translate me

Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post

giovedì 21 ottobre 2010

Infermiera sexy "scopre" la corsia di notte

fonte foto

Sembra un classico B movie degli anni 70/80, dove procaci Nadie Cassini, Edwige Fenech o Barbare Bouchet facevano le sexy crocerossine.

Un'infermiera di Pisa è nei guai per la sua attività secondaria che svolgeva on line durante i suoi turni di notte.

Pare che affidasse i suoi pazienti ad una collega e si dedicasse a promuovere la sua immagine in vari siti porno grazie ad una webcam.

Ora la corte dei conti toscana chiede i danni: 22mila Euro, 10mila euro per il danno di immagine e 12mila euro per le spese di connessione internet e per l'attività retribuita e non svolta.

La storia sembra sia stata scoperta mesi fa e l'azienda ospedaliera prima ha inflitto una sanzione disciplinare poi ha denunciato il fatto alle autorità.

Libera di fare quello che voleva nel tempo libero, almeno in ospedale, luogo dove per professione doveva accudire i bisognosi malati poteva astenersi no?

Ad ogni modo a giorni ci sarà la sentenza, vedremo come finirà.

mercoledì 6 ottobre 2010

Io, speriamo che non mi ammalo


fonte foto
Lo so che è sgrammaticato, ma è voluto, per fare un pò il verso al bestseller di tanti anni fa "Io speriamo che me la cavo", sui temi dei bambini del napoletano. Il libro offriva uno spaccato della vita e delle paure degli scugnizzi, in bilico tra l'infanzia e le pressioni della vita adulta. Ma quali saranno le paure di quei bambini, diventati adulti? Quali sono le paure degli italiani? Gli stranieri? La povertà? La perdita del lavoro?
Secondo l'indagine "Gli scenari del Welfare. Tra nuovi bisogni e voglia di futuro" presentato ieri da Censis e Ania Consumatori, l'incubo degli italiani è la non autosufficienza (85,7%). Bisognerebbe spiegare ai politici, poi, che i cittadini sono maggiormente spaventati dall'idea di una malattia, perchè non sarebbero in grado di pagare le spese mediche (82,5%), che dalla criminalità (e microcriminalità 77,7%).
La paura di perdere il lavoro si piazza "solo" al 4 posto (75,1%), sarà assuefazione alla crisi o, molto banalmente (garantisco perchè l'ho appena sperimentato sulla mia pelle), sarà la prospettiva che a questo ci può essere un rimedio mentre alla morte (che arrivi per malattia o da un delinquente) no.
La paura di non avere la pensione in vecchiaia è prioritaria nel 67,6% dei casi.
Certo parliamo di percentuali alte in tutti i casi, ma se lo stato sociale abbandona i propri membri proprio nel momento del bisogno (con la cronicizzazione di una malattia, per la diminuzione dei coefficenti di handicap che hanno accesso agli aiuti etc. etc), se le regioni non hanno più quei fondi necessari a garantire l'assistenza sanitaria le paure sono comprensibili e condivisibili. Soprattutto se si vive in regioni in cui l'accesso all'ospedale, di per se è un fattore di rischio. Il 32% degli italiani si è ritrovato a dover gestire "in solitudine"
"gravi situazioni di disagio legate alla necessità di assistere persone non autosufficienti o malati terminali, oppure portatori di handicap, di affrontare situazioni di dipendenza da alcol o droghe, di sopperire all’improvvisa perdita di reddito o alla disoccupazione di un loro congiunto. Si tratta di disagi gestiti dalle famiglie in totale autonomia (59%) o con il sostegno di amici o parenti (28%), in assenza o con uno scarso apporto del sistema di welfare, che in questi casi presenta delle vere e proprie falle, venendo meno alla sua funzione tradizionalmente universalistica".
Ecco perchè da un lato mi dispiace che l'Italia, a differenza degli altri paesi, appena impegnatisi all'ONU per il 2011 non prometta  di dare neanche un cent al Fondo Anti l'AIDS.

Ma è anche vero che ci vorrebbe una gran faccia di tolla a farla, diciamocela chiara, anche perchè il nostro paese non ha versato i fondi promessi per il 2009 e tantomeno quelli per il 2010 (290 milioni di euro promessi e che si potranno, forse, dare a rate da qui all'infinito).


lunedì 28 giugno 2010

Ticket sanitari gratuiti per i disoccupati e figli a carico


Ieri durante i festeggiamenti per il compleanno di una nipotina tra una fetta di torta e un ululato dei piccini sono riuscita a scambiare due chiacchere con mia cognata, che è fonte di informazioni migliore di un patronato, e mi ha ragguagliato sulle ultime frontiere del risparmio familiare in ambito sanitario.
A quanto pare per tutto il 2010 (ma probabilmente verrà proprogato ulteriormente) è possibile ottenere curare le carie e fare la pulizia dei denti presso il servizio sanitario nazionale e centri convenzionati se si è disoccupati. Ho chiamato subito una mia carissima amica che avrebbe un gran bisogno del dentista, ma visto che ha appena perso il lavoro ci pensa bene prima di farsi curare, e le ho fatte parlare tra di loro.
Mi dispiace solo averlo scoperto solo adesso, con oltre 6 mesi di ritardo, ma per i disoccupati* in possesso della Dichiarazione di immediata disponibilità (Did), rilasciata dal centro per l'impiego, presente in ogni provincia è possibile fare richiesta dell'esenzione per se e i familiari a carico presso la ASL. Con il tempo libero è il momento giusto per fare tutti quegli esami e accertamenti costosi che immancabilmente si rinviano a future occasioni: mammografia, esami del sangue, pap test etc etc.
Se i figli hanno tra i 10 e i 16 anni, e il reddito ISEE** non supera i 18mila euro, si può avere un bonus di 700 € per mettere loro l'apparecchio ai denti.
Se anche voi, come molte mie amiche siete rimaste con le chiappe a terra e questa estate non andrete da nessuna parte per ovvi motivi, approfittatene per curarvi. Che aspettate? Correte subito a fare la richiesta e visti i tempi di attesa iniziate a prenotare ;-)

La scadenza per la presentazione delle domande del Buono famiglia 2010 (1300€) agli sportelli delle asl è stata prorogata al 31 dicembre 2010, fino a esaurimento dei fondi disponibili. Potranno presentare domanda non solo le famiglie con figli minorenni ma anche quelle che non ne hanno o che hanno figli maggiorenni purché sostengano il pagamento della retta di un familiare ricoverato in una struttura residenziale (RSA, RSD, CSS) e che hanno un indicatore della situazione di reddito familiare (ISR) non superiore a 22.000 euro.

Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi al personale dell’ASL più vicina o chiamare il Call Center al n° 800.318.318

I numeri telefonici delle Asl a cui rivolgersi

Asl Bergamo 800.447.722

Asl Brescia 030 - 3839068

Asl Como 031 - 370209

Asl Cremona 0373 – 899367

Asl Lecco 0341 - 482502

Asl Lodi 0371 - 5874443

Asl Milano 800.178.070

Asl Milano 1 800.671.671

Asl Milano 2 848.800.507

Asl Monza/Brianza 039 - 2384274

Asl Mantova 0376 - 334554

Asl Pavia 800 .034. 933

Asl Sondrio 0342 - 555735

Asl Varese 0332 - 277720

Asl Valle Camonica 0364 - 329235

*Ai fini del riconoscimento del diritto all’ esenzione, si considera disoccupato il cittadino che abbia cessato per qualunque motivo -licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato- un'attività di lavoro dipendente e sia iscritto all'Ufficio dell’impiego in attesa di nuova occupazione. Non può considerarsi disoccupato il soggetto che non ha mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato una attività di lavoro autonoma.

** L’ ISEE è un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). Esso, tranne che in alcune realtà regionali, non viene preso in considerazione ai fini del riconoscimento del diritto all’esenzione.

mercoledì 26 agosto 2009

Per grazia ricevuta





Questo post mi ha fatto morire dal ridere! Leggetelo perchè ne vale la pena. E' esilarante proprio perchè dice la pura e semplice verità. Nel piccolo della mia esperienza lavorativa posso confermare che una gran parte dei giornalisti di qualsiasi redazione tv (ma anche webtv) lavora in velocità, spesso senza ricontrollare le boiate che scrive (il copia incolla dalle agenzie o dagli altri è così normale che ormai lo fanno anche i blogger). Si tratta del modello produttivo dell'informazione prevalente. In genere funziona bene e non da problemi.

Ogni tanto il bubbone scoppia comunque e cade qualche testa (immaginate quale termine gli stia bene accanto), ma viene rimpiazzata con gli stessi criteri con i quali era stata nominata. Il problema è sempre lo stesso i posti non vengono presi per bravura, contano i cognomi, le tessere, i favori etc etc. Non per niente proprio in questo momento assistiamo al balletto delle nomine per RaiTre, nel tira e molla di nomi di persone che non diano fastidio e nomine di partito chi rischia di farne le spese sono i soliti noti, quelli che danno fastidio ai potenti di turno. Così nel gioco della torre rischiano di essere buttati giù Fabio Fazio (ai tempi de La 7 il danno venne tamponato con un megarisarcimento, ma ora se lo può scordare), la Bignardi. Di Bella, l'attuale direttore del TG3 colpevole di fre l'unico tg fuori dal coro, quello che nel piattume mediatico tv da le notizie e per questo viene tacciato di essere antigovernativo e cospiratore, probabilmente verrà esiliato a Reinews 24 o "in qualche sede prestigiosa di corrispondena come New york" (cito testualmente dal Corriere della Sera di oggi pg 19).
Per quanto mi facciano schifo questi magheggi degni dei giocatori con i bicchierini di certe stazioni dei treni, qui il danno collaterale è alla mente di gente che vive solo di quello che vede in tv, che non ha e spesso non vuole altri mezzi di informazione.
Ma ci sono danni peggiori.

A me non toglie nessuno dalla testa che la moria di persone in Calabria abbia la stessa causa, idioti che non hanno idea di quello che stanno facendo e si trovano li per grazia ricevuta.

Perchè se si muore per futili motivi, malattie inconsistenti, per parto, per un'influenza probabilmente è perchè le persone che occupano certi ruoli non hanno le competenze e la preparazione per farlo, perchè si pensa solo all'assegnazione del posto e non alle conseguenze.
Mi chiedo cosa potrà mai succedere se dovesse verificarsi davvero la pandemia di influenza A prima che venga distribuito il vaccino alle masse (a gennaio, quando probabilmente ormai sarà già storia antica). Spero di sbagliarmi, ma se mi dovessi ammalare non posso fare altro che augurarmi di non farlo in Calafrica. Visto l'andazzo nella sanità di certe regioni dimenticate dallo stato e dal resto della nazione, mi aspetto un disastro di proporzioni epiche!


Trippi

Upnews.it

Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin