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giovedì 16 aprile 2009

Storie di convivenza e forzata tolleranza


Di Chica Mala

















Lavorare in uno spazio occupato da duecento persone in turno contemporaneamente, dove devi trovare posto nella position libera al momento, riserva ogni giorno nuove sorprese.

Il call center è una città cosmopolita, senza distinzioni di classe, niente caste, nessuna differenza di età, cultura sesso e preferenze sessuali sono motivo di emarginazione o al contrario, di popolarità. Ci sono però delle cose che sono difficili da tollerare e otto ore di lavoro accanto a una persona con delle abitudini, come dire, sgradevoli, scombussolano anche me che non sono per niente schizzinosa.

E' già da un paio di giorni che quando arrivo al mattino trovo posto accanto a un collega con il quale ho abbastanza confidenza ma che non era ancora stato mio vicino di position. E' un motociclista, di quelli stile "motoraduno harleysta", basettoni e baffi, camicia con le maniche tagliate, cinturone e stivalacci con la punta di ferro; si fa le sigarette con cartine e tabacco e ogni volta che fuma tira fuori il suo zippo e si accende la paglia da vero duro. A parte la descrizione da trucido, è un bravo ragazzo, ha un tono di voce pacato ed è mediamente educato. Il problema nasce dal fatto che tutto il giorno tira su con il naso, probabilmente ha un forte raffreddore, acuito dal tabagismo quindi le sue smoccolate diventano qualcosa di incredibilmente disgustoso, specialmente perchè hanno un frequanza di circa una volta ogni 3 minuti.
Io subisco da due giorni e quasi quasi ci ho fatto il callo ma, oggi, a un'ora dalla fine della giornata, dopo l'ennesima scaracchiata mi giro verso di lui seriamente intenzionata a dirgli di soffiarsi quel benedetto naso e vedo una cosa...che voi umani non potete nemmeno immaginare:
Aveva in mano un coltellino e si stava pulendo le unghie, nemmeno a dirlo, nere come il carbone!
Ho cambiato subito idea: Ho pensato "questo è proprio fatto così, che glielo dici a fare, resisti ancora un'ora e poi vattene a casa".
Sei vuoi convivere in pace, impara ad essere tollerante.

venerdì 28 novembre 2008

La moltiplicazione dei pani e dei pesci


COME ORGANIZZARE IL LAVORO SU TURNI - DA 3 DIPENDENTI OTTENERE IL RISULTATO DI 4

Oggi parliamo, anche se in termini marginali, di un altro argomento che mi sta particolarmente a cuore: l'organizzazione del lavoro su turni.

Proviamo a partire da qui:

I TURNI DI LAVORO DEVONO ESSERE COMUNICATI CON CONGRUO ANTICIPO – Per consentire ai dipendenti la programmazione del tempo libero (Cassazione Sezione Lavoro n. 12962 del 21 maggio 2008, Pres. Senese, Rel. Stile).

Se il mondo del lavoro fosse perfetto, una sentenza della Cassazione, sarebbe sufficiente per riaffermare i diritti di un turnista; la realtà purtroppo è differente.
Quando il costo del lavoro diventa insostenibile per un'azienda, l'imprenditore decide di ottimizzare le risorse a sua disposizione pianificando l'avvicendamento dei suoi dipendenti con modalità estemporanee. Per fare un esempio, se si rende necessario coprire 24 ore di lavoro su 7 giorni a settimana e si hanno a disposizione 3 unità non sarà mai possibile, con 8 ore di lavoro al giorno cadauno, farli riposare, le soluzioni che si prospettano sono 2 -
  • Assumere una quarta persona, in modo tale da poter gestire i riposi spettanti a tutti;
  • Allungare l'orario di lavoro da 8 a 12 ore così da poter gestire i riposi di 3 persone e risparmiare quindi in termini di costi.

Nella stragrande maggioranza dei casi, le aziende medio-piccole optano per il secondo caso. E' la strada più rischiosa ma, paradossalmente, si è più predisposti a rischiare sanzioni e vertenze piuttosto che vedere sfumare margini (seppur esigui) di guadagno.

Questo modus operandi porta ad un altro problema, l'alto tasso di malattia, o meglio, il dipendente, sottoposto a stress visto il carico di ore lavorate si ammala molto più che il dipendente con orari fissi. La reazione a catena ormai è innescata. Per coprire il turno di un collega malato gli altri due sono costretti a lavorare ininterrottamente fino al rientro del mutuato. E prevedibile a questo punto, che presto anche i due sani si ammaleranno, (se intenzionalmente o meno, non sta a me giudicarlo). Cominceranno a lamentarsi per il carico di ore e per i riposi che non possono godere, inizieranno a soffrire del fatto che la loro qualità di vita in termini privati ha raggiunto livelli inumani e cercheranno con ogni mezzo di ritagliarsi quegli spazi che spettano loro di diritto ma dei quali non possono usufruire. Fattostà che a questo punto, per tutelarsi e per evitare che gli impiegati diano forfait uno degli strumenti utilizzato sovente dal datore di lavoro è la pianificazione dei turni con scarso preavviso. Alcuni pianificano settimanalmente, altri ogni tre giorni, altri ancora addirittura oggi per domani.

Il beneficio tratto dall'imprenditore "illuminato" è quello di tenere sempre in scacco il dipendente, mantenendolo in regime di eterna reperibilità.

Non mi piace parlare con cognizione di causa, non è mia abitudine raccontare di cose che non ho visto ma delle quali ho solo sentito parlare. Sono testimone oculare di questa speculazione perpetrata ai danni di persone che hanno bisogno di lavorare, per due lunghi anni ho organizzato piani di lavoro con direttive impartite da un'azienda senza scrupoli, che sfrutta la gente e la priva di tutti quei privilegi che un cittadino italiano, onesto e produttivo si merita.

Perchè il Legislatore, l'Esecutivo e la Magistratura sono immobili davanti a fenomeni di questo genere? Perchè, dobbiamo, pur di guadagnare qualcosa, subire "regole" medievali, da servi della gleba?

Non venite a dire che è colpa della recessione, sono tutte cazzate! la colpa è nostra, di tutti noi. E' la nostra paura, che si chiami "mutuo da pagare" o "tasse scolastiche dei figli" o "frigorifero da cambiare" si tramuta nell'orrore di una vita fatta di soprusi e insoddisfazione.



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