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venerdì 13 giugno 2008

Sicuri di lavorare bene?


Di Trippi

Qualche sera fa a cena con il mio compagno salta fuori che ha fatto un lavoro pericoloso, a 4 metri d’altezza, su una scala appoggiata alla parete, senza imbracatura, da solo.
Quando gli ho chiesto per quale motivo si trovasse da solo, mi ha spiegato che da quando l’azienda per la quale lavora è stata assorbita da una multinazionale francese capita sempre più spesso che anziché fare i lavori in coppia les messieurs preferiscano risparmiare e farli uscire da soli. Se poi c’è bisogno di un aiuto si chiede al momento, ma non senza dover ingaggiare un braccio di ferro con i responsabili (che non vogliono perdere tempo loro in primis, ma anche far completare il compito nel più breve tempo possibile)!
Da li a pensare che gli è andata bene, il passo è stato breve. Perché nel caso in cui capiti un incidente, la sua azienda risparmia l’uscita di una seconda persona, ma lui rischia ben altro.


Considerazione numero 1: si parla tanto della superficialità e approssimazione degli italiani, ma quando gli stranieri mettono le mani sulle nostre aziende si adattano in un batter d’occhio, guarda un po’!


Considerazione numero 2: tutte le volte che corriamo dei rischi sul lavoro pur di completare il nostro compito rapidamente non siamo corresponsabili? Non siamo complici di un’azienda che si pone in concorrenza scorretta con chi rispetta le normative e le regole?


1 commento:

chica mala ha detto...

1-esempio lampante cio che è successo all thyessen
2- si siamo correi, ne sono convinta! basti pensare a dove lavoro io, per non investire soldi in nuove assunzioni i lavoratori vengono costretti a turni massacranti e assicuro che anche in questo settore le conseguenze possono avere risvolti tragici, ne sono testimone!

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