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venerdì 16 ottobre 2009

La morte ti fa bella


Occhio al trucco

di Trippi

Un pò come nel film con Meryl Streep spesso dentro creme, cremine, trucchi e mascara portentosi si trova di tutto: sostanze scadute da anni, dannose per la salute, in grado di causare lesioni, scatenare reazioni allergiche, fino all'estremo delle sostanze vietate (come il dibutylphthalate presente in certi smalti).
Paradossalmente quanto più ci si lava e ci si increma tanto più si rischia di entrare a stretto contatto con sostanze nocive. La cura del corpo, un gesto d'amore nei confronti di se stessi o dei propri figli, spesso fatta senza badare troppo al portafoglio come avviene in altri settori, perchè si cercano determinate garanzie, diventa un rischio.

A volte i miracoli offerti dalle case cosmetiche consistono non tanto nei miglioramenti dell'aspetto estetico dei clienti che utilizzano i loro prodotti, quanto il fatto che non ci siano effetti devastanti visibili nel breve periodo e dunque denunciabili o direttamente riconducibili a loro.
Ve ne ho parlato tempo fa, quando a raccontarmi l'episodio fu un ex collega, la cui moglie lavorava a cottimo nella catena di montaggio di una famosa casa produttrice (usata dalle donne che valgono). Lei e le sue colleghe facevano miracoli degni dei chirurghi plastici e dai grafici utilizzati da loro o dalle loro testimonial dai visi patinati e le chiome scolpite. Trasformavano i tir di prodotti scaduti, avariati, rovinati pronti per il macero in prodotti pronti per una nuova distribuzione nell'arco di un pomeriggio!
Che soddisfazione perciò quando leggo di sequestri massicci di questi prodotti!
Ma d'altra parte mi chiedo che cosa succeda ai lavoratori di questi settori, non solo quando il business subisce uno stop forzato, come nei casi appena citati, ma proprio durante la lavorazione dei prodotti.
Quanto del veleno contenuto da questi cosmetici viene in qualche modo assorbito. Quanti oltre a una paga misera sul breve termine stanno seriamente ipotecando la loro salute?
Come potranno, eventualmente, chiedere un risarcimento danni ai loro datori di lavoro se queste procedure avvengono clandestinamente, grazie al lavoro sommerso, o comunque delegato dalle grandi case a cooperative che utilizzano criteri e sistemi poco chiari per il reclutamento e il trattamento contrattuale della propria manovalanza?

fonte foto

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