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venerdì 6 giugno 2008

Apocalisse nell’ufficio del bene e del male, se il tuo capo vale quanto il due di picche




Di Trippi

Sarà una maledizione, sarà uno scherzo del destino o il mio karma che non riesce a riallinearsi, ma puntualmente finisco in posti di lavoro in cui è in pieno svolgimento una lotta per il potere. Non parlo di scaramucce, parlo di veri e propri scontri titanici con tanto di schieramenti, morti e feriti!
Chissà perché poi, in queste battaglie per quanto mi riprometta di farmi i fatti miei e non lasciarmi coinvolgere, finisco sempre col parteggiare (perchè per forza devi farlo) con chi mi piace di più, chi mi è in qualche modo affine. Ecco perché finisco con prendere le padellate in faccia insieme con il mio simile. Perché se siamo tanto vicini o mi piace probabilmente è la persona più sensibile, meno scafata e/o stronza e soprattutto meno spalleggiata dalle alte gerarchie!

Vediamo qualche episodio nelle mie esperienze personali:

1 - la lotta tra il bene e il male avveniva tra il mio direttore e l’assistente personale del conduttore del programma per cui lavoravo. Lei una strega patentata, una fiorentina magra come un chiodo, una sessantenne iperattiva a compensare l’inattività sessuale e la ormai decantata pace dei sensi, sfogava la sua ira repressa su una bici, con cui tracciava sentieri attraverso la città, e su redazione e produzione. Non dico i commenti sulle donne che si pensava di ospitare in puntata, l’aggettivo più delicato in genere spaziava tra troia e zoccola, per non parlare di come definiva le qualità intellettuali delle filosofe o politiche di turno. Sulla carta la guerra guerreggiata l’avrebbe dovuta vincere il mio direttore, a conti fatti la vinse la vecchia arpia! Così lui venne esiliato su un programma di divulgazione con qualche lancio da studio e due o tra documentari esteri tradotti. Una bella promozione davvero, dal talk show in diretta e in prima serata al premontato del primo pomeriggio! Lei sta ancora li, alla ennesima edizione del programma con le stesse ospiti che penso conservino sempre le stesse caratteristiche intellettuali e personali!

2 - La seconda lotta avvenne in una casa editrice tra i responsabili di una parte video (per tv, internet e mobile) nascente e la già insediata, approssimativa e fallimentare radio. In genere i fondi più consistenti e le risorse maggiori vengono dirottate sulla parte video o comunque sulle nuove iniziative, ma qui no. Il direttore della radio e i suoi fedelissimi vennero presi da ansia da schermo, si inventavano di tutto e di più pur di mettere le mani in pasta su temi/argomenti conduzione e comparsate, pur non conoscendo assolutamente il mezzo. Insomma una battaglia in cui la parte tv continuava a delimitare il territorio sempre più eroso da ingerenze e approssimazioni. Tra i morti e i feriti sul campo? I più competenti in ambito televisivo e lo stesso amministratore delegato. Alla fine chi si occupava della tv ha perso, vinto dalla mancanza di fondi, dalle eccessive personalizzazioni di alcuni megalomani incompetenti (che pensavano più a saltare nel letto dell’assistente che a rispettare la deadline di consegna dei prodotti), dalla nomina finale del direttore della radio a supermegadirettore di tutte le produzioni presenti passate e future in tutti i possibili canali di distribuzione! Una curiosità: l’amministratore delegato, uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, designato alla direzione di un’altra società editrice ha assorbito quella che lo aveva mandato via. Facendo suo il detto “la vendetta è un piatto che va assaporato freddo”. Un’apocalisse ancora in fieri da quel che mi sussurra chi è rimasto abbarbicato alla sedia!
To be continued




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