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venerdì 13 agosto 2010

Le giuste reazioni alle risposte mancate dell'economia e della politica


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Mi dispiace per i turisti bloccati allo scalo di Olbia, ma come ho detto in altre occasioni una manifestazione per essere efficace deve fare notizia. Purtroppo, per fare notizia bisogna rompere gli schemi e creare azioni di disturbo.
Che sia salire su un carroponte come hanno fatto lo scorso anno i lavoratori della INNSE, ottentendo il giusto rilievo mediatico, smascherando una speculazione edilizia  riuscendo così non solo a salvaguardare il proprio posto di lavoro, ma anche a creare nuovi posti di lavoro.
Che sia sequestrare un manager, o occupare i binari di una ferrovia come fatto dai francesi, da cui dovremmo prendere ripetizioni di rottura di maroni.
Le lezioni devono essere servite, dopo l'occupazione dell'Asinara da parte di un gruppo di cassintegrati è ora il turno del Movimento dei pastori sardi hanno bloccato gli sbarchi dei turisti in arrivo all'aeroporto Costa Smeralda per protestare contro la mancanza di risposte da parte della regione alla loro richiesta di misure urgenti a sostegno del settore.
Perchè avrò avuto da ridire miliardi di volte sulla spremitura dei finanziamenti statali da parte di agricolura e pastorizia, e le perplessità restano, ma non vedo per quale motivo si debba procedere con due pesi e due misure, con la Lega che tutela il nord che non ha pagato le multe europee e il resto d'Italia a fare il bue con l'anello al naso.
Perchè se devo chiamare CRISI quella che vedo a Milano, al nord, con la cassintegrazione, la disoccupazione, la chiusura delle aziende. Se è una novità che spinge anche i più tolleranti a diventare talebani, allora come devo definire la situazione economica dell'isola sequestrata?
Un buco nero che assorbe tutto quello che gli sta intorno, ogni tentativo di sollevare la testa, ogni iniziativa di impresa? Una sabbia mobile, in cui riescono a passeggiare allegramente le persone che vengono attrezzate di appositi strumenti, di mezzi per passare sopra al pantano senza sporcarsi, mentre i residenti si agitano e vanno sempre più a fondo.
Se si era a questo punto già una ventina d'anni fa, con la prima crisi, quando il governo Prodi che fece entrare in Europa una regione che sarebbe uscita volentieri dall'Italia, pur di smarcarsi dal solito vassallaggio castrante.
E a questo punto comincio ad augurarmelo davvero che la Sardegna si smarchi da questi personaggi da operetta che si danno da fare intorno all'imperatore, ansiosi di raccogliere le briciole cadute dal banchetto imperiale e di nascondere l'argenteria rubata. Il padrone di casa che finge di non vedere in cambio di qualche bunker e di 4 bungalow.




Per la cronaca: il signore che nel video viene schiaffeggiato dalla turista irritata è Bastiano Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, partito indipendentista sardo, è stato il mio professore di matematica alle superiori. Un ottimo insegnante.
La questione dell'ultima fregatura con le  quote latte la faccio spiegare da Casini, che non mi sta simpatico, ma la spiega bene: Quote latte, la multa di pochi che paghiamo tutti.
Oddo, del sole 24 ore, ha spiegato bene per quale motivo la Lega ha difeso a spada tratta i "suoi" allevatori": La banca leghista Credieuronord copriva le truffe sulle quote latte, ecco perché Bossi difende gli allevatori che non pagano le multe.
Buona lettura

2 commenti:

Walter ha detto...

Non so se lasciare l'Italia sarebbe la soluzione migliore. Qui la questione è che chi ha dato quello schiaffo, se ne frega, dei pastori, delle quote latte e di tutto il resto che tu citi così bene nel post.
Chiariamo: chi paga un biglietto aereo ha diritto di partire, arrivare ed andare in vacanza (anch'io sono passato da quell'aereoporto...). Il punto è un altro: quanto le questioni del lavoro, della disoccupazione, delle difficoltà altrui interessino veramente chi questi problemi non li ha. Forse è questa la cosa su cui riflettere; manca del tutto una coesione sociale realmente sovra-classe (se ancora esistono le classi).
Sul resto, cioè la questione Nord non paga-Sud sì, non posso che vergognarmi io, del profondo Nord-Est, per il comportamento di alcuni miei conterranei.

Trippi ha detto...

Manca del tutto la coesione sociale. Pur non essendo credente rimpiango l'attività svolta dalle parrocchie negli anni della mia crescita, quando la chiesa aveva ancora un barlume di credibilità. Quanto la casa del popolo e i sindacati avevano ancora la capacità di riunire e aggregare storie e percorsi diversi per il bene della collettività. Quando non era ancora possibile girarsi dall'altra parte con la spacciando l'indifferenza per riservatezza.

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