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mercoledì 19 maggio 2010

Liberté, égalité, payé

fonte foto Photo (Philippe Wojazer / Reuters)


L'ho già detto in altre occasioni, noi italiani dovremmo prendere ripetizioni dai francesi in tema di rivendicazioni sindacali. Perché nel paese di Robespierre dello sciopero ne hanno fatto un'arte!
Ho già raccontato di quando mi trovai nel bel mezzo di una manifestazione a Montpellier e dovetti asserragliarmi in una banca, mentre i lavoratori imbestialiti mettevano a ferro e fuoco il centro cittadino e la polizia lanciava quintalate di candelotti. Una specie di G8 di Genova in salsa bourguignonne.
Ed ecco che il sit in di migliaia di infermieri anestesisti sui binari della stazione di Montparnasse a Parigi ha creato disagi per centomila viaggiatori.
Dopo il rifiuto di riceverli da parte della ministra della sanità Bachelot hanno occupato la stazione per oltre 4 ore chiedendo il riconoscimento del loro lavoro, che la loro specializzazione sia considerata come master e ci sia un automatico adeguamento salariale ai 5 anni di studio, finchè non è arrivata la polizia a sgomberare:
“Ci disprezzano”, dice un’infermiera. “E’ per questo che siamo qui perché il governo che ci aveva fatto delle promesse non ha voluto ascoltarci. Siamo solo infermieri, vogliamo che i nostri cinque anni di studi siano riconosciuti, che sia riconosciuta ogni cosa che facciamo”.





Secondo i sindacati oltre l’80 per cento dei 7500 anestetisti francesi ha partecipato allo sciopero in tutto il Paese.
Secondo la procura?






giovedì 31 dicembre 2009

Cronaca di una morte annunciata


E ormai una notizia vecchia, risale al 17 dicembre scorso ma considerato il fatto che già avevo parlato di una vicenda analoga, protagonista un altro colosso dell'industria francese: France Telecom, mi è parso doveroso citare la notizia.
Renault è stata condannata per il suicidio di un dipendente. Il tribunale ha sentenziato che il forte stess, al quale era sottoposto Antonio B., ingegnere informatico di 39 anni dipendente dell'azienda ha contribuito in modo diretto al suo suicidio, il 20 ottobre del 2006.
Questo è sicuramente un grande risultato per la Francia in materia di giurisprudenza del lavoro.
Una speranza che, le decine di persone fragili, incapaci di gestire pesanti pressioni professionali possano avere giustizia. Che non sia un mezzo per avere rendite vitalizie o risarcimenti agli addolorati parenti, bensì un monito per le aziende, uno sprone a curare maggiormente la salute dei lavoratori, salute fisica e mentale.


giovedì 2 aprile 2009

Sindrome d'oltralpe

di Chica Mala
Così come avvenne per le rivolte studentesche del '68 , i francesi tornano ad essere antesignani di estremi atti di protesta.
Ieri in un call center di Milano, Omnia Service, i lavoratori hanno deciso, dopo un'improvvisata assemblea in cortile di obbligare l'AD a dare spiegazioni in merito agli stipendi non pagati. I dipendenti sono ancora in attesa di ricevere le spettanze di febbraio, credo quindi che l'esasperazione abbia preso il sopravvento.
I più parlano di un sequestro in piena regola, ma dall'articolo de Il Giorno (2 aprile 2009) che ho appena letto colgo una diversa interpretazione:
"I dipendenti della Omnia, presi dall'esasperazione, hanno chiesto all'AD dell'azienda di parlare con tutti i dipendenti in cortile dove si stava tenendo l'assemblea. Li il manager è stato accerchiato e costretto a dar conto del mancato pagamento degli stipendi di febbraio".
L'atto dei miei "colleghi" non si può paragonare nemmeno lontanamente agli episodi transalpini, credo più che altro si voglia spettacolarizzare, fare notizia per non essere da meno, il tutto in pieno spirito italiano. Semplicemente hanno voluto, dopo mesi di scuse assurde tipo "i committenti non pagano i nostri servizi" - "c'è la crisi" - "le banche non concedono più fidi", che il top manager della società per la quale lavorano dicesse le cose come stanno realmente, senza trincerarsi dietro patetiche e scontate frasi fatte e soprattutto in assenza della posizione di comodo derivante da un ufficio blindato e da scarne circolari dettate alla segretaria e poi distribuite dal lacchè di turno.
Prima di parlare di fenomeno dilagante dei sequestri e allertare i reparti anti-sommossa, direi di aspettare e vedere se questa sarà la tendenza del futuro anche da noi. per quanto mi riguarda.... esprimo tutta la mia solidarietà ai colleghi e a alla categoria.


mercoledì 1 aprile 2009

Scioperiamo a "la francais"

di Trippi

Arrivano in questi giorni e in queste ore non solo dati disarmanti e allarmi disastrosi sui licenziamenti previsti da qui al 2010, ma anche notizie sui modi pittoreschi in cui i lavoratori attirano l'attenzione su di se.

Dai francesi poi, quanto avremmo tanto da imparare, sarà il sangue gallico che scorre nelle loro vene, sarà la loro visione utilitaristica tipica del massimo risultato con il minimo sforzo, ma quando scioperano loro, mi scappa l'applauso! Anni fa, durante un soggiorno tra Palavas e Montpellier capitai per puro caso in mezzo agli scontri tra un corteo di lavoratori "adirati" e la polizia. Dovetti barricarmi dentro una banca, mi sembrava di essere precipitata in una succursale dell'inferno, cassonetti e auto usati come barricate e dati alle fiamme, scie azzurre di lacrimogeni che volavano sopra la testa e poi le urla e il baccano. Una cosa del genere in Italia la ricordo solo al G8, e ci è scappato pure il morto! Ora non scrivo queste cose per far polemica o per indurre il popolo alla sommossa, anche perchè sarebbe un'impresa impossibile far scendere gli italiani in piazza in massa come accade oltralpe, rischierebbero di perdersi il Grande fratello, Uomini e donne o La ruota della fortuna! Però la domanda mi sorge spontanea, non dico di arrivare a sequestrare i manager della propria azienda, si chiami pure Caterpillar o Ppr di assaltare i negozi e le banche come accade a Londra per il G20 in queste ore, ma neanche sbadigliare davanti alla tv quando vengono annunciati tagli all'azienda o alla categoria per cui si lavora.
Altrimenti ci ritroveremo a correre tutti nudi in cerca di un datore di lavoro come Mesnil



venerdì 20 giugno 2008

Il vizietto




Di Trippi


Eh lo so, tutto il mondo è paese! Certi vizi poi, non conoscono ne confini ne latitudini, sono transnazionali. Scopro così che Madame Bruni- Sarkozy non si è ancora bene insediata all’Eliseo che ha già trovato un posto per la sorellastra Consuelo Remmert nel team diplomatico. Per carità la piccina è in stage, non retribuito ed è non solo poliglotta ma pure esperta in questioni umanitarie. Che importa se è figlia del padre naturale della Carla?
Qui le nazionalità saranno pure italo/franco/brasiliana, ma il motto è sempre lo stesso:
Eh vabbuoooo che sarà mai?


sabato 5 aprile 2008

il direttore annuncia licenziamenti


Gli operai gli devastano l'ufficio




Questo è successo in Francia, alla Arcelor-Mittal, quando il direttore ha annunciato il piano diristrutturazione aziendale e conseguente e massiccia campagna di licenziamenti.
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