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martedì 25 maggio 2010

Vita da commessa, provare per credere

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Capisco che il lavoro di commessa sia frustante, che spesso si facciano orari assurdi e che ci si massacri i piedi di vesciche e le gambe di vene varicose per 4 soldi. Capisco anche che il modo migliore per incrementare il salario e farsi piacere questo lavoro è proprio l'incentivo in busta sugli incassi, la provvigione. Ed ecco per quale motivo, nei negozi in cui le commesse lavorano con questo tipo di contratto te le ritrovi addosso come una seconda pelle, o meglio come delle zecche. Dovunque tu vada loro ti seguono, pronte a indicarti i capi che secondo LORO ti starebbero proprio bene. Più tu le schivi e cerchi di imboscarti tra scaffali e camerini più loro ti tallonano ed esplodono in gridolini eccitati su come ti stia bene quello schifo di vestito che indossi come una gruccia dentro l'armadio, o scuotono la testa come la signorina Rottermaier non  appena fai loro notare che indossi la 40 e per riempire la 44 che ti propongono devono entrare nel pantaloncino insieme a te, una gamba per una. continua a leggere .



Quello che non ho mai capito, però è se l'atteggiamento paghi, se sul lungo periodo la clientela ripaghi gli sforzi e l'asfissia dell'approccio, se l'acquirente provata dal pressing alla fine ceda all'acquisto. O se invece non sia controproducente, visto che persino una shopping addicted come me, in negozi in cui può trovare capi che fanno proprio al caso suo e che potrebbero cambiare gruccia in meno di 5 minuti finisce col ripetere "no grazie, sto solo guardando" all'ennesimo "ha bisogno di aiuto?". Per carità, magari esistono donne che non vedono l'ora di entrare in un negozio ed avere una commessa zelante pronta a presentarle chili di stoffa o di tacchi, ma nel mio caso ha lo stesso effetto repellente di uno spray al peperoncino sugli occhi (o di un picchio appiccicato non vi dico dove). Io entro nei negozi con lo stesso spirito pionieristico con cui gli esploratori avanzavano in nuove terre, con cui gli archeologi (e i tombaroli) violavano piramidi e tombe sigillate da secoli e dalla sabbia,con cui gli speleologi penetrano nelle grotte.  Alla ricerca del mio personalissimo tessssoro, il capo perduto, quello che sembra aspettare solo di essere scoperto, provato e acquistato da te. Se tu commessa mi ti azzecchi e mi stai addosso durante tutto il mio percorso mi rovini non solo il piacere della ricerca, ma mi fai sentire come la turista accompagnata dalla guida, rovinandomi il momento solitario di contemplazione e raccoglimento.
Qualcuno per fortuna la pensa diversamente da me, e naturalmente è di sesso maschile!
Ma è anche vero che è facile parlare quando si sta dall'altra parte della barricata. Per citare lo slogan di una noto venditore Provare per credere. E quale occasione migliore, se volete fare i commessi per un (o più) giorni, dell'edizione 2010 di Convivio? Trovate qui il modulo per proporvi come volontari e lavorare negli stand dal 11 al 15 giugno, padiglione 1 fiera Milanocity, a Milano.
Il ricavato delle vendite andrà all'ANLAIDS Lombardia, basta poco che ce vo?

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