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lunedì 19 maggio 2008

Gerontocrazia e lauree che valgono 120 euro al mese

di Trippi

Che la laurea non paghi, sono testimonianza vivente. Che il titolo di studio paghi solo se la carica è particolarmente alta, il ruolo prestigioso, sai che novità. Però qualche dato che mi sorprende lo trovo pure io nelmare magnum della forbice italiana tra i compensi di platino dei manager d'oro (pensate agli stipendi di chi trascina la baracca Telecom) e la palude degli stipendi di latta dei poeti laurati & Co (che ci fa sempre distinguere in modo poco gradevole dagli altri paesei europei). I numeri di questo panorama desolante e vergognoso, vengono forniti da Unioncamere nel suo rapporto relativo al 2008:

Ecco la lista degli stipendi annui lordi in base al ruolo:

Dirigenti 92.240
Professionisti 40.490
Professione tecniche 28.770
Conduttori di impianti 22.950
Impiegati 22.750
Professionisti qualificate commercio-servizi 21.630
Operai specializzati 21.620
Professioni non qualificate 21.170


Il gap tra le retribuzioni di un dipendente non qualificato (€21.170) a quella di un impiegato, anche laureato (€ 22.750) in cui si colloca il 55% dei diplomati e il 15% dei laureati ammonta a 1600 euro!
In pratica l'ammontare medio di una retta universitaria annuale degli anni 90!
Per ammortizzare i costi degli studi basta fare una progressione geometrica e il pareggio di bilancio lo si può ottenere in un decennio. Ah si, rimane la prospettiva di crescita o di carriera che per un lavoratore con titolo di studio dovrebbe essere maggiore rispetto a un coetaneo che non ha studiato, ma è nel mercato del lavoro da più tempo, ha maturato maggiore esperienza, e pelo sullo stomaco, sul campo!
Ma da cosa dipende questo appiattimento verso il basso?
Secondo il presidente di Unioncamere Andrea Mondello, udite udite, sarebbe

il sintomo più evidente della scarsa attenzione al merito che caratterizza il mercato del lavoro italiano e segnala un paese disattento al valore dello studio e delle competenze, che rischia di mortificare le migliori risorse su cui può contare per rilanciarsi


Ma andiamo a vedere ancora più in dettaglio, mentre a quanto pare la tipologia del titolo di studio non è una discriminate per il peso della busta paga, il sesso femminile in Italia si conferma debolissimo, tra uomini e donne la differenza ammonta al 16 per cento!
Il management poi è decisamente stagionato: il 44 % degli amministratori ha superato i 50 e addirittura gli over 70 hanno visto aumentare le assunzioni del 50% negli ultimi 5 anni (guardate pure la tabellina li in alto)!
Beh qual'è il problema? devo aspettare solo dai 15 ai 35 anni per poter aspirare a un posto decente! Giusto per stare a tema, cito un grande vecchio: "Allegria!!!!"

Sul tema leggi anche:
Questo non è un paese per... giovani

Mondo giovani, mondo lavoro

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