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mercoledì 5 marzo 2008

AAA neolaureati cercasi per l'agenzia delle entrate

Ve l'avevo già detto, vorrei tanto lavorare per il ministero delle entrate!! Beh se a differenza da me siete giovani neolaureati sappiate che la Direzione regionale della Lombardia assumerà a settembre 480 funzionari. Per questo ha già avviato uin road Show presso le università. Per partecipare al concorso avete tempo fino al 17 marzo, perciò gambe in spalla e attivatevi giovani promesse del fisco:
se siete laureati in scienze politiche, economia e commercio o (e titoli equipollenti, comprese le lauree di 1° livello).
Ecco i requisiti e l'iter
Voto di laurea minimo 100/110, residenza in lombardia, due prove, una tecnica professionale e una attitudinale, sei mesi di tirocinio e un colloquio orale finale!
In bocca al fisco!

Decreto sicurezza... polemiche sicure!

di Trippi
Sull'onda emotiva dell'ennesimo disastro, sale infatti a 5 il bilancio delle vittime dell'ultimo disastro sul lavoro. Ora i datori di lavoro che non rispettano le regole rischiano fino a 2 anni di carcere.
Ed è subito guerra!!!

Che ci voglia un giro di vite sui controlli e sul lassismo di molte aziende e fuori di dubbio, ma le polemiche nascono proprio sull'entità delle sanzioni in gioco. Confindustria dal canto suo ha già messo in campo tutto il suo arsenale, ha lucidato e rimesso in sesto tutto il suo potenziale di fuoco!

Intanto è nato ed è operativo il numero verde, 800609080, grazie alla collaborazione tra ANMIL e (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) e Acli, scopo? Dare assistenza e informazioni per la sicurezza sul lavoro e tutela alle vittime di infortuni. Sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 all 18 per informare su leggi, raccogliere segnalazioni e richieste dei lavoratori sui propri diritti.

martedì 4 marzo 2008

DIMISSIONI volontarie - nuova normativa

A partire dal 5 marzo le dimissioni p0tranno essere presentate al datore di lavoro utilizzando esclusivamente l'apposito modulo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Le dimissioni presentate in qualsiasi altra forma saranno nulle e non potranno essere accettate.

Il modulo potrà essere compilato collegandosi on line al sito del ministero oppure racandosi presso uno dei soggetti abilitati (direzione provinciale de lavoro, direzione regionale del lavoro, comuni e centri per l'impiego).

La nuova normativa si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato, ai contratti collaborazione continuativa, a progetto, occasionali, ai contratti di associazione in partecipazione ed ai contratti di lavoro instaurati dalle società cooperative.

fonte:
LEGGE 17 Ottobre 2007 , n. 188
Disposizioni in materia di modalita’ per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonche’ del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera.Art. 1.
1. Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 2118 del codice civile, la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, e’ presentata dalla lavoratrice, dal lavoratore, nonche’ dal prestatore d’opera e dalla perstatrice d’opera, pena la sua nullita’, su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che con le modalita’ di cui al comma 5, dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali, nonche’ dai centri per l’impiego.

2. Per contratto di lavoro, ai fini del comma 1, si intendono tutti i contratti inerenti ai rapporti di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle caratteristiche e dalla durata, nonche’ i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, i contratti di collaborazione di natura occasionale, i contratti di associazione in partecipazione di cui all’articolo 2549 del codice civile per cui
l’associato fornisca prestazioni lavorative e in cui i suoi redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo, e i contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci.
3. I moduli di cui al comma 1, realizzati secondo direttive definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, riportano un codice alfanumerico progressivo di identificazione, la data di emissione, nonche’ spazi, da compilare a cura del firmatario, destinati all’identificazione della lavoratrice o del lavoratore, ovvero del prestatore d’opera o della prestatrice d’opera, del datore di lavoro, della tipologia di contratto da cui si intende recedere, della data della sua stipulazione e di ogni altro elemento utile. I moduli hanno validita’ di quindici giorni dalla data di emissione.
4. Con il decreto di cui al comma 3 sono altresi’ definite le modalita’ per evitare eventuali contraffazioni o falsificazioni.
5. I moduli di cui al presente articolo sono resi disponibili anche attraverso il sito internet del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, secondo modalita’ definite con il decreto di cui al comma 3, che garantiscano al contempo la certezza dell’identita’ del richiedente, la riservatezza dei dati personali nonche’ l’individuazione della data di rilascio, ai fini della verifica del rispetto del termine di validita’ di cui al secondo periodo del
comma 3.
6. Con apposite convenzioni a titolo gratuito stipulate nelle forme definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalita’ attraverso le quali e’ reso possibile alla lavoratrice, al lavoratore, nonche’ al prestatore d’opera e alla prestatrice d’opera, acquisire gratuitamente i moduli di cui al presente articolo, anche tramite le
organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati.

7. All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie gia’ previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

lunedì 3 marzo 2008

Non si può morire di lavoro!


ALTRA STRAGE 4 MORTI A MOLFETTA.




Questa la notizia di oggi, riportata dai quotidiani on line:

Repubblica.it

Corriere.it

il sole 24 ore.com


molfettalive.it

4 operai, mentre pulivano una cisterna contenente zolfo in polvere sono rimasti vittima delle ennesimo incidente mortale sul lavoro, probabilmente causa esalazioni.

Sempre più, dopo la strage di Torino, alla ribalta questo problema assai grave: sicurezza sul lavoro.

Nonostante il Legislatore dia gli strumenti, purtroppo troppe aziende evidentemente non si attengono alle normative, mettendo così a repentaglio l'incolumità dei lavoratori.



Esselunga: prezzi corti, mano pesante




I DIPENDENTI NON CI STANNO PIU'

Sabato mattina sono andata a fare la spesa all'Esselunga, il supermecato di fronte a casa mia e quando in cassa ho sentito confabulare dei dipendenti che parlavano di una notizia sui quotidiani relativa a qualcosa di grave accaduto in uno dei punti vendita mi sono incuriosita.




La domenica compro Repubblica, vado al parco con il cane a leggere e trovo l'articolo che mi interessa.




Avevo già sentito parlare di mobbing, di abusi da parte dei responsabili di questa grande azienda, di dipendenti che vengono controllati a vista, ai quali è impedito anche scambiare due chiacchiere in spogliatoio. Ma sapere che vai a fare la spesa in un posto dove alle cassiere non è concesso andare in bagno se ne hanno stretto bisogno e che si arrivi al punto di malmenare una persona a scopo intimidatorio perchè tenta di far valere i suoi diritti...




Confesso, sono indignata, soprattutto per il fatto che molte aziende, tra le quali credo anche ESSELUNGA si dotano di un "codice etico", che solitamente, tra le tante cose punta sulla soddisfazione e gratificazione personale dei propri lavoratori per poi disattendere tutti i principi fondamentali per la dignità di una persona che lavora. certo non è un caso isolato, è solo una eclatante dimostrazione che, purtroppo il "potere" dei lavoratori dipendenti sta scemando sempre più.




Tante volte mi incavolo quando in cassa trovo un'addetta scortese e non la giustifico per l'eventuale maleducazione ma, un dipendente vessato e insoddisfatto difficilmente può servirti con il sorriso sulle labbra. Adesso lo so.











Giù le mani dall'articolo 18!?



di Trippi




Periodicamente salta fuori, un pò come una nuova influenza particolarmente virulenta o una zanzara particolarmente fastidiosa il tema che riesce a inalberare e irritare anche i più moderati. Eh si, perchè l'argomento è trasversale, sinistra o destra qui non conta, la differenza sostanziale è tra datori di lavoro e dipendenti.


Certo è che è stata particolarmente aspra, ma ha avuto poca risonanza, coperta da emergenze maggiori, la dichiarazione di Pietro Ichino di voler mettere mano all'articolo 18.


Il famoso articolo, croce e delizia dei lavoratori è un paria, intoccabile per la maggior parte dei lavoratori.


Ma quali lavoratori? Ma per chi come me e come la maggior parte dei nati dopo il 1970 il contratto a tempo indeterminato resta un miraggio nel deserto? Una fata Morgana che si intravede all'orizzonte ma è il riflesso di qualcosa che si trova in un altro luogo e in un altro tempo?


Ha ancora senso parlare di intoccabilità, di impossibilità di licenziamento?


Paradossalmente, non è proprio la difficoltà a liberarsi di un lavoratore diventato un pseo per l'azienda, o inutile per le cambiate condizioni di mercato o altro a bloccare le assunzioni da parte delle PMI che costituiscono la gran parte del panorama aziendale italiano?


Un datore di lavoro che terrorizzato dall'idea di doversi tenere sul groppone un lavoratore ineliminabile, inderogabile preferisce ricorrere a tutte le forme contrattualistiche alternative?


Contemporaneamente noi nati dopo il 70, i figli di "quelli che hanno fatto il 68" ci ritroviamo a provare tutte le forme possibili e immaginabili di FLESSIBILITA', senza possibilità di poter accedere a posti di lavoro occupati stabilmente dai nostri padri, che paradossalmente ci ospitano, bamboccioni cheno siamo altro, ad libitum.


Non sarebbe meglio ammorbidire i due estremi:




  • rendere impossibile prorogare all'infinito contratti a tempo determinato per la stessa posizione sostituendo forme contrattuali e/o persone, ma non cambiando in sostanza in numero degli addendi?






  • Rendere meno "mission imposible" il licenziamento per le aziende che, ammettiamolo, a volte hanno a che fare con dipendenti che approfittano delle tutele, marciando su malattia e altro?


Ma allora mi chiedo, che senso ha tutta la polemica seguita alla candidatura del professor Ichino co il PD? Che senso ha la dichiarazione di Bertinotti " "Anch'io sono per una revisione dell'articolo 18, nel senso che sno per estenderlo a tutti" (anche alle aziende con meno di 15 lavoratori ndr). Rifondazione nel 2003 promosse un referendum che però non raggiunse il quorum. Ora ve lo ripropongo io!!




La discussione è aperta! Il sondaggi pure. A voi la parola.
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