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venerdì 15 gennaio 2010

Il lavoro dei volontari




C'è chi del volontariato, della solidarietà ha fatto un lavoro, una missione. Anni fa ebbi la fortuna e l'occasione di conoscere diversa gente che lavora per le ONG in zone di guerra: infermieri, medici, professionisti. Tratto caratteristico di tutti la determinazione e la consapevolezza dell'ingenuità della gente comune sulle loro azioni.

Il primo equivoco è che il volontario debba lavorare gratis. Perchè mai? Per essere davvero di aiuto in zone disastrate è fondamentale essere qualificati e preparati e ovviamente ricompensati.

Il secondo equivoco è sulla necessità dei soldi. I soldi non devono arrivare solo quando è in corso l'emergenza, quello è il picco della necessità. Ma poi, quando la situazione si normalizza e i progetti devono essere portati avanti chi paga? Quando la gente chiede di poter vedere le strutture o le infrastrutture create con i soldi inviati spesso dimentica che una buona parte va persa nel trasporto delle merci e poi nel mantenimento, nella gestione. La gente è generosissima finchè è in corso l'emergenza, finchè le luci del baraccone mediatico illuminano con il loro spot i visi tristi/affamati/feriti /martoriari delle zone di guerra/terremotate/inondate. Ma poi? Appena le luci si spengono? Appena vanno via gli eserciti e le telecamere chi protegge i volontari?


Vi lascio con questa toccante testimonianza di Zannini Capo Missione di Médecins sans frontières ad Haiti su Repubblica di oggi.


Trippi

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