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mercoledì 10 novembre 2010

Elementare Watson

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Se  Google, per arginare la fuga dei cervelli verso il colosso/rivale Facebook,comunica via e-mail ai propri dipendenti l'aumento dello stipendio del 10% più un bonus cosa dovrebbe fare l'azienda Italia per evitare la fuga dei propri verso l'estero?

lunedì 4 ottobre 2010

Seduti sopra il ciglio di un vulcano

in eruzione, ma non è l'Etna, è Krakatoa. 
Etna - fonte foto
Quello che non si dice, quello su cui si tace è che mentre le fabbriche lamentano la concorrenza a basso costo degli artigiani, mentre l'industria (e gli industriali che finora hanno taciuto) lamenta l'indifferenza verso politiche lungimiranti, le banche soffocano la piccola impresa, tagliando fidi e fondi anche a quelli cui, fino a poco tempo fa stendeva il tappeto rosso.
Allora che fare se la classe politica, quella che dirige questo paese se ne strafrega non solo di fare le riforme obbligate, ma anche solo di aiutare a tirare il carretto? Negando il problema alla radice.
Che fare sia che l'industria la si possegga, sia che ci si lavori dentro come l'ultimo ingranaggio, che fare se si ha una piccola impresa artigiana che serve a mantenere la propria famiglia?
Che fare se anche si lavora 20 ore al giorno, perchè in certi settori per fortuna il lavoro non conosce crisi, ma i clienti, gli appaltatori non pagano?
Che fare se si è costretti a tornare a vivere dai genitori a 45 anni suonati perchè pagato il personale non resta il necessario per se?
Ho sempre sostenuto che non capivo come si potesse vivere, costruirsi una casa, abusiva o in regola (difficile che lo sia) alle falde di un vulcano, sul greto di un fiume per quanto asciutto, in una zona sismica o a rischio idrogeologico.
Ora è lo stato in cui sono cresciuta ad essere un unica grande entità a rischio crollo, con allarmi continui inascoltati. Frammenti di discorsi tra me e il mio compagno, in questi giorni, ci vedono sempre più convinti che fare le valigie e andarsene, finchè abbiamo l'età e soprattutto il coraggio per farlo, sia l'unica scelta ancora percorribile, prima che ci rovini tutto addosso.
Mi chiedo quanti miei coetanei stiano meditando seriamente su questa possibilità, quanti siano partiti (mi risponde un articolo di Repubblica, 300mila persone tra i 20 e i 40 negli ultimi 10 anni), mi chiedo se come me la vedano l'unica soluzione percorribile se chi si deve occupare del paese non si decide a farlo a stretto giro di posta. La parte ironica di me, poi si chiede se alla fine, tra la fuga di aziende e cervelli, non rimarranno solo le braccia di quei lavoratori immigrati usati come spauracchi da una certa parte politica, a irrigare le pensioni dei capelli bianchi sempre più numerosi in questo muffo e polveroso paese guidato da vecchi!

giovedì 13 maggio 2010

SMS- Sconti Mostruosi Sognasi

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13 Maggio 2010 alle 10.28 arriva il seguente messaggio dall'Ungheria, dove si trova il Signore delle Tempeste per risparmiare sul costo del dentista: Trippi sto guardando i prezzi delle automobili e se si potesse è veramente conveniente... una ford Focus costa 1.160.000 fiorni che tradotto in euro 1160000/265=4377,35... allucinante! In Italia costerà pressapoco, la base, 12000 euro..

13 maggio 2010 12.34 da Best Price (le offerte della mia palestra 20 Hours): HAI VINTO mountain bike ammortizzata (valore 120€)! Rinnova a € 20 al mese e ritira il tuo premio! Promo valida entro LUNEDI ore20 Disp Lim! Sede ****** 02***********

Ovviamente in entrambi i casi ho iniziato il solito giro di giostra alla ricerca di informazioni, spinta dall'impulso compulsivo all'acquisto con lo sconto imperdibile insito nel mio DNA, una tara genetica! Nel primo caso, se devo essere sincera, cadrebbe proprio a fagiuolo, anche perchè con la mia sbadataggine faccio fuori regolarmente le due auto di famiglia, già da tempo sul viale del tramonto. Mi piacerebbe versarle entrambe (un'audi-vampira 1.800 benzina e una Opel diesel che fa un baccano incredibile durante la marcia, ma non quando, ormai ferma, dimentico le luci accese!) e acquistarne una a gas o comunque superecologica e risparmiosa (fosse per me farei andare le auto a spazzaturao a pedibus, come quella dei Flinstones). Dal tour informativo ricavo le seguenti informazioni: in Danimarca è possibile acquistare auto a prezzi molto più bassi rispetto all'Italia, ma perchè sul netto gravano imposte pesantissime, che fanno impallidire le nostre accise sulla benzina. Insomma sembrerebbe conveniente l'acquisto in Ungheria, soprattutto su quelle di media cilindrata, ma prima di tirare fuori il portafogli conviene scegliere l'auto in una concessionaria all'estero (ha senso se già si viaggia regolarmente in quello stato), fare un salto all'ACI o in motorizzazione per avere l'importo esatto dell'IVA da pagare, il dettaglio sui bollettini per l'immatricolazione e l'iscrizione al PRA per importare l'auto, fare uno squillo alla propria assicurazione auto per avere garanzie sull'estensione della garanzia fornendo sempre gli estremi di quell'auto specifica. A questo punto ha un senso fare il raffronto con l'equivalente in Italia, dopo aver verificato dal rivenditore eventuali sconti, la possibilità che il bollo auto e l'assicurazione siano già incluse nel prezzo per un paio d'anni.

Poi, si devo ammetterlo, ho chiamato il Signore delle tempeste in Ungheria e gli ho raccontato della prospettiva di avere un anno di attività sportiva + bici a 240€, l'idea di potermi spostare su due ruote senza la paura assillante del furto che mi fa lasciare le mie in cantina, già li a solleticare la sovrasviluppata fantasia. Così al ritorno dalla pausa pranzo, mentre mi strofinavo le mani stile Scrooge, dico ai colleghi del messaggino e mi sento rispondere: "a te 20? a me 15!".

Approfondisco e salta fuori che i 5 euro di risparmio sono giustificati: loro sono abbonati alla 20 minutes, una versione più spartana della mia palestra, senza docce e centro benessere con sauna e idromassaggi (che non ho mai utilizzato se devo proprio essere sincera).
Quanto alla bici omaggio, si spiega tutto in quell'abbreviazione finale Disp lim, disponibilità limitata, dunque se uno non va a rinnovare l'abbonamento nell'istante esatto in cui riceve l'sms, può anche attaccarsi al tram o pedalaaare (con la sua bici naturalmente)!
Santa Pazienza? Disp Lim!








martedì 3 novembre 2009

E se mi rifacessi i denti all'estero?

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di Trippi

Negli ultimi tempi in casa Trippi la salute è diventata un'emergenza planetaria. Così io e il fidanzato (noto Signore delle tempeste per la sua capacità di attirare fulmini e saette) abbiamo aperto dei prestiti presso le nostre banche per rimetterci in sesto prima che sia troppo tardi.

Lui alla soglia dei 38 anni deve sistemare i denti, mentre io, più orba di Polifemo con la travaccia di Ulisse nell'occhio, farò a breve un intervento per la vista.

Le spese sanitarie, soprattutto per chi come noi due ha tergiversato per troppo tempo, a un certo punto diventano una priorità! Un pò come quelle facciate macilente o quei soffitti che se non li puntelli cadono giù, siamo arrivati al punto di non ritorno. O intervieni subito o lasci stare e ti rassegni a un invecchiamento anticipato:
con una bella dentatura mossa da un buco qua e la e un paio di occhiali che vengono usati dai tuoi nipotini come lente incendiaria per dare fuoco alle formiche in cortile, il risparmio è assicurato (anche la solidità di coppia, direi, perchè due così non li tocca nessuno, neanche con un bastone).

Così io ho aperto un prestito da 3mila euro e il mio uomo da 4mila. Ma si sa, i debiti non vengono mai soli, così, dopo un anno e mezzo di convivenza in una casa in affitto, abbiamo visto la casa dei nostri sogni.

Il problema è che se ci si mette a testa in giù non ci esce un centesimo, dunque il mutuo di acquisto deve essere al 100%. Anzi, diciamoci la verità deve coprire anche le spese notarili, l'iva e gli allacciamenti.

Abbiamo calcolato che con un mutuo di 30 anni, dovremmo pagare, a tasso variabile, una cifra molto vicina al nostro attuale affitto. Un peccato lasciar perdere, ma tra i cordoni stretti delle banche e la mancanza cronica di soldi nei nostri conti, diventa tutto più difficile.

Ed ecco i dubbi su questi nuovi prestiti, che ormai abbiamo ottenuto. I miei soldi, poi, lasceranno il conto a breve, quelli dell'SdT però...

Così oggi mi chiama e mi fa:

"E se mi rifacessi i denti all'estero? Ti informi su quali paesi convengono di più e lavorano meglio?!".

Staserà girerò la domanda alla mia socia, esperta in materia perchè la sorella ha lavorato per un'agenzia che organizzava questo tipo di transumanza!
Certo che la tentazione è forte.
E poi vuoi mettere la soddisfazione di fare tutto il lavoro in un unica soluzione, in anestesia totale, senza mettere denti provvisori che costano un'enormità e soprattutto togliere i soldi dalle mani di questi gioiellieri dei nostri denti?


Ecco qualche prezzo in Romania.
Qui qualche informazione sulle cure dentali in Croazia e Ungheria.



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