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mercoledì 9 luglio 2008

Donne e così sia


Di Trippi


non so se congratularmi per l'avanzamento di carriera delle "pastore" evangeliste a vescove o mettermi a piangere per il minacciato scisma da parte dei colleghi maschi o della chiesa cattolica che minaccia ritorsioni e fine del dialogo. Dopo il concilio di Trento lo sconcerto dei miei Trentasei!
Tanti auguri a me!


Vita in te ci credo


Di Trippi


Oggi compio 36 anni e come negli ultimi 16 cerco di tracciare un bilancio di quello che ho fatto e delle prospettive future. La verità è che nonostante abbia sempre sofferto della sindrome di Peter Pan, paradossalmente, proprio quest'anno in cui il bilancio professionale è paurosamente in rosso, sono stranamente tranquilla. Anni fa, fino a quando non ho lasciato un lavoro proprio mentre ero all'apice della carriera, ero terrorizzata all'idea di perdere tutto, di non riuscire ad avere stima di me stessa o essere considerata una persona valida se mi fossi ritrovata con il sedere per terra. Rispetto ai miei colleghi maschi avevo alcuni problemi non facilmente superabili: donna, sola, arrivata fin li senza passare da camere da letto o uffici degli amici di mammà e papà (anche perchè al massimo avrei fatto carriera nella termoimpiantistica, e forse sarebbe stato meglio). La mia è una storia come tante: la prima laureata della famiglia, una carriera rapida e senza compromessi. Immaginate la soddisfazione e l'orgoglio dei miei nel fare vedere i titoli di coda ad amici e vicini di casa... Ma poi quando nuoti tra gli squali senza indossare la muta d'acciaio, ci mettono poco a spolparti viva. Ed ecco che mi sono ritrovata in una specie di "il diavolo veste Prada" in versine sardo-meneghina, solo che nel mio caso il diavolo in un certo senso ero io e venivo trombata in senso lato dall'assistente che trombava in senso stretto un altro tizio cui davo non poco fastidio! Ancora adesso rimpiango di aver capito solo quando era troppo tardi quanto stava succedendo, ma cosa fatta capo ha. Quello che mi spaventa oggi come in passato non è il lato economico, se c'è qualcosa che ho imparato da questa mia discesa agli inferi, è che a tutto c'è rimedio. I problemi economici, per fortuna, con un pò di voglia di lavorare e umiltà si superano se poi ti guardi intorno e scopri di essere circondata da persone splendide che sono li comunque.
Quando tutto va male dal punto di vista della carriera e del lavoro si scoprono gli altri lati della vita, quelli che quando rincorri una carriera non hai tempo e spazio per seguirli e dedicartici. Non so se sarò più in grado di risalire, a volte non so neanche quanto realmente mi importi.
Due anni fa ho perso la mia carriera, ma ho scoperto la vita!

domenica 6 luglio 2008

La principessa sul pisello


di Trippi

Il ruolo che svolgo nell'azienda per cui lavoro attualmente è tanto modesto quanto visibile. Ed ecco perchè mi capita spesso di avere incontri surreali con persone con le quali ho avuto contatti in passato o per averci lavorato in insieme o per essermi proposta per un ruolo che poco si sposa con quello attuale. Ho voglia di contare la storia dell'"essere caduta in disgrazia" o dell'aver "bisogno di lavorare!". Di solito lo sguardo oscilla tra il perplesso, il divertito e il compassionevole e la frase d'accopagnamento è "che ci fa lei qui?". Ma a volte capitano anche incontri in cui il mio interlocutore non conosce ne me, ne il mio background, ed ecco che avviene il contrario, partono dal ruolo attuale e cercano di prendere le misure e far combaciare il tutto con le battute che mio malgrado sfuggono di bocca e di mano. Così ieri, mi sono guadagnata un divertito "lei è tremenda!" quando ho dato a intendere di aver capito il motivo della visita di alcuni manager d un'azienda concorrente. Dopo aver letto un articolo del Sole 24ore sul tentativo di due aziende competitor di quella per cui lavoro, di segnare il passo nei confonti sia della mia società sia di quella che ci stava appunto facendo una visitina all'insegna del last minute (o dell'ultima speme). Mi viene così spontaneo chiedere se si trovino li per coordinare con la nostra azienda una contromossa che annulli quella dei due competitor più forti. Mi guardano basiti e mi chiedono come faccia a sapere della questione, accenno all'articolo della mattina e salta fuori che non l'avevano letto. Poichè avevo una copia li a portata di mano mi offro di farglielo leggere e i tre ospiti si mostrano entusiasti della cosa. Dopo un giro mortale di telefonate salta fuori che belli come il sole non avevano persino sbagliato la sede dell'incontro? Ultima fulminante battuta alla "cosa voi di più dalla vita" e loro mi regalano un caloroso saluto e quel "Lei è tremenda" che prendo come un gran complimento e mi fa sentire davvero una principessa sul pisello.

sabato 5 luglio 2008

“Stai al tuo posto!”



Di Trippi






Questa è la frase che mi sono sentita dire dal ragazzetto che ha intessuto la tresca di cui vi abbiamo raccontato io e Chica Mala in alcuni post.

Stamattina torna dopo lunga assenza il giovine tombeur de femme, che tempo fa durante una cena aziendale aveva pagato il conto con una decina di ticket restaurant da 3,50. Si presenta al lavoro con un Iphone, il cellulare multimediale della Apple che costa un suo stipendio. Gli lancio subito la battuta sulle sue insospettabili risorse economiche che evidentemente gli permettono di spendere in tali giocattoli. Lui subito spiega che quella non è la sua unica spesa recente, ma ha appena comprato una moto ed è stato in vacanza in Sardegna con la fidanzata. Non resisto e subito chiedo con quale delle due! Lui allora con la coda in fiamme, incalza “a cosa ti riferisci?” –“lo sai benissimo!”- “non capisco a cosa ti riferisci!" E io e la collega in coro “si… non capisci… hai capito benissimo” “no, spiegatemi a cosa vi riferite” nonostante a questo punto sia io che la collega cerchiamo di lasciare cadere la cosa lui insiste per sapere e gli rispondo “la questione per la quale il tuo capo ti ha sollevato di peso al telefono!” e lui “ma come siete pettegole, il capo non mi ha sollevato di peso, magari è stato il contrario e mi sono adirato io perché non doveva cercare da me, ma chiamare lei direttamente!” Gli dico che se il suo boss aveva cercato Burqa da lui è perché entrambi avevano dato motivo di farlo. Se davvero non volevano che si parlasse di loro avrebbero dovuto evitare di “amoreggiare di fronte al posto di lavoro!”. Lui allora non ci ha visto, ha fatto grandi falcate si è messo in piedi di fronte a me, seduta alla scrivania, in modo da sovrastarmi, ma siccome è alto un metro e uno sputo, mi arrivava giusto all’altezza degli occhi e mi fa “Voi spettegolate!”, “No, tesoro spettegolare significa parlare alle spalle, io ti sto dicendo in faccia quello che penso”, “mi hai fatto delle domande”, “no, io ho insinuato, sei stato tu a incalzarmi con delle domande e neghi l’evidenza, e se pensi che un ragazzetto di 20anni prende per i fondelli una donna di 35 non hai capito niente!”, preso in castagna mi fa “tu devi farti gli affari tuoi e stare al tuo posto!” lo guardo sorniona e gli faccio “veramente io mi faccio gli affari miei, siete voi che vi siete fatti gli affari vostri nel posto sbagliato, quanto allo stare a posto, al momento sei tu sul mio, vedi” e mentre parlo faccio un cerchio con il braccio a indicare la mia postazione, che lui sta invadendo “questo è il mio spazio”, gli indico poi un punto imprecisato in fondo, dove c’è la sua postazione e aggiungo“ quello è il tuo!”.

Per la cronaca, il ragazzetto si è accorto della stesura del post, si è risentito perchè sbirciando ha intravisto il riferimento alla sua altezza. Ha dunque pensato bene di portarsi a casa uno stralcio del pezzo, andando a rovistare nel cestino della carta straccia per recuperare una bozza stampata di questo post. Chissà se porterà il trofeo all'amato bene?!



giovedì 3 luglio 2008

Curre Curre Guagliona


Di Chica Mala

Questa mattina, una delle prime informazioni di servizio che mi inondano varcata la soglia dell’ufficio è un gossip di quelli succulenti. Un collega mi racconta che ieri, mentre si recava a casa dopo il lavoro vede sul vialone vicino, una delle nostre receptionist, in tenuta da gara - minigonna, tacchi a spillo e chioma leonina - correre alla disperata, madida di sudore e con l’aria stravolta.
La osserva dall’auto e passa oltre; arrivato al semaforo lei rispunta, sempre più sfatta. Il collega accosta e le chiede se vuole un passaggio ma lei titubante e sgomenta non sa che fare, comunque dopo un po’ di insistenza monta in macchina.
“Cosa è successo?” chiede lui “ma niente, è per quel deficiente di xxx…”.
Eh si, perché dovete sapere che la bella fatalona da mesi vive una travagliata storia d’amore con un ragazzo che lavora con noi, che la tratta come una pezza da piedi e oltrettutto sta tramutando questa bella e brava ragazza nella Amy Winehouse de ‘noantri, in una vera e propria “femme perdue”.
Tornando a noi, dopo circa duecento metri di tragitto lei chiede di accostare, prima si accuccia sul sedile per nascondersi alla vista, infine, con uno scatto felino apre la portiera e schizza fuori riprendendo la sua corsa in solitaria.
Il mio delatore, nel raccontarmi la cosa esprime tutto il suo sconcerto e, francamente sono perplessa nel constatare tratti di una personalità quasi borderline affiorare dalle sue parole.
Sarà forse che mi sono dimenticata di quando avevo vent’anni e di quanto fossero tragiche e ricche di pathos le mie liti d’amore.
Probabilmente mi sono irrigidita a tal punto quindi non riesco più ad immedesimarmi e comprendere, non ce la faccio a giustificare una persona che dopo un alterco, seppur pesante, con l’amato bene si prende un giorno di malattia, specialmente se xxx, il bello e dannato, oggi gode del turno di riposo.
E’ quantomeno sospetto e il dubbio miei cari, trovo sia lecito.


mercoledì 2 luglio 2008

Tara Tara Tara


Di Trippi

Finalmente una bella notizia dal fronte case popolari, è al via il bando per 293 abitazioni destinate a chi vive negli alloggi comunali e Aler per allargarsi, restringersi o spostarsi! C’è tempo per partecipare fino al 13 novembre e la modulistica può essere scaricata sul sito del comune di Milano. Deve essere poi presentata agli sportelli abilitati con procedura informatizzata e per chi dovesse aver bisogno di supporto è stato predisposto un promemoria presso Aler, caf e sindacati degli inquilini.
Dopo le brutte notizie sugli aumenti regionali tra il 30% e il 70% previsti a partire da settembre (arriveranno questo mese i bollettini e i colpi apoplettici ai portafogli dei destinatari) finalmente anche i condomini cui si è allargata o ristretta la famiglia dopo lunga attesa potranno cambiare alloggio (sono passati 9 anni dall’ultimo bando). Un occasione per avere una stanza in più se sono nati dei piccoli eredi, un piano o una sistemazione più adatta se c’è un handicap o se ci si deve avvicinare al posto di lavoro!
Ma nonostante gli aumenti annunciati degli affitti la voglia di casa a basso prezzo non conosce limiti ne di età, ne di stato sociale, ne tantomeno di nazionalità. Ed ecco che in base alle richieste si può delineare uno spaccato della popolazione. Ecco qualche cifra di questo scenario:
al termine del 2007 erano giunte in comune 16.228 domande;
15.450 richiedenti hanno la residenza a Milano;
8.431 sono extracomunitari;
7.492 sono italiani;
5.779 hanno tra i 35 e i 44 anni;
5.501 hanno tra i 45 e i 65 anni;
6.078 sono single;
2.400 hanno figli a carico.
Mi chiedo quanti degli anziani che questo luglio riceveranno il bonus dal governo lo utilizzeranno per tamponare l’emorragia dei bollettini d’affitto, evitando così la morosità, per il momento. Tra questi fortunati non rientrano però i miei suoceri! Entrambi hanno una casa popolare, lui pensionato, con un reddito annuo di 9.000 euro non prenderà i soldi perchè supera la soglia di 8700 euro e rotti, ma in compenso l’aumento è già arrivato! La signora invece, paga già uno sproposito per l’affitto, non ha ancora una pensione di anzianità, ma solo di invalidità che si somma agli alimenti che le passa l’ex marito: dunque non ha diritto ai soldi neanche lei!
Insomma lui è ricco lei non ha l’età!

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