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mercoledì 9 giugno 2010

Un lavoro val pure un Po-migliano di eccezioni?!


Lowest Co2 at Lowest cost at hightest social impact

Appuntamento rinviato a venerdì tra i vertici di Fiat e i sindacati per l'affaire Pomigliano D'Arco.
I sindacati si sono presi qualche giorno per valutare come affrontare la cosa. La  Marcegaglia dal canto suo, insiste che bisogna assolutamente raggiungere un compromesso, che non si può cedere la produzione ai polacchi, che avrebbero già accettato i punti di Fiat.

Eh beh, certo è facile a dirsi per la capa di confindustria, con il suo sedere caldo, il futuro assicurato non solo per i suoi figli, ma anche per i suoi nipoti. Non dubito che pur di ritrovarsi con le chiappe per terra e non dico l'incertezza per i futuro dei figli, ma per il presente, l'oggi, il contingente, gli operai di Pomigliano d'Arco siano disposti a cedere su tutto e diventare non solo polacchi nelle intenzioni, ma stakanovisti e krumiri, in linea con l'est anche nella scelta degli aggettivi.
Il problema non è però solo di Pomigliano, qui è in gioco tutta la concertazione, tutto l'ambito dei diritti del lavoratore e delle lotte sindacali portate avanti per decenni. Quello che si chiede ai lavoratori e ai sindacati è un passo avanti, la conservazione dello stabilimento, e due indietro, la cancellazione dei diritti alle pause e alla malattia. ------->>>>
"la Fiat chiede una modifica sostanziale del modello organizzativo e delle condizioni di lavoro dello stabilimento, a partire da orari e turnazioni. Organizzato attualmente su due turni giornalieri per cinque giorni settimanali, Pomigliano dovrebbe passare a 18 turni settimanali: tre turni giornalieri per sei giorni compreso il sabato notte. Lo scoglio del sabato notte, che aveva irrigidito le prime reazioni al progetto, è stato superato nella lunga trattativa dei mesi scorsi con una intesa che prevede l'utilizzo di permessi e volontari. Restano ancora aperti alcuni aspetti sull'organizzazione del lavoro (a partire dalle pause), come gli scogli della "esigibilità e della repressione dell'assenteismo anomalo". Si tratta di aspetti che impattano direttamente con le regole stabilite dall'attuale contratto di lavoro e delle norme legislative, da cui la Fiat chiede con questo accordo di derogare" (Corriere)

Se questi diritti acquisiti sul sangue post rivoluzione industriale, sulle dita mozzate e i sacrifici di sindacalisti e operai sono già troppo spesso solo sulla carta, ora li si cancellerà anche da li. Vanificandoli.
Personalmente trovo offensiva la leva della Confindustria sui sindacati, tesa a preparare la trappola ai sindacati, pronta a colpevolizzare solo loro, in caso di mancato accordo. Perchè se i polacchi sono disposti a lavorare a certe condizioni devono esserlo anche gli italiani. Certo anche gli africani dei pomodori sono disponibili a raccogliere per 2 soldi, presi dalla disperazione. La stessa che ora soffoca le speranze delle tute blu di Pomigliano, disperazione si, l'unico vero motore di un'economia castrata basata su una macchina che non ne vuole sapere di mettersi in moto, se non macinando diritti e tessuto sociale.

6 commenti:

Walter ha detto...

Ho lavorato per cinque notti consecutive, su tre turni, per anni. Arrivavo al Sabato mattina praticamente disintegrato: la notte non dormivo (dopo cinque nottate in piedi, figuriamoci) e avevo solo la Domenica per recuperare. E' indubbio che così è dura. Dura per Pomigliano, perchè viene sdoganato il pensiero nascosto e perverso di molte aziende. Il fatto è semplice: ormai tengono i lavoratori per le palle e quei ricatti che molte volte i Sindacati hanno teorizzato (ed hanno anche loro delle belle colpe, su alcune cose), prefigurando un futuro tragico, sono ora realtà. Francamente non so cosa farei, in una situazione come questa. Una lotta, anche di principio, è doverosa, ma purtroppo la sopravvivenza (nel senso stretto della parola) forse prevarrà.
Aspetto Venerdì, assai poco fiducioso.
Daniele (Macca)

Trippi ha detto...

Ciao Dan: Sono diritti che ormai sono solo sulla carta, perchè chiunque come te e me ha lavorato su turni sa bene che vengono puntualmente disattesi. A volte è lo stesso lavoratore ad averne tutta la convenienza. Qui è lo sdoganamento ad essere pericoloso, una volta che si potranno bypassare le leggi e le normative per contratto allora basta, via libera a quello che succede negli USA. Un passo avanti per Pomigliano, ma quanti indietro per il lavoratore?
La mia speranza è che in certe zone del nostro paese si riesca finalmente a uscire da questa dipendenza economica da 1 unica azienda/industria che finisce regolarmente per tenere per le palle (scusa il francesismo) lavoratori, sindacati, indotto e lo stato

chica mala ha detto...

Niente in contrario al lavoro su turni. Anche io li faccio e se non sbaglio da me ne sono previsti piu di 18, nonostante si copra una fascia oraria 8/22.
Il fatto che Venga stabilito un principio per il quale l'assenteismo e cosa più grave l'avvalersi del diritto di sciopero vengano puniti con il licenziamento, perchè di questo parliamo non lo trovo trattabile.
Come al solito, dopo una inutile e del tutto formale consultazione le organizzazioni sindacali facenti capo a cisl e uil hanno dato l'ok per l'accordo. la FIOM (CGIL) come al solito non ci sta. Motivazione: questo crea un precedente e può verosimilmente dare adito ai datori di lavoro di inserire deroge selvagge all'applicazione dello statuto, in qualsiasi settore.
Che dire. L'aut aut di Marchionne pone davanti a un dubbio spinoso: Lavoro o diritti? Cosa ci conviene scegliere?
La crisi prende per la gola il lavoratori e ci fa tornare al dopoguerra.
Meno male che c'è la CGIL a fare un pò di opposizione in questo paese, spero serva.

Trippi ha detto...

Il punto è proprio questo, il balzo indietro. L'opposizione serve solo quando si fa quadrato, tutti insieme Chica, lo sai tu e lo so anche io. Alla fine in caso di mancato accordo, ma dubito a questo punto, la colpa cadrà tutta sulla CGIL, non su chi ha proposto di passare sopra i diritti inalienabili al riposo, allo sciopero e alla malattia. Primo passo per un'americanizzazione anche in questo settore.

chica mala ha detto...

Il popolo bue come al solito accetterà il compromesso per poi piangere dopo, quando vorrà scendere in piazza davvero la frittata ormai sarà fatta.

Trippi ha detto...

Si anche perchè una volta creato il precedente.. Che tristezza però assistere allo smantellamento di diritti acquisiti. Lavoro, istruzione, informazione. Lo stato di diritto si sbriciola sotto i piedi del cittadino ma nessuno sembra volere far niente per impedirlo

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