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sabato 28 marzo 2009

Il mito del lavoro perduto


di Trippi


Capita anche a voi di frequentare maggiormente gli ex colleghi che quelli attuali?


Non so se è una sindrome da eterni insoddisfatti quella che puntualmente affligge me e molti dei miei amici oltre che, appunto, ex colleghi. Spesso così mi ritrovo al telefono con un mio carissimo amico nonchè ex collega dei tempi "del sole". Il sole in questo caso è proprio da prendere alla lettera, perchè l'azienda per cui lavoravamo forniva servizi e dipendenti alla nota casa editrice. I tempi "del sole" nei nostri discorsi e ricordi finiscono con rientrare nel mito. Una specie di Eldorado lavorativo in cui potevamo sfogare la nostra creatività e diciamocela tutta, anche la nostra cattiveria in incontri nebulosi nella zona caffè aziendale alle 5.30 del mattino, con colazione e pettegolezzi.

La verità è che nonostante abbia un ottimo ricordo di quel lavoro e sia ancora in ottimi rapporti con moltissimi colleghi di quei tempi, le condizioni lavorative e lo stipendio non erano affatto idilliache. Altrimenti non l'avremmo lasciato tutti, o quasi, ma saremmo ancora li, ancorati al pavimento e all'edificio.
La sindrome dev'essere contagiosa però, perchè anche nelle aziende per cui sono andata a lavorare in seguito io e i miei nuovi colleghi e amici agognavamo il passaggio a nuovi progetti e programmi salvo poi rimpiangere la posizione precedente! La verità forse, è che in ogni lavoro e posizione ci sono lati positivi e negativi. Così finchè li occupiamo tendiamo a vedere il peggio e solo dopo averli lasciati, comiciamo a invertire il peso specifico di quello che ci piaceva o detestavamo.
Eterni insoddisfatti, cultori del bicchiere mezzo pieno ci maceriamo su straordinari pesantissimi che anni dopo diventano "occasioni per aumentare lo stipendio", posizioni poco qualificate che poi si trasformano in "lavori che ti permettono di staccare la spina appena terminate le tue 8 ore", etc etc..

Ecco perchè questa volta non voglio cadere nella trappola e dichiararlo apertamente, metterlo nero su bianco: il lavoro che faccio adesso mi piace!

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