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lunedì 11 ottobre 2010

Se il buono pasto diventa carta straccia


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Sembrerebbe che i commercianti, in prima fila i colossi della grande distribuzione, siano ormai sul piede di guerra. Il fronte armato è quello dei buoni pasto.

Pare che la corsa al ribasso nell'aggiudicarsi le gare di appalto per rifornire le aziende di ticket da dare i dipendenti, non vada solo a scapito dei lavoratori ma anche di chi deve dare servizi in cambio dei "fogliettini di carta".

Repubblica.it ci fa l'esempio di un buono del valore di 5 Euro venduto al cliente (l'azienda) a 4 Euro; è ovvio che la società erogante si dovrà rivalere da qualche altra parte e lo farà imponendo commissioni più alte al supermercato, al bar, alla pizzeria che ritira il buono stesso.
E' per questo che la FIPE, associazione degli esercenti facente capo a Confcommercio minaccia di far saltare il sistema dei ticket. d'altro canto, se ci avete fatto caso, grandi catene come Mac Donald's per la risorazione, o i supermercati Esselunga per la distribuzione, giusto per fare due nomi a caso, non accettano questo tipo di pagamento, questa politica aziendale rischia ora di essere estesa a molti altri esercizi.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? Ovviamente le grandi aziende che indicono gare di assegnazione agevolando chi fa il prezzo più basso e dall'altra parte i fornitori che si calano le mutande vendendo servizi sottocosto. Ringraziamo prncipalmente lo stato che per dotare i dipendenti del buono pasto movimenta 600 milioni di Euro l'anno dettando il prezzo e danneggiando il mercato.

4 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

Giusta analisi.
Aggiungici anche che per avere un rimborso (come dici tu, scarsissimo) si deve attendere anche 90 giorni (almeno così mi dice quello del bar).
Il gioco è fatto.
Tanto chi ci rimette sono sempre gli stessi.

chica mala ha detto...

non so a questo punto se sia meglio, per il lavoratore, una sosrta di indennita mensa detassata in busta paga o la giusta monetizzazione dei ticket..
fatto sta che ormai anche questo sistema è al collasso.

Edenred ha detto...

Edenred Italia, presente nel mercato dei buoni pasto con il marchio Ticket Restaurant, intende fornire il proprio punto di vista nel dibattito presente nei media in queste ultime settimane riguardo i buoni pasto, con particolare riferimento alla posizione presa dalla Fipe a causa delle elevate commissioni praticate dagli emettitori e dei ritardi nei tempi di rimborso.

Edenred ci tiene a sottolineare che questi problemi non riguardano in nessun modo il marchio Ticket Restaurant. Nella gestione del servizio, Edenred presta da sempre massima attenzione a tutti gli attori della filiera, in particolare agli esercenti, partner fondamentali per l’erogazione del servizio, ai quali vengono garantiti tempi di rimborso puntuali, trasparenza e correttezza amministrativa, nonché le commissioni più vantaggiose tra quelle presenti nel settore.

Per questo Edenred invita tutti gli esercenti a esprimere il loro gradimento verso le aziende corrette e a indicare i nominativi di quelle con le quali hanno difficoltà a lavorare.

Inoltre, Edenred da tempo chiede una revisione del quadro normativo volta a correggere le attuali distorsioni e a riportare dinamiche più corrette nel mercato dei buoni pasto.
Maggiori informazioni su www.edenred.it

chica mala ha detto...

ben venga la mobilitazione delle aziende erogatrici dei buoni.

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