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lunedì 29 agosto 2011

Egregi signori...


Egregi Signori,



sono un dirigente dell`Industria Elettromeccanica di 50 anni, che ha grandi difficoltà a ricollocarsi nel Tessuto Industriale Italiano, dopo il fallimento dell`Azienda per la quale prestavo il mio operato.


Stante la situazione ricerco un impiego anche in profili bassi, quali:
logista, pr, autista, fattorino, magazziniere, mulettista, sorveglianza non armata diurna/notturna, impiegato commerciale, impiegato amministrativo, data entry, responsabile magazziniere, responsabile ribalte,responsabile impianti, responsabile acquisti, responsabile logistica, avendone comunque esperienza piu`che decennale.
Comunque genuinamente aperto a nuove sfide in altri comparti industriali e commerciali.
 Disponibile a trasferte ed a trasferimenti sul territorio Italiano ed Estero. 
Attualmente sono impiegato come magazziniere in una filiale di una catena della Gdo.
Copio ed in collo il mio cv come mera lista delle mie esperienze professionali.
In attesa di un Vostro cenno di riscontro.


Cordialmente


R***** D* L**
Via *****, 4


2****** C***** Mi
Oggi all'apertura della posta elettronica ho trovato questa "autocandidatura". L'ennesima. Mentre in questo paese anormale i calciatori scioperano la crisi sociale avanza, in attesa di diventare guerra. 

mercoledì 13 luglio 2011

Conciliare o non conciliare? Questo è il problema!


due settimane fa ci è stato comunicato che l'azienda è stata posta in liquidazione. E già la notizia non era buona, ma mi consolavo pensando alla generosità con cui l'azienda ci concedeva 4 mensilità ulteriori, dopo la chiusura, a metà settembre. Avevo fatto i calcoli di incassare quei soldi e fare domanda per la disoccupazione ordinaria all'INPS, di cui non ho mai usufruito. Oggi ho scoperto che lo scivolo aziendale e l'indennità di disoccupazione non saranno cumulabili. O concilio con l'azienza e prendo il primo (4 mensilità + MBO) o non concilio e prendo il secondo (6 mensilità al 60% degli ultimi 3 stipendi). Ovviamente se poi trovo il lavoro prima dei 6 mesi il secondo non lo prendo più. Spero di trovare il lavoro prima, ecco magari anche subito.... Ma se poi non trovo? Insomma meglio una gallina oggi o l'uovo domani?

mercoledì 15 giugno 2011

All'altezza

Brunetta evita di rispondere alle domande dei precari della P.a. mi chiedo che ne sia stato del censimento dei Precari del 2009. Che ne è stato di quel 30% (13mila) di chi avrebbe diritto di accedere a quei posti e quei 6/7000 vincitori di concorso in lista d'attesa, definite da Brunetta le "vittime" di questa situazione?
«Brunetta è indegno del suo ruolo. L’ignobile offesa fatta ieri ad alcuni precari, che volevano semplicemente conferire con lui, è vergognosa e inqualificabile: si dovrebbe dimettere, chiedere scusa a chi lavora e paga il suo stipendio e andare a nascondersi. Non è un ministro all’altezza», afferma il portavoce dell’idv Leoluca Orlando (fonte La Stampa, grossetto mio)

Lo so che non si fa della facile ironia sui "deficit" di chicchessia, ma visto che sono formato tascabile posso permettermelo!
In questo video i buoni propositi di Brunetta nel 2009, quando prometteva una risposta a tutti.

Qui invece la "risposta" di ieri alla "peggiore Italia"
Trova le differenze!



venerdì 6 maggio 2011

Non ce la facciamo più


Stiamo tutti bene Anno Zero 05/05/2011
Se non scrivo è perchè temo che ormai non ci sia più nulla di dire. Mentre le aziende tagliano i posti di lavori, mentre le aziende chiudono soffocate dai debiti con banche e equitalia, mentre noi persone normali ci sentiamo disperate, arrabbiate e senza via di scampo, in parlamento fanno il teatrino della spartizione delle poltrone.
Mentre vediamo che i tagli alla pubblica amministrazione si risolvono sempre sulla pelle dei precari e della scuola, come se non esistesse tutta una classe dirigente parassitaria che ha un peso economico ben differente sul bilancio statale, come se non fossero appena stati nominati una pletora di sottosegretari inutili alla società, ma essenziali nella compravendita del potere.
Ecco perchè non c'è più niente da dire. Forse resta davvero solo il forcone, come dichiarato ieri durante la puntata di Anno Zero dai miei conterranei (01:19:00).
Mia nonna era di Iglesias, proveniva da quel Sulcis Iglesiente di cui si parla adesso solo in termini di provincia pià povera d'Italia, come giustamente ricordato da Antonello,  l'operaio "incazzato" sentito dopo 45 minuti di trasmissione. Ieri per un attimo sono stata sollevata che mio padre sia morto lo scorso settembre, in modo da non vivere lo stesso dramma di Natalino Nassitti che per comprarsi il ristorante aveva ipotecato la casa (01:02.50) Perchè è normale se "vengono dei pensieri brutti che non dovrebbero venire a un cristiano, però vengono io cerco di scacciarli ma vengono. Si ripresentano poi con forze maggiori".
Il Sulcis, Porto Torres, ma anche Bitti e la mia Barbagia.
Un'economia fondata su sgobboni che non si sono mai risparmiati, che hanno basato il proprio bilancio familiare e il futuro dei propri figli sulla dignità del lavoro e non sulle clientele mafiose.
Petrolchimico e miniera, pastorizia e artigianato più che il turismo che ha sempre portato più soldi a "sos istranzos", persone che venivano da fuori, piuttosto che ai sardi. Su questi pilastri si basava la vita e la morte nella mia terrra (per leucemie e tumori, per silicosi, ma anche faide e suicidi).
Tutto polverizzato dall'incapacità del sistema di riavviare un motore ingolfato dalle sue stesse inefficienze: lo stato ha smesso di mungere contributi alla chimica, il disastro delle quote latte e di una pastorizia non tutelata a differenza di quanto accade al nord da una partito politico che se ne frega delle regole, il blackout provocato da un effetto domino che ripercuote la crisi operaia a tutto il resto del sistema economico lavorativo. Una crisi che ormai sta diventando emergenza sociale.
La tua casa, i frutti del sacrificio di una vita, la tua dignità di lavoratore vengono messe all'asta, svendute per 28 mila euro o poco più. Mi raccontava mia madre che spesso sono lavoratori della stessa Equitalia a comprarsi le case per due soldi. Che vie d'uscita puoi trovare quando lo stato, che dovrebbe tutelarti, autorizza una società di riscossione delle imposte ad applicare interessi e strumenti da strozzino? Se Equitalia Esatri SPA può far lievitare interessi usurai con cartelle esattoriali che spesso sono solo specchietti per le allodole, in cui il debito mostrato (per essere sicuri di riscuotere) è solo una minima parte di quello reale (che non sarai MAI in grado di pagare). Se per pagare l'Equitalia devi chiedere un prestito alla banca, che ha interessi più bassi, vuol dire che lo stato è morto! Se la tua casa viene pignorata per 6mila euro vuol dire che non c'è più speranza per la gente normale.
La crisi della Sardegna va avanti ormai da anni, siamo giunti al punto di non ritorno, mi chiedo quanto impiegherà lo stesso blocco a incrinare gli ingranaggi qui al nord. L'azienda del mio compagno, acquistata da una multinazionale francese 3 anni fa, ha annunciato due giorni fa l'esubero di 300 dipendenti. 300 persone che non torneranno al lavoro dopo le ferie di agosto. Ma quali sono le prospettive per chi sfugge alla mannaia di settembre se non ci sono piani di rilancio dell'economia?
Io invece, contratto commercio, vedo tagliato il mio diritto di malattia retribuita. Sono giovane e godo di buona salute, l'anno scorso sono rimasta a casa solo un giorno, ma l'idea che confcommercio e sindacati abbiano deciso a tavolino che non potrò ammalarmi mi manda il sangue al cervello, soprattutto quando penso alle  pensioni milionarie per 2 mandati in parlamento pagate a certi pidocchi che hanno osato sedere in parlamento.



martedì 1 marzo 2011

Disoccupazione:gennaio conferma il trend negativo tutto italiano

ed ecco puntuale il rapporto Istat su gennaio a confermare il passo negativo della nostra economia agonizzante.
A gennaio gli occupati sono 22.831 mila unità, in diminuzione dello 0,4% (-83 mila unità) rispetto a dicembre 2010. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione è in calo dello 0,5% (-110 mila unità). La diminuzione registrata nel mese è dovuta sia alla componente maschile sia a quella femminile.
Il tasso di occupazione è pari al 56,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di 0,4 punti rispetto a gennaio 2010.
Il numero dei disoccupati, pari a 2.145 mila, registra una crescita dello 0,1% (+2 mila unità) rispetto a dicembre. Il risultato è sintesi della crescita della disoccupazione femminile e della flessione di quella maschile. Su base annua la crescita del numero di disoccupati è del 2,8% (+58 mila unità).
Per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione si attesta all’8,6% con una crescita di 0,2 punti percentuali su base annua. Prosegue la crescita del tasso di disoccupazione giovanile, che raggiunge il 29,4%.
Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,5% (80 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività è pari al 37,8%, dopo tre mesi in cui risultava stabile al 37,6%. (fonte comunicato ISTAT, neretto mio)
Neanche a dirlo, aumenta la disoccupazione femminile e giovanile, segnando il passo rispetto all'eurozona. Meglio non fare il confronto con la germania poi, dove il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi dal 1992.
Altro che scossa, qui serve l'elettrochoc.

lunedì 7 febbraio 2011

Badante a chi?

fonte foto
Pazzesco il taglio del pezzo di Repubblica, che pure disegna una realtà che tutti tocchiamo con mano, la nuova competizione per ruoli che nel mercato del lavoro, ormai sembravano destinati agli immigrati.

"Dalla complementarietà si passa alla competizione: sulle basse qualifiche si combatterà la sfida futura tra migranti e italiani. Con due ostacoli: primo, la crisi ha ridotto il numero delle famiglie che si possono permettere un aiuto stabile; secondo, sul mercato delle badanti, a farla da padrone sono ancora le donne dell'Est."

Desolante l'uso del termine "vergogna" e la sottolineatura delle maggiori competenze del personale "straniero" con titoli per l'assistenza domiciliare e il pregiudizio connotato come "al contrario" che sfavorirebbe le italiane che aspirano a ruoli di assistenza degli anziani come ultima spiaggia per sostenere nuclei familiari in rovina, protagoniste donne prossime ad aver bisogno loro stesse di un'assistenza.
Quello che trovo vergognoso è che ci si possa vergognare di lavorare, di prestare assistenza. Ma di cosa stiamo parlando? Di disponibilità 24 ore su 24 o del ruolo di supporto nei confronti degli anziani altrui?
A un anno esatto dal primo sciopero degli stranieri mi sembra di essere precipitata in un paese che ha perso il senso di identità. Un paese in cui non conta quello che si  è, ma quello che "non si è".
Non si è stranieri, non si è immigrati, non si è badanti o giovani, non si è vecchi, non si è occupati, non si è colf.
Forse è giunto il momento di uno scatto di dignità, in cui ci si afferma come lavoratori, come persone socialmente e lavorativamente impegnate non come persone costrette a tornare nel mondo del lavoro perchè il proprio uomo ne è uscito. Forse il primo errore è proprio quello di classificare i lavori come umili o "per stranieri" perchè le etichette, giustamente, finiscono con il ribaltarcisi contro. Ed è il colmo per una nazione che è stata famosa all'estero per le proprie balie, è svilente per chi ha scelto di fare dell'assistenza ai malati il proprio corso di studi, quasi a voler dire che l'assistenza agli infermi va bene solo se questi sono giovani e in ospedale.
Un paese assurdo dai preconcetti assurdi. L'unica vergogna, per quanto mi riguarda è non cercare un lavoro e non lavorare se si è in grado di farlo.


martedì 1 febbraio 2011

Bamboccioni a chi?


Oggi tutte le testate online aprono con la notizia che la disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre è arrivata al 29%, il nuovo record da quando vengono tenute le serie storiche mensili, da gennaio 2004. MEntre è assodato che continua ad aumentare il numero dei rassegnati, quelli che ormai il lavoro non lo cercano più. Per la cronaca, questo dettaglio contribuisce a tenere basso il tasso di disoccupazione, che non tiene conto degli inoccupati che non cercano più!
Così quando durante uno dei miei giretti in internet mi si è aperto il pop up sulla foto che vedete qui sopra, il quale rimanda alla pagina "diritto al futuro" del Ministro della gioventù, mi sono cadute le braccia.
Non so a voi, ma a me viene il dubbio che ci considerino davvero TUTTI una manica di bamboccioni, pronti a bersi qualsiasi ipotesi di progetto che non andrà mai in porto. Così mentre pagano queste campagne di advertising on line, vengono smentiti, nei fatti, da una riforma dell'università che penalizza, guarda caso, proprio i giovani, dai dati istat sulla disoccupazione con cui ho aperto il post, per non parlare del pessimo esempio di accesso ai ruoli istituzionali offerti dai partiti al governo, in cui i "giovani" che fanno notizia sono il figlio del senatur e quella che ha appena ammesso di "aver avuto un legame affettuoso" con il Presidente del Consiglio.
Se fossi il ministro della gioventù ritirerei subito quel banner, per affronto all'intelligenza degli italiani.

mercoledì 29 settembre 2010

Ma va ciapà i rat frontaliero

Bala i ratt- campagna ticinese contro frontalieri e UE


Mi scappa una risata al pensiero che nelle zone ricche del nord Italia, dove il partito leghista raccoglie consensi dal piastrellista all'avvocato, grazie anche a campagne xenofobe e razziste, per una volta i fattori si invertano. E così nell'ancora più ricca Schfizera sui manifesti e su un sito internet i topastri che scipperebbero il lavoro sono i frontalieri che dal nord Italia vanno a "rubare" il lavoro alla popolazione ticinese (offrendo prestazioni a un minor costo, scommetto che questa campana l'avete già sentita), i delinquenti sono gli stranieri, i Comunitari (rumeni & C, gli stranieri responsabili del 60% dei reati in Ticino, scommetto che anche questa non vi è nuova) e gli avvocati che usano la leva dello scudo fiscale di Tremonti.



Chi di xenofobia ferisce di razzismo perisce.


lunedì 9 agosto 2010

Papermaster a casa!

fonte foto
Dimissionario (o licenziato) Mark Papermaster (che poi con un cognome così io me l'immaginavo con il becco alla Disney) il papà del "disastroso" Iphone4.
La Apple annuncia che l'inventore del melafonino difettoso lascia l'azienda di Cupertino. Qualche mese fa era capitata la stessa sorte a Tony Fadell, predecessore di Papermaster, lo scorso marzo

Tony Fadell

Saluti e baci

fonte foto

Sarà per il turnout di personale che in giro per il webbe le faccette dei due manager sono interscambiabili? Povero Papermaster, è già stato epurato persino dalla pagina del management del sito della Apple.

Se solo si applicassero gli stessi criteri del privato nel pubblico, quanto risparmierebbero i contribuenti?


lunedì 28 giugno 2010

Ticket sanitari gratuiti per i disoccupati e figli a carico


Ieri durante i festeggiamenti per il compleanno di una nipotina tra una fetta di torta e un ululato dei piccini sono riuscita a scambiare due chiacchere con mia cognata, che è fonte di informazioni migliore di un patronato, e mi ha ragguagliato sulle ultime frontiere del risparmio familiare in ambito sanitario.
A quanto pare per tutto il 2010 (ma probabilmente verrà proprogato ulteriormente) è possibile ottenere curare le carie e fare la pulizia dei denti presso il servizio sanitario nazionale e centri convenzionati se si è disoccupati. Ho chiamato subito una mia carissima amica che avrebbe un gran bisogno del dentista, ma visto che ha appena perso il lavoro ci pensa bene prima di farsi curare, e le ho fatte parlare tra di loro.
Mi dispiace solo averlo scoperto solo adesso, con oltre 6 mesi di ritardo, ma per i disoccupati* in possesso della Dichiarazione di immediata disponibilità (Did), rilasciata dal centro per l'impiego, presente in ogni provincia è possibile fare richiesta dell'esenzione per se e i familiari a carico presso la ASL. Con il tempo libero è il momento giusto per fare tutti quegli esami e accertamenti costosi che immancabilmente si rinviano a future occasioni: mammografia, esami del sangue, pap test etc etc.
Se i figli hanno tra i 10 e i 16 anni, e il reddito ISEE** non supera i 18mila euro, si può avere un bonus di 700 € per mettere loro l'apparecchio ai denti.
Se anche voi, come molte mie amiche siete rimaste con le chiappe a terra e questa estate non andrete da nessuna parte per ovvi motivi, approfittatene per curarvi. Che aspettate? Correte subito a fare la richiesta e visti i tempi di attesa iniziate a prenotare ;-)

La scadenza per la presentazione delle domande del Buono famiglia 2010 (1300€) agli sportelli delle asl è stata prorogata al 31 dicembre 2010, fino a esaurimento dei fondi disponibili. Potranno presentare domanda non solo le famiglie con figli minorenni ma anche quelle che non ne hanno o che hanno figli maggiorenni purché sostengano il pagamento della retta di un familiare ricoverato in una struttura residenziale (RSA, RSD, CSS) e che hanno un indicatore della situazione di reddito familiare (ISR) non superiore a 22.000 euro.

Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi al personale dell’ASL più vicina o chiamare il Call Center al n° 800.318.318

I numeri telefonici delle Asl a cui rivolgersi

Asl Bergamo 800.447.722

Asl Brescia 030 - 3839068

Asl Como 031 - 370209

Asl Cremona 0373 – 899367

Asl Lecco 0341 - 482502

Asl Lodi 0371 - 5874443

Asl Milano 800.178.070

Asl Milano 1 800.671.671

Asl Milano 2 848.800.507

Asl Monza/Brianza 039 - 2384274

Asl Mantova 0376 - 334554

Asl Pavia 800 .034. 933

Asl Sondrio 0342 - 555735

Asl Varese 0332 - 277720

Asl Valle Camonica 0364 - 329235

*Ai fini del riconoscimento del diritto all’ esenzione, si considera disoccupato il cittadino che abbia cessato per qualunque motivo -licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato- un'attività di lavoro dipendente e sia iscritto all'Ufficio dell’impiego in attesa di nuova occupazione. Non può considerarsi disoccupato il soggetto che non ha mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato una attività di lavoro autonoma.

** L’ ISEE è un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). Esso, tranne che in alcune realtà regionali, non viene preso in considerazione ai fini del riconoscimento del diritto all’esenzione.

venerdì 30 aprile 2010

Finchè la barca va...

La zattera della Medusa - Gericault 1819 Louvre

lasciala andare, o affondare, a seconda dei colpi di vento o di tempesta.
Ed è un pò quello che sta succedendo nel mondo del lavoro, in cui a saldare il conto della crisi sono le piccole imprese, i loro dipendenti e relative famiglie.
Settimana scorsa, subito dopo una conversazione con Dan sul tema lavoro e investimenti sui lavoratori, vengo a sapere che un collega è stato licenziato, così su due piedi. Licenziamento con effetto immediato. La comunicazione della decisione alle 18.00, a casa dal giorno dopo (il mese di preavviso comunque retribuito).
Quella per cui lavoro è una azienda scissa in tante piccole micro società, in ogni società da 4 a 14 dipendenti, sotto il numero per cui entra in gioco l'articolo 18. Nessun'altra tutela se non il riconoscimento delle indennità che spettano per legge, in questo caso il preavviso e la liquidazione.
Il collega potrà poi aggiungersi alla lunga lista di persone che chiedono la disoccupazione ordinaria.
Ieri poi, è toccato a un'amica, anche lei impiegata in una piccola azienda, con le stesse caratteristiche della mia. La fine del rapporto di lavoro era nell'aria da un pezzo, esattamente da quando ha iniziato ad avere dei problemi familiari e di salute. Al rientro in ufficio la datrice di lavoro le ha chiesto di rimettersi in malattia o di dare le dimissioni. Al suo rifiuto le ha consegnato la lettera di licenziamento, con la premessa che intendeva chiudere quel ramo di azienda e la richiesta di firmare in basso, per presa visione. La mia amica non ha firmato e le ha detto che avrebbe fatto vedere il documento prima di riconsegnarlo.
Ora che ci siano delle difficoltà tangibili nelle piccole aziende è evidente, che alcune invece usino il sistema per eliminare personaggi scomodi e potare i rami secchi lo è altrettanto.
Nell'azienda del Signore delle tempeste hanno colto l'opportunità per mandare in mobilità i dipendenti cui mancavano un paio d'anni alla pensione.

La proposta non rifiutabile?

A casa per i prossimi due anni con lo stipendio pagato per l'80% dall'INPS e il restante dall'azienda. La convenienza è evidente, si evita di pagare stipendi con scatti di anzianità consistenti per rimpiazzare le vecchie leve con contratti di somministrazione o atipici. Questo a dicembre, ora è arrivato il taglio degli straordinari e circolano voci di corridoio sulla vendita della società (controllata da una multinazionale francese).
Quella che è la mia esperienza e percezione personale è stata appena confermata dai dati Istat su marzo.
La disoccupazione colpisce ormai 2,194 milioni di persone (tasso del 8,8%), neanche a dirlo il primato va ai giovani(27,7%). Le prime a essere sacrificate sono le donne, ne sono rimaste a casa quasi il 5% in più contro lo 0,9% degli uomini (comunque in crescita rispetto a marzo dello scorso anno del 10%).

Ecco perchè con Chica mala ci siamo mosse in sinergia per dare subito tutte le informazioni all'amica licenziata per chiedete l'indennità di disoccupazione ordinaria e per impugnare il licenziamento.

Ed ecco il messaggio di chica stamattina tramite posta elettronica:


"ciao!! per quello di cui abbiamo parlato stamattina ho chiesto conferma:
- ha fatto bene a non firmare, che le mandino a casa la raccomandata.
- la disoccupazione come abbiamo detto basta che vada all'inps con la lettera di cessazione
- invia lettera di impugnazione di licenziamento e poi sicuramente andra a conciliare in camera del lavoro, le spettano dai 6 ai 12 mesi di buona uscita se tutto va bene.
tienimi aggiornata!!!".

Lo farò senza dubbio.
Perchè va bene stare tutti nello stesso mare disastrato che è l'Italia, ma ho la sensazione che mentre certi capitani d'impresa facciano magheggi e mareggi dall'alto dei loro yacht a prova di tempesta o al sicuro in solidi traghetti sia la bassa manovalanza, il lavoratore comune a dover sputare a acqua e sangue sulla "Zattera della Medusa".



martedì 9 marzo 2010

La cassa integrazione passa a 18 mesi





Leggo una bella notizia su Il Salvagente: con un emendamento bipartisan approvato in commissione lavoro viene modificato il testo base sugli ammortizzatori sociali.

La CIG allunga la sua durata massima da 52 a 78 settimane (da 1 anno a uno e mezzo) in via sperimentale per il 2010/2011. Giusto ieri abbiamo parlato della situazione disperata nell'isola dei cassintegrati, all'Asinara che confermano i dati INPS appena usciti sulla progressione geometrica del ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle aziende.

Era un provvedimento inderogabile, ora mi auguro che possano avere le stesse possibilità, o perlomeno un paracadute i disperati con contratti atipici e i lavoratori a partita IVA.
E' chiedere troppo?

Trippi


lunedì 8 marzo 2010

Gli operai dell'Asinara

La voce dell'Isola dei cassintegrati

di Trippi

Chi è cresciuto come me nella bella Sandalia sa che i cassintegrati non tengono il loro Real show da poche settimane nell'ex carcere dell'Asinara. Nell'isola sequestrata il reality della cassa integrazione è un meccanismo bastardo da cui non si è salvato nessuno.
Nell'isola vera e in quella metaforica, per citare Cipolla, si piangono lacrime tutte le volte che una nuova cattedrale nel deserto apre i suoi battenti, intasca gli incentivi statali e poi chiude. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
Cresciuta tra i figli dei minatori della Valchisone e quelli degli operai dell'Enichem di Ottana le tornate di nuove assunzioni e nuove disoccupazioni hanno rappresentato il refrain costante della mia infanzia. I 100 bar del paese e dintorni intestati alle mogli dei cassintegrati di Porto Torres & C erano il leit motiv.
Non ho mai indagato sul rapporto tra lavoro in fabbrica e miniera, disoccupazione, cassintegrazione e l'altissimo tasso di suicidi che flagella il paese da sempre. Lascio l'analisi ai sociologi, ma l'equazione con la silicosi, le leucemie e i tumori è quasi automatica.
Non credo alle sovvenzioni, penso che abbiano rovinato il tessuto economico e sociale della Sardegna. I grandi gruppi industriali hanno sempre munto sussidi e incentivi per l'apertura di fabbriche insensate, affatto lungimiranti, hanno creato il circolo vizioso della dipendenza da sovvenzioni statali. Con il solito vecchio trucco del ricatto morale allo stato con la minaccia della disoccupazione e della cassaintegrazione per i soliti disperati che non potevano aspirare a niente di meglio. Lo stesso gioco lo vediamo con altri protagonisti, stessi esiti a Termini Imerese, altra isola stessa procedura terminale.
Utilizzati come grimaldelli, i lavoratori di queste produzioni fantasma hanno lavorato oggetti che ora possono essere realizzati in paesi più economici per sfruttare un nuovo giro di giostra nel frullatore sociale, il vincitore è sempre lo stesso, i perdenti pure.
Hanno avvelenato l'isola per anni, senza nessun controllo, sempre con il solito spauracchio. Ora per quanto mi riguarda se proprio vogliono andare levino il disturbo, ma perlomeno vengano costretti a ripulire, pagare la tassa dello sfruttamento pozzo statale e rimettere le cose come le avevano trovate, negli anni 80, prima di avvelenare terra, persone e lavoro.

Ora chiunque conosca quest'isola che non c'è per il diritto al lavoro ha il dovere di pubblicare l'appello apparso su facebook. Se pensate possa toccarvi fate altrettanto. Se pensate che non vi tocchi fatelo lo stesso, perchè un giorno potreste essere voi a essere dismessi.




Alla vostra c.se attenzione

sono un membro del gruppo facebook "L'isola dei cassintegrati" , che al momento raccoglie più di 16.000 iscritti, in continua crescita (è stato anche scritto un articolo su di noi su La Nuova Sardegna del 7 Marzo, sulla prima pagina de La Repubblica.it dell'8 Marzo, e siamo comparsi sul Tg3 nazionale). Il gruppo è nato una settimana fa, quando un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres), in cassintegrazione da 4 mesi, è sbarcato sull'isola dell'Asinara, prendendo possesso delle sale dell'antico carcere. L'isola dei Cassintegrati è un reality "reale", purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Nessuno yacht, billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti.

Da 9 giorni ormai questo gruppo di operai, giovani e meno giovani, vivono isolati nelle celle di un carcere abbandonato, al rischio di pericoli esterni: il forte vento ha fatto cadere un palo della luce, e per più 3 giorni queste persone sono rimaste tagliate fuori dal mondo, senza luce e senza poter ricevere imbarcazioni per via del mare mosso.

Gli operai dichiarano che non si muoveranno dall'isola finchè gli impianti non riprenderanno a funzionare (troppi ormai gli accordi su carta disattesi), ed io, iscritto a questo gruppo perchè credo nella loro causa, temo per la loro incolumità e salute. Per questo motivo vi chiedo gentilmente di dare a questa notizia lo spazio che merita sul vostro giornale.

Sono certo che se darete uno sguardo al nostro gruppo, di cui allego il link a seguire, non potrete ignorare questa mia legittima richiesta

http://www.facebook.com/group.php?gid=362735135329&ref=mf

Vi ringrazio, e saluto cordialmente


venerdì 26 febbraio 2010

Un Hacker sbugiarda i potenti

fonte foto


di Trippi


Altro che Robin Hood, come dice la BBC e corriere.it, è proprio come l'eroe di Matrix da cui prende il nome!

Neo, un hacker lettone, smantella la facciata del sistema penetrandone all'interno e sbugiardando i colpevoli della crisi che ben lungi da pagare il fio, si arricchiscono alla facciazza dei poveracci che hanno ridotto sul lastrico.

La mia sarà pure apologia di reato, ma godo come un riccio a leggere la notizia e posso immaginare la soddisfazione dei suoi connazionali, il cui livello di disoccupazione raggiunge il 23%, il più alto in Europa, e il cui pil è calato di un quarto.

Oddio, se da quello che leggo sul Washington Post è vero che il sistema informatico lettone da sui sono stati rubati i dati mercoledì scorso è basato su software arretrati e i pc vanno a criceti, non è che serva poi questo genio informatico. Però da quello che leggo su Twitter, sono in buona compagnia, sono parecchi gli internauti che importerebbero volentieri questa merce dalla Lettonia nel proprio paese!




mercoledì 1 luglio 2009

Se la Triumph chiude 1600 lavoratori restano in reggiseno..


pardon in mutande!




di Trippi




Il colosso dell'intimo sta per chiudere i propri stabilimenti nelle Filippine, 1600 dipendenti resteranno senza lavoro. Ecco perchè il reggiseno è diventato la bandiera della protesta, nuovo simbolo della crisi mondiale e della disperazione.


Queste sono le immagini delle manifestazioni di protesta a Manila. Qui potete vedere la gallery al completo.






venerdì 19 giugno 2009

Le cicale e le formiche





di Trippi

Io cerco di essere ottimista, perchè come dice Tonino Guerra "è il profumo della vita", e come dice il premier dei miei connazionali, "fa uscire dalla crisi".

Mi ostino persino a spendere i soldi in beni e servizi non essenziali pur di aiutare l'economia stantia che stenta a ripartire. Ho persino ripreso a guidare l'auto, giusto nel momento in cui il prezzo della benzina si è rimesso a salire in progressione geometrica rispetto agli aumenti del costo del greggio (chissà perchè poi, quando il prezzo cala non cambia un accidente).

Non mi decido ad acquistare capi di abbigliamento, non me ne vogliano gli addetti ai settori, perchè i saldi sono dietro l'angolo e mi sembra uno schiaffo alla povertà comprare ora capi che tra poche settimane costeranno la metà!

Ma sui prodotti con prezzi stabili sostengo e supporto. Così fanno anche il resto degli italiani che, a sentire le statistiche, hanno ripreso ad acquistare.

Tanto impegno da parte di tutti noi, che dopo qualche mese da formiche, abbiamo ripreso a fare le cicale con la prospettiva che la crisi fosse giunta a un bivio, che ci fossero prospettive di ripresa, anche sulla base di questi aumenti degli investimenti e della ripresa del settore immobiliare negli Stati Uniti.

Ma è davvero così o si tratta solo di speculazioni di persone interessate ad accantonare in vista di una ripresa che per il momento non è neanche all'orizzonte?

Perchè i dati, quelli reali, dell'economia reale che si misura in soldoni, dicono tutt'altro!

Dicono che nel nostro paese non si sta riprendendo proprio niente, le aziende chiudono o ridimensionano e qualcuno ne fa le spese e resta a casa. E' anche vero che la crisi è un'ottima opportunità, per molte aziende, per liberarsi di dipendenti zavorra stratutelati da contratti a tempo indeterminati e dunque intoccabili. Per tutti gli altri, lavoratori atipici, a progetto, occasionali, non specializzati, stagionali, quelli che non solo vengono per due soldi, ma a momenti ti pagano per venire a lavorae, con la crisi non si subisce battute d'arresto!

Non è che alcune aziende cavalcano il cavallo della crisi per ristrutturare e potare rami secchi?
Infatti, guarda caso, gli italiani restano a casa e gli stranieri lavorano di più.

La notizia appena giunta dall'Istat è pessima, i dati sul tasso di disoccupazione nel nostro paese sono sconfortanti, raggiunge il 7,9% il più alto dal 2005 ad adesso. Nel primo trimestre del 2009 200mila lavoratori in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il dato è il risultato della perdita del posto per 426mila italiani e della nuova occupazione per 222mila stranieri.

Si sa piove sempre sul bagnato e la situazione internazionale è un'ottima opportunità per chi ha abbastanza soldi in cassa per speculare acquistando prodotti a basso costo, che questi prodotti siano immobili, petrolio, materie prime o materiale umano, il lavoratore, la sostanza non cambia.

Una guerra tra poveri mentre i ricchi accantonano sempre di più!

E chi non canta con me....




La Cicala che imprudente

tutta estate al sol cantò,
provveduta di niente

nell’inverno si trovò,

senza più un granello e senza

una mosca in la credenza.

Affamata e piagnolosa

va a cercar della Formica

e le chiede qualche cosa,

qualche cosa in cortesia

per poter fino alla prossima

primavera tirar via:

promettendo per l’agosto,

in coscienza l’animale,

interessi e capitale.

La Formica che ha il difetto

di prestar malvolentieri,

le dimanda chiaro e netto:

- Che hai tu fatto fino a ieri?

- Cara amica, a dire il giusto

non ho fatto che cantare tutto il tempo.

– Brava, ho gusto;

balla adesso, se ti pare.
(Jean de La Fontaine)



martedì 26 maggio 2009

Mentana batte mediaset Matrix a 1


fonte vignetta
Di Trippi


Enrico Mentana può tornare a condurre Matrix. E' stato reintegrato al suo posto uno dei disoccupati più noti d'Italia. Chicco Mitraglia può tornare a condurre la sua nave che aveva lasciato dopo la morte di Eluana Englaro. La domanda che mi ballonzola sulla testa è:
ma non aveva dato le dimissioni perchè inferocito dalla decisione delle rete di non cambiare il palinsensto e mandare comunque in onda programmi beceri?
Perchè qui leggo che in realtà sarebbe stato licenziato!
Nel mentre il papà del tg 5 qualche sassolino se l'è tolto dalla scarpa, infatti durante l'assenza forzata dagli schermi ha pubblicato un libro in cui racconta il percorso di 3 liceali finiti alla conduzione di un tg, in magistratura e dietro le sbarre. Nella biografia racconta di "certe cene" post elettorali con i direttori di testata proni e pronti ad applaudire al reuccio. In realtà Mentana diede le dimissioni dal ruolo di Direttore Editoriale, ma non dalla conduzione di Matrix, ecco perchè si prospetta una querelle davvero interessante. Quello che mi fa specie è se davvero sia interessato a tornare a condurre un programma che ha semplicemente cambiato cunduttore, senza modificare struttura o studio sotto il silenzio di tutti! Lo ha detto lui stesso, non senza un minimo di sdegno all'Infedele di Lerner 15 giorni dopo la chiusura dei rapporti con Mediaset!
La domanda è:
Chicco, o Chicco, ma davvero vuoi tornare li?



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martedì 7 aprile 2009

La crisi è "maschia"

Di Chica Mala
Oggi Repubblica.it, in uno dei suoi approfondimenti sullo stato dell'italica economia, riporta gli ultimi dati Istat e i nuovi decreti per la cassa itegrazione.
A quanto pare l'epidemia di licenziamenti colpisce molto di più gli uomini, lo dimostrano anche le cronache e le storie di famiglie comuni, la tendenza si inverte drasticamente e anche i ruoli all'interno del nucleo familiare vengono stravolti: marito a casa e moglie al lavoro per provvedere al sostentamento della tribù.
Certo, nemmeno per noi donne è semplice affrontare questo periodo ma a quanto pare le chanches di trovare un impiego sono maggiori.
Buone fonti di impiego sono il terziario e i servizi, soprattutto quelli legati alla cura.
Nell'ultimo anno l'utilizzo del part-time (richiesta quasi sempre femminile) è cresciuto del 2,4% e gli imprenditori sembra preferiscano investire quindi salvare il posto delle donne, nel virtuale gioco della torre (per l'appunto, i dati sulla cassa integrazione rivelano il quasi mopolio maschile del beneficio di tale istituto).
La federcasalinghe inoltre, stima che vi siano 100mila posti come badanti per le italiane, categoria ora appannaggio delle straniere; sono sicura che di necessita' si farà virtù e in periodo di vacche magre accoglieremo anche una posizione che ora tanto scioccamente denigriamo.
Per il prossimo futuro non protremo aspettarci ruoli di prestigio ma probabilmente sarà più semplice per noi portare a casa la pagnotta, che sia lavorando in un call center a tempo determinato o accudendo una vecchietta, a fine mese il fattore D farà ancora parlare gli esperti di statistiche prospettando o quantomeno facendo presupporre che il boccino, a questo giro, sarà in mano nostra.


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