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lunedì 6 aprile 2009

"Il terremoto è democratico!"


di Trippi
Stamattina, come la maggior parte degli italiani ho scoperto che nella notte una scossa di terremoto ha devastato l'Abruzzo.
La mia prima reazione è stata di sconcerto per i primi dati sulle vittime, alle 7 del mattino una decina, tra loro 4 bambini, ma si trattava di un bilancio ancora provvisorio. Al mio arrivo in ufficio la cifra era già arrivata a quota 26. Ora sono le 3 del pomeriggio e siamo sul centinaio di vittime.
Sconcerto e solidarietà per le persone colpite resta la rabbia, la domanda che mi pongo è ocme sia possibile che in una zona sismica come l'Abruzzo, il terremoto possa sconvolgere e distruggere una città come l'Aquila e paesi limitrofi. Sciami tellurici in corso da qualche mese a questa parte, impossibilità di prevedere quando il terremoto sarà distruttivo etc etc.. non è questo il punto. Una scossa così violenta può sorprendere e fare danni in zone non sismiche, ma il fatto stesso che il dramma abbia questa entità è agghiacciante! Fa venire voglia di chiedere asilo politico in un paese del terzo mondo, dove sai che più di tanto non puoi aspettarti.


Tantomeno il rispetto di criteri antisismici nella costruzione e nella concessione dell'abitabilità alle abitazioni in zone ad alto rischio.


Esterno il mio pensiero a voce alta al lavoro e dicono:


"Il terremoto è democratico! Può compire ovunque, e non puoi dire alla gente che non può abitare nella propria casa se non rispetta criteri antisismici.."
Molto meglio fare un bel funerale di stato e mandarli a vivere in container con il tetto in eternit per i prossimi 15 anni..
E chi non dona il sangue con me peste lo colga!

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