Di Chica Mala

Al contrario di Trippi che, vivaddio, ha finalmente trovato il suo
posto al sole (strameritato e consono al suo valore), io negli ultimi cinque mesi sono scesa all'inferno, ho fatto una partita a scacchi con il signore delle tenebre e ora, pian piano, sto provando a tornare alla luce arrampicata ad una scaletta a pioli marcia e tarlata.
Dopo anni di TEMPO INDETERMINATO, costellati da incarichi di tutto rispetto, con abbondante spazio per il cazzeggio tipico da ufficio grazie a internet a disposizione per i più svariati scopi ludici e, alle interminabili e pressochè illimitate pause caffè, mi sono ritrovata a "spasso" nel giro di pochi minuti.
Letteralmente in mezzo a una strada! licenziata in tronco per giusta causa (o giustificato motivo) a causa di motivi futili quanto imbarazzanti, quelli che di solito vengono usati per eliminare una persona scomoda come lo ero io. Ma non divaghiamo, tanto questa è una storia alla quale solo il Tribunale del Lavoro potra appore il giusto sigillo, torniamo ai fatti.
Dicevamo... in mezzo a una strada nella vera accezione del termine, era fine novembre e faceva freddo, quel giorno nevicava anche, le lacrime di rabbia mi si gelavano sulla faccia e intanto pensavo - "adesso che cazzo faccio?"-
L'impellente necessita di un posto di lavoro, la consapevolezza che ero indiscutibilmente senza una fonte di sostentamento mi hanno portato in giro per agenzie interinali o di somminstrazione (chiamatele come vi pare).
Dopo una settimana iniziavo un corso
FORMATEMP per imparare a lavorare in un call center e, dopo 13 giorni, alla vigilia di Natale, mi ritrovavo con un contratto di due mesi e mezzo e al primo giorno in "cuffia", pronta a dare assistenza telefonica ai clienti di una grossa compagnia telefonica.
Finita l'era di Eldorado, basta internet, basta pause selvagge, addio libertà; benvenuta rigidità, buon inizio di una nuova vita lavorativa, fatta di tempi ristretti, target da rispettare e piccoli kapò in erba con il fiato sul collo a ricordarti ogni minuto di usare cortesia, qualità e competenza, il tutto il 200 secondi!
Scioccati? Io no! per niente! Ho scoperto che non mi interessa essere leader, non ho bisogno di far vedere agli altri quanto valgo, lo so già e tutto va da se. Le regole ferree non mi pesano anzi, per me è una sfida tutti i giorni, come quando fai il bartezzaghi e non lo riesci a finire e non molli fino a che non hai trovato fino all'ultima definizione. E i turni? Manna dal cielo per me che ho sempre fatto novedicottodallunedialvenerdi, adesso gestisco il mio tempo in maniera completamente diversa e tutto ciò mi piace. Quando hai finito il tuo turno poi, ti togli la cuffia, spegni il pc e una volta fuori dal palazzo ti dimentichi di tutto quello che hai fatto nelle ore precedenti.
L'unico cruccio, paura che ti accompagna costantemente è l'avvicinarsi della fine del contratto ma, come dicevo prima, quando sei consapevole che il peso specifico del tuo cervello e lievemente superiore a quello di una stella marina finisci per non preoccupartene.
Ora, l'azienda presso la quale ero a somministrazione si è offerta di impiegarmi direttamente alle sue dipendenze, certo, sempre a tempo determinato, solo sei mesi di respiro ma su quella scaletta, nonostante i suoi milioni di pioli e malgrado la sua precareità continuo ad aggrapparmi con tutte le forze a disposizione.
E poi! vogliamo parlare della cosa più importante? I tanto sospirati, anelati, desiderati BUONI PASTO! Miraggio di una vita che diventa realtà.......
Ora però torno seria per un istante e provo a cosiderare quanto, nella jattura più nera e in piena crisi economica, sia stata fortunata nel trovare un'azienda disposta ad investire sulle persone. Per la prima volta nella mia vita lavorativa (si si, precaria lo so, non me lo ricordate..) credo nell'esistenza della meritocrazia.
Il bicchiere oggi è mezzo pieno.
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