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lunedì 11 ottobre 2010

Diamond, Mortensen e Pissarides il nobel agli studiosi del lavoro

dal sito della "Royal Swedish Academy of Sciences"
e a chi altro poteva andare il nobel per l'economia nel pieno dei riflussi da crisi economica internazionale?
«Perchè ci sono così tanti disoccupati nonostante la consistente offerta di lavoro? In che modo le variabili politiche influenzano la disoccupazione? I candidati hanno elaborato una teoria che riesce a rispondere a queste domande»
Diamond e i suoi "discenti" cercano di capire:
«come la regolamentazione e la politica economica influenzino la ricerca di un posto. Per esempio: se si aumenta il sussidio a chi non ha un posto, può accadere che livello del tasso disoccupazione cresca, oltre al tempo in cui si cerca il lavoro».
A fagiuolo con la crisi sociale in arrivo nel belpaese. Perchè siete coscienti vero che se la gente non ha soldi, lo stato non ha soldi, le banche tagliano fidi e finanziamenti alle imprese (oltre che battere cassa), gli ammortizzatori agli sgoccioli. la crisi sociale è dietro l'angolo.
La domanda è quanti tra quelli che non hanno i soldi per pagare tasse e/o banche perderanno la casa nei prossimi 5 anni? Quanti tra quelli rimasti senza lavoro riusciranno a trovarne uno?
Per citare la mia professoressa di diritto ed economia delle superiori " Chi vivrà, vedrà" e il suo cavallo di battaglia "nuovo giro nuovo vincitore".
Con la chiosa che l'ultima frase non si riferisce necessariamente agli economisti neopremiati!


2 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

io so solo che sulla propria pelle queste cose fanno male. Non essendo Economista, lo sai, posso anche concordare con la tesi dei Premiati. Però mi chiedo: a chi giova? perchè c'è sempre qualcuno che guadagna qualcosa, a scapito, guarda caso, sempre degli stessi.
"Chi vivrà vedrà", dice la tua professoressa: e chi non vive più?

Trippi ha detto...

La a domanda su quello che succederà alle "persone comuni" come te e me è mia, non degli economisti. Ti assicuro Dan che so bene quanto fa male. Fa male da morire

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