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mercoledì 19 maggio 2010

Liberté, égalité, payé

fonte foto Photo (Philippe Wojazer / Reuters)


L'ho già detto in altre occasioni, noi italiani dovremmo prendere ripetizioni dai francesi in tema di rivendicazioni sindacali. Perché nel paese di Robespierre dello sciopero ne hanno fatto un'arte!
Ho già raccontato di quando mi trovai nel bel mezzo di una manifestazione a Montpellier e dovetti asserragliarmi in una banca, mentre i lavoratori imbestialiti mettevano a ferro e fuoco il centro cittadino e la polizia lanciava quintalate di candelotti. Una specie di G8 di Genova in salsa bourguignonne.
Ed ecco che il sit in di migliaia di infermieri anestesisti sui binari della stazione di Montparnasse a Parigi ha creato disagi per centomila viaggiatori.
Dopo il rifiuto di riceverli da parte della ministra della sanità Bachelot hanno occupato la stazione per oltre 4 ore chiedendo il riconoscimento del loro lavoro, che la loro specializzazione sia considerata come master e ci sia un automatico adeguamento salariale ai 5 anni di studio, finchè non è arrivata la polizia a sgomberare:
“Ci disprezzano”, dice un’infermiera. “E’ per questo che siamo qui perché il governo che ci aveva fatto delle promesse non ha voluto ascoltarci. Siamo solo infermieri, vogliamo che i nostri cinque anni di studi siano riconosciuti, che sia riconosciuta ogni cosa che facciamo”.





Secondo i sindacati oltre l’80 per cento dei 7500 anestetisti francesi ha partecipato allo sciopero in tutto il Paese.
Secondo la procura?






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