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lunedì 7 giugno 2010

Professioni, la sacralità dimenticata

Quando penso alla tv che sia o faccia servizio pubblico penso alla tv svizzera, sarà perchè ormai la seguo da anni, sarà perchè riesco a guardare un film in tv senza diventare isterica per le continue interruzioni, sarà per la qualità degli approfondimenti giornalistici (informativi, di inchiesta e sportivi). Fattostà che dal confronto i canali italiani ne escono davvero male. Un tristo siparietto affollato di corpi, grida e pubblicità.
Anche la pubblicità mi sembra più pensata e intelligente, ed ecco che mi ritrovo a seguire anche lo spot per invogliare i giovani a imparare un mestiere con cui costruire il proprio futuro.
Perchè quanto più penso alla nostra società decadente tanto più mi viene in mente la nozioncina appresa nelle lezioni di storia delle scuole elementari e medie, sui motivi all'origine della caduta dell'impero romano assediato dai barbari: l'ozio.
La presunzione di non dover più fare determinati lavori. Per citare il mio ignorantissimo fratello ormai vogliamo lavorare tutti, istruiti e non, preparati e non, capaci e non, nelle società di servizi, niente più meccanici, agricoltori, muratori o artigiani, figuriamoci fabbri. Se persino fare la commessa diventa lavoro di serie b, in subordine persino ai malvessati centralinisti dei call center, la tv nostrana in realtà non è allora niente altro che lo specchio dei desideri e delle aspirazioni sociali da colletto bianco dello spettatore medio? 
Qualche settimana fa, durante un viaggio in Ungheria per sistemari i denti low cost il mio fidanzato nonchè convivente ha incontrato un gruppo di ragazze di Milano (tra i 20 e i 25 anni). Stavano cambiando TUTTI i denti della bocca, in modo da averli bianchi, perfetti e allineati come quelli dei VIPS. La prima aveva fatto di necessità virtù, perchè una piorrea bastarda le aveva tolto la possibilità di conservare i suoi. Le altre invece avevano provveduto a strapparli e farseli impiantare nuovi di pacca per averli come quelli della Ventura.
Non mi chiedo più quando cadrà questo impero, resta la consolazione che "più in basso di così c'è solo da scavare" e/o magari, risalire.


2 commenti:

Walter ha detto...

Ecco, centrato un altro punto. Qui (ma penso in tutta Italia), d'estate le fabbriche cercano studenti e/o Universitari cui affidare il lavoro per sopperire alle ferie estive sacrosante degli operai. Non c'è verso: sono cavoli acidi a trovarne un 50% rispetto al fabbisogno. Tanto sgancia papà per le corse e gli aperitivi. E' un fatto che tu hai perfettamente messo a fuoco. Tutti cantanti, ballerine e imprenditori. Però, chi l'ha fatta la BMW che ti porta al mare, coglione? Un operaio e perdipiù con una professionalità che neanche t'immagini.
Io non so che altro dire.
Daniele (Macca)

Trippi ha detto...

Incrociamo le dita per chi l'operaio lo vuole fare, quelli della fiat di Pomigliano. In bocca al lupo!

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