. The simple fact is that not enough people want to watch my program, and I owe it to myself and to CNN to get out of the way so that CNN can try something else."

"Per essere chiari: questa è una mia decisione sulla quale stavo riflettendo da un pò. Avrei potuto dire che me ne sto andando per passare più tempo con i miei figli (come realmente vorrei). O che vado via per seguire altre opportunità (che è quello che vorrei davvero fare). Ma non ho mai sopportato granchè i giri di parole degli altri, così non posso farlo io per prima. La verità è che non ci sono abbastanza persone che abbiano voglia di guardare il mio programma, e io devo togliermi di mezzo, in modo che la CNN possa provare altri prodotti, lo devo a me stessa e alla rete."

Lasciamo perdere che poi nel testo integrale della dichiarazione si schernisce spiegando contro quali personaggi stesse andando in onda alle 8 di sera, ignoriamo anche il conflitto di interesse della giornalista, moglie di Dan Senor (ex ufficio stampa di Bush) repubblicano sceso in campo per un seggio al senato, quello che conta è che la giornalista americana ci insegna come si lascia con eleganza dicendo le cose come stanno (o quasi)!



venerdì 4 settembre 2009

mercoledì 11 giugno 2008

Le solite tresche in ufficio


Di Chica Mala

Questa mattina arrivo in ufficio, come al solito mezz’ora prima e appena varco la soglia della reception le mie colleghe mi sorridono con aria maliziosa.

Io chiedo loro “cosa c’è?” “cosa è successo?” e loro mi raccontano qualcosa in merito a una delle fanciulle che lavora con me, data per dispersa da lunedì scorso: era al bar di fronte a fare colazione con una delle guardie giurate del nostro istituto di vigilanza.

La signorina in questione è, a detta sua fidanzata fedelissima, lui è altrettanto impegnato ma questa simpatia (mmm.. qualcosa di più) va avanti ormai da tempo e i conti non tornano.

Trippi ha spiegato bene altrove, cosa sta succedendo nella testa della ragazza, il classico tipo di persona fatta di certezze e straconvinta di essere sempre nel giusto (l’avevamo soprannominata burqa per il suo integralismo morale). Nel momento in cui i suoi capisaldi hanno cominciato a vacillare ha anche maturato l’idea di non venire più al lavoro, pensando così di sfuggire a ciò che la sua mente (e il suo corpo aggiungerei) invece la portano a sentire.

Venerdì scorso mi aveva manifestato l’intenzione di dimettersi, mi precipito da lei e dopo un’ora di colloquio mi convinco di averla dissuasa ma, al rientro dal week end non si presenta in ufficio, non manda certificato di malattia, non invia lettera di dimissioni.

Vorrei a questo punto fare delle riflessioni del tutto personali su questa storia:

Visto e considerato che il colloquio lo feci io e trovai il suo curriculum interessante, mi piacque immediatamente per i suoi modi gentili, per la mitezza e per la spigliatezza, vorrei dire, con il senno di poi che:

a) con tutta probabilità sono totalmente negata per la selezione del personale;

b) propongo di introdurre come prassi la perizia psichiatrica prima dell’assunzione;

c) propongo di somministrare, ai soggetti repressi e pseudo bigotti il bromuro prima di arrivare sul posto di lavoro, altrimenti fanno danni a se stessi e agli altri.


Ognuno ha il suo modo di gestire le questioni emotive ma, addirittura scappare dal posto di lavoro, così, senza una spiegazione, non lo trovo corretto, né nei confronti dei colleghi né del datore di lavoro tanto meno verso la propria persona.


Mi sento di dire un'ultima cosa: se questa ragazza fugge dal lavoro per non sottomettersi alle tentazioni, quindi per non tradire il suo fidanzato perfetto, che ci faceva al bar proprio con l'agitatore dei suoi sensi? e poi, un fidanzato che davanti ad estranei, alla sua richiesta di un gesto amorevole le risponde "non rompere, è già tanto che non ti scorreggio addosso", un paio di cornini, se non addirittura un paio di ceffoni non seli merita? SUVVIA!

martedì 4 marzo 2008

DIMISSIONI volontarie - nuova normativa

A partire dal 5 marzo le dimissioni p0tranno essere presentate al datore di lavoro utilizzando esclusivamente l'apposito modulo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Le dimissioni presentate in qualsiasi altra forma saranno nulle e non potranno essere accettate.

Il modulo potrà essere compilato collegandosi on line al sito del ministero oppure racandosi presso uno dei soggetti abilitati (direzione provinciale de lavoro, direzione regionale del lavoro, comuni e centri per l'impiego).

La nuova normativa si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato, ai contratti collaborazione continuativa, a progetto, occasionali, ai contratti di associazione in partecipazione ed ai contratti di lavoro instaurati dalle società cooperative.

fonte:
LEGGE 17 Ottobre 2007 , n. 188
Disposizioni in materia di modalita’ per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonche’ del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera.Art. 1.
1. Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 2118 del codice civile, la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, e’ presentata dalla lavoratrice, dal lavoratore, nonche’ dal prestatore d’opera e dalla perstatrice d’opera, pena la sua nullita’, su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che con le modalita’ di cui al comma 5, dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali, nonche’ dai centri per l’impiego.

2. Per contratto di lavoro, ai fini del comma 1, si intendono tutti i contratti inerenti ai rapporti di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle caratteristiche e dalla durata, nonche’ i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, i contratti di collaborazione di natura occasionale, i contratti di associazione in partecipazione di cui all’articolo 2549 del codice civile per cui
l’associato fornisca prestazioni lavorative e in cui i suoi redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo, e i contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci.
3. I moduli di cui al comma 1, realizzati secondo direttive definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, riportano un codice alfanumerico progressivo di identificazione, la data di emissione, nonche’ spazi, da compilare a cura del firmatario, destinati all’identificazione della lavoratrice o del lavoratore, ovvero del prestatore d’opera o della prestatrice d’opera, del datore di lavoro, della tipologia di contratto da cui si intende recedere, della data della sua stipulazione e di ogni altro elemento utile. I moduli hanno validita’ di quindici giorni dalla data di emissione.
4. Con il decreto di cui al comma 3 sono altresi’ definite le modalita’ per evitare eventuali contraffazioni o falsificazioni.
5. I moduli di cui al presente articolo sono resi disponibili anche attraverso il sito internet del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, secondo modalita’ definite con il decreto di cui al comma 3, che garantiscano al contempo la certezza dell’identita’ del richiedente, la riservatezza dei dati personali nonche’ l’individuazione della data di rilascio, ai fini della verifica del rispetto del termine di validita’ di cui al secondo periodo del
comma 3.
6. Con apposite convenzioni a titolo gratuito stipulate nelle forme definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalita’ attraverso le quali e’ reso possibile alla lavoratrice, al lavoratore, nonche’ al prestatore d’opera e alla prestatrice d’opera, acquisire gratuitamente i moduli di cui al presente articolo, anche tramite le
organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati.

7. All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie gia’ previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin