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martedì 3 giugno 2008

Mammoni, bamboccioni e bambascioni!


Di Trippi

L’ho detto mesi, fa, è impossibile non inalberarsi quando si fa di tutta l’erba un fascio e soprattutto di tutti i giovani uno sfascio!
Le parole dell’allora ministro Padoa Schioppa sulle giovani promesse italiane avevano offeso quelli che faticano a ritagliarsi un reale spazio di autonomia e si sono sempre arrabattati come la sottoscritta Chica mala per arrivare alla fine del mese in totale autonomia, senza battere cassa da genitori e parenti tutti!
Così alla fine la conferma sull’immaturità dei nostri studenti viene dalla più classica delle giornate di reclutamento in ambito universitario: il career day da cui esce un quadro desolante delle conoscenze e competenze teorico-pratiche di studenti, laureandi e laureati.
Insomma dalla rivoluzione/semplificazione dei corsi di studi escono ragazzi la cui minore preparazione teorica non viene compensata a livello pratico. Come si diceva un tempo la carente competence non viene confortata da un’adeguata performance.
Altri punti dolenti? Inglese inesistente, lunga lista di titoli e l’approccio sbagliato nei confronti dell’azienda selezionatrice: “che offrite?” anziché “ecco cosa posso offrire alla vostra azienda che mi rende appetibile e competitivo rispetto ai miei coetanei/competitor!”. Se poi i giovinastri hanno fatto un viaggio all’estero o l’Erasmus difficilmente si sono mantenuti da soli o facendo lavoretti. Insomma ha provveduto a tutto mammà!
Niente di nuovo direte voi!!
Che ai ragazzi italiani risultasse non solo alieno, ma impensabile, fare come i propri coetanei all’estero e guadagnarsi la paghetta tagliando l’erba del vicino, lavando le auto o distribuendo giornali al mattino presto se non come punizione pseudo-educativa in caso di bocciatura o ritiro scolastico (visto che non vuoi chinare la testa sui libri ti spacco la schiena e spero di farti tornare la voglia)!
Se poi i lavoretti da studente o durante il periodo estivo sono la prassi, come è avvenuto nel mio caso e in quello di alcuni miei ex compagni di corso , che titoli si potranno mai esibire? Ho acquisito un master in stracciologia, pulendo il bancone del bar in riva al mare nelle stagioni estive? Ho conseguito un corso di specializzazione in Comunicazione below the line (distribuendo gadget e allegati presso le edicole)? Ho acquisito competenze on field gestendo brand in campo di eventi e sponsorship (presso lo stadio di Monza distribuivo i salami di una nota casa di salumi che sponsorizzava la squadra di calcio locale, all’inizio di ogni tempo; per lo Stadio Meazza di Milano distribuivo i “Tutto Sansiro” e i pass per accedere ai parcheggi e superare lo sbarramento dei vigili), oppure ho raggiunto un up level in fashion communication (facendo la vestiarista per noti stilisti di moda durante la campagna vendite o facendomi colorare e tagliare i capelli durante le manifestazioni per gli hair stylist in cambio di tanti bei soldini)!
Eh si. E poi le multinazionali dicono che non siamo propositivi, anzi no performativi! Compensiamo con la creatività, no?





5 commenti:

pytta ha detto...

...d' accordo su tutti i fronti. Ricordo che il primo anno di università, quando già pensavo ad un eventuale lavoretto saltuario, alcuni compagni di corso mi dicevano "perchè dovrei lavorare? Ci sono i miei" ...pieno rispetto per le decisioni altrui, perchè a ben guardare ci sono facoltà che tale scelta non te la concedono. Però a volte un pò più di impegno accompagnato da meno pretese sarebbe ben visto.....

Trippi ha detto...

Ricordo però che gli stessi soggetto correvano poi a rivendere i propri testi/tomi e intascare i soldi che qualcun altro aveva speso per comprarli!!

pytta ha detto...

eh.....

chica mala ha detto...

come dire: possesso vale titolo.
li ho usati io, gli introiti li intasco io. mbè

Trippi ha detto...

Come a dire sarò anche studente di materie umanistiche, ma due conti in tasca me li so fare!!

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