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venerdì 26 giugno 2009

Il capo bullo e il collega furbo



di Trippi

Sarà l'imminenza delle ferie estive, sarà per i vestitini anni 50 che fanno scatenare i miei colleghi con musichette di Elvis al mio passaggio, ma devo ammettere che il clima nel mio ufficio, nell'ultimo mese, è davvero rilassato.
Ma per colpa della crisi o di dinamiche interne ai posti di lavoro, mi rendo conto che non è così per tutti!
Sul posto di lavoro basta poco per rendere il clima sereno o disintegrare all'origine qualsiasi capacità e/o voglia di relazionarsi con gli altri. La verità è che ci sono capi bulli che hanno bisogno della vittima, un sottoposto da torturare o massacrare, sul quale scaricare responsabilità/colpe e soprattuto le proprie frustazioni. Il tema è stato al centro di una interessante discussione con un amico che si trova spesso sotto gli strali di un datore di lavoro afflitto da un eccesso di autostima di se e di scarsa considerazione di tutto il resto del genere umano, che ha fatto del terrorismo psicologico la sua strategia di incentivazione al lavoro!
Per esperienza ho notato che spesso questi capi hanno qualche interesse economico diretto nell'azienda (sono soci/proprietari/titolari) e niente di personale con il capro espiatoio, che infatti può cambiare di settimana in settimana. In ufficio, nelle migliori delle ipotesi, si apre l'ombrello e ci si augura che la sfuriata non piova su di se, oppure ci si rassegna ad essere la vittima di turno e si aspetta che cambi il vento e il capo scelga la prossima.
Ma ci sono prospettive peggiori, se si divide l'uffico con poche persone e il capo bullo è affiancato da un collega furbo. Spesso il collega conosce benissimo i suoi polli e il loro modus operandi! Probabilmente è stato stesso al centro della sgradevole attenzione per un certo periodo e ha deciso di non esserlo più, a scapito di qualcun altro. In questo caso la volpe è capace di sfoderare tutta la sua capacità inventiva per offrire al boss una vittima sacrificale tutte le settimane, niente di personale, per lui è essenziale trovare un parafulmine sul quale dirottare tuoni, saette e tempeste che puntualmente si scatenano. Perciò, moderno Iago, passa il tempo a sussurrare nell'orecchio del suo superiore, disservizi e misfatti degli altri, suggerendo contromisure e rimproveri.
Vi potete immaginare cosa significhi lavorare con un capo e uno o più personaggi di tale risma! Un vero e proprio incubo, un circolo vizioso dal quale il malcapitato di turno può uscire devastato moralmente, psicologicamente e lavorativamente!
La prima conseguenza, infatti, se non si ha una personalità di acciaio, è la perdita dell'autostima!


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