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giovedì 29 maggio 2008

Lavoro e Dress code, perchè l’abito fa il monaco o la promozione!

Di Trippi


Da un paio di giorni la sottoscritta e Chica mala fanno i numeri tutte le volte (e accade spesso) che incrociano un tizio con giacca blu e jeans attillati, corti da scampato a un’esondazione. Il pensiero corre subito a certi look anni 80 e non dico le risate a ricordare tailleur con spalline aerodinamiche, acconciature cotonate e improbabili calzature che si usavano allora. Il commento su ciuffo periferico, tailleur principe di galles e scarpette da tennis di Melanie Griffith in “Una donna in carriera” e certi look anni ’80 tra l’improponibile e l’inguardabile è automatico.

Certo care lettrici, di acqua sotto i ponti ne è passata da allora e di pari passo con la rivincita delle femmine nei confronti delle femministe, si sono accorciate le gonne, ridimensionate le giacche, scollate le camicette anche sul posto di lavoro (segno dei tempi che corrono, pochi giorni fa leggevo su La Repubblica delle Donne di una scrittrice sudamericana che si chiede se non abbiamo sbagliato tutto nel pretendere la parità e non si stava meglio finchè le donne stavano a casa e si facevamo mantenere, insomma se non siano tempi in cui ha la sua rivincita la Barbie!). Ma come i tempi si sono evoluti talmente in fretta che se mi volto indietro è già domani, così mi vengono in mente selezioni di lavoro in cui le candidate mi si presentavano in versione velina, e vabbè che si lavorava in tv, ma se devi lavorare dietro le quinte, aldilà della telecamera, il look dovrebbe essere funzionale all’efficienza e non all’apparenza.

Ma che potevo aspettarmi se chi selezionava con me le candidate (di sesso maschile ovviamente) puntualmente usciva con un “Cosa saresti disposta a fare pur di avere questo lavoro?” o un “qual è il tuo segno zodiacale?”.

Ora che lavoro per altre realtà, sulla carta ben più formali, da quando sui calendari è comparso il simbolo della primavera è tutto un pullulare di minigonne insieme con balconcini forniti e fioriti che spuntano da magliette e camicie che di istituzionale hanno ben poco!

Di certi nuovi modi di concepire le riunioni di lavoro (il meegnotting) avevo già parlato altrove, e li vi rimando, ma se i brain storming ora avvengono in discoteca il dress code va di pari passo e la segretaria si veste come la cubista!

Sul Corriere.it di oggi, secondo me ingenuamente, ci si chiede che peso abbiano avuto i personaggi di Sex and the city nell’influenzare i codici di abbigliamento italiani sul posto di lavoro, ma io mi chiedo piuttosto quale sia il ruolo di certa tv più o meno serale!

Se da un lato le dirigenti, ottenuto il posto di peso, indossano rigorosissimi tailleur e calze d’ordinanza persino in pieno agosto, come conferma uno studio del Wall street journal sulle 50 donne più potenti d’America dall’altro viene spontaneo chiedersi se l’abbiano sempre raggiunto con sistemi altrettanto rigorosi!

Approvo le società a profilo ecologico che invitano i propri dipendenti a vestirsi più casual per alleggerire il lavoro dei condizionatori d’aria ma spero che sempre più spesso il woman power sia dettato dalla personalità che da un bel personale!

3 commenti:

chica mala ha detto...

Cara Spriz..oops trippi, il caso dell'"uomo che ha litigato con l'idraulico", è significativo... la nostra curiosità nell'osservarlo gli ha fatto pensare che nutriamo un'interesse particolare nei suoi confronti.. ed eccolo a sperticarsi in numeri degni del precursore della specie: il pesce rosso (colui che si mette in mostra davanti a un vetro per farsi ammirare in tutto il suo splendore).
devo aggiungere che mi è capitato di "risvegliare la primavera" in qualcuno quando ho mostrato lembi di carne...ahi, ma non pensate male, solo una maglia che faticava a coprire la schiena causa pantalone a vita bassa..
Fino ad ora inoltre non mi è capitato ad un colloquio di ricevere domande strane, se non "lei è sposata?" e vedermi soppesare come un bovino a un mercato agricolo, la preclusione di alcuni posti per me, è stata spesso la paventata possibilità di figliare, un possibile futuro peso, quindi! DISAPPROVED!

Trippi ha detto...

La domanda "è fidanzata/sposata/ha figli è un must!!" In un colloquio recente il selezionatore mi ha detto che nonostatne trovasse il mio cv particolarmente interessante nutriva forti perplessità sulla mia età e sull'esperienze degli ultimi due anni, che non combaciano con le esperienze pregresse. Ergo ti fanno colloqui a pioggia, chiamano colleghi/conoscenti e amici e ti mostrano come l'ultimo fenomeno da baraccone, per poi non dire più niente, neanche "Crepa!". Mah!

Anonimo ha detto...

In Italia, in base a Cassazione Civile Sezione Lavoro 4307/1993 si può ordinare di vestirsi al lavoro in un dato modo solo se prescritto da leggi, contratti o direttive generali recepite nel codice disciplinare. Cari manager in giacca, attenti a non ritrovarvi in braghe di tela

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