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martedì 6 ottobre 2009

Un'emozione da poco

fonte foto

di Trippi

Oggi a ridosso della pausa pranzo mi consegnano la busta paga con i soliti buoni pasto da 5,29 euri e una lettera allegata.
Nel foglio trovo scritto che la mia azienda è lieta di comunicarmi un aumento del mio stipendio annuale lordo a 24.400 euro! Non potete immaginare la mia gioia nel leggere quelle righe, soprattutto per le difficoltà economiche ataviche che mi attanagliano.
Presa nell'onda dell'entusiasmo, recupero 2 diottrie delle 9 che mi mancano e contatto subito il mio capo via chat per ringraziarlo.
"Grazieee!" e il boss "ne parliamo nel pomeriggio", ma io cocciuta "no, guarda davvero, cade proprio a fagiolo perchè devo pagare un sovrappiù di tasse per i redditi dello scorso anno. Comunque a questo pomeriggio!".
Così esco per pranzo e chiamo subito il mio fidanzato:
"amore, mi è arrivato un aumento di 900 euro annui lordi in busta, quanto fa netto? 600 circa?! Dunque quanto al mese.. mumble mumble, diviso 14, mumble mumble una cinquantina di euro al mese!! BEEEEEEEELLLO".
Poi mentre snocciolo dati faccio due somme: in busta paga ho un salario netto di 941 euro, cui sommo i 327 della terza rata su 4 delle tasse del 730 e il risultato è 1.268 euro.

Ma come? Ho preso meno di due mesi fa!

L'anno scorso quando mi hanno assunta ho firmato per un contratto da 23.500 euro lordi l'anno più un MBO da 1.500 a 3.000 euro annuale, in corrispondenza del giorno di assunzione. Dunque il mio lordo annuale da contratto ammonta almeno a 25mila euro l'anno. Per quanto questa cifra appaia misera posso assicurare che dal 2006, anno in cui è terminato il mio ultimo lavoro pagato dignitosamente, al 20 ottobre 2008, data della mia assunzione nel posto attuale, è stata una corsa faticosa e penosa per riuscire a mettere insieme cifre di gran lunga inferiori e ridotte ulteriormente da ulteriori tassazioni.
In realtà checchè dica il mio contratto, a partire da gennaio 2008 il mio lordo mensile è passato da 1678 a 1706 euro, per uno scatto di adeguamento al contratto nazionale, e ora a 1742.
Dunque niente che giustificasse tutto il mio entusiasmo.
La verità è che siamo talmente abituati a prendere calci sui denti che non appena ci viene fatta un carezza con un finto aumento di stipendio la reazione emotiva esagerata parte di default. Ci sciogliamo in brodo di giuggiole e scodinzoliamo come i cani di Pavlov mentre ci fanno suonare la campanella del miglioramento economico, per quanto alla fine si riveli più che un effetto visivo che sonoro: lo specchietto per le allodole.


Se non altro mi è scappata come il peto a una vecchia l'informazione sulla mia situazione economica disastrosa. Così mentre nell'incontro del pomeriggio il capo mi spiega quello che ormai ho capito (l'azienda ha formalizzato scatti contrattuali e di anzianità già avvenuti, arrotondando la cifra a un importo netto), io recuperata la lucidità sorrido sorniona e colgo l'occasione per ricordargli il bonus annuale in scadenza. Spiego di aver frainteso la lettera, dando per scontato che fosse il mio MBO, l'importo ad personam previsto dal mio contratto a ottobre.
Così il mio capo nei prossimi giorni dovrà stabilire che cifra riconoscermi tra i 1.500 e i tremila. Almeno se mi pagherà il minimo.. saprà di rendermi poco felice!


1 commento:

un cronista Altrove ha detto...

Tremila urlarono in coro... "Vogliamo essere tremila, tre-mila, 3.000, 3 mila, tre volte mille. Non uno di meno. Capito!!"... anche i soldi quando alzano la voce incutono un certo rispetto

con tutto il tifo possibile da Altrove
un cronista

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