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mercoledì 13 maggio 2009

Insanabili divergenze

Frida Kahlo, La Colonna spezzata, 1944 (Museo Dolores Olmedo Patino Mexico, Mexico City, Mexico)

di Trippi

Quando pensi che il lavoro, ormai, non riservi più sorprese, ecco che arriva la smentita.
Uno dei soci dell'azienda per la quale lavoro, oggi, ha ceduto la sua quota. Nessun sentore. Breve riunione per dare la comunicazione ai dipendenti:
"Per alcune insanabili divergenze sulle modalità in cui deve essere gestita la nostra azienda da oggi lascio la compagnia. Le mie funzioni verrano assunte, pro tempore, fino alla nomina di qualcuno che mi sostitisca da .... I miei rapporti con la società si chiudono pacificamente, vi contatterò nei prossimi giorni per una cena, ora devo scappare dal notaio".
Fine, chiuso, stop, saluti e baci!
Di solito alla base di queste rotture eccellenti, tra grandi capi e azienda, tra conduttori/condottieri e società c'è un unico, solo grando problema I SOLDI. In genere il capo/conduttore/condottiero scappa come il topo dalla nave, quando l'azienda sta per affondare, quando i soldi sono evaporati e non c'è più niente da spremere!

A parte lo choc per la perdita di un bravo amministratore e un valido coordinatore resta il dubbio su quello che sarà il futuro e il senso di deja vue.

1) Il primo lavoro "da grande" si interruppe per "divergenze di punti di vista" tra il conduttore del programma per cui lavoravo e la rete che lo ospitava, a lui rimborso milionario, noi il culoper terra.
2) Seconda esperienza da grande: il Direttore della rete ci convocò tutti in Newsroom e ci comunicò che per "inconciliabili divergenze" con la proprietà avrebbe lasciato il posto. Il suo vice subentratogli il giorno dopo, seguì lo stesso destino poco più di un anno dopo, mentre la redazione perdeva un pezzo alla volta. Io levai le tende quando le produzioni erano ancora attive, ma visto che la nuova azienda si trovava a 500 metri facevo spesso dei pellegrinaggi per salutare gli ex colleghi e piangere con loro per lo sfacelo! Il direttore dopo una parentesi nella carta stampata è tornato a dirigere una rete, una delle più grandi, in certi mesi quella con il maggior ascolto.

Da allora ho imparato a cogliere i segnali che preannunciano il crollo del tempio e a scappare prima che Sansone spinga le colonne al grido "Muoia Sansone e tutti i filistei!". Anche perchè va sempre a finire che Sansone si salva e tu finisci sotto le macerie.
Il fatto che io non abbia colto questi segnali significa che o mi sto rammollendo o in questo caso chi è disposto a spendere di più non è chi va via, ma chi resta!
Ovviamente spero di non essermi rammollita!

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi viene da pensare: potevi comprarla tu la quota, metterci gli schei e con le tue grandi capacita' far decollare l'azienda.

Trippi ha detto...

Benvenuto anonimo, non sto criticando il mio capo, la stima rimane. Come stimo gli altri due "condottieri" delle due esperienze precedenti. Se avessi le capacità e il denaro, perchè no? Ma bisogna anche avere l'onestà di ammettere i propri limiti. Il mio capo aveva le capacità, io no! Farei affondare l'azienda in tempo record!

Anonimo ha detto...

di solito chi lascia è quello a cui interessa investire per produrre di piu, chi resta è quello a cui interessano i soldi e di investire non se ne parla, meglio diversificare
magari tralasciando il "lavoro" e investire in attivita puramente finanziarie con risultati spesso disastrosi (lasè stà l'è minga ul vost mesté)

Trippi ha detto...

Ciao anonimo, il fatto è troppo caldo per capire cosa stia accadendo. Ma penso che tu abbia colto nel segno. Piccolo indizio all'uscita ho notato una nuova presenza: la macchinetta il badge. Mi sa che a breve mi toccherà timbrare il cartellino!

Anonimo ha detto...

Ma perchè un socio deve essere legato vita natural durante alla ditta ??? Ti faccio un esempio circa un 25/30 anni fa mi sono sposata e messa in società con mio marito, passa il tempo, crescono le rogne, sia familiari che societarie, ad un certo punto io ho deciso di dire basta (volevo uscire dalla società come socio ed essere assunta come dipendente per diminuire il mio carico lavorativo avendo già due figli ed il terzo in arrivo), nessun problema, lo puoi fare, ma spendendo una barca di soldi, devi trovare una banca che ti sostenga nel transito (interpellate 10 nessuno ha accettato), e devi far entrare un socio al tuo posto..........
Morale della favola, la società è rimasta immutata, ma io ho perso il bambino al terzo mese, da allora odio cordialmente il lavoro che stò facendo, non in quanto tale, ma perchè per garantire lo sviluppo dell'azienda io ci sto dalle 8 del mattino alle 20 di sera dal lunedì al sabato.
Mentre mi guardo in giro e sento discorsi del genere " devo stare a casa gravidanza a rischio" appena saltato il ciclo per una signora che fa la commessa, "fate la vita da ricchi, naturalmente evadete" e a chi frega niente se mi faccio il culo 12 ore al giorno, a questo punto il tuo capo ha fatto bene anzi benissimo, era il fondatore della società ??? e lui decide cosa fare...............

Trippi ha detto...

ciao vengo da una famiglia in cui il lavoro imprenditoriale è una tradizione. Quando ho detto a mio padre che non avrei preso in mano le redini della sua azienda, perchè non volevo pensare al lavoro 24h su 24, è scoppiato il finimondo. Questo per darti un metro e una misura di chi scrive. Sapevo di non voler fare il lavoro di mio padre perchè ricordo le tratte mandate indietro, le notti insonni nei periodi neri, ma anche la soddisfazione nei momenti d'oro. Mia madre, socia al 49% gli è sempre stata accanto, ha avuto 4 figli e ha trovato tempo e modo di seguirli in tutto. Ma mio padre non avrebbe mai potuto lavorare alle dipendenze di qualcun altro e mia madre fa impallidire il pupazzetto della duracell anche adesso che sta per compiere 64 anni! Lavorano entrambi e mandano avanti DUE aziende anzichè godersi una pensione, che per mia madre non arriverà mai! Certo che uno deve essere libero di lasciare un'azienda, ma permetti che io dubiti sullo stato di salute dell'azienda quando questo accade?!

Anonimo ha detto...

Riciao, già postato prima, commento perso per strada, ripeto il concetto se non è arrivato, tua mamma è riuscita a seguire i 4 figli lavorando in ditta, oppure era socia solo per abbattere gli utili ??? io con la seconda bimba (12 anni) non ho mai visto una recita o ritirato una pagella ci sono cmq sempre degli imprevisti.........Il titolare di una volta quello che diceva era legge, lui era responsabile e lui decideva, al giorno d'oggi io sono responsabile, ma decidono tutto gli altri, banche, fornitori, clienti, dipendenti, commercialista e avvocato.........
Ti ho fatto l'esempio di un mio operaio è arrivato al lavoro ubriaco (non me ne sono accorta) si è rovinato, finito in ospedale hanno constatato il suo stato, licenziato, ha fatto ricorso, reintegrato (posso licenziarlo dopo 3 lettere per lo stesso motivo, se ci arriva alla 3 lettera dato che facciamo un lavoro pericoloso), ma per la sicurezza sono responsabile io. Ai tempi di tuo padre se succedeva che arrivavo ubriaco al lavoro mi rispediva a calci a casa, facendomi passare perl'ufficio per darmi il libretto di lavoro............

Trippi ha detto...

Non è arrivato il commento precedente ti rispondo su questo.
1) mia madre non era socia di facciata. Apriva l'attività alle 9 del mattino e la chiudeva alle 8 di sera, salvo poi la gente che ti veniva a citofonare a casa o telefonava a tutte le ore per avere materiale o informazioni. E' riuscita a essere presente alle feste di compleanno dei figli, alle gare, a portarli ogni 6 mesi da oculista e dentista e farsi venire comunque i sensi di colpa. tutti noi abbiamo imparato a fare i mestieri da soli, andare a scuola in autonomia e i più grandi aiutavano i più piccoli.
2) Quello che dice mio padre è legge ancora adesso, non ragionava da giovane figurati adesso! Ogni tanto propongo a mio sorella di internarlo per evitare che butti via altri soldi (scherzo ma non troppo!). Le banche i fornitori e tutto il resto si muovono nel raggio d'azione lasciato da mio padre, penso li prenda per sfinimento.
3) La prima attività di mio padre era di tipo artigiano, i suoi dipendenti erano operai, sempre assunti in regola. Che io sappia non ha mai licenziato nessuno, anzi, i dipendenti imparavano il mestiere e poi si aprivano una loro ditta che faceva concorrenza a quella di mio padre.
4) non esistono i tempi di mo padre, lui è ancora in attività, e penso che non smetterà mai, ora segue un ristorante, il suo sogno di gioventù. La sua droga. Mia madre continua a seguire l'attività artigiana e a supplicare mio padre di farle godere una vecchiaia serena!

Anonimo ha detto...

Onestamente o faceva i miracoli tua madre o sono lavativa io, il fatto di suonare e/o telefonare a ogni ora è comune per tutti (un artigiano non stacca mai, durante una visita ginecologica all'ospedale, mi hanno chiesto se erano pronti i loro lavori), le visite mediche dei miei figli è l'unica cosa che ho rispettato mandando al diavolo il lavoro.
Tuo padre non ha mai licenziato nessuno ?? spiegami come ha fatto a farsi rispettare, ieri (ti faccio un altro esempio) durante la pausa pranzo sono entrata in una stanza a prendere un pezzo, erano attaccati tutti gli stagnatori, uscita mi sono diretta verso l'operaio che ci lavora e gli ho detto "guarda che sono attaccati" risposta, "ci sei passata potevi staccarli", prova tu a dire "testa di piffero è una tua incombenza" (tra le altre cose se fanno corto attaccati di continuo chi è responsabile ?? Per gli operai, per mentalità e per necessità (facciamo un lavoro pericoloso) li ho sempre tenuti in regola (chissa perchè avevi pensato al contrario, ma perche l'artigiano escluso mamma e papà sono schiavisti)dall'apprendista del primo giorno al ragazzo che è con noi da 25 anni (salvo che ti dicono "io vengo a lavorare, ma se mi esce il lavoro in posta, banca, grossa ditta ecc.ecc. vi lascio", in quelle ditte vengono tenuti fino ai 28/30anni, fino a quando hanno diritto a soppressione/riduzione sui contributi e poi tornano a chiedere lavoro ma non sapendo fare una mazza........
O si che ci sono i tempi di tuo padre, tralasciando che ora non fa l'artigiano, ma il commerciante (e su quel fronte non so che problematiche ci sono), prova a tenere una ditta non dico come 20 anni fa, ma solo come 10 anni fa e vedi se stai a galla, prova a discuterne con tuo padre o tua madre e vedi cosa ti dicono sia cambiato. Prendere per sfinimento un banchiere che ti deve concedere un mutuo ??? ma fammi il piacere.........quello vuole garanzie punto e accapo.
Altro piccolo particolare con il cambio del socio, e per tua esperienza personale, ora ti preoccupi del posto di lavoro, ma prima ti sei mai posta la stessa domanda ??? Purtroppo ne conosco tantissimi che ora si dicono preoccupati del posto di lavoro, ma magari sono li da anni e non si erano mai interessati a niente......, purtroppo questa crisi ha radici profonde, dettate dall'avidità di qualcuno, dal menefrghismo di molti, e dalla messa in concorrenza con paesi senza regole.......ma quelli che è una vita che si rompono la schiena, tentano di fare gli onesti (naturalmente però vengono trattati da criminali a priori), sono oberati di impegni, decidono se sono vicini alla pensione o non ne hanno più bisogno di non combattere...........portino avanti la barca tutti questi giovani di belle speranze, compresa tu che hai preferito non impegnarti come tuo papa/mamma e ora trovarti in braghe di tela.

Trippi ha detto...

Mia madre non faceva i miracoli, ma a volte è più semplice gestire 4 figli che 1 (o 2)! C'erano dei dipendenti e quando le incombenze riguardavano i figli mia madre piantava il lavoro e pretendeva che i dipendenti facesseo la loro parte.
Se qualcuno si fosse rivolto a mio padre o a mia madre, ed è successo, come hanno fatto i tuoi nell'episodio che racconti, avrebbe ricevuto un richiamo formale (3 e a casa)! Poi sai bene che un datore di lavoro ha mille per ottenere quello che vuole, orari spezzati. Non dico che tu sia lavativa, ma probabilmente se un operaio si permette di risponderti così in qualche modo TU o il tuo socio gli avete lasciato campo e spazio per farlo. Scusa ma l'educazione e il rispetto sono alla base. Non ho pensato che tu non avessi gli operai in regola, anche perchè altrimenti avresti potuto licenziarli in tutta tranquillità cosa che non hai potuto fare da quel che hai raccontato. Non penso che i miei sino gli unici ad assumere gente in regola, penso che spesso chi viene assunto approfitta delle tutele per mettersi in malattia ogni 3 per due. Ho scritto proprio su questo blog, che tu evidentemente non conosci, che estenderei molte delle regole che Brunetta vuole applicare al pubblico anche al privato, che certe normative sul mobbing, in mano a dipendenti senza scrupoli possono essere delle armi di distruzione di titolari e di capi!
Come poi funzioni nella maggior parte delle piccole aziende lo sai tu e lo so io. La maggior parte degli artigiani dell'età di mio padre non hanno maturato un centesimo di pensione perchè facevano dichiarazioni dei redditi vergognose e versamenti Inps ancora più grami. Se non mettevano in regola se stessi come si poteva pensare di mettere in regola i dipendenti. Certo che anni fa si lavorava diversamente, fino al 92 quando è entrata in vigore la minimum tax! Da li fine del paese dei balocchi. Stai parlando con una che quell'aria la respirata che i problemi li ha vissuti. Proprio per questo non ho voluto fare quel mestiere. Che ne sai tu di come sto io, non sai nemmeno da quanto tempo lavoro in quell'azienda. Non preoccuparti per le mie braghe di tela, la mia generazione è cresciuta sotto il segno della precarietà, non siamo imprenditori di azienda, ma lo siamo di noi stessi, abituati a cambiare lavoro in continuazione. Mio padre per avere i mutui si è ipotecato tutto l'ipotecabile. Ma lui aveva una base da bruciare, la mia generazione non ha niente. Ma i modelli di mercato sbagliati non li abbiamo creati noi, li abbiamo ereditati. La differenza tra me e te è che io non faccio e non mi sento la vittima, conosco i pro e i contro sia da dipendente che da titolare e ho fatto la mia scelta. non ho rimpianti in tal senso. Tu puoi dire altrettanto?
Ma poi scusa se sei tanto frustata, se il lavoro ti fa tanto schifo e pensi che fare la dipendente si più semplice e porti tutti questi vantaggi cedi la tua quota e vai TU a fare l'impiegata! Proponiti TU come amministratrice alle dipendenze di qualcun altro.

Anonimo ha detto...

Tanto per spiegarmi:
1)Io di rimpianti ne ho uno solo (per la ditta ho perso il 3* figlio) è l'unico e probabilmente me lo porto dietro fin che campo.
2)Non mi piango addosso, per spiegarti alcune cose, a 17 anni ho iniziato a fare la patente con i soldi guadagnati seminando,curando,raccogliendo e vendendo nella città vicina fragole. Alla prima figlia non solo non avevo i soldi per comprare i pannolini, ma neanche le scarpe, il primo paio l'ha avuto a 1 anno regalato dalla madrina. La mia famiglia e quella di mio marito sono entrambe numerose e non potevano aiutarci.
3) Il lavoro mi è sempre piaciuto, non mi piace il sistema che c'è sul lavoro addesso, è profondamente sbagliato.
4) Notiziola interessante abbiamo iniziato con un "capitale" di tremilioni e mezzo delle vecchie lire (frutto di racimolo e paghe saltuarie di me e mio marito, compresa la ns. mini minor) e pagando interessi del 23% alle banche. Poi man mano come si andava avanti si aumentava capitale e mutui......
5) Come ho già scritto sopra ho tentato di uscire e far entrare qualcun altro, nessuno ne ha voluto sapere (troppo impegno, rischio,fastidio ecc.ecc.) e le banche naturalmente se uscivo io obbligavano al rientro dei mutui immediato...........
6) Per una serie di coincidenze/fortuna/necessità abbiamo ristrutturato (gran parte del lavoro fatto proprio noi manualmente) la casa della nonna di mio marito, e abbiamo continuato a tenere oltre al ns. solito lavoro,polli, conigli, maiali ed i campi ......
7) tirando le somme, io posso tirare i remi in barca, sono partita con niente, forse non avrò niente, i figli sono cresciuti,se non vendo neanche un chiodo io riesco a vivere (casa propria, riscaldamento a legna, cappotto, pannelli solari e autosufficiente come prodotti per mangiare)............ quanti possono dire lo stesso ???
8) Discorso assurdo, ma mi spieghi perchè io o tua mamma che ci siamo fatte in 4 (sempre trattate quasi da deficienti) ora dobbiamo preoccuparci di quelli che non hanno fatto niente ???
9)Il discorso che fai in un passaggio dei dipendenti (quà una fabbrica segnava l'assenteismo per vari motivi al 34% fisso) vale anche per certi imprenditori che avevano un comportamento come minimo assurdo............

Trippi ha detto...

Mi sa tanto che io e te siamo più simili di quanto si potesse pensare a una prima lettura!
Buon lavoro!

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