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giovedì 30 dicembre 2010

Buoni propositi

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Con il nuovo anno vorrei evitare di farmi venire il sangue al cervello, smettere di sentire l'odore del sangue, evitare di assalire verbalmente e con la simpatia di un cane idrofobo, i berlusconiani che osano dire davanti a me "E' grazie a Berlusconi che siamo usciti dalla crisi".
Perlomeno vorrei evitare di farlo durante un pranzo festivo in casa altrui, contro la nuora della padrona di casa, che convive con il figlio della padrona di casa in un appartamento pagato e ammobiliato a spese della signora di cui sopra, spesata di auto, Rc, carburante e vacanze pure. Soprattutto se la padrona di casa è la sorella di mia madre...
In tutti gli altri casi mi sento giustificata.

lunedì 27 dicembre 2010

Federalismo, fede e miracoli

fonte Corriere.it

Dove sono cresciuta si dice "no es cada die pasca" che significa "non è sempre festa" ed indica che persino Gesù resuscita solo una volta l'anno!
E così dopo la grande abbuffata dei fondi statali con l'arrivo del federalismo fiscale, nel 2011, si prospetta una dieta forzata che metterà a stecchetto soprattutto i comuni del sud Italia (con qualche eccezione) e farà ingrassare quelli del nord (con le eccezioni di Genova e Torino). Il colpo più pesante viene inferto a L'Aquila, che per ovvi motivi non produce più niente e dunque perde il 66% degli introiti (temo che a questo punto, come paventato da un pezzo dagli aquilani, la città non possa fare altro che morire, soffocata dalle macerie e dall'inattività), al secondo posto Napoli con il 61% in meno. Viene da chiedersi, come verrà risolto, senza fondi, il problema spazzatura, ma sorge il dubbio che proprio senza la pioggia dei finanziamenti, con l'obbligo di gestire quello che si ha, si dia una scrollata al sistema e certi comuni imparino a camminare con le proprie gambe.

Monique van der Vorst
Ed anche qui viene da pensare che ci vorrebbe un miracolo di fede, più che di federalismo. Un pò come per l'atleta paraolimpica olandese, Monique van der Vorst, che ha ripreso a camminare, dopo 10 anni. Si affidino dunque a San Gennaro i napoletani, che già adesso pagano la TARSU più alta in Italia, 450€ all'anno per una famiglia di 3 persone (contro i 233€ di media negli altri comuni), o meglio ancora, si affidino a politici e amministratori validi, non corrotti. Ma anche qui, mi rendo conto è più facile riacquistare l'uso delle gambe dopo una paralisi di un decennio. Mi chiedo se i partenopei dovranno accendere un mutuo per "diventare autonomi", che prezzo sociale finiranno col pagare. So solo che la festa la farei agli amministratori e ai politici locali, oltre che ai gestori degli impianti Stir, per il loro immobilismo, e ai parlamentari eletti solo per portarsi a casa una pensione anticipata.




venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale ai babbi cassintegrati


Buon Natale a tutti, con il pensiero rivolto soprattutto alle famiglie che hanno poco da festeggiare, ma lo faranno lo stesso, proprio per vedere il sorriso nei visini dei figli cui vorrebbero dare un futuro e non solo un presente.

mercoledì 22 dicembre 2010

Stagitù e altre catastrofi

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copio e incollo l'imperdibile offerta di stage di un grosso gruppo editoriale italiano, che evidentemente oltre che voler risparmiare su redattori o aspiranti tali, ormai estende la gratuità del servizio anche alle receptionist.
Per carità nessuno vuole sminuire il ruolo, che peraltro ho ricoperto anche io, ma per quanto possa essere prestigiosa l'azienda a) ci vorranno davvero 6 mesi (rinnovabili!!!) per imparare a ricevere gli ospiti e non 6 giorni? b) il rimborso spese per un ruolo che spesso prevede assunzioni come "operaie" a quanto mai ammonterà?
N.B. il grossetto mio

Stage Addetta/o Reception

(14/12/2010)
gruppo editoriale italiano leader nell'informazione finanziaria, nella moda e nel lifestyle, offre uno stage di 6 mesi rinnovabili.
Il Ruolo
Il tirocinante, affiancando il tutor responsabile, sarà inserito all’interno della reception con le seguenti mansioni:
· accoglimento ospiti esterni;
· gestione delle telefonate e della corrispondenza;
· attività varie di segreteria generale.
Profilo del candidato ideale
Il candidato ideale ha un’età compresa tra i 20 e i 25 anni. E’ richiesta una buona familiarità nell’utilizzo degli applicativi informatici (in particolare Excel), una buona conoscenza della lingua Inglese e un’ottima predisposizione ai rapporti personali.
Si richiede disponibilità a collaborare su turni.
Durata del tirocinio formativo: 6 mesi rinnovabili
Data inizio: prima possibile
Sede: Milano centro
Compensation: è previsto un rimborso spese



martedì 21 dicembre 2010

(s)Pigolature

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«La cosa più grave è che Mara Carfagna trovi il coraggio di lagnarsi. A volte bisogna avere il pudore di tacere. Se si sente discriminata lei, che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni ancora più grottesche»


Indovina chi l'ha detto?

a) Alessandra Mussolini
b) Barbara Berlusconi
c) Asia Argento

La risposta corretta in questa intervista

lunedì 22 novembre 2010

Aperti per ferie

fonte vignetta
capita a Milano, dove alcune scuole rimarranno aperte anche durante le classicissime vacanze di Natale per tenere occupati i figli di quei lavoratori che non possono andare in ferie.
La scuola diventa finisce col sostituire la baby sitter per le famiglie che non riescono a pagarla. Con lo stesso scopo aprono i centri invernali e cooperative pronte ad ospitare e intrattenere i pargoli con prezzi che variano dai 10 ai 27 euro al giorno nei Centri Rousseau di Milano e i 75€ settimanali del centro di Cornaredo. Se penso a questi poveri bambini costretti ad alzarsi dal letto anche in quello che nella mia infanzia era un periodo "intoccabile" non posso che sentirmi una privilegiata.


mercoledì 10 novembre 2010

Elementare Watson

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Se  Google, per arginare la fuga dei cervelli verso il colosso/rivale Facebook,comunica via e-mail ai propri dipendenti l'aumento dello stipendio del 10% più un bonus cosa dovrebbe fare l'azienda Italia per evitare la fuga dei propri verso l'estero?

Post a blog unificati

Auguri Chica
Buongiorno frugolino! Benvenuto

lunedì 8 novembre 2010

AAA postini disponibilità immediata cercasi

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Tra gli interessanti annunci di lavoro, che ormai tengo costantemente monitorati più che altro per abitudine, balza subito all'occhio la campagna di reclutamento messa in atto da Poste Italiane che ricerca la bellezza di 1500 tra porta lettere e addetti allo smistamento (120 posti solo in Lombardia).

I contratti sono tutti a tempo determinato e si richiede la disponibilità immediata (c'è la possibilità di entrare in servizio già da meta novembre). L'azienda non specifica quali requisiti sono necessari per passare la selezione e nemmeno la durata del contratto, vale comunque la pena, se in cerca di impiego di inviare il curriculum vitae direttamente sul sito delle Poste.


venerdì 5 novembre 2010

Bertolaso va in pensione

Probabilmente la notizia del pensionamento dell'attuale capo della Protezione civile, il prossimo 11 novembre, verrà accolta con fuochi d'artificio a L'Aquila e nel napoletano, dove la perdita della sua "capacità superlativa" sarà particolarmente sentita. Ma la domanda che mi pongo in realtà è un'altra.
Con che liquidazione? E quanto prenderà al mese?
Attualmente guadagna 10mila euro al mese, chi vuole fare i calcoli?

Al suo posto arriverà il prefetto Franco Gabrielli vice capo del Dipartimento, mi chiedo se e come cambierà la gestione del "bancomat" statale per la gestione delle emh emergenze e il costo delle missioni!

Aerei e tematizzazione: come d'autunno sull'albero le foglie

La tematizzazione è la tendenza a proporre notizie con "temi" simili nell'impaginazione del giornale, l'affiancamento di notizie simili nella scaletta di un tg.
l'apertuta in home page di corriere.it  05 novembre 2010 h 11.08
se vi chiedete che fine abbiano fatto il premier, Ruby e il bunga bunga, eccovi accontentati, vengono subito dopo.
il resto della home page del corriere alla stessa ora
Non so a voi, ma a me  più che la prima testata italiana, viene in mente il tg 1 di Minzolini

martedì 2 novembre 2010

Susanna Camusso - Il sindacato è donna

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Domani la proclamazione del direttivo CGIL e Susanna Camusso diventerà ufficialmente il segretario generale del pù grande sindacato italiano.

Non posso che augurarle buon lavoro e ed essere orgogliosa di far parte di un organizzazione che dopo grandi uomini come Di Vittorio, Lama, Cofferati e per ultimo Epifani, per i prossimi quattro anni verrà sicuramente ben guidato da una grande donna.


Milanese, classe 1955, ha iniziato ad occuparsi di sindacato nel 1975, mentre era studentessa universitaria di archeologia, con l'attività sul diritto allo studio coordinando i corsi delle 150 ore della FLM milanese.

Dal 1977 al 1997 è dirigente locale della FIOM milanese, poi di quella lombarda ed infine nella segreteria nazionale dello stesso sindacato dei metalmeccanici della CGIL, con la competenza su produzioni automobilistiche e siderurgiche.

Assume poi la segreteria regionale della FLAI, il sindacato del settore agro-industria della CGIL e nel 2001 viene eletta segretario generale della CGIL della Lombardia.

Nel 2008 entra nella Segreteria Confederale nazionale della CGIL, con la responsabilità su settori molto diversi: politiche dei settori produttivi, cooperazione, artigianato e agricoltura.

L'8 giugno 2010 è stata eletta vicesegretario generale vicario della CGIL, con la responsabilità del coordinamento degli ambiti di lavoro trasversali ai dipartimenti.

Oltre all'attività sindacale, Susanna Camusso fa parte del movimento delle donne ed è tra le promotrici dell'associazione Usciamo dal Silenzio. Laica di grandi convinzioni, si è sempre impegnata per i diritti civili ed è amica del movimento LGBT.

(fonte bio: wikipedia)




Temperature da ufficio e compromessi

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Da un paio di mesi, dopo che gli impiegati della mia azienda e quelli di un'altra che fanno capo alla stessa casa madre sono calati a poche unità, ci hanno accorpato tutti nello stesso ufficio. Finora nessun problema, il passaggio è avvenuto a settembre, quando le temperature erano abbastanza miti, nessun trauma quindi per la mancanza di aria condizionata e il fatto che il più anziano dell'altro gruppo tenesse la finestra dietro il suo desk spalancata e un ventilatore puntato addosso. Poi il ventilatore è stato immagazzinato da qualche parte, ma la finestra è rimasta spalancata, anche dopo l'accensione del riscaldamento. Mi è sorto così l'orribile sospetto, vuoi vedere che ha intenzione di tenere quella finestra spalancata a prescindere da qualsiasi condizione climatica? A Milano??
Dopo quasi due anni in questa azienda in cui ho tenuto nascosto il mio lato oscuro, penso proprio che quest'anno verrà fuori in tutta la sua virulenza!!!
Un pò per trovare sponda, un pò per sfogarmi racconto al  mio collega "Venerdì scorso, prima del ponte di ognissanti ho chiesto al tizio caloroso di chiudere la finestra l'aveva spalancata e l'ha accostata come la vedi adesso... non so se intende passare tutto l'inverno con lo spiffero, ma se continua così per scaldarmi gli do fuoco!!!".
Il mio collega sempre molto diplomatico fa "purtroppo la convivenza è difficile" e spiega quello che i miei piedi congelati avevano già  intuito "loro sentono sempre caldo". E infatti rispondo, polemica "penso che lo sia per lui (la convivenza), qui era il più anziano e ha sempre fatto il bello e cattivo tempo, nel vero senso della parola" aggiungo velenosa "i suoi ragazzi non penso abbiano mai detto niente, sia che avessero caldo sia che avessero freddo, non so, potrei proporgli di chiudere la finestra e puntarsi addosso il ventilatore" e il mio collega "ihih, proponi, proponi, io vedo già degli sforzi lato loro... di solito la spalancano la finestra, come hai notato anche tu" e io "il fatto che abbia socchiuso? o mamma!" e il mio collega subito "loro tenevano aperto anche d'inverno".
Definirmi sconfortata è un eufemismo "a posto siamo!" lui conciliante "eh sì" e io con il cervello ormai annebbiato dalla prospettiva delle stalattiti che già immagino addoberanno i miei capelli verso Natale  "non per farmi i ca**i suoi, ma se evitasse di venire vestito come se dovesse andare a sciare magari suderebbe di meno vabbè finchè non iberno, al massimo verrò con guanti e coperta" e il mio collega conciliante, giustamente mi fa notare che non sono l'unica a scendere a compromessi "bhè, si puoi proporgli non di cambiare il suo look (molto discutibile) ma magari di stare in magliettina, come facciamo io ed A**** quando sentiamo caldo".
A quel punto mi rendo conto che sto straparlando, o meglio lo fa per me la carogna sulla spalla, quando prende il sopravvento. Lo ammetto con il collega, ringraziandolo per aver dissipato un nuvolone uterino. E lui conciliante e molto più saggio di me "ognuno di noi ha una propria temperatura corporea...dividere una stanza non è semplice, ma...proprio come dici tu, la cosa più semplice è adattare l'abbigliamento, chi ha caldo sta in maglietta, chi ha freddo resta in maglioncino".

venerdì 29 ottobre 2010

Sveglia Imbecille!

Dubito ci possa essere una mobilitazione di massa, ma se davvero il 7/12 chiudessimo tutti il conto corrente? O per lo meno ritirassimo una parte dei soldi che abbiamo in banca? Cosa succederebbe?

fonte video

Per sapere di più sull'iniziativa, su Facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=165061130188137

Nel web http://www.losai.net/signoraggio-bancario-e-sistema-moneta-debito.html , dal quale rubiamo una breve descrizione di quello che è definito SIGNORAGGIO BANCARIO

"Per signoraggio bancario si intende la differenza tra il valore di facciata (nominale) di una banconota e il suo valore intrinseco (quello reale), che sarebbe il costo di produzione della banconota stessa.
Il valore intrinseco di una banconota, non cambia a seconda del valore di facciata: che il valore di facciata sia 5€, 10€, 20€, 50€, 100€, 200€ o 500€, il valore reale è sempre circa 0,3€ (30 centesimi), ovvero il costo di stampa (Carta e inchiostro e distribuzione)
(Marcella Fraschi)



Gli italiani (ma si può estendere il discorso a tutta la UE) confidano ancora nei partiti e nei vari
programmi politici nella speranza di evitare la catastrofe economica del paese.
Purtroppo non hanno ancora compreso la natura del loro problema: la sottrazione della
SOVRANITA' MONETARIA con il conseguente SIGNORAGGIO sulla moneta (in passato da
parte della Banca d'Italia e ora da parte della BCE).
Il SIGNORAGGIO trasforma tutti i cittadini da "proprietari" in "debitori" del proprio denaro.
In altri termini ogni banconota stampata viene "prestata" allo Stato; tutte le banconote all'atto di
emissione, cioè, diventano un debito su cui il cittadino paga gli interessi.
Questi, in breve tempo, portano agli interessi composti e alla crescita esponenziale del debito
che, a lungo termine, diventa una minaccia per l'intera economia.
Il SIGNORAGGIO è dunque responsabile della crescita del debito pubblico e del prelievo fiscale.
Dobbiamo, a questo punto, porci delle domande:

1) Perchè lo Stato ha ceduto la sua SOVRANITA' MONETARIA ad una BANCA CENTRALE "PRIVATA", trasformandoci tutti, con un disegno demoniaco, da "proprietari" a "debitori" della
nostra moneta?
2) Perchè questa BANCA CENTRALE "presta"(come se ne avesse la proprietà) le banconote
emesse (aventi un valore convenzionale e dunque non garantite da oro o da altre valute) al
valore nominale e con interessi usurai pur avendo un costo di stampa irrisorio?

Diciamolo pure: siamo in piena usura!!!
Quella stessa usura che incontriamo leggendo i Vangeli o Dante e che da sempre è stata
condannata per essere un vero flagello per chi ne è vittima.
E dove c'è usura c'è anche "voglia di indebitare": prima di tutto lo Stato (debito pubblico), ma
anche il singolo cittadino attraverso le banche ordinarie (debiti privati).
Per far questo si chiude il rubinetto del denaro (rarità del denaro!): facendolo gocciolare si
cerca di spingere tutti a far debiti e, nello stesso tempo, di ostacolarne la restituzione.
E' il sistema bancario che controlla la quantità di denaro in circolazione e decide quanti interessi
dobbiamo pagare sui nostri debiti!
Il problema del debito pubblico non lo eliminiamo con la scelta di un partito o di un programma
politico, ma impedendo a chi lo fa salire in modo esponenziale di rovinarci!!!
RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITA' MONETARIA!!!

Perchè Tante Tasse?
Lo Stato per non far pagare le tasse al contribuente (o suddito?) dovrebbe avere il POTERE DI EMETTERE MONETA (dovrebbe, insomma, avere il potere di stampare le proprie banconote).

Questa SOVRANITA' MONETARIA (a cui lo Stato ha rinunciato!) è stata "trasferita" ad una
banca "privata", cioe' la Banca d'Italia (ora alla BCE).

Le banconote, con costi di stampa irrisori, vengono "prestate" al valore nominale (SIGNORAGGIO) allo Stato e poi da questo, mediante il prelievo fiscale, restituite con
interessi da usura.

Una domanda ai politici: a quanto ammonta il prelievo fiscale per il SIGNORAGGIO ? "

"H. 20.30 - Un gentile amico, a meno di un'ora dalla pubblicazione del post, tramite Neworkedblog (facebook) mi fa notare :

"Questo tipo di farneticazioni gira da sempre ed è sostenuto da persone che non hanno ancora compreso cosa sia una banconota, figurarsi i meccanismi dell'economia. Non sono molto diversi dagli sciachimisti, anzi spesso sono gli stessi.
Se a ...qualcuno interessa approfondire...
http://www.frottolesignoraggio.info/signoraggio.pdf"

Quindi, tutto da valutare.

E grazie a F.R. per il contributo.



400mila euro di multa per una balla

Le bugie hanno le gambe corte, ma sono passati 3 anni, e il ballista può fare ricorso.

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é la cifra che dovrà pagare Antonio Baldassarre per aver diffuso la panzana della Cordata italiana per Alitalia nel 2007.
"La Consob ha sanzionato Antonio Baldassarre con una multa di 400.000 euro e la perdita per quattro mesi dei requisiti di onorabilità, per aver adottato una condotta illecita accreditando, tra agosto e dicembre 2007, l'esistenza di una cordata pronta a rilevare Alitalia."
Baldassarre, già presidente della Rai e della Corte Costituzionale, "ha rilasciato alla stampa molteplici dichiarazioni in un arco di tempo considerevole (agosto-dicembre 2007), così ponendo in essere una condotta illecita volta ad ingenerare il convincimento, rivelatosi errato e comunque fuorviante, circa l'effettiva esistenza di una cordata di imprenditori interessati all'acquisizione della quota di capitale di Alitalia posta in vendita dal ministero dell'Economia e delle Finanze".
Si spiega che  "ha diffuso, nel periodo agosto-dicembre 2007 - attraverso reiterate dichiarazioni dal medesimo rilasciate e pubblicate dalla stampa - informazioni false e comunque idonee a fornire indicazioni false e fuorvianti in merito alle azioni Alitalia, che hanno accreditato la sussistenza di una "cordata" di imprenditori italiani e stranieri dotati delle risorse finanziarie e tecniche necessarie a rilevare la quota del capitale di Alitalia [...] laddove, invece, nessuno dei soggetti di volta in volta partecipanti alla cordata ha mai assunto in concreto l'impegno a mettere a disposizione le risorse necessarie a sostenere l'iniziativa".
La decisione della Consob tiene anche conto del fatto che Baldassarre ha potuto accreditare queste dichiarazioni come credibili "in ragione delle prestigiose cariche, istituzionali e non, ricoperte in passato dal Prof. Baldassarre". Fonte notizia



giovedì 28 ottobre 2010

Al mercato della flessibilità del lavoratore con qualche perlina colorata e molte magie povere

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Mi chiedo cosa ne sarà di certe aziende dopo la stretta sull'orario di lavoro prevista nel nuovo Collegato approvato in via definitiva alla camera e in attesa di pubblicazione nella gazzetta ufficiale.
Quando penso a "Certe aziende", in realtà ne ho in mente una ben precisa, anzi due. Quella in cui io e Chica mala ci smallopavamo 50 ore settimanali per una miseria con puntuale coda di fax e telefonate con l'ufficio del personale che casualmente sbagliava il conteggio in busta paga o ometteva di pagare la sesta giornata etc etc.
Mi viene poi in mente l'azienda rinomata, quella prestigiosa, per la quale lavoravo 16 ore al giorno, con la scusa degli straordinari forfettizzati e il telefono aziendale.
Certo, a sentire il nuovo premio nobel per l'economia, in Italia abbiamo fin troppe tutele. La mia personalissima convinzione, se devo dirla tutta, è che ci siano posti stratutelati e altri in cui più che la flessibilità vige la legge del più forte e chi ha bisogno deve abbassare la testa. Io avevo bisogno e ho abbassato la testa dalle 9 alle 11 ore di lavoro al giorno con il sabato o la domenica compresa, pranzo in 15 minuti al desk e pipì in subordine alla voglia o meno della collega demente di darti il cambio per il tempo necessario, erano la norma.
Tutto questo per uno stipendio che restava comunque bassissimo, perchè se parti da una paga bassa per quanto ti ammazzi di straordinari c'è poco da fare, il salario resta basso.

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Ecco di seguito le novità, penso che ne pagheranno le conseguenze tutte quelle microsocietà di servizi, appaltatrici e subappaltatrici, che tengono la propria manovalanza per il collo e/o per le palle (scusate ma quando ci vuole) pretendendo prestazioni e mansioni che andrebbero retribuite per legge ben diversamente.

 1) Violazione della durata massima settimanale dell'orario – 40 ore, salvo la possibilità per i contratti collettivi di stabilire una durata minore o di riferire l’orario alla durata media delle prestazioni in un periodo non superiore all’anno -. Sanzioni, da 100 a 750 euro, da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di riferimento; da 1.000 a 5.000 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di riferimento. Le stesse sanzioni sono previste per la violazione della normativa sul riposo settimanale. Ricordiamo che si tratta del diritto a fruire ogni sette giorni di un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola coincidente con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliere.

2) Le ferie sono un diritto costituzionale irrinunciabile. La durata è fissata dalla contrattazione collettiva in misura non inferiore a quattro settimane. Tre i periodi di ferie. Il primo, lungo almeno due settimane, deve essere goduto nel corso dell’anno di maturazione. Il secondo, sempre di 2 settimane può essere fruito anche frazionatamente purché entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvo diversa previsione del contratto nazionale. Il terzo periodo è quello che eccede le 4 settimane e può essere fruito in modo frazionato secondo le modalità fissate dal Ccnl. Sanzioni, da 100 a 600 euro, da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata per almeno 2 anni; da 800 a 4.500 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata per almeno 4 anni.

3) Riposo giornaliero. Il diritto prevede la fruizione di 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Sanzioni. Da 50 a 150 euro, da 300 a 1.000 euro se la violazione si riferisce a oltre 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di 24 ore; da 900 a 1.500 euro, con esclusione del pagamento ridotto, se si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di 24 ore. (fonte)

Altro punto sono le Maxi sanzioni per il sommerso e la nuova convenzione tra GDF e Uffici provinciali del lavoro. Mi chiedo a quale andrà incontro il datore di lavoro cosentino che ha assunto il suo lavoratore in "nero" 6 ore dopo la sua morte "bianca", mi chiedo se sarebbe cambiato qualcosa se avesse saputo di questo accordo di programma per la prevenzione del sommerso.
Sorvolo per il momento sulla questione della cosiddetta clausola compromissoria, cioè la possibilità ricorrere ad un arbitro in caso di controversie insorte in relazione al rapporto di lavoro. Perchè tempo che qui gli unici a farne le spese saranno i lavoratori.

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Non dico poi che brividi mi corrono per la schiena quando leggo gli esiti del primo, pur necessario tavolo tra confindustria e sindacati per un patto sociale. Sarebbero già stati raggiunti i primi accordi su 4 punti: ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione amministrativa, ricerca e innovazione. La corsia preferenziale sarebbe stata accordata proprio agli ammortizzatori sociali in scadenza (con la richiesta di assicurare ai lavoratori in CIG l'80% della retribuzione anche durante la proroga della cassa integrazione in deroga, cifra che attualmente diminuisce progressivamente). Per citare la mia prof di diritto ed economia prima di chiamare all'interrogazione "nuovo giro nuovo vincitore"! E ho la vaga impressione che il fiocco nella giostra del calcio in culo non sarà esattamente un premio.

Le foto della giostra sono di Un Marziano a Verona.

Collegato Lavoro:



mercoledì 27 ottobre 2010

I profitti agli azionisti e gli obblighi alla collettività

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Come sempre più spesso accade, il governo di un altro paese offre spunto di riflessione.
Parlo della solita Francia che chiede ufficialmente a due colossi dell'auto, Renault e PSA (Peugeot/Citroen) di non intrattenere più alcun rapporto commerciale con una multinazionale statunitense, la MOLEX.

Il colosso americano, specializzato in componentistica per auto è colpevole di aver chiuso una fabbrica su suolo francese licenziando come ovvia conseguenza tutti i dipendenti. Ha recentemente annunciato di non voler più finanziare il "piano sociale" per la ricollocazione dei lavoratori congedati e nel contempo ha aumentato di quasi il 15% i dividendi degli azionisti. A spanne è quanto ha fatto anche Telecom Italia qui da noi o sbaglio?

Il ministro dell'economia dello stato d'oltralpe è stato perentorio e dichiara che utilizzerà ogni mezzo che la giustizia del suo paese mette a disposizione per sanare un comportamento
"..... di disprezzo più totale, sia per i lavoratori di Molex sia per il governo e la giustizia della Francia".

Un esempio di quello che a mio avviso dovrebbe fare un governo che si trova alle prese con un'azienda disposta a venir meno agli obblighi sociali in nome del profitto, quando, per anni ha approfittato di contributi e agevolazioni statali, proprio come per decenni succede con la nostra FIAT che ora nella persona del suo AD sputa nel piatto dove ha mangiato. Non calza perfettamente a pennello certo, qui parliamo di una società straniera che ha investito all'estero e ora si tira indietro ma proprio perchè non si trova su suolo americano non può certo pensare di operare ignorando le leggi delo stato che finora l'ha ospitata. La MOLEX non avrà mica la presunzione di godere di qualche sorta di immunità diplomatica.

martedì 26 ottobre 2010

Cercasi disperatamente falegname


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Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase: "Il lavoro c'è, basta sapersi accontentare".

Forse non è proprio così ma, vero è, che da un recente studio commissionato da confartigianato risulta che per il 2010 è stato ed è difficile per le aziende reperire più del 25% delle figure professionali come, falegnami, installatori di infissi, cuochi, pasticceri, sarti.

Mi viene da pensare che ormai certi tipi di impiego siano bistrattati da chi si affaccia al mondo del lavoro perchè ingiustamente considerati di basso profilo, oppure perchè si è persa la cultura della formazione professionale come c'era una volta. Anni fa si usava andare "a bottega", ad esempio, c'era l'artigiano che si prendeva il ragazzino sotto l'ala e gli insegnava il mestiere, un vero e proprio apprendistato, magari meno regolamentato di quanto lo sia adesso ma sicuramente efficace creatore di professionalità.

Mi sembra abbastanza evidente che in troppi vogliano fare gli ingegneri edili e nessuno il carpentiere, in tanti aspirino a diventare architetti e pochissimi falegnami, tutti medici ma chi lo vuole fare l'infermiere?

Non so ora, ma quando andavo a scuola io, parliamo di 20 anni fa, esistevano una mirade di istituti professionali che permettevano di intraprendere carriere artigiane, ora non so, anche a fronte delle ultime riforme che cosa proponga il panorama scolastico. Sta di fatto che se il mondo del lavoro è in crisi e la possibilità di collocazione in determinati settori è satura sarebbe il caso di aggiustare il tiro in qualche modo, favorendo i giovani orientandoli verso orizzonti ed indirizzi più variegati.

Sono un'ingenua forse?

lunedì 25 ottobre 2010

I 5 comandamenti per le donne in carriera

fonte vignetta

Si tiene oggi presso la sede milanese de Il Sole 24 Ore, il quarto Forum Cultura d'Impresa - Leadership femminile, che quest'anno racconta l'evoluzione delle donne come nuovo motore dello sviluppo sostenibile dell'economia e della società.
Parleranno 24 opinion leader (uomini e donne) di primo livello italiano e internazionale. Da segnalare gli interventi della norvegese Marit Hoel (del Centro per le pari opportunità aziendali ispiratore della legge sulle quote rosa nei Cda), quello dell'imprenditrice dell'anno Elisabet Norderup Michelson (sempre norvegese), la spagnola Carmen Garcia Ribas (docente dell'Università di Barcellona e fondatrice del master spagnolo in leadership femminile) e l'austriaca Monika Stoiber, partner in Italia di A.T. Kearney.

Verranno presentati, poi, tre gli studi inediti firmati proprio da
1) A.T. Kearney, 
2) Luisa Rosti (docente di economia di genere all'Università di Pavia),
3) Lisa Rustico e Michele Tiraboschi (ricercatrice e docente dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, nel cui ambito Tiraboschi è anche direttore scientifico di Adapt – Centro studi internazionali e comparati Marco Biagi).
Potete seguire la diretta sul canale online del Sole 24 ore.
Se dovesse passare, poi la legge sulle quote rosa, si libereranno quasi 1000 posti nei prossimi tre anni, come spiega Monica D'Ascenzo, ed ecco un assaggio dei 5 comandamenti per donne in carriera che aspirano ad occupare quelle poltrone. (continua..)

Metalmeccanico


o con il suo stipendio annuo 4.782.400€ è l'operaio più pagato al mondo (fonte) oppure, come suggerisce la posa plastica della foto qui sopra, ci prende per il c....



venerdì 22 ottobre 2010

"Licenziato! E per cortesia esci dal retro, grazie"


La notizia è di qualche giorno fa, la riporta il "Corriere" ed è la storia di quattro impiegati dell Apple Store di Grusgliasco (TO), licenziati senza una motivazione apparentemente valida.

Sarà che negli ultimi due anni questo triste modus operandi l'ho visto operare decine di volte e l'ho sperimentato, ahimè anche sulla mia pelle, quindi anche se ormai per il web è qualcosa di ormai trapassato ho deciso comunque di scriverne.

I dipendenti, in forze da non più di un mese erano ancora nel periodo di prova, quindi l'azienda ha operato nel pieno rispetto del contratto e nulla deve a chi ancora non si può dire effettivo ma, a detta di almeno due dei dipendenti intervistati le blande spiegazioni dei manager erano del tutto inconsistenti.
"Non sei allineato con lo spirito dell'azienda", "non porgi ai clienti un saluto sufficientemente caloroso".
Le valutazioni dei manager dello Store, peraltro anche loro in prova, visto che il negozio è stato inaugurato da pochissimo quindi tutto il presonale è da poco impiegato lasciano quindi un pò a desiderare. E' vero che bisogna sentire entrambe le campane, verissimo che alle volte ci si trova davanti a persone che in fase di colloquio sono il classico "uomo giusto, al momento giusto" e poi in operativo si rivelano del tutto inadatte ma, lasciatemi dire, chiedere addirittura di abbandonare immediatamente il luogo di lavoro e per giunta uscendo dal retro, questo no! E' umiliante e del tutto incompatibile con l'immagine di una grande azienda che sia la Apple o un'altra.

giovedì 21 ottobre 2010

Infermiera sexy "scopre" la corsia di notte

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Sembra un classico B movie degli anni 70/80, dove procaci Nadie Cassini, Edwige Fenech o Barbare Bouchet facevano le sexy crocerossine.

Un'infermiera di Pisa è nei guai per la sua attività secondaria che svolgeva on line durante i suoi turni di notte.

Pare che affidasse i suoi pazienti ad una collega e si dedicasse a promuovere la sua immagine in vari siti porno grazie ad una webcam.

Ora la corte dei conti toscana chiede i danni: 22mila Euro, 10mila euro per il danno di immagine e 12mila euro per le spese di connessione internet e per l'attività retribuita e non svolta.

La storia sembra sia stata scoperta mesi fa e l'azienda ospedaliera prima ha inflitto una sanzione disciplinare poi ha denunciato il fatto alle autorità.

Libera di fare quello che voleva nel tempo libero, almeno in ospedale, luogo dove per professione doveva accudire i bisognosi malati poteva astenersi no?

Ad ogni modo a giorni ci sarà la sentenza, vedremo come finirà.

Maternità al 100%. Per l'Europa si può



L'Europarlamento vara la proposta di direttiva per la quale si stabilisce che, il congedo di maternità deve essere di 20 settimane pagate al 100%. Cosa molto importante inoltre, sempre in direttiva, I padri devono avere diritto a stare accanto alle loro compagne ed ai loro figli per almeno due settimane, anch’esse pagate al 100% del salario.

Certo, l'iter della proposta è ancora all'inizio ma è sicuramente un gran traguardo. In Italia la situazione non è delle peggiori, la maternità obbligatoria è corrisposta già all'80% per cinque mesi complessivi (2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo, salvo richiesta di flessibilità), ma vogliamo mettere, in tempi di crisi come questo la differenza che potrebbe fare quel 20% in più in busta paga? Potrebbe dare di sicuro un minimo di serenità in più. Il fatto poi di introdurre come principio le due settimane di congedo per i neopapà si tradurrebbe in un aiuto immenso nei primi giorni di vita del bambino, un contributo umano non indifferente.

domenica 17 ottobre 2010

Un applauso alla ragazza del pubblico

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Mentre pranzavo la TV era sintonizzata su Verissimo. A fine puntata ultimo saluto della Toffy Toffanin va a una delle ragazze del pubblico: "Salutiamo Francesca e facciamole un applauso, perchè ha trovato lavoro!".

Tra i gossip vari, chi si prende e si lascia, il lancio del nuovo grande fratello e gli amori presenti e passati di Melita Toniolo fa piacere apprendere una buona notizia: Francesca finalmente va a lavorare.

Non pensiate che il mio commento sia sarcastico anzi, tutt'altro. Forse il miglior scoop della giornata è stato quello rivelato durante i titoli di coda. Brava Toffy mi hai colpito.

giovedì 14 ottobre 2010

Progetto donne&lavoro, 100mila€ a fondo perduto per l'impresa sociale al femminile


Bando
Ecco una bella iniziativa, ecchisenefrega se faccio pubblicità a una rivista e ad un operatore telefonico. Mentre leggo dell'iniziativa mi vengono in mente le persone che potrebbero prendere presentare dei progetti e quali potrebbero essere.
Per farla breve, Donna Moderna, in collaborazione con Fondazione Vodafone Italia, lancia l'iniziativa Progetto donne&lavoro, un bando di concorso che premia l'impresa sociale al femminile e mira ad offrire alle donne un'opportunità di emancipazione e promozione sociale attraverso il lavoro.
A partire da domani, 15 ottobre, fino al 15 gennaio 2011 potrenno essere presentati dei progetti a partecipazione esclusivamente femminile, e quando dico femminile intendo proprio tutte donne, dal direttivo ai soci ad eventuali dipendenti e collaboratori attraverso la costituzione di una impresa sociale (condizione sine qua non per l'erogazione del finanziamento). Al termine verranno individuati tre progetti vincitori in tre ambiti diversi e ad ognuno di questi verrà attribuito la bella sommetta di 100.000 euro a fondo perduto.


Vi incollo di seguito i tre ambiti di partecipazione:

- Solidarietà: progetti per le donne in difficoltà
Chi sceglie di partecipare dovrà proporre un progetto imprenditoriale che favorisca l'inserimento nel mondo del lavoro di donne che hanno subito violenza o che vivono situazioni di disagio socio economico. Se è vero che le donne fanno più fatica a trovare un'occupazione e che sono più minacciate degli uomini dalla disoccupazione e licenziamento, nel caso di una donna che abbia subito violenza gli ostacoli si moltiplicano. Le donne vittime di violenza domestica hanno una maggiore probabilità di perdere il lavoro o abbandonarlo facendo ricadere su di se e i propri figli le conseguenze economiche, educative, sanitarie, sociali. La violenza, infatti, riduce l'abilità a lavorare per il proprio benessere e quello della famiglia. La donna, priva di reddito, è così soggetta a una doppia spirale: quella della violenza e della povertà. Avere invece una maggiore autonomia economica, o comunque delle esperienze lavorative, ha anche un altro beneficio: dà alla donna maggior fiducia, più forza di decisione e riduce la sua vulnerabilità aprendo spiragli prima impensati e l'inizio di un percorso diverso che possa ridare dignità alla persona.
La partecipazione è aperta a tutte le donne maggiorenni senza limiti d'età. Al miglior progetto verranno assegnati 100.000 euro.

- Web: progetti per le nuove professioni
Chi sceglie di partecipare dovrà proporre un progetto web o relativo alle telecomunicazioni e mirato a incentivare l'occupazione femminile. Con lo sviluppo di Internet e del cellulare, infatti, sono nate nuove professioni che possono incentivare l'occupazione femminile.
La partecipazione è aperta a tutte le donne maggiorenni di età non superiore ai 30 anni, laureande o neolaureate. Al miglior progetto verranno assegnati 100.000 euro.

- Casa&lavoro: progetti per la gestione della vita quotidiana
Chi sceglie di partecipare dovrà proporre un progetto che favorisca una migliore gestione delle esigenze lavorative e famigliari delle donne nella vita quotidiana. Per esempio attività legate alla conciliazione del lavoro con la famiglia e al reinserimento lavorativo di una donna dopo la maternità.
La partecipazione è aperta a tutte le donne maggiorenni senza limiti d'età. Al miglior progetto verranno assegnati 100.000 euro.

Come partecipare
Le domande potranno essere inviate a partire dal 15 ottobre 2010 fino alle ore 24 del 15 gennaio 2011. Per presentare la domanda di finanziamento è necessario scaricare il regolamento, la domanda di finanziamento e il piano finanziario, collegarsi al sito della Fondazione Vodafone per registrare i propri dati e inoltrare online i moduli compilati.
È richiesto anche l'invio della copia cartacea e degli allegati al seguente indirizzo:
Fondazione Vodafone Italia, Piazza SS. Apostoli 81, 00187 Roma.

Per informazioni chiamate 0461/283375 (consulenza Euricse) il mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 oppure inviare un'email a donne-lavoro@euricse.eu
Oppure andate ad uno o più incontri in università o in città:

TRENTO - Università degli Studi, 14 ottobre, ore 10,00-11.30
Facoltà di Economia - Sala Conferenze - Via Inama, 5 (possibile entrata anche da Via Rosmini, 42) - 38122 Trento

MILANO - Università degli Studi, 15 ottobre, ore 10,00-11.30
Università degli Studi di Milano - Sala di Rappresentanza - Via Festa del Perdono, 7 - 20122 Milano

BOLOGNA - Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, 18 ottobre, ore 11,00-12.30
Facoltà di Economia (Aula 22) - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna - Piazza Scaravilli, 2 - 40120 Bologna

PISA - Università di Pisa, 19 ottobre, ore 11,00-12.30
Facoltà di Economia - Aula Magna - Via Ridolfi, 10 - 56100 Pisa

CATANIA - Università degli Studi, 20 ottobre, ore 10,00-11.30
Aula Magna - Palazzo Centrale - Piazza Università, 2 - 95131 Catania

BARI - Università degli Studi Aldo Moro, 21 ottobre, ore 11,00-12.30
Facoltà di Economia - Aula Magna - Via Camillo Rosalba, 53 - 70124 Bari

ROMA - Università "La Sapienza", 22 ottobre, ore 11,00-13.00
Facoltà di Scienze della Comunicazione - Aula Oriana Ciciani - La Sapienza (piano terra) - Via Salaria, 113 - 00198 Roma

Appuntamenti in città:

MILANO - Multicenter Mondadori, piazza Duomo 1, Spazio Eventi 3° piano, 13 ottobre, ore 10.00
MILANO - Week end Donna, Fiera Milano City, Pink Lab, 15 ottobre, ore 16.00

PALERMO - Multicenter Mondadori, Via Ruggero Settimo 16, Spazio Eventi 4° piano, 20 ottobre, ore 18.00

ROMA - Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 (Villa Borghese), Sala Kodak, 22 ottobre, ore 18.00

Neanche a dirlo mi piacerebbe prendere parte al primo progetto, anche se avrei le competenze per il secondo ma non le caratteristiche necessarie (la laurea è un lontano ricordo, come pure il traguardo dei 30 anni). Per il terzo progetto mi vengono in mente il maggior numeri di persone, mia sorella innanzitutto, ma anche la mia socia Chica mala e una delle mie amiche sicule. Adesso vi lascio perchè devo chiamarle e avvisarle.
In bocca al lupo a tutte!
Qualche link utile:
Registrazione (attivo dal 15 ottobre)


mercoledì 13 ottobre 2010

Il collezionista di incarichi

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A chi troppo e a chi niente, verrebbe da dire!
Ecco come si spiegano i risultati di certe indagini statistiche che danno in miglioramento l'occupazione.
Con i 32 incarichi ricoperti da una persona sola! E pazienza se Giovanni Pascone (ex magistrato TAR, consulente a Palazzo Chigi, etc etc) collezionista di incarichi e stakanov de noartri per ricoprire tutti questi ruoli avrebbe dovuto richiedere l'autorizzazione di chi gli pagava lo stipendio, è il fio da pagare in cambio dell'ubiquità. Ovunque tranne che nelle carte bollate.
«Sono stato giudice ordinario, magistrato del Tar, magistrato della Corte dei conti, consigliere parlamentare. Ho lavorato alla Banca d'Italia, al ministero dell'Interno e ho avuto tantissimi incarichi. Sono stato capo ufficio legislativo ai Lavori pubblici, consigliere giuridico di tutti i governi, di destra e sinistra».
Si vanta lui. Probabilmente ora che per una segnalazione è intervenuta la Corte dei Conti stimando un danno erariale di 2 milioni di euro, senza contare l'evasione fiscale che gli era già stata addebitata un paio di anni fa. Insomma il tanto di una manovrina di tutto rispetto per molti enti locali. Per il momento anzichè uno stipendio il nostro workaholic incassa un sequestro conservativo dei beni e per una volta con somma gioia e gaudio mi godo da spettatrice questa pioggerella fiscale che per una volta non cade sul bagnato, ma su un ben zappato orticello.

E scusate se non auguro buon lavoro

Non trattateci come artisti ma come operai

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Questo chiede Mario Sepulveda, uno dei lavoratori estratti dala miniera di San Josè in Cile.

L'estroverso minatore ha saltato, cantato, fatto cabaret e scambiato battute con il suo presidente, Pinera. Ha detto una cosa giusta e sacrosanta ma sa in cuor suo che la sua vita come quella dei 32 colleghi non sarà più la stessa, inevitabile che vengano trattati come star e come eroi nel loro paese e in tutto il mondo.

Ma importante è ciò che dice rivolto ai responsabili della miniera:

"I dirigenti devono dare ai quadri i mezzi per cambiare le condizioni di lavoro, perché così non si può andare avanti"

Siamo tutti felici per il lieto fine



lunedì 11 ottobre 2010

Diamond, Mortensen e Pissarides il nobel agli studiosi del lavoro

dal sito della "Royal Swedish Academy of Sciences"
e a chi altro poteva andare il nobel per l'economia nel pieno dei riflussi da crisi economica internazionale?
«Perchè ci sono così tanti disoccupati nonostante la consistente offerta di lavoro? In che modo le variabili politiche influenzano la disoccupazione? I candidati hanno elaborato una teoria che riesce a rispondere a queste domande»
Diamond e i suoi "discenti" cercano di capire:
«come la regolamentazione e la politica economica influenzino la ricerca di un posto. Per esempio: se si aumenta il sussidio a chi non ha un posto, può accadere che livello del tasso disoccupazione cresca, oltre al tempo in cui si cerca il lavoro».
A fagiuolo con la crisi sociale in arrivo nel belpaese. Perchè siete coscienti vero che se la gente non ha soldi, lo stato non ha soldi, le banche tagliano fidi e finanziamenti alle imprese (oltre che battere cassa), gli ammortizzatori agli sgoccioli. la crisi sociale è dietro l'angolo.
La domanda è quanti tra quelli che non hanno i soldi per pagare tasse e/o banche perderanno la casa nei prossimi 5 anni? Quanti tra quelli rimasti senza lavoro riusciranno a trovarne uno?
Per citare la mia professoressa di diritto ed economia delle superiori " Chi vivrà, vedrà" e il suo cavallo di battaglia "nuovo giro nuovo vincitore".
Con la chiosa che l'ultima frase non si riferisce necessariamente agli economisti neopremiati!


Se il buono pasto diventa carta straccia


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Sembrerebbe che i commercianti, in prima fila i colossi della grande distribuzione, siano ormai sul piede di guerra. Il fronte armato è quello dei buoni pasto.

Pare che la corsa al ribasso nell'aggiudicarsi le gare di appalto per rifornire le aziende di ticket da dare i dipendenti, non vada solo a scapito dei lavoratori ma anche di chi deve dare servizi in cambio dei "fogliettini di carta".

Repubblica.it ci fa l'esempio di un buono del valore di 5 Euro venduto al cliente (l'azienda) a 4 Euro; è ovvio che la società erogante si dovrà rivalere da qualche altra parte e lo farà imponendo commissioni più alte al supermercato, al bar, alla pizzeria che ritira il buono stesso.
E' per questo che la FIPE, associazione degli esercenti facente capo a Confcommercio minaccia di far saltare il sistema dei ticket. d'altro canto, se ci avete fatto caso, grandi catene come Mac Donald's per la risorazione, o i supermercati Esselunga per la distribuzione, giusto per fare due nomi a caso, non accettano questo tipo di pagamento, questa politica aziendale rischia ora di essere estesa a molti altri esercizi.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? Ovviamente le grandi aziende che indicono gare di assegnazione agevolando chi fa il prezzo più basso e dall'altra parte i fornitori che si calano le mutande vendendo servizi sottocosto. Ringraziamo prncipalmente lo stato che per dotare i dipendenti del buono pasto movimenta 600 milioni di Euro l'anno dettando il prezzo e danneggiando il mercato.

sabato 9 ottobre 2010

Stalking Pubblicitario

Ormai va avanti dal 2008, quando questo povero ragazzo ha avuto la sfortuna di incontrare la fanciulla all'areoporto mentre andava alle olimpiadi.

Se l'è trovata in vacanza e adesso ha affittato l'appartamento vicino al suo. Ditemi se questo non è stalking!

A parte gli scherzi, 'sta ragazza è insopportabile, quasi quasi è più tollerabile lo spot del vagisil crema.



venerdì 8 ottobre 2010

Casco a scodella addio

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Attenzione scooteristi d'Italia, dal 12 ottobre prossimo il casco a scodella o DGM non sarà più legale, in ottemperanza alla modifica dell' articolo 117 del Codice della Strada contenuta nella legge 120 del 29 luglio scorso.

Quindi tra qualche giorno chi non si adeguerà potrà avere multe dai 79 ai 299 Euro e il fermo del mezzo.

Motoociclista avvisato...



giovedì 7 ottobre 2010

Buonissima, purissima ed economicissima

L'acqua del rubinetto è non solo potabile, ma buona e controllata. Ma allora perchè noi italiani siamo tra i più grandi consumatori al mondo di acqua imbottigliata? Secondi solo a Arabia Saudita e Messico (immaginate come mai consumano più bottiglie di noi). Paura di contaminiazioni? Scarsa fiducia nella tenuta delle tubature? Scarsa fiducia negli enti che gestiscono le acque pubbliche?
In base a quali criteri acquistiamo, poi l'acqua imbottigliata? Il contenuto del famigerato sodio? Che ci fa fare la dlin dlin e non ci fa "ingrassare"?! O perchè ci fa digerire?
Boiate pubblicitarie a parte il Dottor Stranamore, grande esperto in materia, mi spiegò tempo fa come leggere l'etichetta dell'acqua minerale. Mi disse che la maggior parte delle gente si fa imbambolare da messaggi pubblicitari e dalle grandi marche senza guardare l'unico vero dato essenziale:
Il residuo fisso, le scorie.
Fate anche voi il giochino, controllate il valore nelle acque che comprate abitualmente. Troverete anche valori che vanno ben oltre i 300 mg. Altro che acque pure. Quelli sono tutti sedimenti che si depositeranno nei vostri reni. Dovete augurarvi di farne davvero tanta di dlin dlin.
In questo scenario mi sempre interessante la campagna informativa presentata oggi dalla Coop:

Ovunque lo stesso messaggio “salvaguardiamo l’ambiente: scegli l’acqua del rubinetto o proveniente da fonti vicine” che, detto da chi l’acqua la vende da sempre, non è poi così banale. D’altro canto se si ha a cuore lo stato dell’ambiente non si può chiudere gli occhi di fronte a un dato di fatto: l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km (ma mediamente ne fanno di più) producono emissioni almeno pari a 10 kg di CO2. Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg Un rapporto di 1 a 250. Le possibilità che si aprono sono diverse. Chi vuole può decidere di ricorrere, più di quanto già si faccia, all’acqua di rubinetto (gli ultimi dati Nielsen paragonando gennaio-agosto 2010 su anno precedente registrano un -4,7% di vendite di acqua minerale), normalmente un’acqua di buona qualità e sicura da un punto di vista igienico.
Altra strada è poi quella di scegliere acque minerali vicine, così da limitare il trasporto su gomma (sulle nostre autostrade viaggia ancora l’82% dell’acqua minerale).

Attenzione però, per quanto informativa è pur sempre una campagna fatta da una delle più grandi catene di distribuzione nazionale. Un interesse economico sotto resta, mica tanto latente.
Personalmente ritengo ben più interessante l'iniziativa che coinvolge i comuni lombardi che hanno creato apposite case dell'acqua. L'ideale per chi fare una scelta ecologica a costo zero, senza dover rinunciare alle bollicine. In alcuni comuni il successo di "pubblico" è stato così ampio che sono stati posti dei limiti al "rifornimento quotidiano" un tetto di bottiglie massimo che è consentito riempire dalle famiglie che usufruiscono del servizio.

Paga le tasse o brucerai all'inferno

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Qui da noi se non paghi la retta della mensa scolastica oltre al rischio che non diano da mangiare ai tuoi figli potresti anche subire il blocco amministativo dell'auto. Negli illuminati USA però c'è chi sta peggio.
Gene Cranick, abitante di una cittadina del Tennessee si è visto negare l'aiuto dei Vigili del Fuoco perchè non era in regola con il pagamento della tassa antincendio. La sua casa è stata divorata dalle fiamme in pochissimo tempo. A poco sono valse le preghiere dello sventurato cittadino moroso, a niente le promesse di saldare il debito con la comunità.

"Troppo comodo" ha commentato il Sindaco "pagare solo a disastro avvenuto".
DURA LEX SED LEX

mercoledì 6 ottobre 2010

Io, speriamo che non mi ammalo


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Lo so che è sgrammaticato, ma è voluto, per fare un pò il verso al bestseller di tanti anni fa "Io speriamo che me la cavo", sui temi dei bambini del napoletano. Il libro offriva uno spaccato della vita e delle paure degli scugnizzi, in bilico tra l'infanzia e le pressioni della vita adulta. Ma quali saranno le paure di quei bambini, diventati adulti? Quali sono le paure degli italiani? Gli stranieri? La povertà? La perdita del lavoro?
Secondo l'indagine "Gli scenari del Welfare. Tra nuovi bisogni e voglia di futuro" presentato ieri da Censis e Ania Consumatori, l'incubo degli italiani è la non autosufficienza (85,7%). Bisognerebbe spiegare ai politici, poi, che i cittadini sono maggiormente spaventati dall'idea di una malattia, perchè non sarebbero in grado di pagare le spese mediche (82,5%), che dalla criminalità (e microcriminalità 77,7%).
La paura di perdere il lavoro si piazza "solo" al 4 posto (75,1%), sarà assuefazione alla crisi o, molto banalmente (garantisco perchè l'ho appena sperimentato sulla mia pelle), sarà la prospettiva che a questo ci può essere un rimedio mentre alla morte (che arrivi per malattia o da un delinquente) no.
La paura di non avere la pensione in vecchiaia è prioritaria nel 67,6% dei casi.
Certo parliamo di percentuali alte in tutti i casi, ma se lo stato sociale abbandona i propri membri proprio nel momento del bisogno (con la cronicizzazione di una malattia, per la diminuzione dei coefficenti di handicap che hanno accesso agli aiuti etc. etc), se le regioni non hanno più quei fondi necessari a garantire l'assistenza sanitaria le paure sono comprensibili e condivisibili. Soprattutto se si vive in regioni in cui l'accesso all'ospedale, di per se è un fattore di rischio. Il 32% degli italiani si è ritrovato a dover gestire "in solitudine"
"gravi situazioni di disagio legate alla necessità di assistere persone non autosufficienti o malati terminali, oppure portatori di handicap, di affrontare situazioni di dipendenza da alcol o droghe, di sopperire all’improvvisa perdita di reddito o alla disoccupazione di un loro congiunto. Si tratta di disagi gestiti dalle famiglie in totale autonomia (59%) o con il sostegno di amici o parenti (28%), in assenza o con uno scarso apporto del sistema di welfare, che in questi casi presenta delle vere e proprie falle, venendo meno alla sua funzione tradizionalmente universalistica".
Ecco perchè da un lato mi dispiace che l'Italia, a differenza degli altri paesi, appena impegnatisi all'ONU per il 2011 non prometta  di dare neanche un cent al Fondo Anti l'AIDS.

Ma è anche vero che ci vorrebbe una gran faccia di tolla a farla, diciamocela chiara, anche perchè il nostro paese non ha versato i fondi promessi per il 2009 e tantomeno quelli per il 2010 (290 milioni di euro promessi e che si potranno, forse, dare a rate da qui all'infinito).


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