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venerdì 30 aprile 2010

Finchè la barca va...

La zattera della Medusa - Gericault 1819 Louvre

lasciala andare, o affondare, a seconda dei colpi di vento o di tempesta.
Ed è un pò quello che sta succedendo nel mondo del lavoro, in cui a saldare il conto della crisi sono le piccole imprese, i loro dipendenti e relative famiglie.
Settimana scorsa, subito dopo una conversazione con Dan sul tema lavoro e investimenti sui lavoratori, vengo a sapere che un collega è stato licenziato, così su due piedi. Licenziamento con effetto immediato. La comunicazione della decisione alle 18.00, a casa dal giorno dopo (il mese di preavviso comunque retribuito).
Quella per cui lavoro è una azienda scissa in tante piccole micro società, in ogni società da 4 a 14 dipendenti, sotto il numero per cui entra in gioco l'articolo 18. Nessun'altra tutela se non il riconoscimento delle indennità che spettano per legge, in questo caso il preavviso e la liquidazione.
Il collega potrà poi aggiungersi alla lunga lista di persone che chiedono la disoccupazione ordinaria.
Ieri poi, è toccato a un'amica, anche lei impiegata in una piccola azienda, con le stesse caratteristiche della mia. La fine del rapporto di lavoro era nell'aria da un pezzo, esattamente da quando ha iniziato ad avere dei problemi familiari e di salute. Al rientro in ufficio la datrice di lavoro le ha chiesto di rimettersi in malattia o di dare le dimissioni. Al suo rifiuto le ha consegnato la lettera di licenziamento, con la premessa che intendeva chiudere quel ramo di azienda e la richiesta di firmare in basso, per presa visione. La mia amica non ha firmato e le ha detto che avrebbe fatto vedere il documento prima di riconsegnarlo.
Ora che ci siano delle difficoltà tangibili nelle piccole aziende è evidente, che alcune invece usino il sistema per eliminare personaggi scomodi e potare i rami secchi lo è altrettanto.
Nell'azienda del Signore delle tempeste hanno colto l'opportunità per mandare in mobilità i dipendenti cui mancavano un paio d'anni alla pensione.

La proposta non rifiutabile?

A casa per i prossimi due anni con lo stipendio pagato per l'80% dall'INPS e il restante dall'azienda. La convenienza è evidente, si evita di pagare stipendi con scatti di anzianità consistenti per rimpiazzare le vecchie leve con contratti di somministrazione o atipici. Questo a dicembre, ora è arrivato il taglio degli straordinari e circolano voci di corridoio sulla vendita della società (controllata da una multinazionale francese).
Quella che è la mia esperienza e percezione personale è stata appena confermata dai dati Istat su marzo.
La disoccupazione colpisce ormai 2,194 milioni di persone (tasso del 8,8%), neanche a dirlo il primato va ai giovani(27,7%). Le prime a essere sacrificate sono le donne, ne sono rimaste a casa quasi il 5% in più contro lo 0,9% degli uomini (comunque in crescita rispetto a marzo dello scorso anno del 10%).

Ecco perchè con Chica mala ci siamo mosse in sinergia per dare subito tutte le informazioni all'amica licenziata per chiedete l'indennità di disoccupazione ordinaria e per impugnare il licenziamento.

Ed ecco il messaggio di chica stamattina tramite posta elettronica:


"ciao!! per quello di cui abbiamo parlato stamattina ho chiesto conferma:
- ha fatto bene a non firmare, che le mandino a casa la raccomandata.
- la disoccupazione come abbiamo detto basta che vada all'inps con la lettera di cessazione
- invia lettera di impugnazione di licenziamento e poi sicuramente andra a conciliare in camera del lavoro, le spettano dai 6 ai 12 mesi di buona uscita se tutto va bene.
tienimi aggiornata!!!".

Lo farò senza dubbio.
Perchè va bene stare tutti nello stesso mare disastrato che è l'Italia, ma ho la sensazione che mentre certi capitani d'impresa facciano magheggi e mareggi dall'alto dei loro yacht a prova di tempesta o al sicuro in solidi traghetti sia la bassa manovalanza, il lavoratore comune a dover sputare a acqua e sangue sulla "Zattera della Medusa".



11 commenti:

Walter ha detto...

Grazie, innanzitutto, per avermi citato. Fa piacere notare che vi sono delle persone (mi auguro molte) che parlano di lavoro.
Ciò che accade ora è la conseguenza ineluttabile dello smantellamento, lento, ma costante, di alcuni dei diritti del Lavoratore. Ho sempre pensato che il primo ad avere dei doveri sia il Lavoratore stesso, ma adesso che il giochino si è scoperto, molti ne approfittano per fare cose come quelle che citi. Bene ha fatto la tua Amica a non firmare: al Sindacato è la prima cosa che si dice (ed una delle poche che si può fare). La vastità dei disastri, inoltre, comprende i quaranta - cinquantenni che, oltre al resto, hanno, di solito, famiglia e mutuo (eh sì, perchè i mutui si fanno ancora: su del 8,2% negli ultimi mesi). Molti di questi hanno la mobilità: finita quella, non accedono alla disoccupazione. Da 100 a zero in meno di un secondo. Qui la questione è solo di tempo, prima che accadano cose brutte. Lo sanno tutti, là fuori, ma si aspetta, all'Italiana, che ci si ammazzi per strada prima di svegliarsi. Catastrofismo? No, realismo.
Grazie ancora, Trippi.
Daniele (Macca)

Trippi ha detto...

la mia amica ha tutte le caratteristiche verso i 40, due figli e il mutuo da pagare, ha davanti a se la prospettiva dell'accesso alla disoccupazione e magari il blocco del mutuo per un anno. Ma poi? Che prospettive di assunzione ha una donna con due bambini? C'è troppa gente sulla zattera della medusa il rischio è che poi affondi anche in porto, con il mare calmo.

Matteo ha detto...

Fai benissimo. Altro che stessa barca, come hai detto tu, loro hanno il culo al caldo e la crisi la vedono come una divertente fiction in televisione.

chica mala ha detto...

purtroppo, nonostante gli ammortizzatori sociali messi in campo ultimanete, come ad esempio la cassa in deroga le prospettive non sono rosee per niente.
Ieri i miei compagni di sindacato hanno presenziato alla manifestazione di telecom per gli esuberi dichiarati nell'ultimo paino industriale. un atto di solidarietà dovuto che purtroppo serve a poco, ed ha ragione matteo quando dice che c'è una piccola parte d'italia che segue le vicende con il culo al caldo...vedi i dirigenti telecom che spartiscono i dividendi. schifosi!!!!

Trippi ha detto...

Ciao Matteo, benvenuto. non ho dubbi che ci siano aziende che stanno affondando con questa crisi. Ma non e' il caso dell'azienda in cui lavore la mia amica. la cosa peggiore e' che proprio, grazie,alla mia amica il fatturato e' lievitato. In questi casi mi piacciono le punizioni esemplari, bibliche. Muoia Sansone e tutti i filistei

Anonimo ha detto...

... Meno di 15 dipendenti... Ma sai una cosa? tanto quando ti licenziano loro mettono in conto di dover poi affrontare un "patteggiamento" e che va fino ad 12 mensilità come indennità.

PS: ma non erano più a rischio le grandi società?
Crimilda

Trippi ha detto...

Ciao Cri conoscendo la datrice di lavoro della mia amica dubito che si aspetti una reazione. Lei crisi o non crisi del licenziamento dne ha fatto sistema. Ecco perchè non riesco ad impietosirmi nei suoi confronti. Il mobbing attraverso mezzucci psicologici, turnazione massacrante, obiettivi quasi impossibili da raggiungere e ovviamente la potatura dei rami che maturano una certa anzianità e possono pretendere scatti o smascherare schemi di comportamento. Nel caso del mio Ex collega non so cosa dire, anche perchè qui vige una forte valorizzazione del personale e uno schema di incentivazione con MBO (premi al raggiungimento di obiettivi, dati annualmente), il tutto con lo scopo di fidelizzare il più possibile i dipendenti. Probabilmente quella parte di azienda è davvero in crisi. Resta il dispiacere per la persona e la paura dei contraccolpi.
Quanto alle piccole imprese in crisi sono certa che siano quelle che soffrono di più. Le banche hanno tagliato fidi e prime rate tagliando le gambe ai piccoli imprenditori e soffocando di fatto le aziende a conduzione familiare. Un disastro di cui non ci rendiamo ancora conto, purtroppo. Ce ne accorgeremo quando inizieranno i pignoramenti di case in massa, come negli USA.

crimilda ha detto...

Io di sicuro non ho pena verso di datori di lavoro. Non ne ho trovato uno "umano" in 20 anni. Sono umani quando va tutto bene, se non ti ammali, se fai il mulo al primo problema un calcio in culo e via.

Anche qui cercano di fidelizzare ma con mezzucci psicologici che sembrano mobbing a volte. Fanno leva su una pseudo amicizia/famiglia. I più svegli se accorgono subito, io meno sveglia dopo 6 mesi, altri sono ancora incastrati nella ragnatela.

Trippi ha detto...

quello della carota e del calcio o bastone in quel punto a sud del coccige e' in sistema ben noto agli imprenditori. non hanno bisogno di corsi, imparano sul campo. ma anche io. cerco di stare sulle mie, almeno in questo.

Jonathan ha detto...

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Trippi ha detto...

Sorry Jonathan maybe I'm lost in translation... :-)

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