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mercoledì 1 aprile 2009

Scioperiamo a "la francais"

di Trippi

Arrivano in questi giorni e in queste ore non solo dati disarmanti e allarmi disastrosi sui licenziamenti previsti da qui al 2010, ma anche notizie sui modi pittoreschi in cui i lavoratori attirano l'attenzione su di se.

Dai francesi poi, quanto avremmo tanto da imparare, sarà il sangue gallico che scorre nelle loro vene, sarà la loro visione utilitaristica tipica del massimo risultato con il minimo sforzo, ma quando scioperano loro, mi scappa l'applauso! Anni fa, durante un soggiorno tra Palavas e Montpellier capitai per puro caso in mezzo agli scontri tra un corteo di lavoratori "adirati" e la polizia. Dovetti barricarmi dentro una banca, mi sembrava di essere precipitata in una succursale dell'inferno, cassonetti e auto usati come barricate e dati alle fiamme, scie azzurre di lacrimogeni che volavano sopra la testa e poi le urla e il baccano. Una cosa del genere in Italia la ricordo solo al G8, e ci è scappato pure il morto! Ora non scrivo queste cose per far polemica o per indurre il popolo alla sommossa, anche perchè sarebbe un'impresa impossibile far scendere gli italiani in piazza in massa come accade oltralpe, rischierebbero di perdersi il Grande fratello, Uomini e donne o La ruota della fortuna! Però la domanda mi sorge spontanea, non dico di arrivare a sequestrare i manager della propria azienda, si chiami pure Caterpillar o Ppr di assaltare i negozi e le banche come accade a Londra per il G20 in queste ore, ma neanche sbadigliare davanti alla tv quando vengono annunciati tagli all'azienda o alla categoria per cui si lavora.
Altrimenti ci ritroveremo a correre tutti nudi in cerca di un datore di lavoro come Mesnil



2 commenti:

chica mala ha detto...

povera Salma Hayek, imprigionata per un'ora in un taxi insieme al maritino Pinault. Questi Galli sono proprio dei barbari, altro che AsteriX.... ehehehehe

Trippi ha detto...

ahaha! Però tendono un pò a farsi prendere la mano e anche la testa..

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