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martedì 27 maggio 2008

Sindacati - L'altra casta

Ieri sera l'amico Cristian mi dice in chat di aver comprato il libro di Stefano Livadiotti: "L'altra casta". Gli rispondo che l'ho visto tra gli scaffali del supermercato e vorrei comprarmelo anche io.

"non farlo! ti incazzeresti e basta!". Può darsi, sono iscritta anche io ad un sindacato, in verità non è ai livelli dei potentati CGIL CISL e UIL ma, visto come è stato gestito il rinnovo del contratto nazionale che mi interessa, il CCNL multiservizi, oltre che per l'amore, il disincanto è arrivato anche per questo e credo sia irreversibile quindi, credo di poter affrontare questa lettura.

(...) Un libro che farà molto arrabbiare la Destra e la Sinistra, il Governo e l'opposizione, ma soprattutto: i sindacati."Le allegre finanze del sindacato: la sola Cgil ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro l'anno."I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. Lo strapotere e l'invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano tutti i più recenti sondaggi d'opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. L'immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l'ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell'intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno 'status quo' fatto di privilegi (...)

Al di la di tutto però, devo spezzarare una lancia in favore del "mio" funzionario sindacale, Alessandro, un ragazzo che ci crede, lo sento, è dalla parte di noi lavoratori e che riesce a trasmettere l'amore che mette in ciò che fa come fosse una missione. Credo esistano ancora persone come lui.







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