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mercoledì 11 giugno 2008

A cottimo!


Di Trippi

Ricordo che fino a non molto tempo fa, quando sentivo parlare di lavoro a cottimo mi venivano in mente i lavoratori delle miniere! Quello sfruttamento delle persone e dell’infanzia tipico della rivoluzione industriale. Per quegli strani giochi della mente cottimo faceva rima con morti e feriti sul lavoro. Mani e dita amputate e danni permanenti alla persona facevano il paio con il lavoro a ore.

Ma in tempi di disincanto non è detto che la vittima di questo tipo di contratto sia per forza il cottimista, talvolta può essere anche chi gode del bene…lavorato!
Così oggi un collega mi ha spiegato che la sua dolce metà lavora presso un’importante casa di bellezza, non come manager, ma come operaia. Non lavora direttamente per l’azienda, ma per una cooperativa, enorme, e il suo ruolo come quello delle sue compagne di sventure è di rimettere a nuovo le confezioni dei prodotti. Mettere le etichette nuove agli shampoo e alle creme scadute ma non ancora marce o maleodoranti, sostituire i contenitori rotti e danneggiati: in 70/80 ragazze devono completare il bilico dei prodotti avariati e farli uscire nuovi di pacca!

Una bella magia povera no? Arriva il megatir con il suo bel carico di prodotti da buttare e ne esce colmo di prodotti pronti per essere reimmessi nel ciclo distributivo, nei nostri bagni. Una magia povera, in cui qualcuno esce più ricco! Non le operaie però, loro sbrigano il proprio compito, ciascuna il suo, e nessuna torna a casa finche il lavoro non è completo!

Questo succede nella progredita Lombardia, mica a “Gomorra”. Per un lavoro come questo si viene pagati a ora, la signora così riesce a portare 1100 euro al mese e se devi pagare un mutuo da 1600 euro ti tappi il naso e fai finta di non vedere le porcherie che vengono fatte con i prodotti che vanno a finire su adulti e bambini.
Le signore probabilmente pensano al proprio bilancio familiare e che al massimo ti può venire un po’ di forfora o un eritema, mi chiedo cosa pensino i signori che rifanno il look ai prosciutti!

1 commento:

chica mala ha detto...

ho lavorato anche io in un'azienda di produzione e confezionamento cosmetici c/terzi, per ben 5 anni. Una chicca: riempivamo flaconi di talco, la polvere volava ovunque e gli aspiratori erano finti (c'erano solo i bocchettoni). Tutti gli anni l'asl veniva a fare i controlli ma trovava magicamente tutto a norma di legge

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